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venerdì 2 ottobre 2015

FATTI DELLA VITA/ TANGENTI ALGERINE, prosciolti Scaroni ed Eni

MILANO, 2 ottobre - Il gup di Milano Alessandra Clementi ha prosciolto Paolo Scaroni ed Eni nel procedimento con al centro presunte tangenti versate da Saipem a pubblici ufficiali algerini. E' stata rinviata a giudizio la società Saipem indagata per la legge 231. Oltre a Scaroni e a Eni, è stato prosciolto anche Antonio Vella, ex responsabile della società per l'area del nordafrica. E' stato dichiarato inoltre il non luogo a procedere per "difetto di giurisdizione" per un altro imputato. Sono stati rinviati a giudizio, invece, altri 7 imputati, tra cui la società Saipem. Il processo si aprirà il prossimo 2 dicembre alla quarta sezione penale del tribunale di Milano. Eni e Saipem erano indagate in base alla legge sulle responsabilità delle aziende per i reati commessi dai propri dipendenti. Al centro del procedimento una presunta maxi tangente da quasi 198 milioni di euro che secondo l'accusa sarebbe stata versata da Saipem a pubblici ufficiali algerini in cambio di appalti. Nelle scorse udienze i pm Fabio De Pasquale, Isidoro Palma e Giordano Baggio avevano chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli imputati. Le difese avevano chiesto invece il proscioglimento.

lunedì 31 marzo 2014

Tatò e >Scaroni, ex ad di Enel, condannati a3 anni per disastro ambientale doloso (centrale di Porto Tolle)


ROVIGO - Gli ex ad di Enel Franco Tatò e Paolo Scaroni sono stati condannati a tre anni per disastro ambientale doloso ed assolti per omesse cautele nel processo a Rovigo sulla gestione della centrale Enel di Porto Tolle. I giudici hanno hanno anche deciso l'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Assolto l'attuale ad di Enel, Fulvio Conti
Con Conti sono stati assolti altri sei imputati. Il pm Manuela Fasolato aveva chiesto la condanna per tutti gli ex vertici e l'attuale ad di Enel, accusati di disastro ambientale perl'omessa installazione di apparecchi al fine di prevenire il deterioramento dell'ambiente circostante la centrale e l'aumento delle malattie respiratorie nei bambini, evidenziato anche dall'Istituto tumori Veneto. Scaroni e Tatò sono stati condannati anche al pagamento di provvisionali alle parti civili per circa 430 mila euro.
 "Sono completamente estraneo alla vicenda e farò immediatamente ricorso - ha detto l'ad Eni Paolo Scaroni - Sono stupefatto da questa decisione, come dimostrato dalle difese la centrale Enel di Porto Tolle ha sempre rispettato gli standard in vigore anche all'epoca dei fatti".
Scaroni è in corsa per la riconferma nell'incarico di ad di Eni. Questa condanna potrebbe bloccarlo.

mercoledì 5 marzo 2014

Scaroni (Eni): se si bloccasse il gas russo, problemi solo nel 2015

HOUSTON - L'impatto dell'interruzione delle forniture di gas russo in Europa per la crisi in Ucraina si sentirebbe nel 2015 e non quest'anno. Lo ha detto l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, precisando che si tratta dello scenario peggiore e cioé nel caso di un blocco totale dell'export russo attraverso l'Ucraina. "Noi prefiguriamo sempre lo scenario piu' catastrofico perché dobbiamo essere preparati al peggio", ha precisato il manager di Eni durante la Ihs CERAweek. "Io penso che questo scenario non si materializzerà ma supponendo che avvenga - non ci aspettiamo alcun problema per questo inverno. Le scorte sono sufficienti a garantire le forniture. A rischio sarebbe il prossimo anno, nel caso in cui il flusso dalla Russia rimanesse interrotto". In questo scenario "peggiore" Scaroni prevede problemi soprattutto nell'Europa meridionale, perché il gas che passa dall'Ucraina e' diretto verso il Sud della Germania, verso l'Austria e verso l' Italia. "Ciò puo' essere controbilanciato da maggiori importazioni dall'Algeria, dalla Libia e grazie al gas che puo' arrivare in Germania tramite il North Stream. Complessivamente - ha rassicurato - la situazione potrebbe essere affrontata. Se invece vi fossero problemi anche in Algeria e in Libia allora la situazione diventerebbe critica".

Nel 2016 la situazione cambierebbe completamente, grazie al progetto South Stream, il gasdotto di Eni che connette la Russia con l'Ue passando sotto il Mar Nero e senza Paesi di transito. "Dal 2016 - ha concluso Scaroni - con South Stream il problema non esisterebbe piu'".