mercoledì 28 giugno 2017

Buona notte


TRAMONTO in Provenza


ROMA, muore a 9 anni bimba all'ospedale. Non era vaccinata e aveva preso il morbillo


ROMA, 28 giugno - Una bimba di 9 anni è morta all'ospedale Bambin Gesù di Roma, forse per le conseguenze del morbillo. La piccola soffriva di una cromosomopatia. "Era in una condizione di estrema fragilità, ma se non avesse preso il morbillo forse non sarebbe morta", ha affermato il primario di pediatria Alberto Villani. "Molti bambini in queste condizioni non vengono vaccinati poiché in rari casi di immunodeficienza il vaccino è sconsigliato"
La bambina, nata a febbraio 2008 e residente nel comune di Latina, è stata ricoverata il 19 aprile ed è morta nove giorni dopo. Lo conferma l'ospedale Bambin Gesù. La cromosomopatia (malattia genetica complessa) da cui era affetta non sarebbe incompatibile con la vaccinazione contro il morbillo, come rilevano fonti sanitarie.
La causa del decesso - L'inizio dei sintomi (febbre e congiuntivite) risale al 14 aprile e la diagnosi di morbillo è stata confermata in laboratorio il 26 aprile. Le complicanze riportate dalla piccola sono polmonite e insufficienza respiratoria. Quest'ultima è riportata anche come causa del decesso.
"Abbiamo tentato di tutto" - Il primario di pediatria e presidente della Sip (la società italiana di Pediatria), Alberto Villani, ha spiegato a Repubblica: "Purtroppo è deceduta proprio per le conseguenze del morbillo, che ha innescato una insufficienza multiorgano. Abbiamo tentato di tutto"
"Molti bambini fragili non vengono vaccinati" - Villani ha affermato inoltre che "molti bambini fragili, per vari timori, non vengono vaccinati. In realtà soltanto in rari casi di immunodeficienza il vaccino è sconsigliato. Negli altri casi, con attenzione, si può procedere alla vaccinazione, che anzi è protettiva. La bimba morta era certamente in una condizione di fragilità - ha concluso -, ma senza il morbillo probabilmente non sarebbe morta".

Controllo antidoping, positivo un ciclista di 14 anni



L'ultima frontiera del doping, arrivare sempre più giù fino a travolgere atleti che sono poco più che bambini: un test di Nado Italia, apprende l'Ansa, ha infatti trovato positivo al Mesterolone (potente anabolizzante) un ciclista di appena 14 anni. Si tratta di un vero e proprio record negativo: il controllo è stato effettuato in occasione di una gara regionale. L'atleta è stato subito sospeso dal tribunale nazionale antidoping del Coni, su proposta della Procura.

STORIE DI MIGRANTI tra Messico e Stati Uniti: un treno gli ha rubato le gambe, non la speranza



                                       
                                                   Servizio di Alejandro Vargas

CIUDAD JUAREZ, giugno -Dopo aver lasciato il suo lavoro nelle forze armate dell'Honduras, Hermes Espinoza, 46 anni, ha smesso di portare la sua l'uniforme militare che ha rappresentato per lui una barriera tra la vita e la morte, perché lo proteggeva da eventuali vendette della Mara Salvatrucha, perché a volte ha dovuto arrestare i diversi membri di questa organizzazione criminale che abitavano nel suo quartiere. Mara Salvatrucha (comunemente abbreviato in MS, Mara o MS-13) è un'organizzazione transnazionale di bande criminali associate, che ha avuto origine a Los Angeles e si è successivamente diffusa in altre regioni degli Stati Uniti, in Canada, in Messico, nel Nord dell'America centrale (Guatemala, El Salvador, Honduras), in Spagna e anche in Italia, a Milano, dove si sono verificati degli atti di aggressione da parte di membri della gang Latino-Americana MS-13La maggior parte delle bande sono etnicamente composte da centroamericani (guatemaltechi, salvadoregni e honduregni) e sono attive nelle aree urbane e suburbane, danno supporto a cellule (cricche) localizzate in America Latina, con oltre 70.000 membri. Si noti che gli unici paesi centroamericani che sono riusciti a tenere fuori questo movimento sono Nicaragua, Panama e Costa Rica.
Le continue minacce contro la vita di Espinoza sono plasticamente rappresentate dal vecchio fucile che da soldato sempre lo ha accompagnato; però la situazione è diventata sempre più rischiosa ed Hermes ha così deciso all’etá di 21 anni, di abbandonare la sua  patria e diventare un altro di coloro che cercano di attraversare il confine del Messico per raggiungere gli Stati Uniti (Trump non c'era ancora) in cerca di lavoro e di un rifugio, lasciando dietro di sé la madre e la sorella minore.
Una volta arrivato negli Stati Uniti ha lavorato in vari lavori temporaneamente e si è unito ad altri immigrati per cercare di affittare una camera con la difficoltà di non capire la lingua e senza avere sul suolo americano qualcuno a cui fare riferimento.  Ha dormito in strada quando era senza soldi e alla fine è stato espulso in Messico, dove ha avuto una relazione con una donna,dalla quale è nata una figlia
Le condizioni della sua famiglia in Messico non erano delle migliori, così è ritornato al nord e ha riattraversa il confine, ma essendo recidivo è stato arrestato dalle autorità statunitensi e condannato a 37 mesi di carcere: dopo 28  è stato rilasciato per buon comportamento.
E’ tornato in Messico nel 2015 con l'intenzione di attraversare di nuovo il confine degli Stati Uniti; è arrivato a Torreon, grande città (un milione di abitanti)nello stato di Coahuila, dove i treni diretti a Chihuahua, nell’omonimo stato, si incontrano ed è salito su un convoglio come clandestino. Ma pagherà alla fine un prezzo molto elevato.


"In Gomez Palacio, nello stato di Durango – racconta Espinoza, con sentimenti contrastanti sul suo volto - il treno si è fermato e sono entrate alcune persone chi si chiamano “garroteros” per chiedere soldi. Avevo 15 pesos soltanto, così sono sceso e poi mi sono addormentato in attesa di un altro treno da prendere al volo fuori dalla stazione. Quando ho visto che stava passando, mi sono lanciato verso il convoglio, ho cercato di afferrare la maniglia di una portiera, sono salito sul predellino, ma le mani e i piedi mi hanno tradito e sono caduto sotto le ruote. E 'stato così che ho perso le mie gambe”.
Espinoza aggiunge che nei pressi del luogo dell'incidente c’era un campo di baseball dove alcune persone lo hanno soccorso chiamando un’ambulanza che è arrivata in pochi minuti e lo ha portato in ospedale riuscendo a frenare l'emorragia. La degenza è durata un mese e sei giorni. Ne è uscito vivo, ma senza gambe.
"A questo punto volevo regolarizzare le mia posizione qui in Messico. Gli addetti all’immigrazione mi hanno fatto qualche domanda, poi mi hanno comunicato che non mi avrebbero deportarli e mi hanno dato una residenza temporanea per quattro anni e poi ... eccomi qui” dice sulla sua carrozzella.


Espinoza non specifica in quale modo sia tornato a Ciudad Juarez, dove è una delle 103 persone che quest'anno sono residenti temporanei del rifugio Casa del Migrante. Tutto ciò che vuole è una protesi alle gambe perché così potrebbe lavorare: dimostra comunque uno spirito combattivo che non gli consente di rinunciare alle sue prospettive di vita, malgrado tutto quello che gli è successo. Fuori, c’è la vita caotica e difficile  di Ciudad Juarez. Ma Espinoza, malgrado tutto, crede ancora nel suo futuro, anche se non più negli Usa.

MIGRANTI, l'Italia pensa di chiudere i nostri porti alle navi straniere


ROMA, 28 giugno - 'Italia ha inviato un messaggio ufficiale alla Commissione europea sul tema dell'immigrazione, definendo "grave" la situazione affrontata dal nostro Paese. Il governo avrebbe infatti dato mandato al Rappresentante presso l'Ue, l'ambasciatore Maurizio Massari, di porre formalmente al commissario per le migrazioni, Dimitris Avramopoulos, il tema degli sbarchi in Italia. E spunta l'ipotesi di chiudere i porti italiani alle navi straniere.
Una possibilità che l'esecutivo italiano sta valutando: negare l'approdo nei porti del Paese alle navi che effettuano salvataggi dei migranti davanti alla Libia ma battono bandiera diversa dalla nostra. Una mossa che potrebbe arrivare, dicono fonti governative, dal momento è ormai "insostenibile" che tutte le imbarcazioni attive nel Mediterraneo centrali portino le persone soccorse in Italia. "L'Europa non può voltarsi dall'altra parte", si legge nel messaggio al commissario Avramopoulos.

L'appello - L'Italia, sottolineano le fonti governative, continuerà a salvare vite in mare come sempre ha fatto in questi anni, ma non è più sostenibile che tutto il peso dell'accoglienza debba gravare sul nostro Paese. Salvataggi e accoglienza non possono essere disgiunti e dunque il contributo dell'Ue non dovrà limitarsi alle operazioni di soccorso in mare.

Blocco anche alle navi di Frontex e di Eunavformed - L'eventuale blocco dei porti italiani riguarderebbe non solo le navi delle organizzazioni non governative che operano nel Mediterraneo centrale ma anche le unità navali inserite in Frontex, l'Agenzia cui spetta il controllo delle frontiere esterne dell'Ue, e in Eunavformed, l'operazione che ha il compito di contrastare nel canale di Sicilia i trafficanti di esseri umani, alla quale partecipano 25 nazioni europee.

LA FOTO Un orsetto per dormire


VENAFRO (Isernia), infermiera uccide paziente con l'acido cloridico



VENAFRO, 28 giugno - Un'infermiera 45enne, in servizio presso l’Ospedale di Venafro, in provincia di Isernia, è stata arrestata dai carabinieri a seguito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Isernia, in quanto ritenuta responsabile di omicidio volontario: la donna avrebbe somministrato a un paziente 76enne ricoverato per ictus, padre di una sua collega, dell’acido cloridrico, causandogli gravi lesioni al cavo orale che hanno portato l'anziano al decesso dopo atroci sofferenze.
Il folle gesto, secondo gli inquirenti, sarebbe scattato in seguito alla riduzione di organico prevista dall'ospedale: l’infermiera infatti aveva ricevuto un provvedimento di trasferimento. Per questo la donna si riteneva danneggiata a favore della collega, figlia della vittima, che proprio per la grave situazione di salute del genitore aveva beneficiato del fatto di rimanere nell’organico.

In arrivo al Nord CIRCE, ciclone con trombe d'aria e grandine


Furia Circe sull'Italia, soprattutto al Nord. Il ciclone porterà violenti temporali, accompagnati da grandine, possibili trombe d'aria (o tornado) e nubifragi. Ecco - secondo le analisi degli esperti del sito ilmeteo.it - le zone più colpite dai fenomeni più violenti. C'è già stato un anticipo a Torino. Allagamenti, lamiere dei tetti divelte, auto in panne, alberi caduti. Sono state centinaia le telefonate al centralino dei vigili del fuoco che chiedevano un intervento a causa del nubifragio abbattuto su Torino e provincia nella tarda serata di ieri. Stamane si contano i danni. La polizia municipale informa che il sottopasso di via Germagnano è chiuso. In piazza Carlina 15 è caduto un albero, sono caduti rami in corso Galileo Ferraris ang. corso Einaudi e in corso San Maurizio; una parte della balconata in via Nino Costa 5 è crollata. Alcune crepe in un muro di contenimento in corso Moncalieri hanno fatto temere il peggio e nella notte la strada è stata chiusa al traffico. Vari tombini hanno tracimato in corso Traiano, corso Salvemini e via Giordano Bruno, causando allagamenti. I vigili del fuoco sono intervenuti anche in via Filadelfia, alla Centrale del latte, per una fuoruscita di vapore da un macchinario dovuta alla forte pioggia. 

ALPI, PREALPI - E' allerta massima su questi settori. Le precipitazioni risulteranno abbondanti, con temporali frequenti, possibile grandine e nubifragi. Concreto rischio di smottamenti e frane. Prestare attenzione.
PIANURA PADANA- Temporali localmente forti anche sulla Pianura Padana, specie sui settori centrali e settentrionali di Piemonte e Lombardia, Veneto e Friuli. Non si possono escludere la possibilità di trombe d'aria localizzate.
LIGURIA di LEVANTE e ALTA TOSCANA - Anche su questi settori le forti precipitazioni previste potranno assumere carattere di nubifragi.
VENTI FORTI - Attenzione anche ai venti. Soffieranno forti sull'alto Adriatico e poi sul mar Ligure, con raffiche fino a 50/70 km/h. Lo scirocco soffierà in Adriatico, mentre sarà il Libeccio ad imperversare sul Ligure e alto Tirreno.

MEDIASET cita di nuovo in tribunale VIVENDI


MILANO, 28 GIU - Il contenzioso tra Mediaset e Vivendi tiene banco all'assemblea del gruppo del Biscione. L'alleanza doveva essere "qualcosa di molto positivo ed è diventato un elemento fortemente negativo, un intralcio, un condizionamento pesante al nostro sviluppo", ha detto il presidente Fedele Confalonieri annunciando che "poche settimane fa abbiamo nuovamente citato in tribunale Vivendi per violazione contrattuale, concorrenza sleale e violazione della legge sul pluralismo televisivo".
L'assemblea è stata disertata dai francesi, che non hanno depositato il lo 28,8% del capitale di cui sono in possesso. Confalonieri ha anche annunciato che Mediaset Premium tornerà a farsi sotto per la Serie A dopo aver disertato la prima asta. "In autunno - ha detto Confalonieri - è prevista una nuova asta per i diritti tv della serie A, noi parteciperemo con l'obiettivo di ottenere la migliore offerta televisiva calcistica per i tifosi italiani".

Morto l'attore Michael Nyqvit, protagonista della trilogia MILLENIUM

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Il nemico di Tom Cruise in "Mission Impossible" e il Mikael Blomkvist nella trilogia Millennium (tra cui "Uomini che odiano le donne") tratta dai romanzi di Stieg Larsson, l'attore svedese Michael Nyqvist, è morto all'età di 56 anni. Lo annuncia il suo portavoce, Jenny Tversky, sottolineando che Nyqvist è deceduto dopo un lunga battaglia contro il cancro.
Nyqvist divenne famoso in tutto il mondo dando il volto a Mikael Blomkvist nella trilogia "Millennium", film che hanno incassato più di 215 milioni di euro. Divenne poi il cattivo in "Mission: Impossible: Protocollo fantasma" (2011) e dopo in "John Wick" (2014).

LONDRA, le indagini sull'omicidio di Pietro Sanna;: arrestata una donna


LONDRA, 28 giugno - La Metropolitan Police di Londra ha annunciato l'arresto di una donna, sospettata di essere coinvolta nell'omicidio di Pietro Sanna, 23 anni: Lo rende noto la stessa Scotland Yard in un comunicato. Secondo fondi di stampa potrebbe trattarsi della sua coinquilina, la prima ad aver lanciato l'allarme. Secondo quanto rende noto sempre Scotland Yard, l'autopsia sul corpo di Sanna verrà eseguita oggi. La Met Police ricorda di essere stata chiamata "a Ravenscroft Close, E16, intorno alle 11.40 locali di lunedì dopo che un uomo è stato trovato con numerose ferite da arma da taglio in una proprietà residenziale. L'uomo è stato dichiarato morto" sul luogo del delitto. L'ispettore capo Gary Holmes, che guida le indagini, ha detto che "nonostante l'arresto, l'inchiesta è ancora agli stadi iniziali e chiedo con urgenza a chi possiede informazioni di manifestarsi. Chiedo a tutti i testimoni e a chi possiede informazioni su questo attacco fatale di contattare l'incident room il più presto possibile"

LA CASSAZIONE, niente processo di appello per ALBERTO STASI


ROMA, 28 giugno - Rimane in carcere Alberto Stasi e per lui non ci sarà un processo di appello ter. Lo ha deciso la Cassazione che dichiarato inammissibile il ricorso dei suoi legali per riaprire il caso, sospendere la pena e riesaminare in un nuovo processo di appello i testi già sentiti in primo grado. Stasi sta scontando la condanna a 16 anni di reclusione per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco (Pavia) il 13 agosto 2007.

RUSSIA, rilasciati i 5 attivisti italiani dei diritti umani


MOSCA, 28 giugno - Sono stati rilasciati i cinque attivisti italiani fermati per nove ore in Russia. Tra di loro, anche Flavio Romani, presidente nazionale di Arcigay, e altri 4 italiani di Antigone e a Buon Diritto. La notizia era stata diffusa da Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana su Facebook. Erano "in Russia - prosegue Fratoianni - per monitorare le condizioni di detenzione nelle carceri".
"Stiamo bene" - "Qualsiasi cosa leggiate in questi minuti sappiate che stiamo bene. Vi daremo presto nostre notizie,sperando che il fermo deciso dalla polizia russa si risolva in fretta...". Così su Facebook aveva scritto Michele Miravalle, uno degli attivisti fermati. Sempre Miravalle ha poi confermato la sua liberazione: "Siamo liberi!!!grazie a tutti" per il sostegno,grazie a all'Associazione Antigone, A Buon Diritto e Arcigay, grazie alle autorità consolari,grazie agli amici russi che ci hanno supportato...sono state 9 ore non facili,ma tutto pare risolto per il meglio. Abbiamo toccato con mano quanto sia difficile parlare di diritti in questo Paese. Rientreremo in Italia giovedì!grazie soprattutto ai compagni di fermo Valentina Calderone Alessio Scandurra Grazia Parisi Flavio Romani...sara' un'esperienza che non dimenticheremo!". I cinque erano in visita in Russia con una delegazione di Cild (Coalizione Italiana Libertà e Diritti) per una azione di monitoraggio sulla situazione dei diritti umani.

Chi sono - Oltre a Romani, c'erano "tre attivisti di Antigone e la direttrice di A Buon Diritto (Valentina Calderone). I cinque si trovavano a Ninzhny Novogorod presso la sede dell'ONG russa 'Committee Against Torture'. L'incontro era stato organizzato dall'associazione russa Man and Law, partner di Antigone in un progetto di scambio con la società civile russa". Lo fanno sapere in una nota il presidente di Antigone Patrizio Gonnella e il presidente di A Buon Diritto Luigi Manconi. "Fin dal primo momento - spiegano - sono stati allertati l'ambasciata italiana in Russia e il Ministero degli Esteri. Ai cinque sono state contestate mere violazioni di carattere amministrativo legate ai motivi della presenza in Russia. Tutti sono stati trattati in modo rispettoso", concludono Gonnella e Manconi.

"Lasciamo la caserma" - "Abbiamo i passaporti in mano, stiamo raccogliendo le nostre cose e possiamo andare via: tutto concluso", ha spiegato Valentina Calderone, una degli attivisti fermati. "Sono stati tutti molto gentili - racconta - nessuno ci ha torto un capello: ci hanno spiegato che il visto che avevamo, un visto turistico, non era quello corretto rispetto all'attività. Ci è stata comminata una multa di 2mila rubli a testa (circa 20 euro)".

Alfano: soddisfazione per rilascio italiani - "Con soddisfazione e gioia confermo che i cinque attivisti italiani posti in stato di fermo amministrativo in Russia sono stati rilasciati e faranno a breve rientro in Italia". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Angelino Alfano. "Questo bel risultato - ha aggiunto - è stato possibile anche grazie al pronto intervento della Farnesina e del Consolato Generale d'Italia a Mosca, che fin dal primo momento hanno seguito il caso, in stretto contatto con le autorità russe".

CARACAS Elicottero della polizia attacca il ministro dell'inyerno lanciando due granate


CARACAS, 28 GIU - Un elicottero della polizia ha attaccato le sedi del Ministero dell'Interno della Corte suprema a Caracas, sparando e lanciando due granate. L'elicottero mostrva una bandiera con la scritta "LIbertà". Una foto è stata distribuita ai media.
 L'agente responsabile del gesto ha anche pubblicato sui social un video-manifesto in cui chiama all'unione tra militari e popolo contro Maduro. Secondo il presidente, il poliziotto sarebbe collegato all'ex governo Chavez.
 La capitale venezuelana è stata blindata con un massiccio dispiegamento di forze di sicurezza. Il governo parla di "attacco terrorista".

ATTACCO HACKER, l'Ucraina acusa la Russia


KIEV, 28 giugno - Il nuovo attacco hacker, simile al 'ramsonware' WannaCry, ha colpito il mondo e in particolar modo l'Ucraina. Qui il contagio è stato "massiccio" e il premier Volodomyr Groysman non ha esitato a definirlo "senza precedenti". Nel mirino, infatti, sono finite grandi banche, compagnie elettriche, società di trasporti - a Kiev in metrò non si poteva pagare con la carta di credito - e aeroporti; persino la centrale nucleare di Cernobyl ha subito guasti, benché non ai "sistemi critici interni".
E l'Ucraina ha subito puntato il dito contro la Russia. "Non c'è alcun dubbio che dietro a questi 'giochetti' ci sia Mosca", ha tuonato il consigliere del ministro dell'Interno ucraino Zoryan Shkiriak, sottolineando come il cyber-attacco non sia altro che l'ennesima manifestazione della "guerra ibrida" del Cremlino.

L'accusa, grave, è stata puntellata dalle parole del segretario del Consiglio di Sicurezza e della Difesa Oleksandr Turchynov: "Già dopo un'analisi preliminare del virus - ha dichiarato - si può parlare di una traccia russa". 
Pure la Russia, però, è stata colpita. Rosneft, la prima azienda petrolifera del Paese, ha visto il suo sito andare in tilt ed è dovuta passare ai sistemi informatici di riserva (non senza imbarazzo da parte della compagnia stessa). Altre società come Bashneft - ora parte di Rosneft dopo l'acquisizione dello scorso anno - Mars e Nivea sono state coinvolte. I danni però sembrano essere stati contenuti, specie al sistema bancario.
In Ucraina gli hacker invece hanno picchiato duro, infettando ad esempio i computer del Consiglio dei ministri. Il virus - che stando ai servizi di Kiev, l'Sbu, era "già noto" (il 'Petya') ma "modificato" - ha causato molti disservizi per quanto, come ha sottolineato Groysman, non è riuscito a penetrare le "infrastrutture vitali" del Paese. Anche se a Chernobyl i sistemi di monitoraggio delle radiazioni sono "saltati parzialmente" e si è dovuto passare in modalità manuale.