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venerdì 28 luglio 2017

Addio, piccolo Charlie





LONDRA, 28 luglio - Il piccolo Charlie è morto. "Il nostro splendido bambino se n'è andato": questo il lapidario annuncio dato dai genitori di Charlie Gard, il bambino britannico malato terminale che ha sollevato un dibattito mondiale. Lo riferisce il Daily Mail.
Secondo alcuni media locali, al piccolo sono stati staccati i macchinari che lo tenevano in vita poco dopo il suo trasferimento dal Great Ormond Hospital di Londra dove era ricoverato in un centro per malati terminali.
I genitori del piccolo, la cui storia ha commosso il mondo intero, avevano chiesto di poter trascorrere più tempo con il loro figlio dopo il trasferimento nel centro ma il giudice dell'Alta corte ha dato ragione ai medici e ha stabilito che al bambino dovessero essere sottratti i sostegni vitali poco dopo il suo arrivo.

domenica 23 luglio 2017

LONDRA, minacce di morte all'ospedale del piccolo CHARLIE


LONDRA, 23 luglio - Lo staff del Great Ormond Street Hospital di Londra, l'ospedale dove è ricoverato Charlie Gard, il bimbo al quale i medici vogliono staccare la spina contro il parere dei genitori, ha ricevuto minacce di morte. "Migliaia di messaggi con minacce - ha raccontato Mary MacLeod, presidente dell'ospedale - sono stati inviati a medici e infermieri", e sono stati segnalati "atteggiamenti ostili in strada".
Secondo la MacLeod "è comprensibile la compassione delle persone per la situazione", ma "abbiamo ricevuto denunce di comportamenti inaccettabili all'interno dell'ospedale stesso". E anche per i genitori di Charlie "le persone hanno opinioni diverse e lo accettiamo, ma c'è una linea che non deve essere superata".

venerdì 7 luglio 2017

La mamma di CHARLIE: Stanno per staccargli la spina


LONDRA, 7 luglio - "Stanno per staccargli la spina". Il grido di dolore della mamma di Charlie Gard, il bimbo inglese affetto da una rara malattia mitocondriale, arriva in Italia attraverso Piero Santantonio, presidente dell'associazione Mitocon, in costante contatto con la famiglia del bambino. Santantonio ha riferito l'ultimo appello dei genitori alle autorità britanniche: "Fermatevi, il protocollo scientifico di trattamento sperimentale è pronto".
"Ieri pomeriggio si è tenuta una riunione tra i medici e i ricercatori dell'equipe internazionale e tra poche ore sarà resa nota una posizione ufficiale rispetto alle possibilità terapeutiche percorribili per il piccolo Charlie", ha annunciato Santantonio. Gli scienziati stanno lavorando sulle sindromi da deplezione del Dna mitocondriale e nello specifico su quelle indotte dalla mutazione RRM2B, che ha colpito il piccolo Charlie. "La terapia nucleosidica - ha spiegato Santantonio - ha già dato dimostrazione di efficacia in un numero significativo di casi, con particolare riferimento ai risultati che dimostrano la possibilità dei nucleosidi di superare la barriera ematoencefalica. In base a queste ulteriori e nuove valutazioni il gruppo di lavoro è dunque giunto alla conclusione che la terapia nucleosidica possa essere efficace nel caso del piccolo Charlie". 

Una notizia che potrebbe cambiare completamente il quadro giuridico e medico nel quale si sono mossi finora i medici e le autorità britanniche. Secondo il costituzionalista ed ex ministro della Sanità Renato Balduzzi, il Great Ormond Street Hospital di Londra, dove è ricoverato Charlie, "non è obbligato ma è autorizzato" a staccare la spina. Ma se intervengono novità scientifiche (come il protocollo sperimentale in corso di pubblicazione da parte dell'equipe di esperti internazionali) allora dovrebbe o decidere di utilizzare quella opportunità di cura oppure potrebbe chiedere ai giudici cosa fare di fronte a questa novità". Un parere che Balduzzi ha fornito all'ospedale Bambino Gesù che si era offerto di accogliere il bambino.

mercoledì 5 luglio 2017

IMPEDIMENTI LEGALI da Londra per trasferire il piccolo Charlie a ROMA


LONDRA, 5 luglio - Impedimenti per il trasferimento del piccolo Charlie da Londra a Roma, all'interno della struttura dell'ospedale Bambino Gesù, che si è offerto di accogliere il piccolo affetto da una rara malattia. A riferirlo è lo stesso Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
"Il nostro ambasciatore ha già parlato con il management del Great Ormond Street Hospital e la risposta è stata che hanno le mani legate da due sentenze che devono rispettare. Avrò un colloquio telefonico con il mio omologo Boris Johnson e ne parlerò con lui". Così il ministro degli Esteri, Angelino Alfano risponde alla domanda se il nostro ambasciatore a Londra sia già entrato in contatto con i responsabili dell'ospedale che ospita il piccolo Charlie.
"Sono stata contattata dalla mamma di Charlie. E' una signora molto determinata e molto decisa, che non vuole cedere di fronte a nulla. Ci ha chiesto di provare a verificare la possibilità che questa cura venga fatta, e i nostri medici e scienziati stanno approfondendo la possibilità", ha detto Mariella Enoc, presidente dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.
"L'ospedale ci ha detto che, per motivi legali, non può trasferire il bambino da noi. Questa è un'ulteriore nota triste", ha poi aggiunto Mariella Enoc. "Quando ci ha chiamati la mamma l'abbiamo ascoltata con molta attenzione". "Non so se sarà possibile trovare una cura", "i nostri scienziati approfondiranno il tema e poi paleranno direttamente con la famiglia".
La Santa Sede farà il possibile per superare gli ostacoli legali che non consentono il trasferimento del piccolo Charlie Gard al Bambin Gesù, ha detto il segretario di Stato Vaticano, il card. Pietro Parolin, rispondendo alle domande dei giornalisti. "Superare questi problemi? Se possiamo farlo lo faremo", ha detto Parolin riferendosi agli ostacoli di tipo giuridico legati alla legislazione inglese. "Il Bambin Gesù - ha aggiunto - è competente per la parte medica".
"Ho chiesto al direttore sanitario di verificare con il Great Ormond Street Hospital di Londra, dove è ricoverato il neonato, se vi siano le condizioni sanitarie per un eventuale trasferimento di Charlie presso il nostro ospedale. Sappiamo che il caso è disperato e che, a quanto risulta, non vi sono terapie efficaci"aveva detto in precedenza la presidente dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù. "Siamo vicini ai genitori nella preghiera e, se questo è il loro desiderio, disponibili ad accogliere il loro bambino presso di noi, per il tempo che gli resterà da vivere". "'Difendere la vita umana, soprattutto quando è ferita dalla malattia, è un impegno d'amore che Dio affida ad ogni uomo'. Le parole del Santo Padre, riferite al piccolo Charlie, ben riassumono la mission dell'ospedale Bambino Gesù", sottolinea Mariella Enoc, presidente dell'ospedale pediatrico romano che è di proprietà della Santa Sede.

venerdì 30 giugno 2017

LONDRA, concesso un po' di tempo in più ai genitori per dire addio a CHARLIE


LONDRA, 30 giugno - I medici del Great Ormond Street Hospital di Londra hanno concesso un po' più di tempo ai genitori del piccolo Charlie Gard da trascorrere col figlio di 10 mesi prima che vengano staccati i macchinari che lo tengono in vita. Lo riporta Sky News.
Non è quindi chiaro quando sarà staccata la spina al neonato di dieci mesi ricoverato al Great Ormond Street Hospital di Londra per una rara malattia che secondo i medici è incurabile e lo fa soffrire troppo. Lo hanno annunciato i suoi genitori, Chris Gard e Connie Yates, che hanno perso la battaglia legale arrivata fino alla Corte europea dei diritti umani per portare a proprie spese il bimbo negli Usa e sottoporlo a una cura sperimentale. Sconvolti e addolorati hanno lanciato uno straziante grido d'accusa contro le autorità giudiziarie.
"Noi e soprattutto Charlie siamo stati terribilmente abbandonati lungo tutto il processo - hanno dichiarato i Gard su Facebook - non ci è stato permesso di scegliere se nostro figlio potesse vivere e nemmeno quando e in che luogo dovesse morire". Hanno invece ringraziato i tanti comuni cittadini che hanno dato sostegno allo loro causa, ad esempio donando soldi per raggiungere ben 1,4 milioni di sterline che sarebbero serviti per portarlo negli Stati Uniti e tentare di salvarlo.
Ma non è stato possibile perché uno dopo l'altro i giudici britannici prima ed europei dopo hanno dato ragione ai medici del Regno che di fatto hanno deciso della sorte del piccolo, nonostante l'opposizione dei genitori, e stabilito che deve morire per non soffrire più. I Gard vogliono ora trascorrere le ultime preziose ore con il neonato: "Ci lascerà sapendo di essere stato amato da migliaia di persone". Mentre un portavoce dell'ospedale di Londra ha risposto con un freddo linguaggio burocratico che cercheranno di assistere i familiari in questo difficile momento e che da mesi si preparavano all'evenienza di dover staccare la spina al piccolo.

La politica italiana si schiera con il piccolo CHARLIE, condannato a morire


La politica italiana si schiera con Chris Gard e Connie Yates, i genitori del piccolo Charlie, il bimbo britannico di 10 mesi al quale verranno spente le macchine che lo tengono in vita. Sul suo blog il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo accusa l'Europa "di essere senz'anima", perché davanti alla sentenza della Corte europea dei diritti umani che ha dato l'ok all'interruzione delle terapie, si è comportata peggio di "Ponzio Pilato". "E' incredibile, significa che tutta la Ue non ha da dire nulla, in più oppure in meno, riguardo una questione così atrocemente fondamentale", si legge nel blog. E sull'argomento arrivano gli interventi dei rappresentanti di altri schieramenti.

Il post di Grillo sul caso Charlie apre anche un dibattito internoIl post di Beppe Grillo a difesa della vita di Charlie Gard e sull'attacco dell'Ue apre il dibattito anche tra gli iscritti al Movimento 5 Stelle. "Avere la risposta in tasca per situazioni come queste è arrogante in ogni caso, ma la vita va salvaguardata senza dubbio", si legge sul blog in cui si sottolinea come ogni speranza sia stata negata da un'Europa "senz'anima". Qualcuno dei commentatori plaude, qualcun altro invece è molto critico a testimonianza che l'argomento fine vita continua a dividere l'elettorato pentastellato.

Renzi: "Ho più domande che risposte""Non riesco a togliermi dalla testa il pensiero del piccolo Charlie - scrive il segretario del Pd Matteo Renzi su Facebook sul caso Charlie. - Mi fanno paura i social quando diventano curve da tifoseria con persone che sparano certezze e urlano, non cerco facili like. Ma condivido uno stato d'animo, più che uno status: il dolore di quei genitori e di quel bambino mi rimbomba in testa continuamente. Mi sembra insopportabile per noi, figuriamoci per quella povera famiglia che vive queste ore così. Perché la Corte Europea dei diritti umani (diritti?) non ha concesso la cura sperimentale in America? Perché non consentire alla scienza un ultimo tentativo? Facciamo proteste ovunque per qualsiasi cucciolo, e facciamo bene. E un piccolo cucciolo d'uomo non valeva un'attenzione diversa delle autorità europee? Per una volta ho più domande che risposte...".

Salvini: "E' omicidio""Volevamo portarlo a casa, fargli l'ultimo bagnetto e avvolgerlo in lenzuola in cui non aveva mai dormito... Volevamo morisse a casa sua, tra l'affetto di genitori, parenti e amici, non ce l'hanno permesso..." Ma come si fa??? È un omicidio. Da papà, un bacio al piccolo Charlie e un abbraccio fortissimo ai suoi coraggiosi genitori". Le parole affidate a Facebook del leader della Lega Nord Matteo Salvini.

De Poli (Udc): "Europa non rinneghi radici cristiane""Lasciare morire il piccolo Charlie, affetto da una malattia rara e ricoverato in un ospedale a Londra, è un atto inumano. E' gravissimo che la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo abbia avallato la decisione di staccare la spina. L'Europa non rinneghi le proprie radici cristiane e ascolti l'appello di monsignor Paglia, presidente della Pontificia accademia per la vita, difendendo il valore della vita in cui noi crediamo fermamente". Così sulla sua pagina Facebook il vicesegretario vicario Udc, Antonio De Poli.

Fitto (Di): "Negato diritto alla vita sotto gli occhi inermi del mondo""Assurdo! Sotto occhi inermi del mondo a Charlie viene negato diritto alla vita e calpestato diritto a una morte dignitosa #charliesfight", così il leader di Direzione Italia Raffaele Fitto.

Quagliariello a Grillo: "Allora aiutaci su testo Dat""Beppe Grillo, testo Camera Dat permette eutanasia minori con sospensione presidi vitali. Sei contrario? Aiutaci! In Senato possiamo evitarlo". Lo scrive su Twitter Gaetano Quagliariello, leader di Idea e capogruppo di Federazione della Libertà in Senato.

Della Vedova a Grillo: "Osceno accusare l'Ue""Il dolore dei genitori di Charlie merita un rispetto assoluto. Gli interrogativi bioetici e semplicemente umani che la vicenda solleva con il tragico contrasto tra la volontà dei genitori e la decisione dei medici e dei giudici inglesi che si sono occupati del caso, e che lo hanno fatto in scienza e coscienza, richiedono risposte diverse dai cori da stadio di chi pensa di avere certezze assolute". Lo scrive su Facebook il senatore e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, promotore di Forza Europa. "La strumentalità degli attacchi di Grillo alla 'Ue dei banchieri' lascia invece interdetti per il grado di cinismo e spietato calcolo politico. Lo stesso vale per la definizione di 'omicidio legalizzato in Europa' usata dal capogruppo leghista al Senato, Centinaio. L'Unione Europea, Bruxelles, non ha avuto e né poteva avere alcuna voce in capitolo su di un tema demandato alle legislazioni dei Paesi membri, come ancora è la Gran Bretagna".

martedì 13 gennaio 2015

PARIGI, 6 terroristi complici in fuga, domani CHARLIE HEBDO in 3 milioni di copie (in Italia con il Fatto quotidiano

La prima pagina di Charles Hebdo di domani. Maometto, pentito, piange sotto la scritta "Tutto è perdonato"
PARIGI, 13 SETTEMBRE - Fino a sei elementi della cellula terroristica islamica legata agli attacchi di Parigi di questi giorni sono tuttora in fuga. Lo affermano fonti della polizia in dichiarazioni all'Ap. La polizia è alla ricerca nell'area di Parigi di una Mini Cooper intestata ad Hayat Boumediene, la vedova di Amedy Coulibaly, alla cui guida sarebbe stato avvistato uno dei complici
Il settimanale satirico Charlie Hebdo uscirà mercoledì tradotto in 16 lingue e con una tiratura di 3 milioni di copie, contro le 60 mila normali. Lo hanno annunciato in serata i media francesi, rivedendo al rialzo le prime indicazioni che parlavano di una tiratura del prossimo numero di un milione di copie. In Italia sarà distribuito assieme al "Fatto Qutidiano".  Dal ricavato dell’iniziativa “il Fatto quotidiano – Charlie Hebdo” (in edicola al prezzo di 2 euro) sarà tratta una donazione per le famiglie delle vittime.
Il prossimo numero del settimanale includerà "ovviamente" nuove vignette su Maometto, sulla politica e le religioni. Lo ha detto a France Info il legale del magazine francese, Richard Malka ricordando che "lo spirito di 'io sono Charlie'" significa anche "diritto alla blasfemia". E c'è una vignetta di Maometto sulla prima del nuovo numero di Charlie Hebdo. Il profeta con una lacrimuccia regge un cartello con la scritta: "Je suis Charlie". Sulla sua testa campeggia la frase: "Tout est pardonné", "E' tutto perdonato". La prima è stata anticipata con un tweet da Liberation, che ospita la redazione del settimanale satirico.

domenica 11 gennaio 2015

CHARLIE, la vignetta migliore


PARIGI, tutto il mondo in corteo per difendere la libertà






PARIGI, 11 gennaio - Una Parigi con i nervi a fior di pelle e "misure di sicurezza eccezionali" accoglie la marcia "repubblicana" di oggi, che parte alle 15 sotto un cielo scuro di pioggia. Già grandissima l'affluenza di gente comune, previsrta la presenza di una lunga lista di leader politici, europei e non solo. Ci sono 50 capi di stato, ci sono anche il premier d'Israele Netanyau e quello della Palestina Mazel. E poi tutti i leader eropei, compreso Renzi, e molti leader africani e asiatici. In testa, i familiari delle vittime e i sopravvissuti della redazione di Charlie Hebdo.
Il ministero dell'Interno francese ha mobilitato 2000 poliziotti e 1350 militari per blindare due differenti percorsi tra la place de la Republique e la place de la Nation, punto di partenza e di arrivo del corteo. Il dispiegamento di forze sarà impressionante: cecchini sui tetti, 24 unità della riserva nazionale, 20 squadre della brigata anti crimine della polizia di Parigi "che garantiranno l'identificazione delle persone a rischio", 150 agenti in borghese "incaricati della protezione delle alte personalità e della sicurezza generale". Lungo i due percorsi ci sarà divieto assoluto di parcheggiare veicoli, e molte fermate della metropolitana resteranno chiuse.

sabato 10 gennaio 2015

CHARLIE HEBDO, caccia alla donna di Amady Coulibaly, massima allerta in Francia, domani la grande manifestazione


Anche la metro di Parigi è dedicata a Charlie Hebdo
PARIGI, 10 gennaio - Hayat Boumedienne, la compagna 26enne del killer Amedy Coulibaly, "è ancora ricercata". Lo rende noto France Info. Intanto, secondo quanto riferisce BFMTV, proprio Coulibaly, quando si è barricato nel supermercato kosher di Parigi, aveva degli esplosivi "in una o più borse". L'alibi regge: rilasciato il 18enne Hamyd Mourad, cognato di Kouachi, indicato in un primo momento come terzo componente del commando che ha attaccato Charlie Hebdo.
Amedy Coulibaly ha detto, prima di morire nel blitz della polizia nel negozio kosher di Parigi, di agire per "difendere i musulmani oppressi nel mondo e in particolare la Palestina". Lo riferisce Bfm-tv, che ha diffuso il contenuto della telefonata di venerdì con il killer.
Coulibaly "ci ha detto che non aveva paura di morire e sapeva che sarebbe morto ieri". Lo racconta una testimone dell'assalto al negozio kosher di Parigi a Bfm-tv. "Eravamo nel reparto caramelle quando abbiamo sentito gli spari. Era armato di due kalashnikov, un coltello e una pistola. Appena entrato ha sparato, siamo stati per ora accanto a due cadaveri", ha aggiunto la donna, scampata al massacro.
Il governo ha deciso di confermare ancora per il fine settimana il massimo livello di allerta antiterrorismo del piano Vigipirate in tutta la regione di Parigi, l'Ile-de-France.

La Francia "smetta di attaccare l'Islam, i suoi simboli e i musulmani o ci saranno nuove operazioni" terroristiche. E' la minaccia dell'Aqap, il ramo yemenita-saudita di Al Qaeda, in un video di rivendicazione di uno dei suoi responsabili Harith bin Ghazi al-Nadhari, postato su Youtube. Lo riferisce il Site.
Il presidente della regione Ile-de-France, Jean-Paul Huchon, ha annunciato su Twitter che il trasporto sarà domani libero in tutta la regione per favorire la partecipazione dei parigini alla manifestazione repubblicana.