Visualizzazione post con etichetta moretti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta moretti. Mostra tutti i post

mercoledì 1 febbraio 2017

STRAGE DI VIAREGGIO, i familiari delle vittime chiedono le dimissioni di Moretti


VIAREGGIO, 1 febbraio - I familiari delle vittime della strage di Viareggio chiedono le dimissioni di tutti coloro che sono stati condannati nel processo di primo grado di ieri e che hanno tuttora incarichi, come Mauro Moretti che ha avuto una condnn a 7 anni. Lo hanno detto gli stessi familiari aprendo la conferenza stampa di stamani a Viareggio. 'Riteniamo offensive le dichiarazioni dell'avvocato di Moretti", ha detto il portavoce, Marco Piagentini.
"E' moralmente inaccettabile che dopo una condanna di primo grado Mauro Moretti sia ancora a guidare un'azienda di Stato. Ne chiediamo le dimissioni e che sia tolto a Moretti il titolo di Cavaliere del Lavoro", hanno spiegato i familiari delle vittime incontrando i giornalisti, all'indomani della sentenza di condanna dell'allora ad di Rfi, sottolineando che "non si può tenere su una poltrona così importante un manager condannato in primo grado. Chiediamo che la politica intervenga". 
"A poche ore dalla lettura del dispositivo possiamo dire che il sistema ferroviario del trasporto merci pericolose tanto in Italia quanto in Europa è stato riconosciuto responsabile delle gravissime inadempienze e omissioni - hanno sottolineato - La sentenza ha sancito che i vertici delle aziende condannati avevano poteri e mezzi per intervenire e, non facendolo, hanno causato la morte di 32 persone, tra cui bambini e ragazzi". 
"Con la sentenza di primo grado si chiude la prima fase, non la nostra battaglia, una valutazione definitiva potremo darla solo dopo la lettura delle motivazioni che hanno portato a questa sentenza", è la posizione del familiari delle vittime che hanno anche ringraziato "la moltitudine di persone che ieri come in tutti questi anni è stata al nostro fianco".

domenica 23 marzo 2014

Della Valle a testa bassa: Moretti (Fs) deve essere mandato a casa

Della Valle e Moretti
ROMA - Diego Della Valle, patron di Tod's e socio di Ntv, la società di Italo, attacca duramente l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti: "Se avesse il coraggio e la dignità di andarsene, troverebbe milioni di Italiani pronti ad accompagnarlo a casa". Moretti, nei giorni scorsi, si era detto pronto a lasciare il suo incarico nel caso il governo avesse tagliato il suo stipendio da 850mila euro l'anno. "I viaggiatori sono costretti a viaggiare con tanti disagi sui treni delle ferrovie Italiane, costretti a subire ritardi ingiustificati, a viaggiare su treni vecchi, ad usare stazioni decrepite e poco sicure, senza nessun rispetto per la loro dignità - tuona Della Valle -. Spetta a loro il diritto di giudicare come le Ferrovie dello Stato sono gestite".  Secondo Della Valle "è ora di alzare il velo sulle Ferrovie dello Stato e su Moretti, per capire perché la politica è succube di questo signore. Bisogna fare chiarezza su tutti i rapporti che intercorrono fra le Ferrovie, Moretti e i politici che, tranne qualche rara eccezione, sono completamente appiattiti su di lui, permettendogli di fare tutto quello che vuole". 
 L'affondo di Della Valle prosegue: "Se vogliamo davvero cambiare l'Italia e riportare al centro dell'attenzione gli interessi e i bisogni dei cittadini e non quelli delle vecchie corporazioni, gente come Moretti deve essere mandata a casa subito e con determinazione".
pifani: "Si tagli lo stipendio e rimanga" - Un consiglio di diverso tenore viene a Moretti da Guglielmo Epifani, secondo il quale l'ad di Fs "si deve tagliare lo stipendio" e "io gli do un consiglio, anche se lui fa sempre di testa sua: rifletta e non dia soddisfazione ai tanti che non lo vogliono più a guida delle Fs". Epifani sottolinea inoltre come gli stipendi dei grandi manager dovrebbero "essere legati ai risultati" ma anche "come Moretti debba riflettere: il suo valore sul mercato è alto ma la domanda che arriva dal Paese è di sobrietà e anche chi ha grandi responsabilità deve sottostarvi". 

venerdì 21 marzo 2014

Moretti, ad di FS: guadagno 850mila euro all'anno, se me li riducono me ne vado


Mauro Moretti
BOLOGNA - "Lo Stato può fare quello che desidera: sconterà che una buona parte di manager vada via, lo deve mettere in conto". Così a margine di un convegno a Bologna l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, ha replicato a chi gli chiedeva un commento sull'ipotesi di riduzione dei compensi per i super-manager. A chi gli chiedeva se in caso di un taglio della sua retribuzione potesse considerare l'ipotesi di andarsene Moretti si è limitato a replicare: "ma non c'è dubbio". Pronta la replica del premier Matteo Renzi, a Bruxelles per il vertice Ue: "Confermo l'intervento sugli stipendi dei dirigenti pubblici. Sono convinto che quando Moretti vedrà la ratio sarà d'accordo con me".
Moretti aveva spiegato che "per il momento credo vogliano tagliare gli stipendi dei supermanager dello Stato. Io prendo 850 mila euro l'anno, il mio omologo tedesco ne prender tre volte e mezzo tanti: siamo delle imprese che stanno sul mercato ed è evidente che sul mercato bisogna anche avere la possibilità di retribuire, non dico alla tedesca e nemmeno all'italiana, ma un minimo per poter fare sì che i manager bravi vengano dove ci sono imprese complicate e dove c'è del rischio ogni giorno da dover prendere".
A giudizio dell'ad di Ferrovie dello Stato comunque "ci sono forse dei casi da dover rivedere mala logica secondo cui uno che gestisce un'impresa che fattura" oltre 10 miliardi di dollari l'anno, "come la nostra, debba stare al di sotto del presidente della Repubblica è una cosa sbagliata. Sia negli Stati Uniti che in Germania, sia in Francia che in Italia il presidente della Repubblica prende molto meno dei manager delle imprese". Secondo Moretti, infatti, "una cosa è stare sul mercato, altro è fare una scelta politica. Chi va a fare il ministro sa che deve rinunciare agli stipendi perché va a fare un'operazione politica: questa - ha concluso - è una sua scelta personale".