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giovedì 7 aprile 2016

RAI, "ci vuole una supervisione dei contenuti giornalistici"


ROMA, 7 aprile - E' bufera sulla puntata di Porta a Porta che ha ospitato il figlio del boss Totò Riina. L'ad della Rai, Antonio Campo Dall'Orto, nel suo intervento in commissione Antimafia ha annunciato: "Dal primo settembre bisognerà riuscire ad avere una supervisione che lavori sui contenuti giornalistici ovunque essi siano". Di fuoco anche le reazioni degli altri piani alti della Tv di Stato e delle istituzioni, da Monica Maggioni a Pietro Grasso, passando per Don Ciotti.
Rai, Bindi: Riina omertoso e reticente, ha inviato messaggi? - "Salvo Riina ha negato l'esistenza della mafia e lanciato messaggi inquietanti". Lo ha detto la presidente della Commissione antimafia, Rosy Bindi, ai vertici Rai il giorno seguente la messa in onda dell'intervista al figlio di Totò Riina da parte di Bruno Vespa. "E' evidente - ha aggiunto - che il perimetro delle domande sia stato fissato da Riina, figlio di un capo di Cosa Nostra che ancora mesi fa dal carcere mandava messaggi di morte".
Rai, Maggioni: intervista a Riina jr insopportabile, da mafioso - "Quel racconto ha moltissime cose che lo rendono insopportabile. Prima di tutto non rinnegare il padre e dare dall'inizio alla fine un'intervista da mafioso. Quale è". Lo afferma la presidente della Rai, Monica Maggioni, in audizione in commissione Antimafia. Ma, aggiunge, "nell'atteggiamento di Rai non c'è nessun tipo di negazionismo", e "vittima ed aguzzino non avranno mai lo stesso rilievo in un Paese in cui la mafia ha rappresentato e rappresenta una ferita così grandi".
Rai, Dall'Orto: Decisione di mandare in onda intervista Riina è stata delicata -"La decisione di trasmettere la puntata con l'intervista al figlio di Totò è stata delicata", ha spiegato il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall'Orto in audizione in commissione Antimafia, precisando: "La puntata successiva odierna non è riparatoria ma di approfondimento. La Rai è il motore quotidiano di messaggi di legalità". E ha concluso con un annuncio:"Dal primo settembre bisognerà riuscire ad avere una supervisione che lavori sui contenuti giornalistici ovunque essi siano".
Rai, Fnsi-Usigrai: supervisore viola legge-contratto - "La chiusura della vicenda Porta a Porta non può consistere nell'invenzione della figura di un supervisore a priori dei contenuti giornalistici, in chiara violazione della legge e del contratto collettivo di lavoro". Lo affermano in una nota il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, e il segretario dell'Usigrai, Vittorio Di Trapani, rispondendo al dg Rai Antonio Campo Dall'Orto.
Grasso: Rai non deve banalizzare mafia, serve responsabilità - "La Rai non deve banalizzare la mafia, serve più senso di responsabilità". Lo ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso, parlando agli studenti dell'Università Luiss di Roma a proposito della puntata di Porta a Porta con ospite il figlio di Totò Riina. "Il servizio pubblico non può prestarsi - ha aggiunto - a operazioni di questo tipo. Non si può banalizzare la mafia, non si ci si deve prestare a operazioni commerciali e culturali di questo tipo, e una puntata riparatoria non giustifica, anzi sembra mettere sullo stesso piano il punto di vista della mafia e quello dello Stato".
Fico: "Vespa non fa informazione ma vetrina, servizio pubblico non può" -"Contrariamente a quanto affermato da alcuni parlamentari, la commissione di Vigilanza che presiedo ha chiesto alla Rai la convocazione del direttore di Rai1. Andrea Fabiano risponderà alle domande di tutti i commissari nella giornata di mercoledì 13 aprile". Lo ha scritto Roberto Fico (M5s), presidente della commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, in un post su Facebook. "Riina Jr è stato intervistato in un luogo asettico, fuori dal salotto, mentre in studio hanno dibattuto soggetti dell'antimafia, storici e giornalisti. Sufficiente per non essere indignati? No, perché anche stavolta la vetrina non ha ceduto il posto all'approfondimento giornalistico".
Rai, don Ciotti: "Figlio Riina ha usato codici mafiosi" - "Abbiamo bisogno di verità non di enfasi su storie che hanno fatto soffrire il nostro Paese". Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di Libera, una volta minacciato anche di morte dal boss, a margine di un incontro a Bologna, in merito all'intervista su Rai1 a Salvo Riina.

SALVO RIINA a PORTA A PORTA: la mafia? non so cos'è. I vertici RAI alla Commissione antimafia


ROMA, 7 aprile - "Io ho rispetto sempre per i morti, tutti". Queste le parole dette ieri notte a Porta a Porta daSalvo Riina, figlio del "capo dei capi" della mafia corleonese Totò. Rispondendo ad una domanda di Bruno Vespa sulla morte dei giudici Falcone e Borsellino, ha sottolineato di non voler dire troppo sui magistrati uccisi, perché le sue parole potrebbero essere strumentalizzate. Un figlio può giudicare suo padre, ma se lo deve tenere per sé, non può andare in giro a dirlo in pubblico", afferma ancora Salvo Riina presentando il suo libro, di cui precisa: "Molti penseranno che è un libro reticente" ma "i rimproveri non toccano a me". Poi un affondo al "sistema pentiti". "Solo in Italia succede ciò. In tanti altri Paesi democratici non succede che un pentito che dice di aver commesso centinaia di omicidi non fa neanche un giorno di carcere. Poi accusano le persone, le mandano in carcere poi tornano a fare quello che facevano prima. Si poteva scegliere di fa scontare un minimo delle cose che avevano fatto", dice il figlio del super boss.
"Mafia, può essere tutto e nulla" - "La mafia cos'è? Non me lo sono mai chiesto, non so cosa sia. Oggi la mafia può essere tutto e nulla. Omicidi e traffico di droga non sono soltanto della mafia". Riina, raccontando della sua vita, parla di "un'infanzia molto serena, perché a casa nostra non ci hanno mai trasmesso determinate problematiche che potevano vivere i miei genitori". E a Vespa che gli chiede se si è mai chiesto perché non andasse a scuola, Salvo Riina replica: "Per noi non era normale ma non ci siamo mai chiesti perché non ce le facevano queste domande, eravamo una sorta di famiglia diversa, abbiamo sempre vissuto un po' questa vita diversa dagli altri. L'arresto mio padre è stato uno spartito"."C'era - prosegue - una sorta di tacito accordo familiare, noi eravamo bambini particolari, il nostro contesto era diverso, abbiamo vissuto anche in maniera piacevole, nella sua complessità è stato come dire un gioco".
"Nel '92 non sospettai mio padre su Capaci" - "Noi solitamente uscivamo con la nostra compagnia e sentimmo un sacco di ambulanze, spesso se ne sentivano, ma questa volta c'era un viavai di ambulanze e auto della polizia che andavano verso Capaci. Ci dissero che avevano ucciso Giovanni Falcone. Restammo tutti ammutoliti, poi tornammo a casa e c'era mio padre che guardava il tg. Non mi venne mai il sospetto che mio padre era dietro gli attentati". Così Salvo Riina ricordando i momenti successivi alla strage di Capaci, del 23 maggio 1992.
"Amo e rispetto mio padre, non sta a me giudicarlo" - "Amo mio padre non sta a me giudicare. Amo mio padre, amo la mia famiglia, al di fuori di tutto quello ci hanno contestato, io non giudico, per quello c'è lo Stato, ci sono i giudici; la mia famiglia, mio padre mi hanno insegnato tante cose, il rispetto della famiglia, dei valori, della tradizione, la persona che sono la devo a loro", continua Riina jr, ripetendo: "Io non devo dire se mio padre ha sbagliato, per questo c'è lo Stato non tocca a me dirlo". Mentre Vespa più volte sottolinea le condanne, i 18 ergastoli comminati a suo padre e che nel libro "Riina family life" non c'è mai neanche una parola di rimprovero per il padre-boss, Salvo Riina sottolinea: "Il giudizio non sta a me", e per lui "al di là di tutto c'è la persona umana, mio padre". "Salvatore Riina - conclude - è mio padre, Totò Riina è un acronimo identificato dai giornalisti".
La Commissione parlamentare Antimafia ha convocato per oggi alle 16 i vertici Rai, ovvero la presidente della Rai Monica Maggioni e il direttore generale Antonio Campo Dall'Orto, per una audizione urgente sulla vicenda dell'intervista al figlio di Riina nella trasmissione Porta a Porta su Raiuno.
La Rai nel confermare la messa in onda dell'intervista del figlio di Totò Riina da Bruno Vespa, ha precisato che "per offrire un ulteriore punto di vista contrapposto a quello offerto dal figlio di Riina Porta a Porta ospiterà inoltre domani sera una puntata dedicata alla lotta contro la criminalità e a chi alle battaglie contro le mafie ha dedicato la propria esistenza anche a costo della vita. Tra gli altri saranno ospiti il ministro dell'Interno Angelino Alfano e il presidente dell'Autorità anticorruzione Raffaele Cantone".

mercoledì 6 aprile 2016

PORTA A PORTA, bufera per l'intervista che andrà in onda stasera al figlio di RIINA


ROMA, 6 marzo - Bufera per l'intervista, che dovrebbe andare in onda questa sera a 'Porta a Porta' al figlio di Totò Riina.  Riina - annuncia la scaletta del programma - ricorda i sedici anni accanto al padre latitante, l'immagine di Totò Riina dinanzi al televisore che trasmetteva le stragi di Capaci e via D'Amelio, i silenzi in una famiglia che sapeva e non parlava. Salvo Riina si rifiuta di rispondere alle domande di Vespa su Falcone e Borsellino. Nessuna presa di distanza dai molti delitti del padre, nonostante i ripetuti inviti del giornalista.
Dura la presa di posizione della presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi. "Mi auguro - dice la Bindi - che in Rai ci sia un ripensamento. Ma se questa sera andrà in onda l'intervista al figlio di Totò Riina, avremo la conferma che 'Porta a Porta' si presta ad essere il salotto del negazionismo della mafia e chiederò all'Ufficio di Presidenza di convocare in Commissione la Presidente e il Direttore generale della Rai".
Ma anche Michele Anzaldi, deputato del Pd e segretario della commissione di Vigilanza Rai va all'attacco. "Io sono di Palermo. A me una cosa come questa fa male all'anima. Il direttore Antonio Campo Dall'Orto e la presidente Monica Maggioni devono venire in Vigilanza a spiegare come sia possibile che il servizio pubblico si presti a queste operazioni ". Michele Anzaldi, deputato Pd segretario in Commissione di Vigilanza Rai, commenta così, in un'intervista a "Repubblica.it", l'annunciata intervista di "Porta a porta".
"Apprendo costernata della decisione di far partecipare per la presentazione del proprio libro,alla puntata di 'Porta a porta' di domani il figlio di Totò Riina, carnefice di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, e centinaia di altri servitori dello Stato, e anch'egli condannato per associazione mafiosa". Lo dice all'ANSA Maria Falcone, sorella del giudice ucciso da Cosa Nostra insieme alla moglie Francesca Morvillo e a tre agenti di scorta nella strage di Capaci.