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venerdì 31 marzo 2017

Convalidato il fermo dei due accusati dell'omicidio di EMANUELE MORGANTI. Castagnacci:non c'entro


ROMA,31 marzo - Il gip del tribunale di Roma, Anna Maria Gavoni, ha convalidato il fermo di Mario Castagnacci e Paolo Palmisani, i due giovani fermati per l'omicidio di Emanuele Morganti, ed ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. La decisione è stata presa al termine dell'interrogatorio presso il carcere di Regina Coeli.
"Io non c'entro niente". Mario Castagnacci, uno dei due fermati per l'omicidio di Emanuele Morganti, ha negato di aver preso parte al pestaggio mortale. Il ragazzo, sentito ieri per 5 ore dal procuratore capo di Frosinone Giuseppe De Falco nel carcere di Regina Coeli, ha detto di essere stato in piazza quella sera ma di non aver partecipato al pestaggio. Gli inquirenti non ritengono credibili le sue parole, specie riguardo a quanto riportato dai testimoni. Paolo Palmisani si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Intanto emerge che sarebbero stati tanti, decine, i colpi che hanno sfigurato il povero Emanuele Morganti, durante i 15 minuti del pestaggio mortale di venerdì notte fuori ad un locale di Alatri. Colpi sferrati con violenza tanto da provocare lesioni ed ecchimosi soprattutto in testa, dove sarebbe stato inferto il colpo mortale, aggravato dalla caduta del ragazzo contro un'auto parcheggiata.
Sono alcune indiscrezioni dell'autopsia, effettuata ieri nell'istituto di medicina legale della Sapienza di Roma. I risultati dell'esame serviranno a chiarire meglio dinamica e responsabilità del massacro.

lunedì 27 marzo 2017

FROSINONE, morto il giovane massacrato dal brano perché aveva difeso la fidanzata


ROMA, 27 marzo - E' morto dopo diverse ore di agonia al policlinico Umberto I a Roma Emanuele Morganti, il giovane pestato a sangue la notte tra venerdì e sabato a Tecchiena d'Alatri, nel Frusinate. Il ventenne era stato ricoverato d'urgenza e sottoposto a un intervento chirurgico per lesioni alla testa causate da pugni e calci. Il giovane era stato preso di mira da circa una ventina di persone, che lo ha picchiato all'uscita di un circolo privato, che è stato sequestrato.
l ragazzo, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe cercato di difendere la fidanzata dalle avance di un altro giovane. Al pestaggio, avvenuto in strada dopo la lite nel locale, avrebbero partecipato e assistito numerose persone, che i carabinieri stanno cercando di individuare e interrogare da venerdì notte.

Ci sono diversi giovani sotto torchio per l'aggressione. Il pm della procura di Frosinone Vittorio Misiti e i carabinieri stanno interrogando alcuni sospettati e tra loro ci sarebbero anche alcuni ragazzi albanesi, come il giovane che avrebbe litigato con la vittima all'interno del locale. 

martedì 4 agosto 2015

Fatti della VIta/ GENOVA, aggredito e ridotto in fin di vita da un branco perché ritenuto gay

Il luogo del pestaggio
GENOVA, 4 agosto - Un uomo è stato aggredito dal branco a Genova perché ritenuto gay. Luca mentre si trovava su un autobus, alla domanda di una ragazza "Gay perché guardi il mio fidanzato", ha risposto di essere sovrappensiero. Il 40enne era con un amico. Entrambi sono stati picchiati da sei persone. Luca tornato a casa ha raccontato tutto alla sua compagna ma non sapeva di avere un ematoma cerebrale che dopo una settimana lo ha ridotto in fin di vita. Aperta un'inchiesta. 
La notizia è stata riportata dal Secolo XIX. Il pestaggio risale alla notte del 14 luglio, sull'autobus della linea 1 fermo al capolinea di Caricamento. Luca (nome di fantasia) sale sul bus con un amico, poi succede il finimondo. Viene aggredito con un pretesto omofobo da un commando di sei persone, compreso due donne: calci, pugni, colpi di catena tutto davanti a un omertoso autista che non muove un dito per bloccare il massacro, né una telefonata ai soccorsi, né una chiamata alla polizia. Nulla. Per questo è stato denunciato dagli inquirenti con l'accusa di "favoreggiamento". Per il resto, è partita un'inchiesta per tentato omicidio, ma i nomi ancora non ci sono. I militari da quasi due settimane stanno lavorando per identificare gli aggressori: al setaccio tutte le immagini raccolte dalle telecamere presenti in zona che avrebbero potuto filmare il commando non solo in fuga ma anche mentre saliva sul mezzo.
E intanto Genova è sotto shock: la città che ha ospitato pochi giorni fa lo Human Pride, che ha istituito il registro delle unioni civili non si identifica in una tale attacco omofobo. Forse, dice la sua ragazza, è stato "il suo look eccentrico" a creare l'equivoco, se così si può definire. Oggi Luca è ancora in prognosi riservata, non parla e lo alimentano a fatica, ma la speranza di tutti è che il peggio sia passato.

sabato 16 marzo 2013

Branco assale e violenta turista svizzera nel Madhya Pradesh (India)



NEW DELHI - Ancora uno stupro di gruppo in India. Questa volta la vittima è una turista straniera, una donna svizzera aggredita con il marito mentre dormivano in una tenda da campeggio nel Madhya Pradesh nel distretto di Datia, nell'India centrale. Lo riferiscono oggi i media indiani. Secondo il racconto della coppia, un gruppo di sette uomini li ha sorpresi, rubato soldi e altri oggetti di valore. Poi, ha abusato a turno della donna dopo aver immobilizzato il compagno. La polizia ha arrestato 13 sospetti.
i due turisti erano campeggiati nella strada di Orcha, dove ci sono i templi di lord Ram e la loro meta era Agra. La donna è rcoverata in ospedale.