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martedì 14 giugno 2016

ROMA, Tor Bella Monaca come Scampia, 33 arresti di banda di narcotrafficanti


ROMA, 14 giugno - E’ in corso, dalle prime luci dell’alba, un’operazione antidroga dei carabinieri del comando provinciale di Roma per dare esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Roma su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 33 persone, appartenenti a un’organizzazione criminale dedita al narcotraffico, radicata a Roma, con base operativa e logistica nel quartiere di Tor Bella Monaca. Ventinove le persone arrestate e altre 4 raggiunte dal divieto di dimora.
Le indagini, condotte dai carabinieri della stazione di Roma Tor Bella Monaca, hanno consentito di scoprire che al vertice dell’organizzazione vi era un ragazzo romano di appena 24 anni che aveva designato precisi compiti e turni di lavoro ai pusher che smerciavano droga dalla mattina alla sera negli androni e nei cortili delle palazzine popolari di via San Biagio Platani, in molte circostanze anche davanti a bambini che giocavano.
Stando a quanto è emerso, giovani vedette erano in costante contatto telefonico con gli spacciatori per avvisarli dell’eventuale arrivo delle forze dell’ordine.
Come emerso dalle indagini, in caso di arresto, l’organizzazione garantiva la tutela legale con l’erogazione di una vera e propria “indennità” per il mantenimento della famiglia del pusher, differenziata a seconda che si trattasse di custodia cautelare in carcere o di arresti domiciliari con accollo anche delle spese legali.

sabato 13 febbraio 2016

Il PAPA in Messico: sfida al narcotraffico


CITTA' DEL MESSCO, 13 febbraio - "Vi prego di non sottovalutare la sfida etica e anti-civica che il narcotraffico rappresenta per l'intera società messicana, compresa la Chiesa", ha detto il Papa ai vescovi del Messico. "Le proporzioni del fenomeno, la complessità delle sue cause, l'immensità della sua estensione come metastasi che divora, la gravità della violenza che disgrega e delle sue sconvolte connessioni, non permettono a noi, Pastori della Chiesa, di rifugiarci in condanne generiche, bensì esigono un coraggio profetico e un serio e qualificato progetto pastorale". 
"Siate vescovi di sguardo limpido, di anima trasparente, di volto luminoso. Non abbiate paura della trasparenza". Lo ha detto papa Francesco ai circa 120 presuli del Messico incontrati nella cattedrale della capitale. "La Chiesa non ha bisogno dell'oscurità per lavorare - ha sottolineato -. Vigilate affinché i vostri sguardi non si coprano con le penombre della nebbia della mondanità; non lasciatevi corrompere dal volgare materialismo né dalle illusioni seduttrici degli accordi sottobanco". "Non riponete la vostra fiducia nei 'carri e cavalli' dei faraoni attuali - ha aggiunto citando espressioni dell'Esodo -, perché la nostra forza è la 'colonna di fuoco' che rompe dividendole in due le acque del mare, senza fare grande rumore"
"L'esperienza ci dimostra che ogni volta che cerchiamo la via del privilegio o dei benefici per pochi a scapito del bene di tutti, presto o tardi la vita sociale si trasforma in un terreno fertile per la corruzione, il narcotraffico, l'esclusione delle culture diverse, la violenza e persino per il traffico di persone, il sequestro e la morte, che causano sofferenza e che frenano lo sviluppo". Lo ha detto papa Francesco nell'incontro con le autorità e la società civile a Città del Messico.  Il Papa , dopo aver percorso 14 chilometri sulla 'papamobile' aperta dalla Nunziatura, applaudito dalla folla lungo il tragitto e da uno sventolio di bandierine con i colori vaticani, era arrivato a Palazzo Nazionale, accolto all'ingresso dal presidente del Messico Enrique Pena Nieto e dalla "primera dama", Angelica Rivera. Dopo l'esecuzione degli inni nel patio d'onore, il saluto alla bandiera e la presentazione delle delegazioni il presidente ha accompagnato il Papa allo studio presidenziale, al terzo piano, per l'incontro privato. Contemporaneamente si sè svolto un incontro bilaterale tra alcuni membri della delegazione pontificia, tra cui il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, e le corrispondenti autorità del governo messicano.