| L'allenatore della Germania Jogi Loew passeggia sulla spiaggia in attesa dello scontro finale |
Effetto mondiali, invece, da 55 milioni per carne, caffé, te e cacao brasiliani in Italia. I riflettori sugli eventi internazionali amplificano il brand del Paese e creano indotto: e i mondiali di calcio “rendono” meglio di Expo e Olimpiadi, in termini di ritorno economico e di immagine. Considerando il trend delle ultime Coppe del mondo disputate, il valore delle esportazioni è aumentato di circa il 7% a Mondiale. Così con Brasile 2014, gli effetti si sentiranno, tra l’altro, sulle esportazioni di carne, caffé, te e cacao (in termini assoluti un “effetto mondiale” che vale per queste voci circa 55 milioni di euro). Un “effetto” sia per chi cercherà il “made in Brazil” tra gli scaffali del supermercato, sia per chi, spinto dalle immagini in tv del Paese carioca, cercherà la stessa atmosfera tra le churrascherie in Italia (150 circa i titolari brasiliani di attività legate alla ristorazione). Non solo più carne, ma anche più esportazioni di cuoio e pelli dal Brasile verso l’Italia (+ 22 milioni di Euro), destinate al settore di abbigliamento e accessori. E con la Coppa del Mondo nel 2010, l’export della Repubblica Sudafricana verso l’Italia è aumentato del 18,7%, così come per Germania 2006 le esportazioni tedesche hanno registrato +10,2% e del +5,4% crescevano quelle francesi nel 1998. Emerge da stime e elaborazioni dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Istat –Coeweb.
Export lombardo in Brasile. Nei primi tre mesi del 2014 torna a crescere l’export lombardo con il Brasile: +2,8% rispetto al -0,8% italiano. Raggiunge i 360 milioni di euro, rappresenta un terzo del totale italiano e quasi il 40% delle esportazioni lombarde in America Latina. Le province più attive? Milano, Brescia, Varese e Bergamo. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano e della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Istat al I trim. 2014 e 2013.
Argentini e tedeschi imprenditori in Italia. Sono 13 mila nati in Germania e imprenditori in Italia: prime Lecce, Cosenza e Salerno con oltre 500. A Milano e Roma sono circa trecento. Gli argentini titolari d’impresa in Italia sono 4090, prima di tutto a Roma, 288, Milano, 245 e Torino, 214. Oltre un centinaio a Treviso, Macerata e Ancona. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano e della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati registro imprese al I trim. 2014 e 2013.
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