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| Ercole Incalza |
Al ministero, a legger le carte, non c'è argomento che non venga toccato da Incalza. Il ministro Lupi deve fare un'intervista? E' Ercolino che gli predispone le risposte. Il ministro deve rispondere ad un'interrogazione parlamentare che chiede conto proprio della nomina di Incalza? L'intervento, dice il Gip, lo prepara l'avvocato del funzionario, Titta Madia.
Quello con Lupi è un "legame strettissimo" tanto che il ministro minaccia di far cadere il governo se la struttura di missione diretta da Incalza viene cancellata: "su questa roba ci sarò io e ti garantisco che se viene abolita...non c'è più il governo...l'hai capito o non l'hanno capito!?". Un'influenza, quella di Incalza su Lupi, che emerge chiaramente il 28 febbraio 2014 quando il governo Renzi, durante il Cdm, nomina 44 sottosegretari, di cui 9 viceministri. Lupi chiama Incalza: "dopo che tu hai dato...hai dato la sponsorizzazione per Nencini, l'abbiamo fatto vice ministro alle infrastrutture".
L'inamovibile Incalza, il "dominus totale" che, ricorda il gip, ha ricevuto lo stesso incarico "da ogni compagine governativa che si è succeduta negli anni" dirigeva "ogni grande opera, predisponendo le bozze della legge obiettivo e individuando di anno in anno quelle da finanziarie e quelle da bloccare". Secondo i carabinieri del Ros, coordinati dai pm Luca Turco, Giuseppina Mione e Giulio Monferini, Incalza 'sceglieva' gli appaltatori 'amici' suggerendo poi loro il nome dei direttori dei lavori, sempre persone riferibili all'altro arrestato, l'imprenditore Perotti. In cambio riceveva compensi per consulenze, come i 500 mila euro ottenuti da una società impegnata nella Av Firenze-Bologna o i 700 mila dati da un'altra ditta a suo genero, Alberto Donati.
Lui, Ercolino, al telefono con un amico ricorda che c'è anche un altro socialista al ministero, Umberto del Basso De Caro. E il suo amico commenta: "complimenti, sempre più coperto". Quando tutto sembra finito, con Incalza finalmente in pensione, arriva però la nomina a collaboratore del ministero, criticata da più parti. E in molti non ci stanno. "E' veramente una cosa... - dice Burchi - una schifezza tale che non se ne può più...mi viene anche a me da vomitare...si sono scatenati tutti alla difesa di Incalza oggi, da Alfano a Schifani". Gaspari condivide: "Naturalmente hanno fatto un bando che si adatta solo ad Ercolino...vabbè, non l'hanno capito che la gente si sta scocciando di tutte queste porcate e prima o poi farà casino".
Oltre 100 le perquisizioni eseguite e che hanno interessato, tra gli altri, uffici della Struttura di missione presso il ministero delle Infrastrutture, della Rfi, dell'Anas International Enterprises, delle Ferrovie del Sud-Est, del Consorzio Autostrada Civitavecchia-Orte-Mestre, dell'Autostrada regionale Cispadana e dell'Autorita' portuale Nord Sardegna. Nel mirino degli inquirenti, gli appalti delle piu' importanti tratte dell'Alta velocita' del nord e centro Italia e di numerose altre Grandi opere, con importi gonfiati fino al 40%: le indagini sono partite nel 2013 per accertare presunti illeciti nella gestione degli appalti per la realizzazione del Nodo Tav di Firenze e del sotto-attraversamento della citta'.
Gli investigatori avrebbero documentato gli "stretti rapporti" esistenti tra Incalza e l'ingegner Perotti, ritenuto "figura centrale dell'indagine", a cui sono stati affidati incarichi di direzione lavori per la realizzazione di diverse "Grandi opere". Lo stesso Perotti avrebbe "influito illecitamente" anche sull'aggiudicazione dei lavori del Palazzo Italia Expo 2015 e sulla realizzazione del nuovo terminal del porto di Olbia.
Gli investigatori avrebbero documentato gli "stretti rapporti" esistenti tra Incalza e l'ingegner Perotti, ritenuto "figura centrale dell'indagine", a cui sono stati affidati incarichi di direzione lavori per la realizzazione di diverse "Grandi opere". Lo stesso Perotti avrebbe "influito illecitamente" anche sull'aggiudicazione dei lavori del Palazzo Italia Expo 2015 e sulla realizzazione del nuovo terminal del porto di Olbia.
Si indaga su "un valore di 25 miliardi di appalti", ha spiegato in una conferenza stampa il procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo, secondo cui "Perotti affidava consulenze ben retribuite a Incalza". Mentre nelle 268 pagine dell'ordinanza di custodia il Gip di Firenze disegna una rete fittissima di favori, consulenze e compensi con "protagonisti principali" l'ingegner Perotti, capace di concentrare su di se' un gran numero di direzioni lavori, e Incalza, "in grado di condizionare il settore degli appalti pubblici da moltissimi anni". "Ercolino", come lo chiama confidenzialmente al telefono un ex alto dirigente delle Ferrovie ("fa il bello e il cattivo tempo ormai la' dentro.. il dominus totale") era cosi' influente all'interno del dicastero delle Infrastrutture - argomenta il Gip - da aggiornare il ministro Lupi, in procinto di farsi intervistare, sullo stato dei lavori e dei finanziamenti delle Grandi opere, da buttare giu' il programma di governo dell'Ncd e da ottenere - come si è detto - la nomina del senatore Nencini a sottosegretario. Il Gip dedica ampio spazio allo strettissimo legame tra il dirigente e il ministro, "una relazione che ha sicuramente contribuito all'affermazione del potere di Incalza".

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