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sabato 17 giugno 2017

GERUSALEMME, poliziotta uccisa da tre palestinesi. Hamas rivendica


GERUSALEMME, 17 giugno - La polizia israeliana ha ucciso tre palestinesi, dopo un attacco di coltello mortale avvenuto all'esterno della città vecchia di Gerusalemme, in cui è morta una poliziotta. Due dei palestinesi avevano attaccato gli agenti di polizia con pistole e coltelli, mentre il terzo aveva accoltellato la poliziotta.
I tre sono stati identificati dalla polizia come due uomini di età compresa tra 18 o 19 e un altro uomo, tutti e tre provenienti dalla Cisgiordania.
La Città Vecchia era affollata da decine di migliaia di fedeli musulmani che  stavano partecipando alla preghiera del venerdì nella moschea di al-Aqsa.
Almeno altre tre persone sono rimaste ferite negli attacchi, due di loro palestinesi che sono stati colpiti dalle pallottole. Una pistola usata da uno degli aggressori si è inceppata.
La donna poliziotto mort si chiamava Hadas Malka e aveva 23 anni
Hamas rivendica l'attentato terroristico smentendo dunque la rivendicazione dell'Isis rilanciata dal Site. "Le affermazioni dell'Isis - ha detto Izzat El-Reshiq, citato dai media - sono un tentativo di confondere le acque. L'attacco è stato condotto da due palestinesi del Fronte Popolare per la liberazione della Palestina e un membro della nostra organizzazione". Anche il Fronte ha confermato.

martedì 20 ottobre 2015

ESTERI/ ISRAELE, arrestato nella notte leader politico di HAMAS


RAMALLAH, 20 ottobre - L'esercito israeliano ha arrestato nella notte tra lunedì e martedì a Ramallah lo sceicco Hassan Yusef, leader politico e "uomo immagine" di Hamas in Cisgiordania. Secondo un portavoce dell'esercito, Yusef è accusato di aver "incitato al terrorismo". L'arresto si è svolto senza incidenti. "Yusef è stato arrestato e incarcerato diverse volte in passato. Egli ha attivamente avviato e incitato il terrorismo e incoraggiato pubblicamente gli attacchi contro gli israeliani", dice la nota dell'esercito.
Yusef, che è stato uno dei membri fondatori di Hamas alla fine del 1980, ha trascorso anni nelle prigioni israeliane. E 'stato eletto al parlamento palestinese dal carcere nel 2006 ed è stato rilasciato solo nel mese di giugno. Hamas ha sempre detto che Yusef controlla solo la sua ala politica, non la sua ala militare.

lunedì 19 ottobre 2015

ESTERI/ ISRAELE, Hamas minaccia una "intifada armata"


TEL AVIV, 19 ottobre - "Questa intifada continuerà fino alla liberazione  di Gerusalemme, della Cisgiordania e della intera Palestina. Sosterremo l'intifada di Gerusalemme col nostro lavoro e col nostro sangue". Così Fathi Hammad, un dirigente di Hamas. Hammad ha ironizzato sulla paura degli israeliani per i coltelli degli attentatori palestinesi e ha detto: "Allah è grande e il coltello vincerà".
Intanto un altro dirigente di Hamas, Mahmud a-Zahar ha detto di augurarsi che le violenze in corso sfocino in una ''intifada armata''. In una intervista a un sito web islamico di Gaza ha aggiunto che a suo parere i palestinesi devono nella fase attuale ricorrere alle armi ''perche' e' appunto quello che i sionisti stanno facendo''.
Israele, Hamas vuole ritorno ad attacchi suicidi - Hamas ha ordinato da Gaza alle sue cellule In Cisgiordania di riprendere gli attacchi suicidi. Lo ha appreso radio Gerusalemme da imprecisate 'fonti israeliane'. A Gaza intanto Hamas continua a sostenere ''la intifada'', ma si astiene ancora dal ricorrere al suo potenziale militare.
Israele convoca ambasciatore francese per Spianata - Il ministero degli affari esteri israeliano ha convocato l'ambasciatore francese in Israele Patrick Maisonnave in quello che è stato definito un "confronto aspro" dopo la proposta francese di osservatori internazionali sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme. Lo ha fatto sapere in portavoce del ministero Emmanuel Nahshon. Nel colloquio Israele ha ribadito la sua netta contrarietà - come già detto dal premier Benyamin Netanyahu - alla proposta francese. "Israele si oppone - ha spiegato Nahshon illustrando quanto detto a Maissonave - ad ogni mossa che non sia coordinata e avanzata senza la sua partecipazione in temi che riguardano i suoi vitali interessi". L'ambasciatore francese - secondo Nahshon - ha obiettato che il suo paese sta passando in rassegna idee su quello che ha definito " uno stallo continuo nel processo di pace".

venerdì 16 ottobre 2015

ESTERI/ NABLUS, nel "venerdì della rabbia" palestinesi danno fuoco alla "tomba di Giuseppe"


NABLUS (Cisgiordania) - Centinaia di giovani palestinesi nella notte hanno dato fuoco con bottiglie incendiarie a parti del complesso della Tomba di Giuseppe a Nablus in Cisgiordania. Il gruppo di manifestanti è riuscito a dare fuoco al monumento prima di essere respinto dalle stesse forze di sicurezza palestinesi accorse sul posto. Secondo il sito Haaretz, centinaia di giovani palestinesi si sono recati sul sito e hanno cominciato a lanciare molotov e materiali infiammabili. Le fiamme sono state poi spente, ma i danni sono grsavi.
Questo è il primo episodio di violenza nel giorno in cui Hamas ha esortato al "venerdì della rabbia", invitando la gente a manifestare e a creare disordini. "L'esercito israeliano cercherà di apportare le riparazioni necessarie per permettere ai fedeli di visitare il luogo santo", si legge nella dichiarazione dell'esercito.
lI portavoce militare di Israele il tenente colonnello Peter Lerner ha detto che l'attacco è stato "una palese violazione del valore fondamentale della libertà di culto". Ha detto che Israele "portare i responsabili alla giustizia e ripristinare il sito".
Questa non è la prima volta che la tomba è sotto attacco. I palestinesi hanno cercato di appiccare il fuoco ad esso di nuovo l'anno scorso e praticamente distrutto il sito nel 2000, dopo le guardie israeliane si sono ritirate in mezzo a scontri.
Per gli ebrei, la tomba contiene le spoglie di Giuseppe, uno dei dodici figli di Giacobbe, influente consigliere del faraone d'Egitto. Ma questo sito sacro è venerato anche da musulmani, cristiani e  samaritani. Secondo gli accordi di Oslo del 1993 sull`autonomia palestinese, il sito doveva restare sotto controllo israeliano. Ma Tsahal lo ha lasciato nell`ottobre 2000, poco dopo l`inizio della seconda Intifada. Parzialmente distrutta dai palestinesi, la tomba è stata restaurata e trasformata in moschea. Dal 2007, grazie a un accordo di cooperazione sulla sicurezza con `Autorità palestinese, l`esercito israeliano autorizza dei pellegrinaggi notturni una volta al mese. 

martedì 17 febbraio 2015

HAMAS avverte l'Italia: nessuna ingerenza in Libia

GAZA, 17 febbraio - Hamas respinge ingerenze in Libia "da parte di alcuni Paesi come l'Italia" che adducono "il pretesto di combattere il terrorismo". Lo afferma un dirigente di Hamas, Salah Bardawil, citato dall'agenzia Palinfo. Un intervento militare sarebbe considerato "una nuova Crociata contro Paesi arabi e musulmani", ha spiegato. Bardawil ha poi ricordato che Hamas ha già espresso opposizione contro gli interventi stranieri in Iraq, e dunque rinnova adesso i propri appelli per sventare mosse simili in un altro Paese arabo. Quanto alla decapitazione di 21 copti egiziani in Libia, il dirigente di Hamas ha espresso parole di condanna, precisando che il suo movimento si oppone all'uccisione di persone sulla base della loro affiliazione religiosa, politica o intellettuale.

giovedì 21 agosto 2014

Le compagnia aerre continuano a volare su TEL AVIV, malgrado le minacce di Hamas


TEL AVIV - Le compagnie internazionali e israeliane hanno annunciato che non intendono sospendere i loro voli su Tel Aviv nonostante le minacce di Hamas di mirare all'aeroporto internazionale di Ben Gurion. Secondo stime basate su "minacce simili" - riporta Haaretz - arrivi e partenze saranno ritardati al massimo di un'ora. Come fece il mese scorso, Hamas aveva intimato a non volare, a partire da questai mattina alle 6 (le 5 in Italia) sull'aeroporto, che considera un obiettivo.