BALTIMORA, 28 aprile - Baltimora come Ferguson, messa a ferro e fuoco. Anche qui, come per ben due volte nel giro di pochi mesi nella cittadina del Missouri, esplode la rabbia della comunità afroamericana contro i metodi violenti della polizia. Quelli che avrebbero portato all'uccisione dell'ennesimo ragazzo di colore, Freddie Gray, morto dopo l'arresto, con la spina dorsale spezzata. Ieri era il giorno del funerale di Freddie. Ma presto le preghiere di migliaia di persone si sono trasformate in protesta, e la protesta di una parte dei manifestanti in rivolta. E la rivolta in violenze e razzie. Auto civili e mezzi della polizia dati alle fiamme, fuoco appiccato ai negozi, vetrine spaccate, un enorme incendio appiccato a un edificio in costruzione, più di un centro commerciale preso d'assalto e saccheggiato. E un fittissimo lancio di pietre e bottiglie contro la polizia, che ha portato al ferimento di almeno una ventina di agenti, di cui uno sarebbe in gravi condizioni. Insomma, scene di guerriglia urbana, con decine di arresti, e alcune zone della città al di fuori di ogni controllo. Improvvisamente si materializza lo spettro dei moti del '68 quando, in seguito all'assassinio a Memphis di Martin Luther King, a Baltimora si registrarono le proteste più violente, e la città per ben otto giorni fu trasformata in un vero e proprio campo di battaglia. Il presidente americano, Barack Obama, segue la situazione dalla Casa Bianca, costantemente aggiornato. Ha ricevuto nello Studio Ovale la neo ministra della giustizia Loretta Lynch, la prima afroamericana a ricoprire questa carica. E ha chiamato il sindaco di Baltimora Stephanie Rawlings-Blake, anch'essa afroamericana. E' lei che al calar della sera annuncia il coprifuoco dalle 10 di sera alle 5 del mattino, per una settimana intera. "Riporteremo l'ordine - dice -. Ci sono criminali in azione che vogliono distruggere la nostra città". Intanto il governatore del Maryland, Larry Hogan, decretava lo stato di emergenza e annunciava l'arrivo di 5.000 uomini della Guardia nazionale. Una situazione quasi da legge marziale. Al campus della John Hopkins University a tutti è stato ordinato di mettersi al riparo. Si cerca qualcuno armato. Una persona viene arrestata, ma la caccia all'uomo prosegue nella notte. E nella notte intervengono i familiari di Freddie. La sorella gemella, Fredericka, lancia un appello alla calma e si dice in disaccordo con le violenze: "Freddie non era una persona violenta", ricorda davanti alle telecamere.
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martedì 28 aprile 2015
BALTIMORA a ferro e fuoco dopo la morte di un ragazzo di colore. Coprifuoco per 7 giorni
BALTIMORA, 28 aprile - Baltimora come Ferguson, messa a ferro e fuoco. Anche qui, come per ben due volte nel giro di pochi mesi nella cittadina del Missouri, esplode la rabbia della comunità afroamericana contro i metodi violenti della polizia. Quelli che avrebbero portato all'uccisione dell'ennesimo ragazzo di colore, Freddie Gray, morto dopo l'arresto, con la spina dorsale spezzata. Ieri era il giorno del funerale di Freddie. Ma presto le preghiere di migliaia di persone si sono trasformate in protesta, e la protesta di una parte dei manifestanti in rivolta. E la rivolta in violenze e razzie. Auto civili e mezzi della polizia dati alle fiamme, fuoco appiccato ai negozi, vetrine spaccate, un enorme incendio appiccato a un edificio in costruzione, più di un centro commerciale preso d'assalto e saccheggiato. E un fittissimo lancio di pietre e bottiglie contro la polizia, che ha portato al ferimento di almeno una ventina di agenti, di cui uno sarebbe in gravi condizioni. Insomma, scene di guerriglia urbana, con decine di arresti, e alcune zone della città al di fuori di ogni controllo. Improvvisamente si materializza lo spettro dei moti del '68 quando, in seguito all'assassinio a Memphis di Martin Luther King, a Baltimora si registrarono le proteste più violente, e la città per ben otto giorni fu trasformata in un vero e proprio campo di battaglia. Il presidente americano, Barack Obama, segue la situazione dalla Casa Bianca, costantemente aggiornato. Ha ricevuto nello Studio Ovale la neo ministra della giustizia Loretta Lynch, la prima afroamericana a ricoprire questa carica. E ha chiamato il sindaco di Baltimora Stephanie Rawlings-Blake, anch'essa afroamericana. E' lei che al calar della sera annuncia il coprifuoco dalle 10 di sera alle 5 del mattino, per una settimana intera. "Riporteremo l'ordine - dice -. Ci sono criminali in azione che vogliono distruggere la nostra città". Intanto il governatore del Maryland, Larry Hogan, decretava lo stato di emergenza e annunciava l'arrivo di 5.000 uomini della Guardia nazionale. Una situazione quasi da legge marziale. Al campus della John Hopkins University a tutti è stato ordinato di mettersi al riparo. Si cerca qualcuno armato. Una persona viene arrestata, ma la caccia all'uomo prosegue nella notte. E nella notte intervengono i familiari di Freddie. La sorella gemella, Fredericka, lancia un appello alla calma e si dice in disaccordo con le violenze: "Freddie non era una persona violenta", ricorda davanti alle telecamere.
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mercoledì 26 novembre 2014
FERGUSON, un'altra notte di fiamme e violenze
| Un'auto della polizia data alle fiamme a Ferguson |
Cortei in tutti gli Usa - Per disperdere la folla, gli agenti in tenuta antisommossa hanno usato i lacrimogeni. L'ondata di indignazione si è estesa nelle principali città americane dove decine di migliaia di persone - afroamericani, ispanici, asiatici, ma anche moltissimi bianchi - hanno manifestato per tutta la notte. Cortei a Baltimora, Seattle, Kansas City, Los Angeles, e all'Universdi Palo Alto, in California. La preoccupazione delle autorità sono legate soprattutto ai possibili
disordini che si potrebbero verificare nel lunghissimo weekend del Thanksgiving.
Agente: "Non è stata un'esecuzione" - "Mi dispiace molto per la perdita di una vita, ma ho fatto semplicemente il mio lavoro". Così l'agente Darren Wilson nella prima intervista alla ABC News, di cui sono state rese note alcune anticipazioni, dopo la decisione di non incriminarlo. L'intervista è la prima del poliziotto dopo la tragedia avvenuta il 9 agosto scorso. Da allora, l'agente Wilson non è mai comparso in pubblico se non per unirsi alle nozze con una collega, il 24 ottobre scorso. Wilson si dice dispiaciuto, ma afferma che la sua coscienza "è pulita perché stavo facendo il mio lavoro". Wilson ha poi descritto la dinamica di quanto accaduto quel giorno e che il teenager ha afferrato la sua pistola mentre il poliziotto era dentro l'auto. Lui, Wilson, temeva per la sua vita e "ho dovuto sparargli. Mi dispiace, ma non avrei fatto nulla di diverso" quel giorno, ha detto.
Proteste in Minnesota, donna investita e trascinata da un'auto - Brutto incidente in Minnesota dove, durante le proteste a Minneapolis, un'auto si è lanciata contro la folla investendo una donna e trascinandola per qualche metro. L'automobilista, ancora non identificato, è stato ripreso da un video. L'auto è piombata sui dimostranti, e ha trascinato la donna lungo la strada, mentre un altro manifestante si aggrappava disperatamente al veicolo cercando di fermarlo. Nelle immagini si vedono i presenti che urlano e accorrono per cercare di aiutare la donna, l'auto che si ferma un attimo prima di ripartire. Poco dopo l'automobilista è stato fermato dalle forze di sicurezza, ma ancora non
lunedì 7 ottobre 2013
Il linciaggio di Nosy Be, Gianfella aveva urlato alla folla la sua innocenza
| NOSY BE - Alcuni passanti indicano il luogo in cui sono stati dati alle fiamme i due europei |
NOSY BE - La polizia in Madagascar ha fatto altri cinque arresti ieri sull'isola turistica di Nosy Be, dopo che un francese, un franco-italiano (Roberto Gianfella) e un uomo del posto erano stati linciati e bruciati perché accusati di aver ucciso un ragazzo.
Le autorità della idilliaca isola dell'Oceano Indiano hanno ormai arrestato 19 persone in tutto, dopo averne preso altri 14 venerdì e promettono di arrestare chiunque sia coinvolto nei linciaggi e sommosse così come chiunque che abbia filmato o fotografato le uccisioni (un orrendo video, poi tolto, è apparso su Youtube: si vedono uomini che buttano i corpi dei due europei nel fuoco ed è presente anche uno in uniforme e armato).
| Roberto Gianfella |
Le forze di sicurezza sono stati dispiegate sull'isola da sabato, quando era ormai troppo tardi, con gli ufficiali a piedi e in pick-up che pattugliano Hell-Ville, la sua piccola capitale, dopo una notte di tensione nel corso della quale il governo ha imposto un coprifuoco dalle 21 alle 4 del mattino.
La furia, come è noto, era stata innescata dalla morte di un bambino del posto di otto anni, il cui corpo era stato trovato sulla spiaggia di Ambatoloaka una settimana dopo che se ne erano perse le tracce.
"Il suo corpo era bagnato quando è stato trovato. Quindi è possibile che sia annegato," ha detto Vincent Laza, leader di quartiere sull'isola, aggiungendo che i genitali del ragazzo erano scomparsi e il suo intestino era stato aperto.
Mercoledì scorso avevano cominciato a circolare le voci che il ragazzo era stato rapito e una folla aveva preso d'assalto la stazione della gendarmeria, convinta che uno degli assassini del ragazzo vi fosse detenuto. Gli ufficiali avevano aperto il fuoco e due persone erano state uccise.
Poi hanno cominciato a corre le voci che stranieri erano coinvolti, una folla di centinaia persone avevano strappato all’alba di giovedì dalle loro camere d’albergo il francese e il franco-italiano e avevano dato loro fuoco ad Ambatoloaka, una popolare spiaggia circondata da bar e alberghi, dopo un sommario processo fatto di pugni, calci e bastonato.
Un uomo del posto che era lo zio del ragazzo è stato in seguito pure lui ucciso e bruciato.
Con le sue spiagge di sabbia bianca e le acque turchesi, Noisy Be è il magnete turistico principale del Madagascar, ma l'isola ha anche un ventre squallido ed è nota per il turismo sessuale.
Gli abitanti del posto insistono che i linciaggi non interesserebbero turismo.
"Abbiamo preso i colpevoli. E 'giustizia pubblica . E appena presi li uccidiamo, e se c’è qualcuno che si rifiuta di ucciderli noi lo uccidiamo è un complice", ha detto Jacob, un nativo di Hell-Ville (questo spiegherebbe l’uccisione del malgascio). "Non abbiamo niente contro gli stranieri. Potete venire a visitarci e non ci saranno problemi", ha aggiunto.
Un residente ha sostenuto la folla aveva “accertato” che gli europei erano colpevoli.
"Gli stranieri hanno confessato di aver ucciso il bimbo. Abbiamo un video", ha detto Lala, che vive nel sobborgo di Dar-es-Salam, dove è stato ucciso l'uomo del posto. In una registrazione audio, una delle vittime è stato comunque sentito dichiarare la sua innocenza, mentre la folla lo accusava di essere un pedofilo e assassino. Pare fosse Roberto Gianfella.
"Non ho niente da nascondere, signora, io sono innocente, è un complotto contro di me", è stato sentito dire a una donna, che ha risposto: "Voi ci dite la verità, altrimenti vi linciamo è davanti a tutti." E così è stato
Il Capo distretto Malaza Ramanamahafahy ha detto che il francese Sebastien Judalet era un assiduo frequentatore di Madagascar.
Roberto Gianfala, aveva un visto scaduto per il Madagascar e questa è l’unica infrazione sicuramente accertata. Il resto è Medioevo
Sia la Francia e l'Italia hanno confermato le morti e hanno invitato i propri cittadini a Nosy Be di rimanere vigili e stare in casa di notte.
Sei cittadini francesi sono stati evacuati verso la capitale del Madagascar Antananarivo, secondo le loro richieste.
Circa 700 persone francesi vivono sull'isola di 40.000 abitanti, con circa 100 turisti francesi attualmente in visita. Molti meno, in questo momento, gli italiani. E per un bel po’ di tempo ancora.
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