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giovedì 3 agosto 2017

FIRENZE, arrestati 5 anarchici per la bomba di CAPODANNO


FIRENZE, 3 agosto - Cinque militanti anarchici sono stati arrestati con l'accusa di tentato omicidio in relazione alla bomba esplosa lo scorso Capodanno a Firenze davanti a un centro culturale di destra, a causa della quale l'artificiere di polizia Mario Vece perse un occhio e una mano.
La conferma dell'operazione in corso a Firenze arriva dall'Antiterrorismo che, assieme agli uomini della Digos fiorentina, ha eseguito i provvedimenti.
L'attentato avvenne a Firenze la mattina dello scorso primo gennaio. Fu provocato da un ordigno infilato tra le maglie della saracinesca della libreria 'Il Bargello', riconosciuta come centro culturale di destra. La deflagrazione colpì in pieno un artificiere della questura di Firenze che si era appena avvicinato (era in giro con una pattuglia che aveva notato l'involucro inserito nella serranda) ed aveva cominciato ad esaminare la bomba. L'ordigno aveva un timer.

   

mercoledì 19 luglio 2017

L'AQUILA, mazzette sugli appalti per la ricostruzione, 10 arresti


L'AQUILA, 19 luglio - I carabinieri hanno arrestato 10 persone nell'ambito di un'inchiesta su presunte mazzette in una serie di appalti pubblici per la ricostruzione de L'Aquila dopo il terremoto del 2009. Sono stati inoltre effettuati sequestri e perquisizioni nei territori di Teramo, Pesaro Urbino, Bari e Benevento. Contestati i reati di corruzione, abuso d'ufficio e turbativa d'asta, commessi in quello che è stato definito il "cantiere più grande d'Europa".
A otto anni dal sisma che ha colpito L'Aquila, l'inchiesta sulla ricostruzione coinvolge funzionari pubblici, professionisti e imprenditori, tra cui alcuni nomi eccellenti. 35 gli indagati, di cui 10 agli arresti domiciliari e 5 interdetti dall'esercizio dell'attività professionale. Tutte le persone indagate esercitavano la propria attività in Abruzzo, Campania, Marche e Puglia.
Secondo quanto appreso, le indagini dei carabinieri, coordinate dal procuratore capo Michele Renzo e dal pm Antonietta Picardi, sarebbero scattate grazie a degli spunti investigativi emersi da un'altra inchiesta. Con intercettazioni telefoniche e ambientali e con alcuni documenti video e foto, sarebbero state dimostrate le somme di denaro consegnate per vincere gli appalti.

venerdì 12 maggio 2017

LECCE, arrestata la presidente dell'associazione antiracket, tratteneva i soldi indebitamente percepiti


LECCE, 12 maggio - La presidente dell'associazione antiracket Salento, Maria Antonietta Gualtieri, leccese 62enne, è stata arrestata con l'accusa di truffa aggravata, peculato e frode nella percezione di fondi pubblici destinati alle vittime del racket e dell'usura. Assieme a lei è stato arrestato Pasquale Gorgoni, funzionario dell'ufficio patrimonio ed ex addetto dell'ufficio casa. In carcere anche Giuseppe Naccarelli, 47 anni, ai domiciliari Serena Politi, collaboratrice della Gualtieri. Interdizione all'esercizio delle pubbliche funzioni per l'assessore comunale Attilio Monesi.
La somma che sarebbe stata indebitamente percepita dal 2012 ammonta a oltre due milioni di euro. L'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Lecce, Giovanni Gallo, è stata eseguita dalla gdf.
L'INDAGINE.  Secondo le accuse, i finanziamenti indebitamente percepiti dalla locale associazione antiracket erano destinati a rafforzare le iniziative in materia di contrasto al racket ed all’usura attraverso l’istituzione di tre sportelli nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto aventi il fine di prestare assistenza alle vittime di tali reaticon l’ausilio di specifiche figure professionali quali avvocati, commercialisti, esperti del settore bancario. L’attività di indagine avrebbe svelato «l'esistenza di un sodalizio criminale capeggiato dal presidente dell'associazione, Maria Antonietta Gualtieri, che, avvalendosi dell'apporto di numerosi altri soggetti, per lo più inquadrati all'interno di detta associazione oltre che di pubblici amministratori e privati imprenditori, ha posto in essere plurime condotte delittuose volte al fraudolento accesso a finanziamenti in grave danno del Bilancio statale e della Comunità Europea».
La ricostruzione dei fatti avrebbe evidenziato come, aI fine di percepire indebitamente i suddetti fondi, Ia presidente «nel maggio 2012 avesse stipulato apposita convenzione con I'Ufficio del Commissario Antiracket istituito presso il Ministero dell'lnterno e con le amministrazioni comunali di Lecce, Brindisi e Taranto per I’istituzione di 3 sportelli antiracket presso ciascun capoluogo, aventi il fine di prestare assistenza alle vittime del racket e dell'usura e favorire l'accesso ai finanziamenti previsti dal Fondo di Solidarietà.
L'indagine così condotta ha permesso di accertare come tale Associazione ed i relativi Sportelli fossero di fatto non operativi e costituiti all'unico fine di frodare i finanziamenti pubblici mediante:  la fittizia rendicontazione di spese per il personale ivi impiegato; l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti afferenti l'acquisizione di beni e servizi; la rendicontazione di spese per viaggi e trasferte in realtà mai eseguite; la falsa attestazione del raggiungimento degli obiettivi richiesti dal progetto in termini di assistenza ai nuovi utenti e numero di denunce raccolte».
«L'associazione - si legge ancora nelle carte - nel perseguire i propri affari illeciti ed accedere ai contributi, avrebbe stipulato contratti di collaborazione con dipendenti fittizi e compiacenti professionisti, emettendo false buste paga, ovvero ricevendo fatturazioni per prestazioni professionali inesistenti. Le somme indebitamente percepite dai fittizi collaboratori grazie alle false rendicontazioni presentate all’Ufficio del Commissario Antiracket, venivano successivamente restituite in contanti alla stessa presidente dell’Associazione. Un particolare non è sfuggito agli inquirenti: venivano fatte salve le ritenute previdenziali e assistenziali. Nel perseguire iI disegno delittuoso, l'organizzazione documentava inoltre l'esistenza di spese fittizie per l’acquisizione di beni e servizi quali inesistenti promozione di campagne pubblicitarie ed interventi di manutenzione presso le tre sedi, predisponendo una serie di  documenti, anche di natura fiscale, idonei a dimostrare il regolare svolgimento delle procedure di selezione delle aziende fornitrici e l'avvenuto pagamento delle prestazioni. Anche in questo caso il meccanismo  prevedeva che i finanziamenti indebitamente percepiti venissero dapprima bonificati in favore delle ditte esecutrici a pagamento delle forniture e successivamente restituiti in contanti per un importo pari alla differenza tra l’importo fatturato e una quota del 20%, quale “compenso” alla stessa azienda fornitrice, cui veniva aggiunto il rimborso delle spese effettivamente sostenute per la predisposizione della campionatura da trasmettere al Ministero.
Le indagini permettevano, altresì, di accertare l’illecita percezione di finanziamenti destinati alle opere infrastrutturali e all’acquisto degli arredi presso le sedi di Lecce e Brindisi denotando dirette responsabilità a carico degli amministratori comunali e dei direttori dei lavori coinvolti nel rilascio delle autorizzazioni e nei pagamenti delle relative opere».

lunedì 8 maggio 2017

Diciannove tra DIRIGENTI MEDICI E IMPRENDITORI farmaceutici di 7 regioni arrestati per corruzione


PARMA, 8 maggio - I carabinieri del Nas di Parma hanno arrestato 19 persone, tra dirigenti medici e imprenditori operanti nel settore della commercializzazione e della promozione di farmaci e di dispositivi medici. L'operazione riguarda sette diverse regioni. I militari hanno anche sequestrato due società e circa 500mila euro prezzo della corruzione. Nel complesso sono 75 le persone indagate e 17 aziende coinvolte nelle attività illecite.
I militari impegnati nell'operazione sono oltre 200, sette le regioni coinvolte: Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, Umbria e Lazio. Il gip di Parma ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare nei confronti delle 19 persone coinvolte e disposto il sequestro preventivo di due società di comodo allestite per il riciclaggio dei proventi delle attività illecite, oltre al sequestro, ai fini della confisca, di quasi mezzo milione d'euro come profitto per la commissione del reato di corruzione.
Perquisizioni sono state avviate nelle abitazioni dei professionisti e nelle sedi di importanti società e note aziende farmaceutiche. I reati contestati agli indagati sono associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al riciclaggio, nel campo della sperimentazione sanitaria e nella divulgazione scientifica per favorire le attività commerciali di imprese farmaceutiche nazionali ed estere, attraverso la commissione dei reati di abuso d'ufficio, peculato, truffa aggravata e trasferimento fraudolento di valori.

venerdì 5 maggio 2017

BRINDISI, tangenti sugli appalti della centrale ENEL. 5 arresti


BRINDISI, 5 maggio - Cinque arresti per presunte tangenti sono stati eseguiti dalla Guardia di finanza di Brindisi in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare per corruzione nell'ambito di appalti per lavori eseguiti alla centrale Enel Federico II di Brindisi. I 5 arrestati, uno in carcere e 4 ai domiciliari, sono dipendenti e funzionari della società elettrica. L'inchiesta, coordinata dai pm Milto Stefano De Nozza e Francesco Carluccio, riguarda presunte dazioni di denaro e altre utilità in cambio di appalti.

martedì 2 maggio 2017

TURCHIA, 2638 arresti in 7 giorni (presunti golpisti e terroristi)


ANKARA, 2 maggio - Sono 2.638 le persone arrestate in Turchia in operazioni antiterrorismo nell'ultima settimana. Lo riferisce il ministero dell'Interno. La maggior parte dei sospetti (2.331) è accusata di legami con la presunta rete golpista di Fethullah Gulen, contro cui Ankara ha ulteriormente rafforzato la stretta dopo il referendum. Altri 238 sono finiti in manette perché ritenuti affiliati al Pkk, mentre 43 persone sono sospettate di essere membri dell'Isis.

mercoledì 26 aprile 2017

TURCHIA, operazione contro la rete golpista di Gulen, 805 arresti


ANKARA, 26 aprile - Nuova maxi-operazione in Turchia contro la presunta rete golpista di Fethullah Gulen. Una serie di retate condotte simultaneamente in 54 province hanno portato la scorsa notte all'arresto di almeno 803 sospetti affiliati alla struttura considerata eversiva, secondo fonti di polizia. Ai blitz, coordinati dalla procura generale di Ankara, hanno partecipato 8.500 agenti. L'operazione prosegue in queste ore alla ricerca di altri possibili sospetti.

mercoledì 12 aprile 2017

DORTMUND, un arresto per le bombe contro il bus del BORUSSIA


DORTUMUND, 12 aprile - Gli inquirenti tedeschi affermano che l'attacco di ieri sera a Dortmund contro l'autobus del Borussia ha una "motivazione terroristica" ma, ha sottolineato la procura federale tedesca, "il motivo esatto resta incerto".
E la polizia ha arrestato una persona. Lo ha detto la portavoce della procura federale tedesca, Frauke Köhler, a Karlsruhe. Nel mirino degli inquirenti ci sono due sospetti, appartenenti ad ambienti islamici. Gli appartamenti di entrambi sono stati perquisiti, uno dei due è stato arrestato, ha aggiunto la portavoce. La procura sta verificando ora se chiedere un mandato d'arresto contro di lui.

Gli ordigni esplosi ieri a Dortmund vicino l'autobus del Borussia contenevano delle punte metalliche. Una di queste si è conficcata nel poggiatesta di uno dei sedili del bus. Lo ha riferito la portavoce della procura federale tedesca, Frauke Koehler, a Karlsruhe. "Per questo possiamo dire per fortuna che non è successo nulla di più grave", ha affermato. Gli ordigni avevano una capacità esplosiva di oltre 100 metri. Proseguono le analisi per chiarire il tipo di innesco e di esplosivo utilizzati.

Le tre esplosioni che si sono verificate ieri sera a Dortmund vicino l'autobus della squadra del Borussia, ferendo il difensore Marc Bartra e un poliziotto, sono state azionate a distanza in modo simultaneo. Lo scrive la Bild, secondo la quale gli ordigni sono stati depositati al di fuori dell'area coperta dalle telecamere del vicino hotel in cui alloggiava la squadra. Questi dettagli, nota il giornale, fanno pensare a un'azione molto professionale e ben pianificata. Gli inquirenti sarebbero alla ricerca di un'auto con targa belga, aggiunge la Bild.

martedì 11 aprile 2017

CORRUZIONE, in arresto l'intero vertice dell'aeroporto di LAMEZIA TERME


LAMEZIA TERME, 11 aprile - Terremoto giudiziario alla Sacal, la società di gestione dell'Aeroporto internazionale di Lamezia Terme. Sono finiti agli arresti domiciliari il presidente Massimo Colosimo, il direttore generale Pierluigi Mancuso e la responsabile dell'Ufficio legale Ester Michienzi. L'inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza, riguarda la gestione dello scalo.
I reati contestati - I reati contestati a vario titolo sono corruzione, peculato, falso e abuso d'ufficio. I finanzieri, inoltre, indagano anche su varie forme di concussione.

mercoledì 15 marzo 2017

ROMA, sanità pubblica: 9 arresti per corruzione, indagati deputato FI e giudice

ROMA, 15 marzo - Nove arresti a Roma per corruzione e turbativa di appalti nella sanità pubblica. In manette sono finiti due dirigenti di un'Asl della Capitale, un gestore di laboratori di analisi cliniche e sei tra dipendenti dell'azienda sanitaria e imprenditori. Le indagini hanno portato a scoprire gravi condotte corruttive e di turbativa di gara pubblica per l'assegnazione di opere manutentive di strutture sanitarie romane. Indagati anche il deputato di FI Angelucci e il giudice Amedeo Franco, relatore del processo Mediaset. Sono infatti ben 19 le persone finite sotto inchiesta, e tra di loro figurano, appunto, anche il parlamentare FI Antonio Angelucci e l'ex magistrato di Cassazione Amedeo Franco. Sul primo si ipotizza ilt raffico di influenze, mentre per il secondo - relatore del collegio che ha giudicato e condannato Silvio Berlusconi - si parla di corruzione. 
Secondo quanto accertato dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Corrado Fasanelli, Angelucci avrebbe contattato Maurizio Ferraresi, medico dirigente dell'Asl Rm1, uno dei nove arrestati, per un tentativo, non riuscito, di aggiustare un procedimento in Cassazione su un sequestro preventivo. In cambio, secondo la procura, il deputato avrebbe assicurato a Ferraresi l'assunzione delle fidanzate dei due figli. Il dirigente Asl, a sua volta, si sarebbe rivolto a Franco, ex presidente di sezione della Cassazione attualmente in pensione. Questi, in seguito alla promessa di una falsa certificazione che avrebbe consentito a una sua amica di ottenere il rimborso di un intervento di mastoplastica, avrebbe tentato l'aggiustamento del procedimento presso il giudice competente, ma quest'ultimo si sarebbe rifiutato. Per questo episodio Ferraresi è indagato per corruzione in concorso con Franco. 
Coinvolti poi dirigenti e pubblici ufficiali, imprenditori ed altri soggetti che sarebbero entrati in una rete di reciproche facilitazioni affaristiche. Queste ultime erano finalizzate alla realizzazione di profitti e vantaggi personali mediante traffici di influenze e la redazione di false attestazioni.

Angelucci si difende: "Estraneo ai fatti" - Il deputato di Fi Antonio Angelucci, in relazione all'avviso di garanzia notificato dalla procura di Roma, sottolinea in una nota che l'ipotesi di traffico di influenze illecite a suo carico riguarda "due assunzioni che non sono avvenute" e si dichiara "totalmente estraneo ai fatti", confermando "la sua piena fiducia nell'operato della magistratura".

Appalti ASL e mazzette, 9 arresti a ROMA


ROMA, 5 marzo - Nove arresti a Roma per corruzione e turbativa di appalti nella sanità pubblica. In manette sono finiti due dirigenti di un'Asl della Capitale, un gestore di laboratori di analisi cliniche e sei tra dipendenti dell'azienda sanitaria e imprenditori. Le indagini hanno portato a scoprire gravi condotte corruttive e di turbativa di gara pubblica per l'assegnazione di opere manutentive di strutture sanitarie romane. Nel quadro degli accertamenti di piazzale Clodio sono indagate altre dieci persone tra dirigenti e pubblici ufficiali, imprenditori ed altri soggetti ritenuti coinvolti in una rete di reciproche facilitazioni affaristiche. Queste ultime erano finalizzate alla realizzazione di profitti e vantaggi personali mediante traffici di influenze e la redazione di false attestazioni.

lunedì 6 febbraio 2017

SAVONA, poliziotto e 2 funzionari del ministero arrestati per corruzione


SAVONA, 6 febbraio - Un poliziotto e due funzionari del ministero dell'Intero sono stati arrestati a Savona con l'accusa di corruzione. Avrebbero accettato denaro e regali in cambio di agevolazioni per varie pratiche: rilascio di permessi di soggiorno, cambio di cognome, riduzione dei giorni di sospensione della patente. In manette sono finiti Roberto Tesio, ex ispettore della squadra mobile che ora prestava servizio all’ufficio tecnico e logistico della questura e i funzionari della prefettura Santonastaso e Della Vecchia. Questi ultimi due sono ai domiciliari. Oltre ai tre sono finiti in manette anche un marocchino, un albanese e un'italiana.
L’indagine stando a quanto trapelato ha preso avvio nel 2015 nell’ambito di un altro procedimento penale che riguardava, si legge nella nota della polizia, personaggi malavitosi che ha dato occasione alla squadra mobile di documentare contatti sospetti tra alcuni indagati ed il poliziotto arrestato. Le indagini avrebbero poi messo in luce stretti contatti tra l’ispettore Tesio e i due funzionari della questura per richieste di favori per pratiche di rilascio di permessi di soggiorno, di autorizzazioni di polizia, per la riduzione di giorni di sospensione della patente, cambio di cognomi, richieste per le quali i pubblici ufficiali si sarebbero adoperati sistematicamente abusando delle loro funzioni al fine di ottenere un ingiusto profitto: capi di vestiario, schede telefoniche, cene, assunzioni di persone amiche, visite mediche, esami diagnostici, spese gratis presso esercizi commerciali.

venerdì 16 dicembre 2016

Quel pasticciaccio brutto di M5S a ROMA


ROMA, \6 dicembre - E' stato arrestato Raffaele Marra, capo del personale del Campidoglio e braccio destro del sindaco di Roma Virginia Raggi. Il reato contestato è quello di corruzione. Raffaele Marra è da sempre inviso ad una parte del Movimento 5 Stelle per il suo passato politico, avendo lavorato anche con Gianni Alemanno e Renata Polverini. I carabinieri hanno perquisito la stanza di Marra in Campidoglio.
"Probabilmente abbiamo sbagliato, Marra era già un dirigente e ci siamo fidati", ha detto la sindaca Virginia Raggi in una conferenza stampa in Campidoglio. "Sostituiremo subito Marra, abbiamo piena fiducia nella magistratura". "Mi dispiace per i romani, per M5S e per Beppe Grillo che aveva evidenziato qualche perplessità" su Marra, ha aggiunto. "Voglio esser chiara l'amministrazione va avanti. Il dottor Marra non è un esponente politico e il mio braccio destro sono i cittadini romani. E' per loro che ogni giorno lavoriamo senza sosta. Andiamo avanti con serenità". 
E' stato arrestato anche il costruttore e immobiliarista Sergio Scarpellini. La vicenda che ha portato ai due arresti è legata all'inchiesta sulla compravendita delle case Enasarco e risale al 2013. In quel periodo Marra era a capo del dipartimento politiche abitative del Comune di Roma. L'imprenditore Scarpellini avrebbe corrotto pubblici amministratori, attraverso beni immobiliari, per trarre benefici per le sue società. Marra, nel giugno 2013, all'epoca Direttore del Dipartimento partecipazioni e controllo del Gruppo Roma Capitale, avrebbe comprato un appartamento Enasarco, con assegni tratti dal conto corrente dell'immobiliarista.
Nell'ordinanza di custodia cautelare il gip afferma che sussiste "un concreto e attuale pericolo di reiterazione di condotte delittuose" da parte di Marra "in considerazione del ruolo in concreto attualmente rivestito nel Comune di Roma, dell'indubbia fiducia di cui gode da parte del sindaco Virginia Raggi". Il giudice sottolinea: "Nonostante la campagna di stampa che pure si è registrata in suo sfavore, non è stato esautorato, ma è stato nominato Direttore del Dipartimento del personale".
Ma non è tutto. L'Authority anticorruzione (Anac) e la procura di Roma indagano sulla nomina alla direzione turismo del Campidoglio di Renato Marra, fratello di Raffaele. Un'altra spina nel fianco per Virginia Raggi Orfini ha accusato Grillo, Di Battista e Di Maio di essere "politicamente corresponsabili". La Lega, con il segretario Matteo Salvini, chiede le dimissioni della Raggi e il voto a Roma. Intanto, in seguito all'arresto di Marra, il flash mob a Siena sulla vicenda Mps, in un primo momento in bilico, è stato confermato ma senza i 'big', ovvero senza i parlamentari. 

venerdì 9 dicembre 2016

RIO DE JANEIRO, 7 arrestati per l'omicidio dell'italiano Roberto Bardella

RIO DE JANEIRO, 9 dicembre - La polizia brasiliana ha arrestato sei persone e disposto il fermo di un adolescente con l'accusa di aver partecipato all'omicidio di Roberto Bardella, il 52enne di Jesolo ucciso giovedì da alcuni trafficanti dopo essere entrato per sbaglio con la moto nella favela Morro dos Prazeres di Rio de Janeiro. I sette sono stati identificati dal cugino della vittima, il 59enne Rino Polato, che ha assistito all'omicidio ma è stato risparmiato dai narcos.

venerdì 11 novembre 2016

CORTEI ANTI TRUMP, incidenti e arresti a PORTLAND


PORTLAND (Oregon) Le proteste durante la notte contro l'elezione di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti sono diventate violente a Portland, Oregon. Circa 4.000 manifestanti si sono riuniti nel centro della città occidentale. Alcuni hanno fracassato vetrine e auto, gettato petardi e dato alle fiamme rifiuti. La polizia ha deffettuato 26 arresti. L'Oregon ha votato a favore di Hillary Clinton nelle elezioni di martedì.
In numerose altre città le manifestazioni che si sono svolte durante la notte non hanno causato incidenti.

mercoledì 26 ottobre 2016

CORRUZIONE e grandi opere, decine di arresti in tutta Italia


ROMA, 26 ottobre - Decine di arresti in tutta Italia  per corruzione in due distinte inchieste sulle Grandi Opere e sul Terzo Valico ferroviario. Quattro le persone arrestate che legano le due operazioni rispettivamente di dei Carabinieri di Roma e quella della Guardia di Finanza di Genova. L'indagine dei Carabinieri nasce da uno stralcio dell'inchiesta su Mafia Capitale e riguarda appunto anche quattro soggetti che avrebbero avuto a che fare con i lavori del Tav ligure e che sono anche destinatari del provvedimento della procura di Genova nell'inchiesta sul Terzo valico.


L'OPERAZIONE DELLA GDF SUL TERZO VALICO - La Guardia di Finanza sta eseguendo 14 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di imprenditori e dirigenti, coinvolti nei lavori per la costruzione del Terzo Valico ferroviario Genova-Milano. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di corruzione, concussione e turbativa d'asta.
La linea ad alta velocità denominata "Terzo Valico di Giovi" è stata definita di "interesse strategico nazionale": collegherà Genova a Milano e dovrebbe essere pronta per il 2021. Il Tav ligure è un'opera che vale 6,2 miliardi e ha l'obiettivo di potenziare i collegamenti del sistema portuale della Liguria con le principali linee ferroviarie del nord Italia e il resto d'Europa. Si sviluppa lungo 53 chilometri, di cui 37 in galleria. Il Cipe ha fissato un limite di spesa di 6,2 miliardi per il consorzio Cociv - un colosso di cui fanno parte Salini Impregilo, Condotte e Civ - che dovrà realizzare i sei lotti.
Oltre alle misure cautelari, emesse dal Gip del Tribunale di Genova, gli uomini della Guardia di Finanza stanno eseguendo alcune decine di perquisizioni in diverse regioni italiane. Complessivamente, secondo quanto si apprende, sarebbero oltre 20 gli indagati.
Gli indagati nell'inchiesta, nei vari ruoli ricoperti negli anni, avrebbero compiuto una serie di atti di corruzione, concussione e turbativa d'asta in relazione all'aggiudicazione di commesse per un valore di 324 milioni.
Nei mesi scorsi, l'indagine di Genova si è incrociata con un'analoga attività avviata dai Carabinieri del comando provinciale di Roma su input della procura della Capitale: l'inchiesta è così proseguita con una collaborazione sia a livello investigativo che giudiziario. E dall'attività investigativa è emerso che ad alcuni dirigenti cui spettava seguire lo svolgimento delle gare indette dal general contractor, per pilotare l'assegnazione dei lotti ad alcune società ed escluderne altre, hanno fatto in modo, in alcuni casi, che offerte 'anomale' divenissero regolari e, in altri, hanno utilizzato dei 'concorrenti di comodo' che in realtà non erano minimamente interessati all'aggiudicazione della gara, per indirizzare direttamente l'assegnazione all'unico concorrente interessato. Almeno in occasione di una turbativa, gli investigatori della Guardia di Finanza hanno documentato il pagamento di una tangente. I militari delle Fiamme Gialle stanno eseguendo una serie di perquisizioni finalizzate all'acquisizione di diversa documentazione in Liguria, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Molise e Campania.
L'OPERAZIONE DEI CARABINIERI SUGLI APPALTI NELLE GRANDI OPERE - I carabinieri del Comando Provinciale di Roma stanno eseguendo misure cautelari in diverse regioni nei confronti di 21 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione e tentata estorsione. Gli investigatori ipotizzano un'associazione per delinquere che ha compiuto condotte corruttive per ottenere contratti di subappalto nei lavori di una tratta della TAV Milano-Genova; 6° Macrolotto dell'A3 Salerno-Reggio Calabria e della PEOPLE MOVER di Pisa. 
L'attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma e condotta dai carabinieri del nucleo investigativo del Comando provinciale di Roma, è denominata "Amalgama" e ha fatto scattare arresti nel Lazio, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Abruzzo, Umbria e Calabria. L'indagine avrebbe ricostruito condotte illecite di un gruppo di persone costituito, organizzato e promosso dalla persona che, fino al 2015, è stato il direttore dei lavori nell'ambito delle tre opere pubbliche interessate e dal suo socio di fatto, un imprenditore calabrese del ramo delle costruzioni stradali, che si è avvalso del contributo di altre 9 persone, tra le quali anche alcuni funzionari del consorzio COCIV. Gli investigatori ipotizzano un'associazione a delinquere finalizzata a compiere condotte corruttive per ottenere contratti di subappalto nell'ambito dei lavori per la realizzazione della tratta TAV "A.V./A.C Milano-Genova-Terzo Valico Ferroviario dei Giovi" (Alta Velocità Milano-Genova); 6° Macrolotto dell'Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria e della PEOPLE MOVER di Pisa.

lunedì 4 luglio 2016

ROMA, indagato l'onorevole MAROTTA (Ap), 24 arresti per corruzione e riciclaggio


ROMA, 4 luglio - Il deputato Antonio Marotta (Area Popolare) è indagato in un'inchiesta della Procura di Roma che oggi ha portato all'esecuzione di 24 arresti da parte della Guardia di Finanza. Al centro dell'indagine c'è una struttura legata ad un faccendiere capitolino con 'forti entrature politiche' che, secondo le accuse, usava uno studio nel centro di Roma 'per ricevere denaro di provenienza illecita, occultarlo e smistarlo, avvalendosi in un caso della collaborazione del parlamentare'.
Il faccendiere coinvolto nell'inchiesta è Raffaele Pizza, fratello di Giuseppe, quest'ultimo sottosegretario alla pubblica istruzione dal 2008 al 2011, ora segretario nazionale della nuova Democrazia Cristiana e proprietario dello storico simbolo scudocrociato.
Giuseppe Pizza è tra gli indagati dalla Procura di Roma, mentre il fratello Raffaele è stato arrestato.
 Marotta è indagato  per partecipazione ad associazione a delinquere, corruzione, finanziamento illecito dei partiti e riciclaggio. Per queste ipotesi gli inquirenti avevano chiesto l'arresto al gip Maria Giuseppina Guglielmi, ma questi non ha ritenuto sussistenti l'associazione per delinquere, ha riqualificato di corruzione in traffico di influenza illecita, mentre delle ipotesi di finanziamento illecito ne ha ritenuta sussistente una sola. Infine il reato di riciclaggio contestato dai pm è stato riqualificato dal gip in ricettazione. Alla luce delle considerazioni del gip, i fatti contestati a Marotta prevedono una pena non superiore ai tre anni per la quale non è previsto l'arresto in sede di indagini preliminari.
Il ruolo di Marotta nella vicenda, anche in virtù di quanto emerso in intercettazioni telefoniche ed ambientali, sarebbe stato quello di raccordo tra le attività illecite dell'organizzazione, al cui vertice c'erano Raffaele Pizza e Alberto Orsini, ed alcuni pubblici ufficiali.
La magistratura romana, dunque, ha emesso 24 ordinanze di custodia cautelare, di cui 12 in carcere e 12 agli arresti domiciliari, e cinque misure interdittive con obbligo di firma. E', inoltre, in corso, il sequestro preventivo di beni immobili, conti correnti e quote societarie per 1,2 milioni di euro.
Durante l'inchiesta - che è stata svolta dal Nucleo speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza e che ha avuto origine dalla segnalazione di operazioni finanziarie sospette - è stata accertato l'utilizzo di un gran numero di fatture per operazioni inesistenti a favore di società ed enti su tutto il territorio nazionale, e di ricostruire l'operatività di una ramificata struttura affaristico-delinquenziale imperniata intorno a un consulente tributario e a un gran numero di società a lui riconducibili, che movimentavano grandi somme di denaro tra conti personali e aziendali.
Il faccendiere - secondo quanto riferisce la Gdf - utilizzava uno studio ubicato accanto al Parlamento, in una nota via del centro di Roma, "per ricevere denaro di provenienza illecita, occultarlo e smistarlo, avvalendosi in un caso anche della collaborazione del parlamentare, che lo ha attivamente coadiuvato nelle attività di illecita intermediazione".

lunedì 20 giugno 2016

NAPOLI, vasta operazione anti camorra, 90 arresti, donne al vertice



NAPOLI, 20 giugno - Una vasta operazione anticamorra, alla quale partecipano oltre 300 carabinieri del Comando provinciale di Napoli, è scattata nel capoluogo campano per la cattura di una novantina di persone accusate di far parte, a vario titolo, del clan 'D'Amico' che controlla tutte le attività illecite nella periferia est della città I reati ipotizzati dalla Dda in ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Napoli sono associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, estorsione, narcotraffico, detenzione e porto abusivo di armi da fuoco.
I carabinieri hanno completamene circondato l'area area del rione Conocal. Il clan - secondo gli investigatori - controllava tutte le attività di questa zona legate alla gestione delle piazze di spaccio, al racket delle estorsioni, al commercio delle case popolari. Nel corso delle indagini, i Carabinieri hanno raccolto elementi sul ruolo di vertice svolto dalle donne del clan e, con una serie di attività tecniche, hanno ricostruito i contesti criminali inseriti nella vita quotidiana del rione.

lunedì 6 giugno 2016

UCRAINA, arrestato estremista di destra francese, preparava 15 attentati per gli europei di calcio


KIEV, 6 giugno - Sventata una minaccia contro gli europei di calcio in Francia: i servizi di sicurezza ucraini hanno arrestato a Kiev un estremista di destra francese che preparava 15 attentati con 125 chili di tritolo "per punire la politica del suo governo per la presenza massiccia di stranieri, la diffusione dell'Islam e la globalizzazione". Lo ha rivelato il capo dei servizi di sicurezza ucraini, Vassil Hrytsak, precisando che l'arresto del 25enne di nome Gregoir M. risale al 21 maggio. Gli attentati dovevano prendere di mira la kermesse calcistica che si aprirà venerdì in Francia. L'uomo, fermato al confine con la Polonia, era diretto in Ucraina per procurarsi armi ed esplosivi per i quali aveva già preso contatto con alcuni gruppi armati nel Paese. Grytsak sostiene che l'uomo voleva attaccare una moschea, una sinagoga, una sede dell'Agenzia delle entrate, veicoli della polizia e numerosi altri luoghi". Il capo dell'intelligence ha spiegato che oltre al tritolo l'uomo in auto aveva "5 kalashnikov, più di 5.000 proiettili, due lanciagranate anticarro, 100 detonatori, 20 passamontagna e altri oggetti".
"Nel dicembre 2015 abbiamo scoperto che un uomo di nazionalità francese era arrivato in Ucraina per contattare diversi gruppi armati nell'est del Paese per commissionare gli attentati", ha spiegato Grytsak. L'uomo è stato arrestato al valico di frontiera di Yahodyn, al confine con la Polonia.
Domenica il presidente francese, Francois Hollande, aveva spiegato che il governo francese è consapevole della minaccia di attentati agli europei, ma aveva assicurato che "la Francia non si farà intimidire". "La minaccia" di attentati terroristici e' "qualcosa che restera' a lungo con noi ma noi dobbiamo fare di tutto per assicurarci che Euro 2016 sia un successo", ha detto il titolare dell'Eliseo.
La Francia nel 2015 e' stata colpita ripetutamente dagli attentati ad opera di terroristi islamici: da quello al settimanale satirico Charlie Hebdo il 7 gennaio 2015 e due giorni dopo al supermercato ebraico Hyper Cacher, e, il piu' sanguinoso della storia del Paese, il 13 novembre scorso la strage di Parigi in cui vennero massacrate 130 persone. Le prime due azioni vennero rivendicate da Al Qaeda nella Penisola Arabica e l'ultima dall'Isis. 

mercoledì 1 giugno 2016

LAGO DI COMO, due dirigenti comunali e due professionisti arrestati per gli appalti delle paratie




COMO, 1 giugno - I militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Gdf di Como stanno eseguendo quattro provvedimenti cautelari emessi dal gip di Como nell'ambito delle indagini relative agli appalti per la costruzione delle paratie di contenimento del lungolago di Como, le cosiddette "Minimose", obiettivo anche di furiose polemiche.
    Perquisizioni in corso nelle province di Como e Torino. Al termine delle indagini coordinate dal pubblico ministero Pasquale Addesso per un’indagine che riguarda gli appalti pubblici , partita, stando alle prime informazioni, dall’inchiesta sul cantiere delle paratie, il gip ha emesso quattro ordinanze di custodia cautelare, delle quali due in carcere nei confronti di un dirigente del Comune di Como (abuso in atti d'ufficio, turbativa nella scelta del contraente e corruzione), e di un architetto libero professionista comasco (corruzione). Altri due indagati sono stati posti agli arresti domiciliari: si tratta di un altro dirigente del Comune di Como (abuso in atti d'ufficio e turbativa nella scelta del contraente) e di un imprenditore edile della provincia (turbata libertà degli incanti).
Gli ingegneri Antonio Ferro e Pietro Gilardoni sono stati arrestati questa mattina dalla Guardia di Finanza di Como. Antonio Ferro, che è alla guida del settore Edilizia di Palazzo Cernezzi, si trova ai domiciliari, accusato di abuso in atti d’ufficio e turbativa nella scelta del contraente, mentre Gilardoni, responsabile del settore Reti del Comune, è stato condotto al carcere del Bassone, accusato dei reati di abuso in atti d’ufficio, turbativa nella scelta del contraente e corruzione.
In carcere è finito anche un architetto libero professionista comasco (per il reato di corruzione), e ai domiciliari un imprenditore edile (per il reato di turbata libertà degli incanti).