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lunedì 17 luglio 2017

MILANO STAZIONE CENTRALE, ghanese ferisce leggermente un agente: "Volevo morire per Allah"


MILANO, 17 luglio - Si aggirava nei pressi della stazione Centrale di Milano brandendo un coltello. Fortunatamente è stato visto e segnalato alla Polizia che è intervenuta con due pattuglie Volanti e una in moto. Uno degli agenti che lo ha immobilizzato è stato raggiunto da un fendente che ha oltrepassato il giubbotto antiproiettile e lo ha ferito leggermente. Il poliziotto è stato trasportato in Codice verde in ospedale. Arrestato l'uomo, originario della Guinea, 29 anni, che ora si trova nei locali della Questura a disposizione dell'Autorità giudiziaria.
L'uomo, con precedenti specifici per minacce a pubblico ufficiale, lesioni personali e resistenza, è un immigrato irregolare, già colpito da un ordine di espulsione scaduto. Dopo la segnalazione della sua presenza nella zona della stazione, è stato raggiunto dagli agenti. Quelli in forza alla prima pattuglia hanno cercato di tranquillizzarlo parlandogli. Gli altri lo hanno raggiunto alle spalle e immobilizzato. E proprio nel corso di questa azione, il capopattuglia è stato ferito lievemente alla spalla destra. Mentre veniva accompagnato in Questura l'uomo ha detto di volere 'morire per Allah'. Gli investigatori al momento non si sbilanciano nell'indicare le ragioni all'origine del gesto, dal momento che sono in corso accertamenti.

lunedì 12 giugno 2017

GUIDONIA, poilziotto fuori servizio spara a due uomini con il passamontagna, uno morto e uno ferito


GUIDONIA, 12 giugno - Conflitto a fuoco durante una tentata rapina in strada a Guidonia, vicino a Roma. Un poliziotto ha ucciso un rapinatore e un altro è rimasto ferito. I due uomini a volto coperto e armati erano scesi da un furgone e si erano avvicinati a un'auto. L'agente ha sparato. Un uomo è morto e l'altro, ferito, è stato trasportato dal 118 in ospedale. Sul posto carabinieri e polizia. A quanto ricostruito dalla polizia, l'agente libero da servizio ha visto un furgone con a bordo persone con i volti coperti da passamontagna e armate: i due dopo aver speronato un'auto hanno tentato di rapinare il conducente. Il poliziotto gli avrebbe intimato l'alt e sarebbe poi nato un conflitto a fuoco durante il quale è stato ucciso un presunto rapinatore. Sulla vicenda indaga la squadra mobile di Roma.
   

venerdì 3 febbraio 2017

COLICO, poliziotto muore cadendo in un dirupo durante la collutazione con un sospetto


COLICO (Lecco), 3 febbraio - Tragedia a Colico, in provincia di Lecco. Un poliziotto è morto, la scorsa notte, per le gravissime ferite riportate precipitando in un pendio durante una colluttazione successiva ad un inseguimento con la volante di un furgone lungo la Superstrada 36. Si tratta di Francesco Pischedda, 28enne, in servizio presso la Polizia Stradale di Bellano.
 Il mezzo, con a bordo persone sospette, era stato intercettato e non si era fermato all'alt. Ne è nato appunto un inseguimento terminato con l'incidente mortale. L'agente sarebbe riuscito a bloccare un uomo ma, per ragioni ora oggetto d'indagine, durante la colluttazione i due sono caduti per alcuni metri in un dirupo, mentre gli altri uomini sono riusciti a fuggire. L'agente e l'uomo bloccato sono invece stati soccorsi e ricoverati, ma nella notte il poliziotto è morto. Sono in corso indagini e battute in tutto il territorio. Sull'accaduto la Procura di Lecco ha subito avviato un'inchiesta. Originario di Imperia, l'agente da meno di un anno era diventato padre di una bambina, Nel 2014,  Pischedda, insieme a due colleghi della Polstrada di Lecco e Bellano, era stato premiato con la Lode per l’impegno profuso nell’espletare un’operazione di Polizia Giudiziaria, che si concludeva con l’arresto di un individuo, resosi responsabile del reato di furto aggravato ai danni di un esercizio commerciale.

domenica 14 agosto 2016

ATLANTA, killer uccide poliziotto e fugge. Allarme, è pericoloso


ATLANTA (Georgia), 14 agosto - Un poliziotto è stato ucciso in strada vicino ad Atalanta, in Georgia. Il poliziotto è intervenuto in un'area residenziale per rispondere a una chiamata. Sceso dall'auto di servizio, l'agente è stato colpito da colpi di arma da fuoco. L'uomo armato è fuggito e la polizia mette in guardia i residenti: è pericoloso. Le indagini sono in corso.

sabato 8 agosto 2015

Esteri/ ARLINGTON (Texas), poliziotto uccide 19enne nero disarmato

Christian Taylor
Brad Miller
DALLAS, 8 agosto - Un agente di polizia di 49 anni, Brad Miller, uccide un 19enne, Chrisdtian Taylor afroamericano disarmato dopo il ragazzo aveva lanciato un SUV contro la sala d'esposizione di una concessionaria di auto per compiere un furto attorno alle 1 del mattino.. E' accaduto in Texas, un anno di distanza dall'uccisione sempre per mano di un poliziotto di Michael Brown a Ferguson. La polizia di Arlington, in Texas, ha già avviato indagini sul caso per verificare se l'agente, già messo in congedo, abbia usato eccessiva forza.  La polizia ha detto che Miller ha colpito Taylor dopo un "alterco". Taylor è morto sul posto, secondo l'ufficio del medico legale della contea di Tarrant.
Miller, 49 anni, era entrato nel Dipartimento di Polizia di Arlington da settembre e si era diplomato all'accademia di polizia a marzo, ha detto la polizia.  Prima di entrare nel reparto, Miller non aveva avuta alcuna esperienza di polizia. Al momento della sparatoria era in attività di formazione sul campo e sotto la supervisione di un ufficiale della polizia.
Taylor era un back di difesa nella squadra di football Angelo State University ed era stato reclutato per giocare lì dopo il diploma ottenuto nella Summit,Mansfield School nel 2014.

venerdì 19 giugno 2015

I guai senza fine di VIDAL in Cile: ha dato anche un pugno a un poliziotto

SANTIAGO DEL CILE - Nuovi guai in vista per Arturo Vidal. Secondo i media cileni, infatti, il centrocampista della Juventus e della nazionale di Sampaoli avrebbe pesantemente insultato gli agenti accorsi sul luogo dell'incidente in cui ha distrutto la sua Ferrari e avrebbe sferrato un pugno all'altezza del petto al sergente Pezoa. E' quanto emerge dalla ricostruzione fatta dalla polizia e resa nota da "La Cuarta", uno dei maggiori network locali. "Vidal Pardo, in maniera prepotente e arrogante, ha detto agli agenti 'poliziotti venduti, sono Arturo Vidal, il giocatore della nazionale', per poi assestare un pugno al petto del sergente Pezoa, ragione per cui sono stati chiamati rinforzi via radio al 15° commissariato di Buín. Gli agenti sono arrivati e hanno collaborato all'arresto e al trasporto all'ospedale locale di Vidal per controlli, prima di condurlo alla centrale per il procedimento di rigore". Questa la ricostruzione della polizia.
Dopo essere stato perdonato dal ct Sampaoli, Vidal dovrebbe partire titolare nel match di stanotte contro la Bolivia. Una vittoria per passare il turno e lasciarsi alle spalle tutte le polemiche di questi giorni.

giovedì 16 aprile 2015

Le frasi su FACEBOOK sui fatti della DIAZ: sospeso il poliziotto TORTOSA

Fabio Tortosa
ROMA, 16 aprile - "Questa mattina Tortosa verrà sospeso dal servizio". Così il capo della Polizia Alessandro Pansa ha risposto ai cronisti in merito alle frasi scritte su Facebook dal poliziotto a proposito dei fatti della Diaz. "Oggi i Reparti Mobili, la polizia, sono un'altra cosa, sono diversi. La polizia è paladina della legalità", ha sottolineato Pansa, aggiungendo che "se c'è qualcuno che sbaglia, sbaglia lui e verrà sanzionato".
Pansa firma oggi anche il provvedimento per sollevare dall'incarico il dirigente del Reparto Mobile di Cagliari Antonio Adornato. Il dirigente aveva messo un 'like' al post sul massacro della Diaz pubblicato da Tortosa su Facebook. 
"Il commento su Carlo Giuliani "è la cosa di cui più mi rimprovero e della quale non riesco a darmi pace", aveva detto intervenendo a Sky TG24 Pomeriggio Fabio Tortosa. Tortosa aveva scritto tra l'altro: "Carlo Giuliani fa schifo e fa schifo anche ai vermi sottoterra". Al padre di Giuliani l'agente dice: "Ho sbagliato e sono prontissimo a chiedere di nuovo scusa". A proposito delle parole del padre di Carlo Giuliani, che ha chiesto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di chiedere scusa a Carlo a nome dello Stato per le offese rivolte a suo figlio dal poliziotto, Tortosa ha poi spiegato: "non so se al signor Giuliani basteranno le scuse di un uomo dello stato che non ne è il capo, ma la colpa di quello che ho scritto è mia". "Ho perso un fratello che aveva quindici anni - ha proseguito - e so cosa significa per una madre e un padre sopravvivere al proprio figlio. Non esistono in questo momento 'sì', 'ma' o puntini di sospensione. Ho sbagliato e sono prontissimo a chiedere di nuovo scusa". Giuliano Giuliani, padre di Carlo, ucciso durante i disordini del G8 del 2001 a Genova, aveva chiesto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una lettera aperta se non ritenga di dover "chiedere scusa a Carlo in nome dello Stato" per le "offese insopportabili" rivolte a suo figlio da un agente di polizia di Stato. 

mercoledì 21 gennaio 2015

BRASILE, poliziotto uccide popolare campione di surf

Ricardo dos Santos

FLORIANOPOLIS (Brasile) - Un agente di polizia fuori servizio ha ucciso il popolare surfer brasiliano Ricardo dos Santos fuori della sua casa. Dos Santos, che aveva 24 anni , è stato colpito tre volte lunedi quando ha affrontato l'ufficiale e un altro uomo.
Ha poi subito quattro operazioni prima di morire in ospedale nel pomeriggio di ieri. Aveva guadagnato notorità nelle sfide contro l'11 volte campione del mondo Kelly Slater e aveva vinto premi internazionali di surf.
Ci sono notizie contrastanti sul motivo per cui dos Santos sia stato attaccato dal poliziotto. Un testimone avrebbe detto che dos Santos aveva chiesto ai poliziotti di andarsene dopo aver individuato il loro uso di droghe e la riproduzione di musica ad alto volume sulla spiaggia davanti alla sua casa, vicino alla città meridionale di FlorianopolisAltri rapporti dicono che è stato colpito mentre discuteva di un auto che avevano parcheggiato nella sua proprietà. L'agento che ha sparato al surfista, disarmato, dice lo ha fatto per legittima difesa. E' stato arrestato, ma non è ancora stato formalmrnte accusato in modo specifico.

giovedì 4 dicembre 2014

NEW YORK, prosciolto il poliziotto che ha ucciso un nero inoffensivo, migliaia scendono nelle strade per protestare


Eric Garner viene bloccato dai poliziotti e uno, in calzoncini corti, lo stringe al collo. Morirà soffocato
NEW YORK - Migliaia di manifestanti hanno dimostrato in tutta New York City ieri sera, dopo che un gran giurì aveva deciso di non incriminare un ufficiale del NYPD per la morte di un nero di Staten Island, creando ulteriore tensione dopo gli episodi di Fergusson nel Missourio. Diverse persone sono state arrestate a New York in serata. Altre manifestazioni ci sono state anche in altre zone di Manhattan e a Staten Island,il luogo dove il 17 luglio è morto Eric Garner per mano di un poliziotto e in altre città degli Usa.
Eric Garner, 43 anni era morto il 17 luglio, dopo che il poliziotto Daniel Pantaleo aveva tentato di arrestarlo con l'accusa di vendita di sigarette di contrabbando. Un video di un telefono cellulare registrato da un testimone aveva mostrato Pantaleo che stringeva al collo Garner, una violazione della politica comportamentale del NYPD.
Il medico legale aveva stabilito che la successiva morte di Garner era un omicidio e la presa al collo il fattore che ave contribuito al decesso. Il Dipartimento di Giustizia ha annunciato mercoledì sera che si aprirà un ulteriore procedimento per violazione di diritti civili sul caso. Le proteste si sono svolte su una vasta area di Manhattan, da Union Square a Columbus Circle a Upper West Side.
Una folla di manifestanti ha bloccato la West Side Highway nei pressi di 51st Street, arrestando il traffico per un breve periodo a tarda sera. L'ingresso al Lincoln Tunnel è stato anche brevemente bloccato intorno alle 23:30.
Almeno una persona è stata ferita quando i manifestanti sono stati bloccati con reti e cancelli sulla 48th Street. La polizia ha detto che circa 30 persone sono state arrestate in tutta Manhattan.
Un folto gruppo di manifestanti si sono riuniti in Times Square, in possesso di cartelli con la scritta "Vogliamo un atto d'accusa" e  cantando "Mani in alto, non sparare" e "Non riesco a respirare" , una frase Garner è stato sentito dire più volte prima della sua morte.

Parte della folla si è diretta verso la cerimonia di illuminazione dell'albero di Natale al Rockefeller Center, anche se la polizia di New York ha mantenuto i manifestanti lontano dal dall'evento reale. Alcuni dei manifestanti, facendo riferimento alla cerimonia gridava: "Non c'è giustizia, nessun albero". I manifestanti sono anche scesi in piazza nel quartiere Tompkinsville di Staten Island, dove è accaduto l'incidente. Diverse persone hanno cantato, "Non riesco a respirare", la frase pronunciata da Garner è stato sentito dire prima di collassare.