Visualizzazione post con etichetta vaticano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vaticano. Mostra tutti i post

sabato 7 gennaio 2017

ROMA, il Papa ordina dormitori aperti 24 ore contro il freddo


Dormitori aperti 24 ore, per poter stare al caldo anche di giorno, e, per i senza dimora che non vogliono muoversi da dove stazionano di solito, in dono sacchi a pelo speciali, resistenti fino a 20 gradi sotto zero. Sono le iniziative dell'Elemosineria apostolica per i clochard a Roma, per volontà di papa Francesco, in questi giorni e notti di grande freddo. "Abbiamo messo a disposizione anche le nostre auto dell'Elemosineria - spiega all'ANSA mons. Konrad Krajewski - perché chi non vuole spostarsi possa dormirci dentro la notte".
L'ultima vittima del freddo, che imperversa ancora con gelo e neve in tutta Italia, è un pensionato di 81 anni, Nando Molteni, di Capriano (Monza) è stato trovato morto per ipotermia a ridosso del fiume Bevera a Briosco, non lontano da casa sua, in Brianza. L'uomo, da tempo malato di Alzheimer, era scomparso nel tardo pomeriggio di ieri da casa sua a Capriano (Monza). Si era allontanato con indosso solo un maglione e le ciabatte, senza avvisare nessuno. Ha probabilmente perso l'orientamento e, col sopraggiungere del buio, non è riuscito a rientrare.

giovedì 7 luglio 2016

VATILEAKS, condannato il monsignore e la Chaouqui, assolti i giornalisti


CITTA' DEL VATICANO, 7 luglio - Condanne per monsignor Lucio Vallejo Balda e per Francesca Immacolata Chaouqui. Assoluzione per Nicola Maio. Difetto di giurisdizione per i giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi. Questa la sentenza pronunciata dal Tribunale vaticano nel processo 'Vatileaks 2' sulla fuga dei documenti riservati della Santa Sede. Vallejo ha avuto i 18 mesi di reclusione, Chaouqui 10 mesi con pena sospesa.
il Tribunale presieduto da Giuseppe Dalla Torre ha esplicitamente affermato nella sentenza la "sussistenza, radicata e garantita dal diritto divino, della libertà di manifestazione del pensiero e della libertà di stampa nell'ordinamento giuridico vaticano".

mercoledì 18 novembre 2015

ISIS: "Isseremo la bandiera del Califfato sul Vaticano"

RAQQA, 18 novembre - "Chiediamo ad Allah di sostenere i mujaheddin contro gli agenti dei leader dell'idolatria e i crociati finché la bandiera del Califfato non sarà issata su Istanbul e la Città del Vaticano". E' la minaccia dell'Isis contenuta nell'ultimo numero del loro magazine, Dabiq.

mercoledì 11 novembre 2015

Il VATICANO indaga i giornalisti Nuzzi e Fittipaldi per la fuga di documenti

Gianluigi Nuzzi
ROMA, 11 novembre - I giornalisti Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi, autori dei libri "Avarizia" e "Via crucis", sono indagati nell'ambito dell'inchiesta vaticana sulla fuga di documenti riservati della Santa Sede.
"L'Autorità giudiziaria vaticana ha aperto un'indagine in merito alla diffusione del documento" riguardante l'Apsa, l'organismo vaticano competente per l'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica. Lo riferisce il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi. "Nei giorni scorsi sono apparsi su agenzie e organi di stampa articoli che riferiscono in maniera parziale e imprecisa - si legge in un comunicato della sala stampa della Santa Sede - il contenuto di un documento confidenziale, ipotizzando che in passato l'Apsa sia stata strumentalizzata per un'attività finanziaria illecita. L'Autorità giudiziaria vaticana ha aperto un'indagine in merito alla diffusione del documento. L'Apsa - sottolinea la nota del Vaticano - ha sempre collaborato con gli organi competenti, non è sotto indagine e continua a svolgere la propria attività nel rispetto della normativa vigente".
Propaganda Fide, notizie false su prezzi case - "La totalità degli immobili di proprietà della Congregazione, donati per le Missioni, sono affittati a prezzo di mercato". Lo sottolinea in una nota la Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, detta anche Propaganda Fide. "Eccezioni" vengono fatte "per motivi di situazioni di indigenza". Lo sottolinea una nota di Fides.
La Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli tiene a sottolineare che "accoglie tutte le riforme amministrative previste dalla Segreteria per l'economia" sottoponendo alla stessa tutti i suoi bilanci, preventivi e consuntivi. "Risultano quindi inaccettabili certe insinuazioni fatte da parte di alcuni media - riporta una nota pubblicata da Fides - che diffondono notizie non rispondenti al vero. E' stato scritto, ad esempio, che la Congregazione dia in affitto immobili di lusso a prezzi di favore e addirittura che si ospiti una sauna o che sia proprietaria dell'hotel Priscilla". Propaganda Fide sottolinea che "la totalità degli immobili di proprietà della Congregazione" è affittata a prezzi di mercato. "Detti immobili vengono concessi in locazione nel rispetto della legislazione italiana vigente alla cui osservanza sono tenute sia la Congregazione proprietaria, sia il soggetto conduttore". Propaganda Fide in conclusione ringrazia i suoi "benefattori che con il proprio aiuto consentono di provvedere all'annuncio del Vangelo e al sostegno di innumerevoli iniziative educative, sociali e sanitarie dei paesi più poveri".
Galantino, tentano di fermare una Chiesa scomoda - "Non è vittimismo dire che una Chiesa credibile fa paura e dunque si cerca di screditarla". Monsignor Nunzio Galantino, segretario della Cei, parla chiaro in un'intervista a Famiglia Cristiana: "Abbiamo a che fare con una Chiesa più credibile e ad alcuni questo non piace perché si sentono messi in discussione. E c'è una falsa informazione. È falso che la Chiesa spenda per altro i soldi dei poveri. E in particolare per l'8 per mille: il bilancio dettagliato è pubblicato da ciascuna diocesi e le informazioni si possono trovare sul sito della Cei".



mercoledì 4 novembre 2015

VATICANO/ Ecco i privilegi incredibili della casta (dei verscovi)


ROMA, 4 novembre - Mentre nell'aria ci sono voci di nuovi indagati in arrivo, cresce l'indignazione per le rivelazioni di "Avarizia", il libro di Emanuele Fittipaldi sulle spese del Vaticano. Per un Papa che ha scelto il nome del Santo dei poveri, ci sono vescovi (con abiti su misura) che viaggiano sempre e solo in business class, che "affittano case da 2900 euro al mese" e ne spendono 4600 per un sottolavello. I più deboli? Possono aspettare: nel 2013-14 "il fondo per i poveri a disposizione della Commissione cardinalizia non ha scucito un soldo bucato, nonostante un saldo in attivo di 425mila euro".
Insomma, soldi, immobili, sprechi ma anche "affari sporchi e privilegi". 

Le spese pazze della segreteria dell'Economia. "A gennaio del 2015 - si legge in "Avarizia" - qualcuno ha inviato al Papa tutte le voci di spesa della neonata segreteria per l'Economia, che Bergoglio aveva affidato qualche mese prima a George Pell, il cardinale chiamato dall'Australia per raddrizzare usi e abitudini nefaste della curia che ha spadroneggiato durante l'era di Benedetto XVI". Ebbene, in sei mesi, da luglio 2014 a gennaio 2015, l'uomo del "rigore" avrebbe speso 501mila euro, 70mila al mese per mantenere se stesso e un ufficio di appena tre persone. 

I voli in business class. Per i cardinali biglietti solo in business class, anche se per quella data e per quella tratta ci sono tariffe low cost. Non se ne parla: per andare da Roma a Londra 1.103 euro di biglietto, 1.150 per Dresda, 1.238 per Monaco. E ancora: 2.508 euro di vestiti su misura, 7.292 euro per la tappezzeria, 47mila euro per mobili pregiati. Tutto nell'arco dei sei mesi esaminati da Fattipaldi. 

I fondi per la carità che restano nella casse dello Ior. "Lo Ior gestisce anche quattro fondi di carità - si scrive Fittipaldi -. Incrociando le tabelle i preti non sembrano essersi svenati per i meschini e i disgraziati: nel 2013 e nel 2014 il fondo a disposizione della Commissione cardinalizia guidata dal cardinal Santos Abril y Castello non ha scucito un soldo bucato, nonostante un saldo in attivo di 425 mila euro". "Il Fondo per opere missionarie ha in pancia 139 mila euro, somma costituita soprattutto da donazioni interne, ma negli ultimi due anni ha 'elargito per opere missionarie' solo 17 mila euro". "Anche il fondo nato per finanziare le 'Sante Messe', seppur più cospicuo (ha un saldo arrivato a 2,7 milioni di euro) ha preferito tenere i denari in saccoccia: nel 2014 sono stati girati ai sacerdoti di tutto il mondo la minuscola cifra di 35 mila euro".

L'attico "regalato" a Bertone. Il cardinal Tarcisio Bertone risiede in una super residenza ai piedi della cupola di San Pietro, già oggetto di polemica. Per molti sono 700 metri quadrati di casa, per il proprietario ne sono la metà, ma quello che emerge dal libro di Fittipaldi, è che l'onerosa ristrutturazione dell'alloggio, circa 200mila euro, sarebbe stata pagata dalla Fondazione Bambino Gesù, che si occupa di bimbi malati. 

Le merci fantasma nei negozi del Vaticano. All'ingente patrimonio immobiliare (da Roma a Parigi Fattipaldi stima circa 4 miliardi di proprietà), va aggiunto quello commerciale. Stavolta è il libro di NuzziVia Crucis, a svelarci qualcos'altro. Il Vaticano gestisce un supermaket, sette distributori di benzina di cui due di proprietà, un negozio di abbigliamento, una profumeria, una tabaccheria e un negozio di elettronica di consumo. Insomma, un piccolo centro commerciale dal quale però non si registrano nè gli acquisti nè le vendite. "Negli ultimi due anni - scrive Nuzzi - sono state fatte perdite per 1,6 milioni di euro". E l'ipotesi preoccupante è che "queste merci fantasma in realtà non siano state mai esistite, ma semplicemente caricate sulla carta per giustificare uscite di denaro destinate ad altro". 

Lo sfogo del Papa: "Costi fuori controllo". In Via Crucis una delle parti più rilevanti, come rivela Gian Antonio Stella sul Corsera  sono le "registrazioni" di quanto detto da Papa Francesco, il 3 luglio 2013, avvisato da una lettera della "quasi totale assenza di trasparenza nei bilanci sia della Santa Sede sia del Governatorato". Per 16 minuti, in quella riunione a porte chiuse convocata per discutere il bilancio, Francesco dice la sua: "Bisogna chiarire meglio le finanze della Santa Sede e renderle più trasparenti". "Senza esagerare - lo sfogo di Papa Francesco - possiamo dire che buona parte dei costi sono fuori controllo". I contratti vanno studiati perché si sa, "hanno tante trappole, no?". E vanno scelti bene i fornitori: "I nostri devono essere sempre aziende che garantiscono onesta' e che propongono il giusto prezzo di mercato, sia per i prodotti sia per i servizi. E alcuni non garantiscono questo".

sabato 3 ottobre 2015

INTERNI/ Monsignore si dichiara gay e il Vaticano gli toglie gli incarichi

Il monsignore e il suo compagno
ROMA, 3 ottobre - Un monsignore fa coming out e scuote il Vaticano alla vigilia del sinodo sulla famiglia. Tutto è cominciato con un'intervista in prima pagina sul Corriere della Sera in cui il teologo Krzysztof Charamsa, 43 anni, polacco, ha dichiarato: "Voglio che la Chiesa e la mia comunità sappiano chi sono: un sacerdote omosessuale, felice e orgoglioso della propria identità. Ho un compagno. Sono pronto a pagarne le conseguenze, ma è il momento che la Chiesa apra gli occhi di fronte ai gay credenti e capisca che la soluzione che propone loro, l'astinenza totale dalla vita d'amore, è disumana. Vorrei con la mia storia scuotere un po' la coscienza di questa mia Chiesa. Al Santo Padre rivelerò personalmente la mia identità con una lettera".
Charamsa è ufficiale della Congregazione per la Dottrina della Fede e segretario aggiunto della Commissione Teologica Internazionale vaticana, oltre che docente alla Pontificia Università Gregoriana e al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum. Molto attivo sui social network, da twitter a linkedin, il teologo gay ha anche un suo blog, attivato alla fine di questo mese agosto. 
Immediata e dura la presa di posizione del Vaticano. "Monsignor Charamsa non potrà continuare a svolgere i compiti precedenti presso la Congregazione per la dottrina della fede e le università pontificie, mentre gli altri aspetti della sua situazione sono di competenza del suo Ordinario diocesano", ha detto padre Federico Lombardi. "La scelta di operare una manifestazione così clamorosa alla vigilia del sinodo - ha aggiunto Lombardi - appare molto grave e non responsabile, poiché mira a sottoporre l'assemblea sinodale a una indebita pressione mediatica".
Il teologo, invece, spiega di parlare alla vigilia di questo appuntamento proprio perché "vorrei dire al Sinodo che l'amore omosessuale è un amore che ha bisogno della famiglia. Ogni persona, anche i gay, le lesbiche o i transessuali, porta nel cuore un desiderio di amore e familiarità". Charamsa definisce Papa Francesco "fantastico" perchè "ci ha fatto riscoprire la bellezza del dialogo, non dialogavamo. Ora il sinodo sulla famiglia sia davvero di tutte le famiglie e nessuna sia esclusa".
Il monsignore, dopo la reazione del Vaticano all'intervista, non è apparso per nulla intimorito e anzi ha rilanciato: "Dedico il mio coming out ai tantissimi sacerdoti omosessuali che non hanno la forza di uscire dall'armadio". E alla domanda se ci siano "tantissimi" gay anche in Vaticano ha annuito, commentando:"In ogni società di soli uomini ci sono più gay che nel mondo come tale".
Poi ha detto di dover "parlare di ciò che ho subito al S.Uffizio, che è il cuore dell'omofobia della Chiesa cattolica, un'omofobia esasperata e paranoica". E sull'annunciata sospensione dagli incarichi ha replicato semplicemente: "Cercherò lavoro". Tuttavia il prelato aggiunge che "è pronto per la stampa, in italiano e in polacco, un libro in cui metto la mia esperienza a nudo".
Sulle ragioni del suo coming out, ha spiegato che "arriva un giorno che qualcosa si rompe dentro di te, non ne puoi più. Da solo mi sarei perso nell'incubo della mia omosessualità negata, ma Dio non ci lascia mai soli. E credo che mi abbia portato a fare ora questa scelta esistenziale così forte, forte per le sue conseguenze, ma dovrebbe essere la più semplice per ogni omosessuale, la premessa per vivere coerentemente, perché - aggiunge - siamo già in ritardo e non è possibile aspettare altri cinquant'anni".

venerdì 18 settembre 2015

MIGRANTI/ Famiglia siriana ospitata in VATICANO


CITTA' DEL VATICANO, 18 settembre - Una famiglia di profughi siriani, proveniente da Damasco e composta da padre, madre e due figli, è ospitata in un appartamento nelle vicinanze di San Pietro e affidata alle cure della parrocchia di S.Anna in Vaticano. La famiglia è giunta in Italia la domenica in cui il Papa ha rivolto il suo appello ad accogliere una famiglia in ogni parrocchia. L'Italia non ha ancora deciso se riconoscere o meno lo status di rifugiati, e il Vaticano mantiene riserbo sulla loro identità e chiede ai media di rispettare questo riserbo. E' stata l'Elemosineria pontificia a fornire le notizie sulla prima famiglia di profughi ospitata in Vaticano, informando anche di una seconda famiglia di profughi che sarà ospitata in Vaticano: "per quanto riguarda l'accoglienza della seconda famiglia da parte dell'altra parrocchia vaticana, quella di San Pietro, non possiamo ora dare alcuna notizia fino alla conclusione dei necessari adempimenti". Per la prima famiglia ospitata, spiega ancora l'Elemosineria, "è stata subito avvita la procedura di richiesta di protezione internazionale. In base alla legge per i primi sei mesi dalla presentazione della domanda d'asilo i richiedenti protezione internazionale non possono lavorare. In questo periodo saranno assistiti e accompagnati dalla comunità parrocchiale di Sant'Anna".

venerdì 26 giugno 2015

PRESO a Fiumicino pakistano di cellula di al Qaeda che progettava attentati in VATICANO


ROMA, 26 giugno - Già da tempo gli 007 italiani monitoravano un gruppo legato ad Al Qaeda, che nel 2010 aveva progettato un attentato inVaticano. L'idea fu messa da parte perché i terroristi si sentirono braccati. Giovedì è stato arrestato a Fiumicino un membro della bandaSiyar Khan, 36enne pakistano da anni residente a Roma. Faceva parte del gruppo di ricercati, a vario titolo, per i reati di strage, terrorismo internazionale e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina dalla Procura di Cagliari. Ieri, intorno alle 19, è atterrato all'aeroporto di Fiumicino con un volo della Qatar Airlines, proveniente da Doha, ed è stato subito fermato e arrestato dalla polizia di frontiera che lo attendeva sulla pista.
Il 24 aprile scorso la Procura di Cagliari aveva emesso 18 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone indagate, a vario titolo, per reati legati al terrorismo e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina con cui il gruppo si finanziava. Alcuni degli indagati sono ritenuti responsabili di numerosi e sanguinari atti di terrorismo e sabotaggio in Pakistan, tra cui la strage nel mercato cittadino Meena Bazar a Peshawar, avvenuta il 28 ottobre del 2009, dove morirono più di 100 persone. Dieci ordinanze erano state eseguite lo stesso giorno nei confronti di nove pakistani e un afghano, tra Olbia, dove operava la cellula qaedista, Civitanova Marche, Bergamo, Roma e Sora. Un'operazione che aveva avuto il suo fulcro a Olbia, dove erano finiti in manette i cittadini pakistani Imitiaz Khan, gestore del negozio “Mondo Bazar” e il cugino Wali Sultan Khan, ritenuto il capo della cellula di Al Qaeda scoperta dalla Dda di Cagliari e dagli uomini della Digos di Sassari. L’indagine, avviata nel 2005 dopo la scoperta di un’auto con tracce di esplosivo condotta da ambulanti pakistani al porto di Olbia, aveva portato in cella 12 presunti affiliati all’organizzazione terroristica di Osama Bin Laden, tra i quali Siddique Muhammad, il terzo uomo finito in cella in Gallura.
Al vertice dell'organizzazione l'imam di Bergamo Muhammad Hafiz Zulkifal. Tra le otto persone ancora ricercate c'era anche il 36enne arrestato ieri sera all'aeroporto di Fiumicino. Dopo le operazioni di fotosegnalamento l’uomo è stato portato nel carcere di Civitavecchia. Siyar Khan era residente a Roma nel quartiere Esquilino 
Secondo le accuse, Siyar Khan, l'uomo arrestato a Fiumicino, gestiva l'immigrazione clandestina. Dai proventi di questa attività, incassava soldi per finanziare il suo gruppo terroristico. La cellula era attiva in tutto il centro-nord, soprattutto nelle comunità pakistane e afghane. Il gruppo, poi, si finanziava anche grazie alla gestione della "zakat", elemosina in arabo, una pratica assai diffusa che garantisce notevoli introiti. I proventi di queste offerte non finivano a opere di carità, se non una minima parte, ma per provvedere alle necessità della cellula terroristica.
Nella Capitale, dove risiedeva anche il 36enne arrestato ieri sera, un ruolo di spicco era affidato a Niaz Mian, che raccoglieva i fondi per finanziare le attività terroristiche. Imprenditore, da anni viveva nel quartiere Alessandrino, e gestiva in via di San Vito, all’Esquilino, un’agenzia di viaggi e diversi punti Money transfer sparsi per tutto il territorio. Era lui a coordinare a livello nazionale le «collette» organizzate tra le comunità islamiche del nord Sardegna, del Lazio e delle Marche.
Le indagini, si legge nell'ordinanza, hanno fatto emergere l’insediamento ad Olbia di un gruppo di persone di nazionalità pakistana che, in stretto collegamento con altri esponenti della comunità in Italia e con connazionali rimasti in Pakistan, hanno dato vita ad un’organizzazione fondamentalista collegata ad Al Qaeda e ad altre formazioni jihadiste internazionali.
«Tale organizzazione - scrive ancora il gip - strettamente correlata alla gestione dell’immigrazione illegale in Italia, che costituisce ad un tempo una forma di finanziamento e una fonte inesauribile di reclutamento e penetrazione nel territorio, ha mostrato una concreta efficacia operativa sia nel finanziamento del terrorismo internazionale, sia nella programmazione ed esecuzione di atti terroristici, tra i quali spicca la terribile strage avvenuta nel mercato di Peshawar».
Il gruppo, però, secondo quanto accertato dalle indagini «aveva progetti di azioni violente anche in Italia».

domenica 10 maggio 2015

Cordiale colloquio in Vaticano tra il PAPA e RAUL CASTRO. E poi da RENZI

Raul Castro in Vaticano
CITTA' DEL VATICANO - E' durato circa un'ora il colloquio privato tra Papa Francesco e il presidente cubano Raul Castro nello studio del Pontefice presso l'aula Paolo VI. Al termine del colloquio il Papa ed Castro si sono scambiati una lunga e cordiale stretta di mano. "Ho ringraziato il Santo Padre per il suo contributo al riavvicinamento tra Cuba e gli Stati Uniti", ha detto il presidente cubano prima di salire in macchina per lasciare il Vaticano. "C'è stato un clima estremamente cordiale e familiare, ed è stato in qualche modo una premessa anche per il prossimo viaggio del Papa a Cuba". Così il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha descritto con i giornalisti il colloquio tra papa Francesco e Raul Castro.
"Il presidente - ha spiegato - ha parlato dell'accoglienza e dell'attesa del popolo cubano per questa visita del Papa e lo ha ringraziato per il contributo dato per il miglioramento delle relazioni con gli Stati Uniti".
Dopo il colloquio con il Papa, il presidente cubano si è recato a palazzo Chigi per l'incontro con il premier Matteo Renzi. Castro è stato accolto dal picchetto d'onore nel cortile del palazzo. 
"Oggi possiamo toccare con mano che molto sta cambiando, la storia fa il suo corso e vogliamo e dobbiamo essere protagonisti. Oggi possiamo scrivere una pagina nuova e sono convinto che possiamo fare molto insieme". Così Matteo Renzi nell'incontro con la stampa dopo il bilaterale con Raul Castro. "I rapporti tra Italia e Cuba sono perfetti", ha detto Raul Castro.
"Noi non avremmo mai dovuto essere inclusi nella lista dei paesi terroristi. Forse il prossimo 28 maggio il Senato degli Stati Uniti ci toglierà da questa famosa lista", ha aggiunto Castro davanti ai giornalisti. "Sono rimasto molto colpito dalla saggezza e modestia del Papa. Leggo tutti i suoi discorsi e a Renzi ho detto: 'se il Papa continua così tornerò alla Chiesa cattolica'. Io sono del partito comunista che non ha mai ammesso i credenti" anche se ora si sono fatti passi avanti. Così Raul Castro elogia Papa Bergoglio dopo l'incontro con Renzi. "Noi - aggiunge Castro - veniamo accusati di non rispettare i diritti umani. Ma chi li rispetta nel mondo? Da noi la salute è un diritto per tutti come l'istruzione. Noi riconosciamo di aver compiuto degli errori ma i diritti umani non devono essere strumentalizzati per mala-politica". 


venerdì 24 aprile 2015

La cellula di AL QAEDA sgominata a Cagliari progettava anche un attentato in Vaticano

CAGLIARI - Uno dei sospetti terroristi arrestato
CAGLIARI, 23 aprile - Nel blitz della polizia di Stato contro un network terroristico di matrice islamica affiliato ad Al Qaida, con base operativa in Sardegna con 18  misure cautelari è emersa la presenza in Italia di un kamikaze e l' ipotesi che si progettasse un attentato in Vaticano. Lo hanno riferito inquirenti e investigatori nel corso della conferenza stampa negli uffici della procura di Cagliari. Secondo quanto reso noto dal procuratore Mauro Mura, l'ipotesi di progetto di attentato contro la Santa Sede risalirebbe al marzo del 2010, durante la permanenza in Italia del kamikaze pakistano. Il piano potrebbe essere sfumato dopo una perquisizione effettuata dalla Polizia a casa di uno degli indagati. Due kamikaze pakistani erano appena sbarcati a Roma. Quasi contemporaneamente la Polizia fece scattare delle perquisizioni. L'organizzazione contattò i due terroristi, facendo capire loro di dover "cambiare aria". Raggiunsero subito uno Olbia e uno Bergamo. Durante la successiva perquisizione a carico del capo della comunità islamica di Olbia fu trovato un foglio di carta con il voto al martirio di uno dei terroristi.
"Da quel poco che si dice sembra una ipotesi del 2010 senza seguito. Quindi la cosa non è oggi rilevante e non è motivo di particolari preoccupazioni", risponde all'ANSA il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi.
Due degli appartenenti al network terroristico facevano parte, secondo gli investigatori, dell'organizzazione di fiancheggiatori che in Pakistan proteggeva lo sceicco Osama Bin Laden. Sono anche emersi contatti diretti tra le famiglie degli affiliati e Osama Bin Laden.
Il capo della comunità islamica di Olbia, Khan Sultan Wali, arrestato mentre si imbarcava da Olbia per Civitavecchia, considerato elemento di spicco della cellula terroristica sgominata dalla Polizia, aveva creato una società che lavorava all'interno del cantiere del G8 a La Maddalena. Con lui lavorava anche un talebano che aveva protezione come rifugiato politico.

La rete fondamentalista aveva a disposizione armi in abbondanza e numerosi fedeli che erano disposti a compiere atti di terrorismo in Pakistan ed Afghanistan, per poi rientrare in Italia. Era anche impegnata nel traffico di migranti. Pakistani e afghani venivano introdotti illegalmente in Italia per poi proseguire il loro viaggio verso il nord Europa. L'ingresso in Italia avveniva attraverso imprenditori compiacenti che fornivano falsi contratti di lavoro. In altri casi l'organizzazione forniva documenti falsi da cui i migranti risultavano vittime di persecuzioni etniche o religiose. Il network forniva anche supporto logistico e finanziario ai migranti, assicurando loro patrocinio presso gli uffici immigrazione e istruzioni sulle dichiarazioni da rendere per ottenere l'asilo politico, apparecchi telefonici e sim.
Un imam e formatore coranico che operava tra Brescia e Bergamo era l'esponente dell' organizzazione fondamentalista addetto alla raccolta dei fondi da destinare per attentati terroristici in Pakistan. L'uomo, un dirigente del movimento pietistico Tablig Eddawa (Società della Propaganda) stimolava le donazioni presso le comunità pakistano-afghane radicate nel territorio italiano. I fondi raccolti venivano poi inviati in Pakistan mediante membri dell'organizzazione. In un caso è stato riscontrato il trasferimento di 55.268 euro mediante un volo per Islamabad in partenza da Fiumicino.

Tra gli arrestati ci sono gli autori di numerosi e sanguinari atti di terrorismo e sabotaggio in Pakistan compresa la strage del mercato di Peshawar, Meena Bazar, avvenuta ad ottobre 2009 in cui vennero uccise più di 100 persone. L'indagine della procura distrettuale di Cagliari, coordinata dal Servizio operativo antiterrorismo, ha coinvolto le Digos di 7 province.

lunedì 12 gennaio 2015

007 USA: Vaticano prossimo obiettivo dell'Isis


GERUSALEMME, 11 gennaio. - I servizi segreti americani avrebbero avvertito la Santa Sede che il Vaticano è nel mirino del terrorismo islamico dell'Isis e rappresenta il prossimo obiettivo da colpire: lo ha riferito l'emittente di Stato israeliana Canale 1 nell'apertura del telegiornale della sera, senza fornire dettagli. La notizia e' stata fornita dall'esperto di Medio Oriente della rete, Oded Granot, e rilanciata in un tweet dal direttore, Ayala Hasson.