ROMA, 9 giugno - L'infermiere sardo di Emergency infettato dal virus Ebola in Sierra Leone sarà dimesso domani. Il paziente, ora guarito, era ricoverato dal 13 maggio all'Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma.
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martedì 9 giugno 2015
giovedì 14 maggio 2015
Leggermente peggiorato l'infermiere sardo malato di EBOLA
ROMA, 14 maggio. - "Il paziente con Ebola ricoverato ieri mattina e' febbrile, lucido e collaborante. Da questa notte è comparsa un sintomatologia gastrointestinale importante". E' quanto si legge nel bollettino dell'Ospedale Spallanzani, nel quale l'infermiere sardo che ha contratto l'ebola e' ricoverato. "Il paziente ha iniziato nutrizione parenterale e continua la terapia reidratante per via orale ed endovenosa. Dopo il primo trattamento antivirale specifico iniziato gia' ieri, questa notte è stato iniziato un secondo farmaco sperimentale non registrato. Il farmaco, che era già stato autorizzato con ordinanza AIFA del 12 maggio u.s., su indicazione del Ministro della Salute, è arrivato ieri dall'estero. L'importazione e' stata grandemente facilitata dagli USMAF del Ministero della Salute".
Altre tre persone sotto osservazione - Il caso Ebola sara' affrontato domani anche a Sassari in un vertice in prefettura cui parteciperanno i vertici della sanità locale e regionale, le autorità e le forze di polizia del territorio. L'incontro si inquadra nelle attività di controllo e prevenzione attuate dall'ufficio territoriale del governo dopo il contagio dell'infermiere sardo. Oltre alle persone già in quarantena per essere entrate in contatto col malato, familiari dell'uomo, altre tre persone che prestano servizio al 118 sono sottoposte a monitoraggio. I tre avrebbero accompagnato l'uomo dalla sua abitazione al reparto di Malattie infettive senza adottare il protocollo di sicurezza previsto.
mercoledì 13 maggio 2015
ROMA, ricoverato allo SPALLANZANI l'infermiere sardo contagiato da EBOLA
ROMA, 13 maggio - Le condizioni dell'infermiere sardo contagiato dal virus Ebola in Sierra Leone non sono critiche. Lo hanno affermato i medici dell'ospedale Spallanzani di Roma in conferenza stampa. "Al momento della presa in carico - hanno spiegato - il paziente era febbrile, lucido e collaborante". La possibilità che l'infermiere abbia contagiato qualcuno in Italia è 'trascurabile'", ha precisato il direttore scientifico dell'istituto Giuseppe Ippolito. Per la cura dell'infermiere 37enne di Sassari si sta valutando anche l'utilizzo di plasma di un donatore guarito. "Abbiamo già contattato il Centro Nazionale Sangue e stiamo valutando tutte le opzioni terapeutiche, in accordo con il centro di coordinamento dell'Oms", ha spiegato Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'ospedale Spallanzani di Roma..
Intanto la struttura clinica interaziendale che ha gestito l'emergenza legata all'infezione da virus Ebola contratta in Sierra Leone dall'infermiere sassarese di 37 anni ha disposto un periodo di quarantena per altre tre persone. Lo ha riferito l'assessore regionale della Sanità, Luigi Arru.
Stando agli studi sin qui compiuti, l'Ebola non è contagiosa sino a quando chi ha contratto il virus non presenta i sintomi tipici, ad iniziare dalla febbre alta. E' questo il motivo per cui sono state sottoposte a quarantena solo le persone con cui l'infermiere di 37 anni, che in Sierra Leone aveva prestato servizio come volontario per Emergency, è entrato in rapporto da domenica mattina, quando ha avvertito i primi sintomi, a lunedì pomeriggio, quando è stato ricoverato.
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