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mercoledì 29 marzo 2017

VARESE, latitante da 13 anni preso in Germania l'assassino di un anziano. Grazie a Facebook


VARESE, 29 marzo - Un 47enne romeno che nel 2004 uccise, assieme a un complice, l'87enne Carlo Ossola a Comerio, nel Varesotto, è stato rintracciato dai carabinieri in Germania dopo 13 anni di latitanza. I militari, che già nel 2005 avevano arrestato il complice, seguivano già da un anno il profilo Facebook del romeno per individuarlo: finalmente arrestato dalla polizia tedesca, è stato estradato in Italia.
Secondo le indagini, già concluse nel 2005, fu l'uomo, insieme al complice già arrestato quello stesso anno, ad aggredire l'anziano a colpi di accetta, per rapinarlo di trentamila euro di risparmi che l'uomo custodiva in casa. Estradato in Italia, il quarantasettenne sarà ora sottoposto a processo.

giovedì 26 maggio 2016

FAGNANO OLONA, bimbo di 3 anni cade dal balcone e muore


FAGNANO OLONA (Varese) 26 maggio - Un bambino di 3 anni è morto questa mattina dopo essere caduto dal balcone di casa sua a Fagnano Olona (Varese). A quanto si apprende il piccolo, di origini marocchine, per cause ancora in via di accertamento è precipitato morendo sul colpo dopo un volo dal quarto piano di una palazzina dove vive con i genitori. Sull'accaduto indagano i carabinieri di Busto Arsizio (Varese). Al momento non si conoscono altri particolari.
   

venerdì 15 aprile 2016

VARESE, la morte di Giuseppe Uva: assolti tutti i CC e i poliziotti


VARESE, 15 aprile - La corte d'assise di Varese ha assolto i due carabinieri e i sei poliziotti dall'accusa di omicidio preterintenzionale nel processo con al centro la morte di Giuseppe Uva, deceduto all'ospedale di circolo di Varese nel giugno 2008 dopo aver trascorso parte della notte nella caserma dei Carabinieri. Dopo la lettura della sentenza gli imputati si sono abbracciati, mentre una parente dell'uomo è uscita dall'aula gridando "maledetti".

venerdì 15 gennaio 2016

VARESE, preso, 28 anni dopo, l'assassino della studentessa LIDIA MACCHI, ex compagno di liceo





VARESE, 15 gennaio - Un uomo, Stefano Binda, è stato arrestato per l'omicidio di Lidia Macchi, la studentessa trovata morta in un bosco in provincia di Varese nel 1987. L'arresto, dopo quasi trent'anni dal fatto, è stato eseguito dalla Squadra Mobile di Varese su disposizione del gip di Varese e su richiesta del sostituto pg di Milano, Carmen Manfredda. Da quanto si è saputo l'arrestato è un ex compagno di liceo della vittima.
Stefano Binda avrebbe prima violentato la ragazza e poi l'avrebbe uccisa perché sarebbe stato convinto che lei si era concessa e che non avrebbe dovuto farlo per il suo "credo religioso". E' quanto emerge dalla indagini che hanno portato stamani all'arresto. Sia l'uomo che la vittima frequentavano ambienti di comunione e liberazione e avevano studiato allo stesso liceo.
Lidia Macchi era stata uccisa il 7 gennaio 1987 con 29 coltellate. Era andata a trovare una amica ricoverata all' ospedale a Cittiglio (Varese) e non era più tornata a casa. Il suo omicidio aveva fatto clamore anche perché dalla data della sua scomparsa, genitori, amici, compagni di Cl e forze dell' ordine l'avevano cercata ovunque fino al ritrovamento del suo corpo due giorni dopo, in un bosco. Lidia Macchi, aveva vent'anni ed era studentessa di legge alla Statale di Milano, e capo guida scout nella sua parrocchia di Varese. I genitori hanno sempre chiesto che venisse scoperta la verità.

Stefano Binda sarebbe colui che il 9 gennaio dell'87, giorno dei funerali della ragazza, avrebbe inviato una lettera anonima a casa della famiglia Macchi intitolata 'In morte di un'amica' che conteneva riferimenti impliciti e inquietanti all'uccisione della giovane.
L'uomo arrestato su disposizione del gip di Varese, Anna Giorgetti, è accusato di omicidio volontario aggravato. L'inchiesta sulla morte della ragazza era stata riaperta nel 2013 dal sostituto procuratore generale di Milano, Carmen Manfredda, che aveva avocato le indagini prima coordinate dalla Procura di Varese. Nell'ambito della nuova inchiesta il sostituto pg aveva anche archiviato la posizione di un religioso che conosceva all'epoca la ragazza e che era rimasto sempre formalmente sospettato, prima dell'archiviazione. Inoltre, l'inchiesta milanese aveva portato anche ad indagare su Giuseppe Piccolomo, già condannato all'ergastolo per il così detto delitto 'delle mani mozzate', avvenuto sempre in provincia di Varese. Una perizia sui reperti ritrovati sul corpo e sull'auto di Lidia Macchi, però, ha portato nei mesi scorsi a scagionare Piccolomo. Negli ultimi giorni la svolta nell'inchiesta, attraverso una serie di testimonianze e riscontri, che ha portato all'arresto di stamattina. A portare gli inquirenti sulle piste del quarantasettenne sarebbe stata la pubblicazione sulla “Prealpina”, nel maggio scorso, della lettera inviata il giorno del funerale di Lidia, il 9 gennaio 1987, ai genitori della vittima. Nella missiva, intitolata “In morte di un’amica”, sono contenuti particolari che fin dall’epoca fecero ipotizzare a molti, primo fra tutti il padre di Lidia, Giorgio Macchi, che l’autore e il killer dovessero essere la stessa persona.
Alla vista di quelle righe risalenti a oltre 28 anni prima, una donna che in passato aveva frequentato Stefano Binda e da lui aveva ricevuto biglietti e lettere, non ha avuto dubbi: «La scrittura è la stessa». Subito la donna ha contattato la polizia e, dopo le prime verifiche, i riscontri hanno cominciato a diventare sempre più numerosi, fino alla certezza della perizia calligrafica: l’autore della lettera è Stefano Binda. Da qui alla clamorosa svolta di un’inchiesta durata oltre 29 anni: l’arresto del quarantasettenne di Brebbia. In casa del quale gli inquirenti avrebbero trovato il quaderno utilizzato (con il segno del foglio strappato) per scrivere la lettera. Binda, comunque, al momento dell’arresto, avrebbe negato ogni addebito.
 "Stefano è un barbaro assassino". Sono le parole scritte in un foglio trovato dentro un'agenda rinvenuta a casa di Stefano Binda. La "grafia" del foglio "risulta ascrivibile allo stesso Binda". E' quanto si legge nell'ordinanza di custodia cautelare.

giovedì 31 dicembre 2015

TRADATE, albanese ucciso con un colpo in bocca e "abbandonato" davanti all'ospedale


TRADATE (Varese), 31 dicembre - Un ventiseienne albanese è morto per un colpo di arma da fuoco sparato in bocca. L'uomo sarebbe stato ferito, in circostanze ancora da chiarire, mentre si trovava in casa di un connazionale. Portato all'ospedale di Tradate (Varese), da alcuni conoscenti, è stato "abbandonato" all'ingresso del nosocomio, mentre le persone che erano con lui si sono dileguate.

domenica 7 giugno 2015

Morto l'ex giornalista del Tg1 LILIANO FRATTINI

VARESE,  7 giugno - E' morto d'infarto questa notte a Roma Liliano Frattini, giornalista Rai, ex conduttore del Tg1 e pranoterapeuta. Aveva 81 anni e dal 2001 si era trasferito a Varese, la sua città d'origine, dove era nato il 3 febbraio del 1934, ma era rimasto profondamente legato a Roma, dove tornava spesso per stare con gli amici di una vita.  Lo annuncia tra le lacrime la moglie, Doriana Giudici Frattini. "Ho visto uscire di casa Liliano, ieri mattina, pimpante e allegro come un bambino che stava andando a giocare a pallone. Era partito per Roma alle 9.30, lo avevo sentito durante la giornata e andava tutto bene. Poi mi ha chiamata verso mezzanotte e stava malissimo" dice all'ANSA la signora Frattini.

sabato 18 aprile 2015

VIOLENZE negli stadi, calcio sotto assedio

Nelle ultime ore si sono verificati episodi allarmanti negli stadui: un blitz nel ritiro del Cagliari, dove gli ultrà hanno fatto irruzione e minacciato e schiaffeggiato alcuni giocatori. 'Sputate sangue per la maglia mercenari', è la scritta con uno spray nero lasciata sul cancello del Centro sportivo di Assemini. Ma ci sono anche le minacce di disordini a margine di Roma-Atalanta dopo la chiusura di parte della curva Sud.
E' poi saltata la partita del campionato di Serie B, Varese-Avellino, in programma oggi, a causa di alcuni atti vandalici compiuti la scorsa notte nello stadio Franco Ossola.  
E ancora: un giovane tifoso della Ternana è stato arrestato dalla polizia che ha trovato nella sua auto alcuni bastoni per picconi, bombe carta e altri ordigni artigianali. E' stato fermato nei pressi dello stadio dove nel pomeriggio è in programma il derby di B con il Perugia.
Striscioni contro la mamma di Ciro, identificati 4 ultrà  
"Sono stati identificati 4 ultrà giallorossi, ritenuti responsabili di avere esposto gli striscioni contro la mamma di Ciro Esposito, in occasione della partita Roma-Napoli del 4 aprile: saranno sottoposti al Daspo in base alla legge che ho fortemente voluto e ha imposto nuove regole sulle manifestazioni sportive". Lo annuncia il ministro dell'Interno, Angelino Alfano. 

lunedì 16 febbraio 2015

PENDOLARI, due nuovi treni sulla linea Milano-Varese


MILANO, 13 febbraio - Da oggi due nuovi treni Coradia Meridian entrano in servizio sulla linea Milano Porta Garibaldi - Gallarate - Varese. I due convogli, da cinque carrozze ciascuno, viaggiano accoppiati formando un unico treno da 10 carrozze con 504 posti a sedere, più 4 posti per disabili in carrozzella. Dieci corse al giorno, cinque in direzione Varese e cinque in direzione Milano Porta Garibaldi, vengono quindi effettuate con il nuovo mezzo. Altre due coppie di nuovi treni entreranno in servizio nelle prossime due settimane. 
Una volta in servizio, le tre coppie di treni effettueranno l'85% delle corse dirette tra Milano Porta Garibaldi e Varese. Le restanti saranno effettuate con i treni già in servizio su questa linea, i Taf (Treni Alta Frequentazione).

I sei nuovi treni che entreranno in servizio nelle prossime settimane, sottolinea Trenord in una nota, rientrano nella commessa di 63 nuovi convogli acquistati per i pendolari lombardi grazie ad un investimento di oltre 500 milioni di euro da parte di Regione Lombardia, Trenitalia, Gruppo Fnm e Trenord. Si tratta di 30 treni Coradia, 19 treni Tsr, 5 composizioni Vivalto, 4 treni Flirt, 5 treni diesel Gtw, per un totale di 302 carrozze e 21.600 nuovi posti a sedere. Le 5 differenti tipologie di materiale rotabile ordinato sono in grado di coprire il maggior numero dei servizi ferroviari che si svolgono in Lombardia.

venerdì 19 dicembre 2014

VARESE, suicida la hostess scomparsa da casa lunedì


VARESE - E' stata trovata morta nei boschi intorno a Carnago Valentina Scampini, la 28enne hostess di Oggiona Santo Stefano, in provincia di Varese, scomparsa da lunedì, dopo una lite per futili motivi con la madre. La ragazza, che lavorava per Meridiana, secondo quanto emerso, si sarebbe suicidata. L'auto della 28enne era era stata trovata nei pressi del comune di Oggiona, dove da mercoledì, quando era scattato il protocollo di ricerca previsto dalla prefettura, le squadre di soccorso avevano intensificato le ricerche.

lunedì 13 ottobre 2014

Frana nel Varesotto, interrotta la ferrovia per Bellinzona


VARESE - A causa di uno smottamento che ha provocato la caduta di detriti sui binari, la circolazione dei treni è interrotta tra le stazioni di Pino Tronzano e Maccagno, nel Varesotto, sulla linea ferroviaria che collega Luino e Bellinzona, in Svizzera. E' stato attivato un servizio di bus sostitutivi per i passeggeri, mentre sono in corso i lavori per rimuovere i detriti

sabato 2 agosto 2014

MALTEMPO, allagamenti, bloccata la A8 a Solbiate per tre ore

VARESE - Un tratto della A8, l'autostrada che collega Milano a Varese, è stato chiuso dalle 15 per allagamenti dovuti allo straripamento del torrente Arnetta. L'Autolaghi è stata bloccata in entrambe le direzioni tra Solbiate e il Lago di Varese e si sono create lunghe code. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco e la Polizia stradale. L'autostrada è stata riaperta poco prima delle 17.00.

mercoledì 23 aprile 2014

Sindaco del Varesotto: cani rumorosi? Potremmo abbatterli. L'Asl. non se ne parla

LOZZA (Varese) - Prima il sindaco ha mandato una lettera ai proprietari di alcuni cani particolarmente rumorosi, minacciandoli di multarli, ma soprattutto ventilando il sequestro e l'abbattimento dell'animale. Poi, l'Asl ha a sua volta scritto al primo cittadino dicendo che no, i cani non possono essere soppressi. Anche se disturbano la quiete dell'abitato. E' quanto accade a Lozza (Varese), dove la vicenda ha scatenato violente polemiche.
La lettera del sindaco - Sono una decina le famiglie del paese del Varesotto che si sono viste recapitare a casa la lettera di "richiamo" firmata dal sindaco. Facendo riferimento alla normativa vigente il primo cittadino, Fervida Adriana Fabbian, ipotizza le soluzioni estreme per risolvere il problema dei cani che abbaiano troppo. Una eventualità che, stando alla missiva, si potrebbe realizzare anche grazie a una modifica del regolamento della polizia urbana. Ma alla minaccia l'Asl di Varese ha subito replicato dichiarando: la legge non prevede la possibilità di sopprimere i cani che disturbano. 

La replica dell'Asl - E così, se il sindaco "invita a porre attenzione ai comportamenti degli animali domestici, attivandosi con ogni mezzo affinché non arrechino disturbo" parlando anche di "sequestro o soppressione dell'animale che persista nel causare disturbo", il direttore della sezione igiene dell'Asl Eraldo Oggioni precisa: "Ci sono normative regionali e nazionali che annullano i regolamenti di polizia urbana. La diffida del sindaco non ha valore ed è inapplicabile". E continua dicendo che la legge prevede l'eutanasia per gli animali solo se gravemente malati o pericolosi. Anzi, se il sindaco mettesse in pratica quanto minacciato rischierebbe l'accusa per un reato "previsto dal codice penale, il 544 bis, che punisce l'uccisione di animali" con pene da tre a 18 mesi. Oggioni consiglia piuttosto soluzioni alternative, come "le sanzioni pecuniarie" e l'intervento di un veterinario. 

Le osservazioni di Legambiente - D'altra parte, anche tra i militanti di Legambiente c'era subito stata una levata di scudi contro il sindaco e Alberto Tarroni, presidente della sezione luinese, aveva spiegato che nei casi in cui un cane arrechi disturbo alla quiete pubblica "la legge di riferimento prevede soltanto una contravvenzione. O, al massimo, in casi rarissimi, l'arresto e l'ammenda fino a 309 euro".

venerdì 10 gennaio 2014

Rapporto qualità-prezzo degli hotel: in testa Varese, Trento e Lecce

ROMA - La città italiana dove i turisti hanno riscontrato il miglior rapporto qualità-prezzo è Varese, seguita da Trento e Lecce. È quanto rileva la ricerca del portale internazionale hotel.info che ha raccolto i voti di migliaia di ospiti nelle strutture ricettive italiane. Dunque Varese è la città ricettivamente più “virtuosa” mentre l’Emilia Romagna è la regione italiana complessivamente più apprezzata nel 2013.

Tra i parametri di giudizio adottati dagli oltre 6 milioni di clienti di hotel.info per valutare il soggiorno, il rapporto tra qualità complessiva del servizio rispetto alla cifra spesa è un indice determinante nella scelta di una struttura, specie in momenti in cui famiglie e aziende prestano una particolare attenzione alle proprie finanze.

Nel confronto tra capoluoghi di provincia gli hotel di Varese si piazzano in prima posizione con un punteggio di 8,43 su 10, seguiti da quelli di Trento con 8,16 e Lecce con 8,08. Poi la fa da padrona l’Emilia Romagna con quattro province nelle prime 11 posizioni, tra cui Bologna (7,92) che spunta un ottimo punteggio tra le maggiori città italiane.

Le grandi città del Sud, Palermo e Napoli in generale ottengono giudizi sul rapporto qualità-prezzo migliori di quelle del Centro e Nord (Firenze, Genova, Torino, Milano e Venezia). Roma con 7,04 punti si posiziona 39ª nella classifica italiana e 17ª in quella delle capitali europee. Mentre le città d’arte per eccellenza e quelle che sono giustamente considerate le ‘stelle’ del turismo incoming italiano, Firenze, Venezia e Roma, si trovano relegate nella parte finale della classifica delle prime 40 città per rapporto qualità-prezzo.
www.hotel.info