Visualizzazione post con etichetta arabia saudita. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta arabia saudita. Mostra tutti i post

giovedì 22 giugno 2017

Il re dell'ARABIA SAUDIA ha nominato suo figlio 31enne erede al trono


RIAD - All'improvviso, ma ci lavorava da tempo, l'81enne Re Salman dell'Arabia Saudita ha emanato un decreto col quale nomina suo figlio, il 31enne Mohammed bin Salman, suo diretto erede al trono. Il principe scavalca così il cugino, il 57enne Mohammed bin Nayef, che fino a ieri era il primo nella linea di successione. Una decisione che vuol dare un'idea di rinnovamento per quella che è considerata una delle monarchie più conservatrici al mondo.

Inoltre ci si aspetta un minimo di prospettiva di stabilità e continuità lungo gli anni al trono a una monarchia oggi retta da settantenni (se va bene) e ottantenni, che per ragioni anagrafiche e di successione "naturale" ha visto alternarsi quattro re in poco più di quarant'anni. Una decisione presa da un re, Salman salito al trono solo due anni fa alla morte del fratello Abdullah ma che non gode di buonissima salute. E che, di fatto, pur decretando una successione padre-figlio, compie un balzo generazionale di 50 anni.

L'ascesa del giovane e barbuto bin Salman, avvocato di professione, è stata rapida, sotto gli auspici del padre re, ed è ora quasi un "trait d'union" fra il chiuso dei palazzi reali e le nuove generazioni di sauditi, presso le quali è popolare. Apprezzato il suo lavoro al governo, dove ha sostituito ingranaggi inefficienti con giovani tecnici filo-occidentali. Molti osservatori notano come la sorpresa del decreto reale fosse stata preceduta da vari segnali che potevano essere letti e interpretati. Come il fatto che negli ultimi tempi Mohammed bin Salman (la preposizione "bin" indica l'essere "figlio di") sia stato affidato sempre più potere - era ministro della Difesa e da oggi è anche vice primo ministro -, mentre al cugino Mohammed bin Nayef ne è stato sottratto.

Il cambiamento - approvato a maggioranza dal Consiglio di Fedeltà - l'organo che certifica la correttezza della successione dinastica - arriva nel pieno di cambi critici e di nuovi impulsi geopolitici, come il recente isolamento del Qatar: una posizione sulla quale l'egemone Riad ha portato quasi tutte le altre monarchie sunnite del Golfo. Ma anche la tensione crescente con l'Iran; la guerra nello Yemen, per ora fallimentare, ma sulla quale sauditi sono risoluti; il deciso riavvicinamento strategico all'America, dopo decenni di tentennamenti, e il conseguente rafforzamento dei contratti per la difesa.

E infine, la diversificazione economica e l'allontanamento progressivo dalla "monocoltura" del petrolio: tutti cambi di passo sul quale il giovane principe ha messo lo zampino come ministro della Difesa, e sui quali, evidentemente, la monarchia conta di consolidare il proprio percorso negli anni a venire.

domenica 21 maggio 2017

ARABIA SAUDITA, Trump balla la danza delle spade (e fa affari)


RIAD, 21 maggio - Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e alcuni esponenti del governo che lo accompagnano nella visita in Arabia Saudita hanno partecipato alla danza cerimoniale delle spade: il video ha subito fatto il giro del mondo. Le immagini mostrano il segretario di Stato Rex Tillerson e quello al commercio Wilbur Ross danzare con delle spade appoggiate sulle spalle in mezzo a file di uomini in abito tradizionale saudita, mentre Trump danza sorridente. E' previsto oggi un discorso del presidente in cui sottolineerà la necessità di affrontare l'estremismo nell'Islam . Il suo discorso, a un vertice dei leader regionali, arriva nel secondo giorno del suo primo viaggio presidenziale all'estero. Si prevede che tenterà di trovare collaborazione nel tentativo di rafforzare il sostegno alla lotta degli Stati Uniti contro Stato Islamico.
Sabato scorso, gli Stati Uniti hanno firmato accordi commerciali di $ 350 miliardi con l'Arabia Saudita. Ciò ha incluso il più grande affare delle armi mai realizzato nella storia degli Stati Uniti, che il Segretario di Stato Rex Tillerson ha detto mirava a contrastare l'influenza "maligna" dell'Iran, rivale regionale dell'Arabia Saudita.

sabato 20 maggio 2017

TRUMP è in ARABIA SAUDITA. La moglie Melania in nero, ma senza velo





RIJAD, 20 maggio - Il presidente degli Usa, Donald Trump, è atterrato a Riad, prima tappa del suo primo viaggio all'estero da quando è stato eletto. In agenda incontri con il re saudita Salman bin Abdelaziz e con altri responsabili politici per chiudere importanti accordi economici. Dopo aver lasciato la penisola arabica, Trump si recherà in Israele e in Italia. Il presidente Usa è accompagnato dalla moglie Melania, che indossava un tailleur pantalone nero con una cintura d'oro e non ha coperto la testa, in linea con l'abitudine per i dignitari stranieri in visita in Arabia Saudita.


domenica 8 gennaio 2017

ARABIA SAUDITA, ucciso l'uomo che ideò l'attacco alla moschea di MEDINA

Il terrorista ucciso
L'attentato alla moschea


RYIAD, 8 gennaio - L'Arabia Saudita ha annunciato che l'uomo che ideò l'attacco contro la moschea a Medina di luglio è stato ucciso insieme ad un altro estremista in una sparatoria con la polizia. Il 4 luglio quattro guardie vennero uccise ed altre 5 ferite da un attentato suicida all'esterno dell'edificio religioso. Nello stesso giorno erano state colpite anche una moschea sciita nell'est del Paese e il consolato americano a Gedda.
Le forze di sicurezza saudite hanno ucciso anche un altro estremista chiamato Talal Samran al-Saadi durante l'operazione di sicurezza nel distretto di Yasmeen , a nord della capitale Riyadh. I servizi di sicurezza avevano ricevuto informazioni sulla presenza degli uomini ricercati, che avevano portato armi e cinture esplosive in una casa a nord di Riyadh. I due fuggitivi morti stavano usando la casa a Riyadh per costruire ordigni e cinture esplosive."Hanno cercato di fuggire dalla cattura attraverso lo scambio a fuoco con le forze di sicurezza e ferito un ufficiale. I due ndossavano cinture esplosive", ha detto al Ministero saudita degli Interni il portavoce Magg. Gen. Mansour Al-Turki nel corso di una conferenza stampa

domenica 31 luglio 2016

TURISMO, che si fa in ARABIA SAUDITA? Si scia



RIAD, 31 luglio - Dover indossare giacche da sci a Riyadh è inaudito, ma un nuovo snowpark nella capitale saudita ha le hanno fatte diventar un must, nonostante le temperature esterne superiori a 45 gradi Celsius.
Le donne saudite che indossano la tradizionale abaya obbligatoria che copre il corpo dalla testa ai piedi ora indossano anche i cappotti termici e stivali mentre si siedono sulle slitte giù per le piste di "Snow City."
Il complesso è una rarità in Arabia Saudita, dove ci sono solo i parchi di divertimento su piccola scala per i bambini. Si estende per oltre 5.000 metri quadrati,  non ha piste da sci corretta in quanto tali, ma è in grado di fornire il divertimento gelido in un paese che è per lo più fatto dideserto e caldo rovente.
Decine di persone affollano il banco della reception per ottenere l'accesso alla zona di gioco che ha aperto a metà luglio, dopo quattro anni di lavori di costruzione che sono costati circa 100 milioni di riyal (24 milioni di euro).
Sorprendentemente, le donne rappresentano attualmente la maggior parte dei visitatori. Un dipendente di Snow City ha detto che la gestione del centro inizialmente ha affrontato il problema di non avere abbastanza stivali per le donne in quanto non avevano previsto che fossero la maggioranza. "C'è privacy e stiamo godendo il nostro tempo qui", dice una donna che si identifica come Umm Ahmed, 37."Mi piace il posto. Esso offre intrattenimento. "
La temperatura interna è a meno 3 gradi, "E 'il congelamento," chiacchiera 14-year-old Abdulrahman Hamad dopo aver trascorso alcuni 90 minuti a giocare nella neve.
La struttura non è la prima del suo genere nella regione arida del Golfo. L'emirato di Dubai vanta una stazione sciistica al coperto che ha aperto nel 2005, con piste da sci complete di skilift e di una seggiovia.
Come il luogo di nascita dell'Islam e custode dei suoi siti più sacri della Mecca e di Medina, l'Arabia Saudita conta sul turismo religioso, attrae milioni di fedeli per l'Hajj e per tutto l'anno pellegrinaggi annuali minori.
Ma con più di metà della sua popolazione sotto i 25 anni, il regno sta anche ora spingendo per fornire più opzioni di intrattenimento per i suoi residenti, molti dei quali si rivolgono al vicino Bahrain o di Dubai per il tempo libero.
Nel mese di aprile, le autorità hanno lanciato un piano di diversificazione economica ambizioso per svezzare il regno dal petrolio com percettore di reddito principale, con lo sviluppo di progetti turistici e di intrattenimento tra gli altri obiettivi di ampio respiro.
La società Usa Six Flags Entertainment Corporation ha annunciato in giugno che si sta tenendo colloqui con l'Arabia Saudita per costruire parchi a tema nel paese.

lunedì 4 luglio 2016

ARABIA SAUDITA, kamikaze si fa esplodere davanti alla moschea del Profeta


MEDINA (Arabia Saudita), 4 luglio - Un kamikaze si è fatto esplodere all'esterno della moschea del Profeta alla Medina, in Arabia Saudita. Si tratta di uno dei luoghi più sacri dell'Islam. All'interno, infatti, si trova la tomba di Maometto. Altri due attentati sono stati compiuti nelle stesse ore sempre in Arabia Saudita: un attentatore suicida si è fatto esplodere davanti a una moschea sciita a Qatif mentre un altro kamikaze è entrato in azione vicino al consolato Usa a Gedda.

venerdì 8 aprile 2016

Il re dell'ARABIA SAUDITA annuncia la costruzione di un ponte sul Mar Rosso con l'EGITTO




IL CAIRO, 8 aprile - Il re dell'Arabia Saudita ha annunciato che un ponte che collega il paese di Egitto sarà costruito sul Mar Rosso. Re Salman ha detto in un comunicato che il ponte saumenterà il commercio tra i due alleati. Ha fatto l'annuncio durante il secondo giorno della sua visita alla capitale egiziana, Il Cairo.
Arabia Saudita e altri paesi del Golfo hanno sostenuto l'Egitto con miliardi di dollari da quando il presidente Sisi ha preso il potere nel 2013.
Per l'Arabia Saudita l'Egitto è un partner fondamentale per gli sforzi per costruire un blocco di stati musulmani sunniti come baluardo contro la crescente influenza regionale sciita guidata dall'Iran.
La visita di Re Salman arriva tra le recenti tensioni, con il presidente Sisi che prende una linea meno dura contro il presidente siriano Bashar al-Assad e Riad che ricerca di maggiore sostegno dal Cairo per la sua guerra contro i ribelli in Yemen.
"Ero d'accordo con mio fratello Sua Eccellenza il Presidente Abdul Fattah al-Sisi per costruire un ponte che collega i due paesi", ha detto il re. "Questo passo storico per collegare i due continenti, Africa e Asia, è una trasformazione qualitativa che aumenterà gli scambi tra i due continenti a livelli senza precedenti", ha aggiunto.
Un ponte dul Mar Rosso che collega i due paesi è stato proposto diverse volte prima, ma non è riuscita a diventare una realtà. Precedenti stime per il progetto del ponte parlavano di un costo di circa 3-4 miliardi di dollari, ma nessuna ulteriore informazione è ancora stato rilasciato per l'ultimo piano.
Re Salman è attualmente in visita di cinque giorni in Egitto, dove ci si aspetta l'annuncio di più accordi commerciali e di cooperazione.


lunedì 28 marzo 2016

YEMEN, scambio di prigionieri ribelli Houthi-Arabia Saudita


SANAA, 28 marzo - Completato uno scambio di prigionieri in Yemen, nove prigionieri sauditi per 109 cittadini yemenitk. Non si sa con quale gruppo l'affare è stato fatto, ma il movimento dei ribelli Houthi aveva detto  di aver scambiato prigionieri con il suo nemico Riyadh, come primo passo verso la fine di una crisi umanitaria causata dal conflitto.
L'Arabia Saudita ha ricevuto i suoi cittadini ieri. Non ha spiegato come i sauditi sono stati arrestati in Yemen, anche se ha precisato che gli yemeniti detenuti sono stati detenuti in "aree di attività nei pressi del confine dell'Arabia Saudita".
Le truppe della coalizione stanno combattendo gli Houthi da oltre due anni a sostegno del governo dello Yemen riconosciuto a livello internazionale.Più di 6.000 persone sono state uccise negli scontri e milioni sono sfollate in Yemen.
Entrambe le parti hanno concordato un cessate il fuoco a mezzanotte del 10 aprile davanti a colloqui di pace a partire dal 18 aprile in Kuwait.

domenica 31 gennaio 2016

ARABIA SAUDITA, arrestati 33 sospetti terroristi, 9 americani

L'attentato alla moschea di Al Ahsa
RIAD, 31 gennaio - In Arabia Saudita sono state arrestate 33 persone, tra le quali 9 cittadini americani, sospettate di terrorismo. Lo riferisce il quotidiano Saudi Gazette citando una fonte anonima. Quattro americani sono stati arrestati lunedi' e altri 5 nei giorni successivi. Le altre persone arrestate ci sono 14 sauditi, 3 yemeniti, 2 siriani, un indonesiano, un filippino, un emiratino, un kazako e un palestinese. La fonte non ha precisato se ci sono collegamenti tra tutte o alcune delle persone arrestate e lo Stato islamico, che negli ultimi mesi ha rivendicato diversi attacchi terroristici contro sciiti nel regno. L'ultimo dei quali venerdì scorso in una moschea nell'est del Paese. Il Gran Mufti Sheikh Abdulaziz Al-Asheikh, ha condannato gli attacchi terroristici che hanno colpito i fedeli durante la preghiera pubblica del venerdì nella moschea di Al-Ahsa.
In una dichiarazione per l'agenzia di stampa saudita, ha detto quello che è successo nella moschea è parte di un complotto criminale per diffondere la sedizione, la corruzionee il terrore nei cuori dei musulmani. 
Il Gran Muftì ha messo in guardia i giovani dalle illusioni provocate dai pensieri e le idee di questi gruppi devianti.  L'attacco alla moschea Imam Rida nel quartiere Mahasen ad Al-Ahsa ndella provincia orientale ha ucciso quattro persone e ferito 18 fedeli.

mercoledì 13 gennaio 2016

ARABIA SAUDITA, arrestata importante attivista dei diritti umani


RIAD, 13 gennaio -  L'Arabia Saudita ha arrestato un'importante attivista per i diritti umani e avvocato. L'attivista, Samar Badawi, fino a poco tempo aveva guidato la campagna per liberare il suo ex marito, Waleed al-Khair Abu, un avvocato saudita che attualmente sta scontando una condanna a 15 anni in relazione con la propria militanza. Lei è anche la sorella di Raef Badawi, un blogger saudita che è stato condannato a una multa di grandi dimensioni, 10 anni di carcere e 1.000 colpi con un bastone come responssbile di un sito web che ha criticato l'establishment religioso del paese. Ha ricevuto 50 colpi in una piazza pubblica l'anno scorso, spingendo indignazione internazionale. La fustigazione è stata fermata, ma iBadawi resta in carcere. Non è ancora chiaro il motivo per cui la signora Badawi è stata arrestata e se è accusata di un crimine specifico. In un messaggio Mansour Turki, portavoce del ministero dell'Interno saudita, ha negato che la signora Badawi sia stato arrestato, ma ha detto che era stata interrogata in una stazione di polizia in relazione a una richiesta di un pubblico ministero.

lunedì 4 gennaio 2016

IRAN, anche il BAHRAIN, dopo l'ARABIA SAUDITA rompe le relazioni dpilomatiche

RIAD, 4 gennaio - Anch il Bahrain ha annunciato che sta recidendo i legami diplomatici con l'Iran, a seguito di una mossa simile dell'Arabia Saudita.
L'Arabia Saudita ha dato domenica ai diplomatici iraniani due giorni per lasciare il Paese dopo le proteste per l'esecuzione saudita di un top religioso sciita musulmano e un successivo attacco alla sua ambasciata a Teheran.
Arabia Saudita e Iran sono i principali poteri sunniti e sciiti nella regione.
Bahrain è governato da un re musulmano sunnita, ma la sua popolazione è maggioranza sciita. Il regno ha dato oggi ai diplomatici iraniani 48 ore per lasciare il paese.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno detto che sta declassamento la rappresentanza diplomatica a Teheran e ridurrnno il numero di diplomatici iraniani nel Paese.
Bahrain ha accusato l'Iran di "crescente, flagrante e pericolosa ingerenza" negli affari interni del Golfo e dei paesi arabi.

domenica 3 gennaio 2016

KHAMENEI, la vendetta divina si abbatterrà sui politici sauditi


TEHERAN, 3 gennaio - Tensione alle stelle tra sunniti e sciiti dopo che l'Arabia Saudita, bastione dell'Islam sunnita, ha annunciato sabato l'esecuzione di 47 persone indicate come "terroristi", tra i quali uno Sheikh sciita, l'imam Nimr al Nimr. Immediata la condanna degli sciiti, e in Iran la risposta è subito violenta, con l'ambasciata saudita a Teheran presa d'assalto da decine di manifestanti, che hanno lanciato bombe incendiare contro la rappresentanza diplomatica e l'hanno saccheggiata, prima di essere dispersi dalla polizia.
"Senza dubbio l'illegittimo spargimento di sangue di questo martire innocente avrà un effetto rapido e la vendetta divina si abbatterà sui politici sauditi": lo ha detto la Guida suprema iraniana Ali Khamenei commentando l'esecuzione dell'imam sciita Nimr al-Nimr da parte di Riad, si legge sul sito web di Khamenei.

sabato 2 gennaio 2016

L'ARABIA SAUDITA giustizia importante religioso sciita

RIAD, 2 gennaio - L'Arabia Saudita ha giustiziato l'importante esponente religioso sciita sceicco Nimr al-Nimr, ha detto il ministero degli interni . Era fra i 47 messo a morte dopo essere stato condannati per reati di terrorismo. Lo sceicco  Nimr era stato un sostenitore delle proteste anti-governative di massa scoppiate nella provincia orientale nel 2011, dove la maggioranza sciita ha a lungo lamentato l'emarginazione. Il suo arresto era avvenuti due anni fa e la condanna a morte dello sceicco Nimr era  stata confermata nel mese di ottobre. Suo fratello ha detto che è stato riconosciuto colpevole di cercare "ingerenza straniera" nel regno, di "disobbedire" ai suoi governanti e di incitare a prendere le armi contro le forze di sicurezza.
Le proteste sono scoppiate all'inizio del 2011 nella provincia orientale ricca di petrolio sulla scia della primavera araba.

giovedì 24 dicembre 2015

Brucia ospedale in ARABIA SAUDITA, 25 morti e 110 feriti





RIAD, 24 dicembre - Almeno 25 persone sono morte e altre 110 sono rimaste ferite in incendio scoppiato in un ospedale di Jazan, nel sudovest dell'Arabia Saudita. Non è ancora chiaro cosa abbia causato le fiamme, iniziate verso le 2:30 di stanotte ora locale (00:30 in Italia). I pazienti sono stati fatti evacuare e i feriti trasportati negli ospedali vicini. Foto mostrano sezioni dell'ospedale multipiano completamente bruciate. Colpiti in particolari i reparti di terapia intensiva, ostetricia e ginecologia.

domenica 13 dicembre 2015

ARABIA SAUDITA, per la prima volta 4 donne conquistano un seggio nelle elezioni comunali


RIAD, 13 dicembre - Per la prima volta in Arabia Saudita una donna, Salma bint Hizab al-Oteibi, è stata eletta, conquistando un seggio nella provincia de La Mecca, nelle elezioni comunali svoltesi sabato. Fino ad ora alle donne non era riconosciuto il diritto di voto né attivo, né passivo: 978 quelle che si sono candidate (contro 5.938 uomini) e 130mila quelle che si sono iscritte per poter votare (contro 1,35 milioni di uomini). Altre tre donne saudite  sono state elette nello storico voto. Lo scrive al Jazira citando media locali. Il conteggio delle schede è ancora in corso, ma secondo i primi dati due hanno ottenuto un seggio nel consigli comunali nel governatorato di Ihsaa e due rispettivamente in quello di Tobouk e della Mecca.
La partecipazione delle donne come elettrici e come candidate, che si concretizza solo ora, fu decisa nel 2011 da un decreto dell'allora re Abdullah, morto nel gennaio di quest'anno.

sabato 12 dicembre 2015

ARABIA SAUDITA, donne al voto per la prima volta


RIAD, 12 dicembre - Non è facile fare campagna elettorale se non puoi appendere manifesti con la tua foto, tenere comizi, men che meno partecipare ai dibattiti in tv. Eppure è quello che hanno fatto le 978 candidate alle municipali del 12 dicembre in Arabia Saudita, le prime a cui sono ammesse - con diritto di elettorato attivo e passivo - anche le donne. 

La data è di quelle che resteranno nella storia del Paese, il secondo Stato arabo al mondo per grandezza, con una popolazione 21 milioni di persone, ma anche uno di quelli in cui le leggi ispirate alla sharia d'interpretazione salafita sono applicate con maggior rigore. In Arabia Saudita vige una monarchia assoluta che non permette nemmeno l'esistenza di partiti politici.

È stato proprio re Abdullah, fratellastro dell'attuale monarca Salman, a stabilire per decreto nel 2011 che anche le donne potessero partecipare alle elezioni, nonché che dovessero rappresentare il 20% dei consiglieri del Majlis al-Shura, un'assemblea composta da 150 membri di nomina regia, con poteri consultivi ma senza diritto di approvare le leggi né di impedirle. 

Oggi si vota invece per eleggere due terzi dei seggi in 284 consigli comunali (è il governo che assegna il terzo restante). Il rapporto fra candidati di sesso maschile e femminile è di circa 6 a 1, ma la sproporzione di genere è la minore delle difficoltà. Nell'unico Paese al mondo in cui le donne non possono nemmeno guidare l'auto, le candidate hanno dovuto sottostare a regole severissime e molto penalizzanti, fra cui il divieto di partecipare a qualsiasi manifestazione, dibattito o comizio in presenza di uomini, l'obbligo di parlare in pubblico esclusivamente tramite un portavoce maschio e di creare sezioni separate per uomini e donne nelle sedi elettorali. 

Le stesse elezioni municipali esistono da appena una decina d'anni e i consigli che ne risultano hanno comunque poteri molto limitati, come l'approvazione del bilancio cittadino e la gestione di rifiuti, parchi e strade, limitandosi di fatto a fare da ponte fra le comunità cittadine e Riad. Le consultazioni del 2005 e del 2011 hanno segnato il trionfo del potentissimo clero conservatore, i cui candidati hanno avuto quasi ovunque la meglio su quelli più legati alla famiglia reale. 

"È difficile. Le donne hanno vissuto segregate per anni - ha spiegato al Guardian Rasha Hefzi, una delle donne che corrono a Gedda, una delle città più progressiste del Paese -. Gli uomini invece hanno la loro rete di contatti, si conoscono fra di loro. Convincerli a votare per noi è una sfida". Eppure le candidate non hanno mollato e hanno puntato soprattutto sui social network per aggirare le limitazioni imposte al loro sesso e raggiungere il maggior numero possibile di potenziali elettori ed elettrici. 

Anche per queste ultime, in ogni caso, il primo approccio con le urne si è rivelato tutt'altro che agevole. Oltre alla mancanza di una cultura democratica del voto, hanno pesato, ancora una volta, le restrizioni giuridiche. Per iscriversi alle liste elettorali serve un documento d'identità, che non tutte le saudite hanno, e in ogni spostamento - per andare a richiedere i documenti, farsi registrare o andare ai seggi - c'è bisogno di un accompagnatore maschio. 

La conseguenza è che poco più di 130 mila donne si sono iscritte alle liste elettorali contro il milione e 355 mila loro concittadini maschi che l'hanno fatto. Il risultato del voto dirà se il suffragio femminile riuscirà a smuovere gli equilibri politici e sociali del Paese, ma l'esistenza stessa di questo piccolo esercito di elettrici è già in sé una piccola rivoluzione.

mercoledì 28 ottobre 2015

ESTERI/ ARABIA, rilasciato l'inglese finito per un anno in carcere perché si faceva il vino in casa

Karl Andree
RIAD, 28 ottobre - Un uomo britannico che era stato incarcerato per il possesso di alcol in Arabia Saudita sarà rilasciato entro una settimana, ha detto il ministro degli Esteri inglese Philip Hammond in visita a Riad.
Karl Andree, 74, è stato arrestato dalla polizia religiosa saudita dopo essere stato trovato in possesso di vino fatto in casa.
E 'stato in prigione per più di un anno e la sua famiglia temeva che sarebbe stato anche frustato, anche se i funzionari sauditi hanno negato che questo sarebbe accaduto.
La famiglia del sig Andree aveva effettuato appelli dei media chiedendo il suo rilascio, e temevano che sarebbe morto se avesse ricevuto effettivamente le 360 frustate a cui era stato condannato

venerdì 9 ottobre 2015

ESTERI/ ARABIA SAUDITA, tagliano la mano alla loro domestica indiana, perchè si ribellava


RIAD, 8 ottobre - Una donna indiana di 55 anni, trasferitasi da tre mesi in Arabia saudita per lavorare come domestica, ha subito una decina di giorni fa l'amputazione della mano destra da parte dei suoi datori di lavoro per essersi ribellata ed aver tentato di fuggire da casa. Lo riferisce oggi l'agenzia di stampa Pti.
 L'incidente ha coinvolto Kashturi Munirathinam, che alla fine di giugno aveva accettato, sperando di migliorare la propria situazione finanziaria, una offerta di lavoro a Riyadh.

Definando "inaccettabile" l'accaduto, il Ministro degli Affari Esteri indiano Sushma Swaraj oggi ha detto che la questione è stata affrontata con le autorità saudite. "Siamo molto turbati per il modo brutale in cui signora indiana è stata trattata in Arabia Saudita ", ha detto Swaraji. Il ministro ha aggiunto che  l'ambasciata indiana è in contatto con la vittima, 55 anni, Kashturi Munirathinam. L'India ha chiesto che il colpevole sia accusato di tentato omicidio: la donna cercava di sottrarsi a minacce  e torture. Munirathinam è attualmente ricoverata in un ospedale saudita.

giovedì 6 agosto 2015

Esteri/ ARABIA SAUDITA, kamikaze-bomba in una moschea, 17 morti (poliziotti). L'ISIS rivendica




RIAD, 6 agosto - E' di 17 morti il bilancio provvisiorio dell'esplosione di una bomba, probabilmente azionata da un kamikaze suicida, all'interno di una moschea di Abha, città nel sud dell'Arabia Saudita. Lo rende noto la tv di Stato Al-Ekhbariya. Pare che la struttura fosse frequentata da agenti di polizia e ufficiali della sicurezza. Almeno venti le persone rimaste ferite. L'attacco non è stato ancora rivendicato. na serie di attentati sta scuotendo il Paese. L'ultimo è avvenuto a maggio per mano di un kamikaze che si è fatto esplodere in una moschea sciita del villaggio di al-Qudeeh dove sono morte 22 persone. 
L'Arabia Saudita è alla guida di una coalizione contro i ribelli sciitinel vicino Yemen, alleati con l'Iran. Il Paese al confine con l'Arabia si trova non lontano da Abha. I ribelli stanno eseguendo una serie di attacchi che hanno come bersaglio i militari.
La neonata branca dell'Isis in Arabia Saudita rivendica l'attentato suicida. Lo riferisce il Site, il sito di monitoraggio dell'estremismo islamico sul web.

domenica 7 giugno 2015

ARABIA SAUDITA, confermate le 1000 frustate (e 10 anni di reclusione) al blogger BADAWI

Raif Badawi
RIAD, 7 giugno - La Corte suprema dell'Arabia Saudita ha confermato la condanna a dieci anni di reclusione e mille frustate per il blogger dell'opposizione Raif Badawi. Lo ha reso noto il quotidiano "Okaz" e lo ha confermato su Twitter l'attivista per i diritti umani Samar Badawi. La moglie, Ensaf Haidar, che vive in Canada, si è detta "sconvolta" e ha precisato che questa "decisione finale" è "irrevocabile".
  La sentenza aveva sollevato numerose critiche all'estero, per le quali lo scorso marzo i vertici del regno si erano detti "sorpresi e sgomenti". Raif Badawi, condannato per offese all'Islam, ha giàricevuto 50 frustate nel gennaio scorso: poi le altre sessioni di fustigazione erano state state via via posposte per motivi di salute. Il blogger è cofondatore del sito web Rete liberale saudita, impegnato nel campo dei diritti umani.