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martedì 20 ottobre 2015

FATTI DELLA VITA/ VAPRIO D'ADDA, accusato di omicidio volontario il pensionato che ha ucciso il ladro


VAPRIO D'ADDA, 20 ottobre -E' accusato di omicidio volontario il pensionato che ha sparato uccidendo un giovane ladro che era entrato nella sua casa a Vaprio d'Adda (Milano). Rispetto ad una prima ipotesi di eccesso colposo in legittima difesa, la Procura ha formulato la nuova contestazione per poter svolgere tutti gli accertamenti. In mattinata era stato spiegato che l'ipotesi di reato a carico dell'uomo era quella di omicidio colposo con eccesso colposo in legittima difesa. Da quanto si è appreso, invece, in seguito agli ultimi accertamenti svolti dai carabinieri l'uomo verrà formalmente indagato per omicidio volontario. Per poi valutare se sussistano i presupposti per riconoscere l'eccesso colposo in legittima difesa (punito penalmente) o la legittima difesa (non punita). L'iscrizione per omicidio volontario, come è stato chiarito, è un atto necessario per svolgere tutte le indagini sulla dinamica di quanto accaduto. Il 28enne romeno, che era entrato nell'appartamento per rubare, sarebbe stato infatti colpito frontalmente dal pensionato, da una distanza ravvicinata, ed è stato raggiunto da un solo proiettile di pistola. Altri due colpi sparati, invece, non hanno colpito il romeno. Il pensionato è stato ascoltato a lungo dai carabinieri, che hanno interrogato anche i suoi familiari. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto di Milano Alberto Nobili e dal pm Antonio Pastore, che hanno disposto l'autopsia sul cadavere del giovane.
Matteo Salvini commenta così: "Ha fatto bene il pensionato a sparare e a difendersi, l'uomo che era entrato nella sua casa se l'è cercata". Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, commenta così quanto accaduto a Vaprio d'Adda. "Dirò alla Regione, nel caso la vicenda giudiziaria vada avanti, che si accolli le spese legali per il pensionato", aggiunge Salvini. 
Il governatore lombardo, Roberto Maroni, raccoglie subito l'appello di Salvini: "La Regione Lombardia si accollerà le spese di difesa del pensionato che, per legittima difesa, ha sparato al ladro romeno entrato in casa sua", scrive Maroni sul suo profilo Twitter.

venerdì 12 dicembre 2014

Svolta nel caso dI FEDERICA MANGIAPELO, arrestato il fidanzato della 16enne per omicidio volontario

Federica Mangiapelo
Marco di Muro
LAGO DI BRACCIANO - E' stato posto agli arresti domiciliari Marco Di Muro, il fidanzato della 16enne Federica Mangiapelo, trovata senza vita sulla spiaggia di Vigna di Valle, lungo il lago di Bracciano, nel novembre del 2012. L'accusa per il 23enne è di omicidio volontario aggravato: per il pm è stato lui a tenerle la testa sott'acqua fino a farla morire annegata. La sua testimonianza agli inquirenti era sempre apparsa contraddittoria. Federica Mangiapelo sarebbe stata uccisa al culmine di una lite forse per motivi di gelosia. La svolta nelle indagini si è avuta con una perizia tecnica in sede di incidente probatorio che ha stabilito che Federica è morta non per cause naturali, ma per una morte violenta. Per Di Muro, già indagato, cambia il capo d'imputazione in omicidio.
Ci sono voluti due anni, passati tra perizie, esami e i disperati appelli della famiglia a far luce sulla verità. Il nome di Di Muro, oggi 25enne, era stato però da subito iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Civitavecchia. 
Era stato proprio lui l'ultima persona ad aver visto Federica prima della morte. E sempre lui aveva continuamente sostenuto di aver lasciato la ragazza attorno alle 3, di una piovosissima notte autunnale tra il 31 ottobre e l'1 novembre 2012, in piazza ad Anguillara, alle porte di Roma. Il corpo della 16enne venne poi trovato ore dopo a circa 5 chilometri di distanza da quel luogo. 
 L'autopsia rivelò che Federica morì a causa di problemi cardiaci, ma solo l'ostinazione della famiglia riuscì a convincere gli inquirenti a non chiudere l'inchiesta e a procedere a nuovi accertamenti. E proprio la perizia pneumologica in sede di incidente probatorio stabilì che Federica morì per annegamento e non per arresto cardiaco, che - stando ai medici - ne sarebbe stato solo una causa.
L'accusa per il giovane è quella di omicidio volontario aggravato. Secondo gli inquirenti, il giovane - da tempo inviso alla famiglia - l'avrebbe prima strattonata facendola cadere a terra e poi annegata tenendole la testa sott'acqua. "E' un primo passo verso la verità - il commento del sindaco di Anguillara, Francesco Pizzorno -, la famiglia non si arrenderà fino a quando non sarà fatta piena luce sulla morte di Federica".