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lunedì 4 maggio 2015

L'ITALICUM è legge con 334 sì, 61 no (pd) e 4 astenuti. Opposizioni fuori dall'aula

ROMA, 4 maggio - L'Italicum, è legge. La Camera ha approvato, con un voto a scutinio segreto il provvedimento con 334 sì, 61 no e 4 astenuti. Le opposizioni unite sono uscite dall'Aula al momento del voto. Diversi esponenti della minoranza Pd hanno votato no.  Ai 38 della 'fronda interna' si aggiungono cinque o sei deputati dem che avevano votato la fiducia. A questi, poi, vanno aggiunti altri 5 deputati di Ncd.
"Il dissenso - ha detto Pier Luigi Bersani dopo il voto - è stato abbastanza ampio. Ora cosa fatta capo ha...ma il dato politico sia sull'approvazione della legge sia sulle dimensioni del dissenso è non poco rilevante". "Missione compiuta. Il governo ha mantenuto l'impegno. Abbiamo promesso, abbiamo mantenuto", ha detto il ministro Boschi dopo l'ok. 'Impegno mantenuto', ha tweettato Matteo Renzi.
Critico anche il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio: "Oggi è il giorno in cui gli italiani sono stati presi in giro". "Ora esulteranno per una settimana e gli italiani neanche capiranno perché questa è una legge che andrà in vigore nel 2016 e tra l'altro non prevede il Senato".
Un applauso di pochi secondi partito dai banchi del Pd ha salutato l'approvazione dell'Italicum. I deputati sono quindi defluiti dall'Aula con molti tra quelli della maggioranza che sono andati a baciare il ministro per le riforme Maria Elena Boschi, a partire dai ministri Angelino Alfano e Roberta Pinotti e diversi sottosegretari.
M5S, FI, Sel, Lega e Fdi sono usciti in Transatlantico, durante la dichiarazione di voto del vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini. suo governo, la sua maggioranza infliggono al Parlamento e all'intero paese". 
"Si approvano, tentano di approvare, una riforma elettorale senza partecipazione alcuna da parte del resto del Parlamento. Lo fanno con colpi di maggioranza tra l'altro dichiarata incostituzionale dalla corte. Ricordiamo i 130 deputati del Pd dichiarati incostituzionali dalla sentenza della Corte di un anno e mezzo fa. Lo fanno grazie ai voti di fiducia, che hanno imposto la cancellazione di tutti gli emendamenti, insomma una violenza continua al Parlamento e alle regole del gioco della democrazia. Per questo noi non parteciperemo a questa giornata che consideriamo infausta e lasciamo al Partito democratico tutte le sue contraddizione, di chi è a favore, di chi è contro, di chi si astiene, di chi partecipa, di chi non partecipa".
"Se 38 sfidano non votando la fiducia vuol dire che il dissenso è molto maggiore. Ma non sono i numeri ad interessarmi, il fatto è che si è approvata la legge elettorale con meno della maggioranza. Questo è il punto politico ed è quello che ho sempre detto a Renzi dall'inizio". Così Roberto Speranza dopo l'ok all'Italicum.

giovedì 30 aprile 2015

RENZI, terzo ok alla fiducia sull'Italicum. Assenti le opposizioni che pensano al referendum

ROMA, 30 aprile - Via libera della Camera alla terza fiducia posta dal governo sull'Italicum. I sì sono stati 342, i no 15, un astenuto. Assenti le opposizioni che puntano a portare la battaglia contro l'Italicum fuori dall'aula parlamentare. E così M5s, in primis, ma anche Sel e Forza Italia chiamano in causa la possibilità di ricorrere al referendum abrogativo. "La battaglia contro l'Italicum continuerà anche dopo la sua approvazione", annuncia il grillino Danilo Toninelli: "Stiamo pensando a un referendum abrogativo totale dell'Italicum. Ovviamente non vogliamo farlo da soli e potrebbe interessare tutte le forze politiche e della società civile che contestano questo tentativo di accentramento del potere di Renzi". Tempo poche ore e il fronte si allarga anche a Sel e Forza Italia. "La prima tappa è lunedì quando proveremo a far saltare la legge secondo un percorso trasparente dentro questa aula - spiega Arturo Scotto, capogruppo Sel alla Camera - Qualora, come pare, la legge dovesse passare dopo questa prova di forza così inedita e significativa dovranno essere messe in campo tutte le iniziative possibili per limitare l'impatto della legge, per via parlamentare o coinvolgendo cittadini". E a percorrere la strada del referendum si dice pronta anche Forza Italia. "Fi vuole riformare e non calpestare le istituzioni. Per questo forse l'unica strada da percorrere è rivolgersi al corpo elettorale - dice Mara Carfagna durante le dichiarazioni di voto sulla terza fiducia all'Italicum - Rivolgo un appello a chi non condivide questa legge: sediamoci e immaginiamo di promuovere un referendum, diamo la parola ai cittadini e chiediamogli cosa pensano dell'Italicum e se lo vogliono abrogare. Noi temiamo le idee degli italiani".

ITALICUM, passa anche la seconda fiducia

ROMA, 30 aprile - Con 350 voti favorevoli, anche la seconda fiducia all'Italicum (quella sull'articolo 3 della legge) è passata alla Camera;  i no sono stati 193, uno solo astenuto.. La prima aveva raccolto 352 voti. Si è trattato in pratica di una fotocopia del voto di ieri, con le assenze di peso di Bersani, Bindi, Letta e gli altri dissidenti.
Nel primo pomeriggio ci sarà il voto sulla terza fiducia, mentre il voto finale è previsto per la prossima settimana.

mercoledì 29 aprile 2015

CAMERA, fiducia sul primo articolo dell'Italicum: 352 sì, 207 no. 386 pd non votano


ROMA, 29 aprile - L'Aula della Camera conferma la fiducia al governo sul primo articolo della legge elettorale con 352 sì, 207 no e un astenuto. Sono 38 i deputati del Pd che non l'hanno votata: è quanto emerge dai tabulati del voto, tenendo conto anche delle assenze giustificate. In base ai tabulati, ai 36 che risultano non partecipanti alla chiama, vanno aggiunti Roberto Speranza e Guglielmo Epifani che risultano in missione ma hanno espresso pubblicamente la dichiarazione di non voto.
"Siamo in linea con i numeri delle altre fiducie. E' il primo passo". Così il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, uscendo dall'Aula della Camera dopo il primo voto di fiducia al governo sulla legge elettorale. Il ministro esprime "soddisfazione" per il risultato
"Grazie di cuore ai deputati che hanno votato la prima fiducia. La strada è ancora lunga ma questa è #lavoltabuona". Così Matteo Renzi commenta su tweet l'esito del primo voto di fiducia su Italicum.
Secondo Gianni Cuperlo, "non è una giornata semplice né serena. Amareggia e addolora non votare la fiducia perché mi sento parte di una comunità ma è un segnale legittimo e necessario per uno strappo incomprensibile".