lunedì 24 novembre 2014

Il voto in Emilia e Calabria: ha vinto l'astensione (e poi Pd e Salvini)


ROMA Se per il Pd la vittoria era in qualche modo già scritta nelle elezioni regionali in Emilia-Romagna e Calabria,  sono altre due le novità di questa domenica elettorale: il crollo dell'affluenza, verticale e 'storico' in Emilia-Romagna, e la cavalcata della Lega che, a Bologna e dintorni, si impone come secondo partito. Lo stesso premier Matteo Renzi a sottolineare con un tweet: "Male affluenza, bene risultati: 2-0 netto. 4 regioni su 4 strappate alla destra in 9 mesi. Lega asfalta forza Italia e Grillo. Pd sopra il 40%". Parole che riflettono la soddisfazione per i risultati e la preoccupazione per il dato dell'astensione rimarcato negli stessi minuti da fonti del Nazareno e che tengono conto di un crollo dell'affluenza impressionante. In Emilia-Romagna, ha votato il 37,7% degli elettori, in Calabria il 44,1%. Numeri impressionati, se paragonati alle Regionali del 2010 (68% in E-R, 59,3% in Calabria) e alle Europee di 6 mesi fa (il 70% in Emilia-Romagna, il 45,5% in Calabria), quelle del 40,8% targato Matteo Renzi. I motivi sono diversi e contano le inchieste giudiziarie che negli ultimi mesi hanno martoriato entrambe le Regioni, da quella delle 'spese pazze' in Emilia-Romagna a quella che, il 29 aprile scorso, costrinse alle dimissioni l'ex presidente calabrese Giuseppe Scopelliti. Vicende che hanno certamente allontanato gli elettori dalle urne ma che non spiegano del tutto un'astensione choc destinata ad irrompere nel dibattito politico. Ma le elezioni di domenica sigillano l'ascesa dell'altro 'Matteo': il leader della Lega Salvini. Il 'suo' candidato in Emilia-Romagna, Alan Fabbri, sostenuto anche da FI e Fdi, sembra infatti proiettato oltre il 35%, a meno di dieci punti dal favoritissimo Stefano Bonaccini. E la Lega, dopo il Pd, si avvia ad imporsi come secondo partito con FI lontanissima. Dati che, oltre a premiare la martellante campagna mediatica di Salvini - che anche oggi, su Twitter, non si è risparmiato - ridisegnano la mappa dei poteri dei partiti, lanciando il Carroccio nella sua cavalcata per una leadership dell'opposizione che vede invece in difficoltàil M5S che sembra fermarsi ben sotto il 15%. E' in Calabria, invece, che si consuma il primo concreto risultato della frattura tra FI e Ncd. I due 'cugini' non hanno trovato un accordo, proponendo candidati diversi (l'azzurra Ferro e l'alfaniano D'Ascola), ed entrambi incapaci di rivaleggiare con il Dem Mario Oliverio. Per il centrodestra è un nuovo campanello d'allarme.

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