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giovedì 9 marzo 2017

RIVOLI, non sarà licenziato l'operaio sottoposto a trapianto

RIVOLI, 9 marzo - Non sarà licenziato l'operaio della "Oerlikon Graziano" di Rivoli, nel Torinese, dopo essersi sottoposto a un trapianto. Lo ha annunciato il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, spiegando che "i rappresentanti locali della multinazionale svizzera mi hanno assicurato di voler ritirare la loro decisione che presentava tratti di disumanità inammissibili". I colleghi dell'uomo avevano proclamato per solidarietà uno sciopero.
'uomo era rientrato in fabbrica otto mesi dopo un trapianto al fegato. "Mi hanno fatto una visita e mi hanno dichiarato inabile, mi hanno costretto a tre settimane di ferie forzate e poi mi è arrivata la lettera di licenziamento", ha racconta Antonio Forchione, 55 anni.

Fim, Fiom e Uilm avevano proclamato subito uno sciopero di due ore su tutti i turni. La Oerlikon Graziano, azienda metalmeccanica, ha circa 700 dipendenti a Rivoli, oltre 1.500 in Italia.

lunedì 14 settembre 2015

MEDICINA/ Al Niguarda primo trapianto di fegato da donatore in arresto cardiaco


MILANO, 14 settembre - Trapianto "record" all'ospedale Niguarda di Milano: un uomo di 40 anni ha ricevuto un fegato "secondo una procedura mai utilizzata prima in Italia per questo tipo di organo". L'intervento è partito da "un donatore in arresto cardiaco", il che sta a significare "una possibilità concreta per aumentare il numero delle donazioni e abbattere i tempi d'attesa". Il trapianto, annuncia il Niguarda, è avvenuto lo scorso 3 settembre. L'operazione ha coinvolto anche il Policlinico San Matteo di Pavia e il Centro Nazionale Trapianti. L'equipe del Niguarda rivela che si tratta di una "prima" che ha permesso l'utilizzo dell'organo anche dopo il prolungato periodo di assenza di attività cardiaca, 20 minuti secondo la legge italiana. "Intervallo - spiegano - che avrebbe potuto esporre gli organi a danni irreversibili e compromettere il buon esito del trapianto".
La procedura di "trapianto da donatore a cuore non battente" si differenzia dal protocollo tradizionale per il prelievo degli organi che si effettua su donatori in stato di morte cerebrale. In questo caso, invece, il decesso è stato dichiarato in seguito alla cessazione dell'attività cardiaca e il prelievo è stato effettuato dopo i "canonici" 20 minuti che concludono l'accertamento di morte. La difficoltà consisteva nel garantire l'ossigenazione post-mortem degli organi addominali del donatore, attuata per quattro ore grazie a delle particolari tecniche di circolazione extracorporea (ExtraCorporeal Membrane Oxygenation).