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giovedì 3 agosto 2017

TOBRUK Il generale HAFTAR ordina di bombardare le navi italiane

 TOBRUK, 3 agosto - Il Parlamento libico di Tobruk ha condannato la missione navale italiana in acque libiche come una violazione della sovranità nazionale, affermando di non riconoscere la validità dell'intesa raggiunta dal governo di accordo nazionale di Fayez al Sarraj con le autorità italiane. Stando a quanto riportato dal Libya Herald, la Camera dei rappresentanti ha sollecitato un intervento delle Nazioni Unite per scongiurare una crisi con l'Italia.

Haftar: "Bombarderemo navi italiane" - A dare man forte alla presa di posizione del Parlamento di Tobruk, secondo quanto riportato da Al Arabiya, è arrivato il generale Kalifa Haftar dando l'ordine ai suoi uomini di bombardare le navi italiane impegnate nella imminente missione di supporto navale alla Libia.

Nave italiana già in acque libiche - Nella giornata di mercoledì lo Stato Maggiore della Difesa ha annunciato che la nave Comandante Borsini, già impiegata nell'ambito del dispositivo dell'operazione "Mare Sicuro", è entrata nelle acque territoriali libiche, dopo aver ricevuto le necessarie autorizzazioni, facendo rotta verso il porto della città di Tripoli.

A bordo della nave italiana è un gruppo di esperti in vari campi che si dirigono verso la base navale di Tripoli per assistere la Marina di Libia e la Guardia Costiera nella lotta contro gli immigrati clandestini nelle acque territoriali libiche, al largo della costa di Tripoli.

venerdì 28 luglio 2017

Il consiglio dei ministri dice sì all'invio delle navi in LIBIA


ROMA, 28 luglio - Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto sull'invio di navi italiane in Libia. E' quanto si apprende da fonti di governo. I termini dell'operazione, secondo quanto annunciato giovedì dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, saranno illustrati martedì in Parlamento alle commissioni parlamentari competenti.
 "Passo avanti per stabilizzazione Libia" - La missione italiana va considerata come un "passo in avanti nel contributo italiano alla capacità delle autorità libiche di condurre la loro iniziativa contro gli scafisti e di rafforzare la loro capacità di controllo delle frontiere e del territorio nazionale", ha commentato il premier Paolo Gentiloni, sottolineando come questo sia "un pezzo di percorso della stabilizzazione della Libia a cui l'Italia sente il dovere di partecipare".

"No grande invio di flotte, abbiamo risposto a una richiesta della Libia"- Gentiloni ha quindi spiegato che l'invio di navi "può dare un contributo significativo a rafforzare la sovranità libica, non è iniziativa contro la sovranità libica. Sarebbe non rispecchiare la sostanza della decisione del governo presentarla come un enorme invio di grandi flotte e squadriglie aerei. È una richiesta a cui abbiamo aderito di supporto alla guardia costiera libica".

"Mi auguro ampio consenso in Parlamento" - "Mi auguro - ha quindi concluso il premier - che il Parlamento possa dare il via libera con il consenso più largo" alla missione di supporto alla guardia costiera libica. Gentiloni ha quindi sottolineato che questo è un "passaggio rilevante" per la stabilizzazione del Paese nordafricano, che è e resta una "priorità per l'Italia". Una stabilizzazione che, aggiunge, "è un percorso accidentato e non un'autostrada in discesa".

mercoledì 26 luglio 2017

La LIBIA ha chiesto l'intervento di navi italiane per controllare il traffico di migranti


ROMA, 26 luglio - Il premier libico "Sarraj mi ha indirizzato alcuni giorni fa una lettera nella quale si chiede al governo italiano un sostegno tecnico con unità navali al contrasto del traffico di esseri umani". Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni spiegando che "la richiesta è all'esame del nostro ministero della Difesa". "Questa richiesta - ha aggiunto - può rappresentare una novità molto importante nella lotta" ai trafficanti in Libia.
Da parte sua, Sarraj non ha nascosto "le difficoltà sulla nostra strada" ringraziando l'Italia "per il ruolo estremamente importante svolto dalla Guardia costiera". "E' necessario - ha aggiunto - fare più sforzi perché la Guardia costiera libica sia in grado di contrastare l'immigrazione clandestina e possa disporre di tecnologie avanzate per controllare le nostre coste".

Sarraj ha inoltre chiesto di concentrare gli sforzi sul "controllo dei confini Sud" della Libia "in modo che si riesca a far tornare i migranti nei loro Paesi " e a gestire con maggiore efficacia l'attuale crisi migratoria.

lunedì 2 novembre 2015

ESTERI/ TOBRUK frena, nessun riscontro allo sconfinamento delle navi italiane

NEW YOTK, 2 novembre - "Prima di muovere l'accusa che tre navi da guerra italiane siano entrate nelle acque libiche servono conferme. Per ora non ho nessun riscontro". Lo ha detto Ibrahim Dabbashi, rappresentante permanente della Libia all'Onu dopo le accuse di Tobruk a Roma per la violazione delle acque nazionali. "Nel caso fosse vero - ha aggiunto - sarebbe una questione molto seria", ma precisando poi di "non credere" che quelle imbarcazioni fossero italiane. Nessuna nave militare italiana ha violato le acque antistanti Bengasi, in Libia, hanno sostenuto da subito fonti governative italiane, dopo che Tobruk avva denunciato uno "sconfinamento", minacciando proteste e vie di fatto.