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martedì 27 ottobre 2015

ECONOMIA/ La Borsa parte in calo (-0,23%), Poste Italiane, debutto ok (+2,3%)


MILANO, 27 ottobre - Avvio di seduta in calo per Piazza affari. L'indice Ftse Mib cede lo 0,23% a 22.579 punti. Bene Enel Gp (+5>%), giù Luxottica (-2,36%). Debutto positivo per Poste Italiane. Il titolo ha segnato un rialzo del 2,3% a 6,94 euro, contro i 6,75 euro del collocamento.

lunedì 12 ottobre 2015

ECONOMIA/ Partito il collocamento del 40% di POSTE italiane


MILANO, 12 ottobre - Partito oggi, dopo mesi di gestazione, il collocamento di circa il 40% di Poste Italiane. Una grande privatizzazione, dopo quelle di Fincantieri, Cdp Reti, Tag e dopo la cessione del 5,74% di Enel. Un'operazione che, senza chiusure anticipate o proroghe del collocamento stesso, dovrebbe portare le azioni di Poste agli scambi in Piazza Affari il prossimo 27 ottobre. E che, tenuto conto della valorizzazione del capitale sociale e della conseguente 'forchetta' di valore dei titoli (6-7,5 euro), dovrebbe valere dai 2,7 ai 3,7 miliardi.
    Della quota di azioni che andrà sul mercato il 70% e' riservato agli investitori istituzionali. Il restante 30% e' per il mercato retail (per i lotti sono previste tre diverse opzioni: il lotto minimo da 500 azioni, un intermedio da 2mila azioni, un maggiorato da 5mila azioni), compresa una tranche di 14,9 milioni di azioni che saranno riservate ai dipendenti (ad ognuno saranno garantiti due lotti da 50 azioni l'uno, e per l'acquisto potranno richiedere l'utilizzo del Tfr).
    Poste premierà la "fedelta'" di chi acquistera' azioni al collocamento e le terra' in portafoglio per almeno un anno: e' prevista infatti una bonus share del 5% (con l'assegnazione di una azione gratuita ogni venti) che salira' al 10% (una azione gratuita ogni 10) per le azioni dei lotti riservati ai dipendenti. Ad incentivare ulteriormente gli investitori concorre la politica dei dividendi fissata dal Cda del gruppo guidato dall'a.d. Francesco Caio: il consiglio di amministrazione ha deciso che proporrà all'assemblea degli azionisti, alla chiusura degli esercizi 2015 e 2016, "la distribuzione di una percentuale non inferiore all'80% dell'utile netto consolidato di periodo di pertinenza del gruppo'. Il collocamento, salvo proroghe o chiusure anticipate, si chiuderà il 22 ottobre (il giorno prima per la tranche riservata ai dipendenti).

lunedì 14 ottobre 2013

British Airways: no ad aiuti di stato (le Poste) per Alitalia


LONDRA - Duro intervento di Iag, la holding che controlla British Airways, Iberia e Vueling, sul caso della ricapitalizzazione di Alitalia: "Siamo sempre stati contrari agli aiuti di Stato". "Ci aspettiamo - ha affermato il gruppo - che la Commissione europea intervenga per sospendere questo aiuto manifestamente illegale". E ancora: "E' protezionismo, mina la competizione e favorisce quelle compagnie aeree in fallimento non al passo con la realtà economica". Iag si riferisce, ovviamente, al previsto intervento nella ricapitalizzazione di Poste Italiane.

venerdì 11 ottobre 2013

Il ministro Lupi: l'operazione Poste Italiane per Alitalia "non è un aiuto di stato"

ROMA - L'operazione Poste Italiane per Alitalia non consiste in un "aiuto da parte dello stato", ma piuttosto "nell'individuazione di un'azienda sana che possa fare da partner industriale in un settore che è sempre di più complementare". Per il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, la tesi secondo cui l'ingresso di Poste Italiane nella ex compagnia di bandiera si configura come un aiuto di Stato è da respingere.
Il gruppo postale, che "vede la partecipazione totalitaria del Ministero dell'Economia e delle Finanze" come si presenta esso stesso sul suo sito internet, interverrà con 75 milioni nell'ambito di un'operazione da 500 milioni (300 dai soci e 200 dalle banche) al vaglio di cda e assemblea tra oggi e lunedì. Air France, invece, "è considerato il principale partner internazionale di Alitalia, vediamo cosa farà sull'aumento di capitale, altrimenti si dovrà cambiare partner". Quanto a eventuali sforzi ulteriori, qualora gli altri soci privati non versino i 225 milioni richiesti, Lupi chiude le porte: i 75 milioni sono "la quota che l'azienda può mettere: non possiamo intervenire ulteriormente".
Non la pensa esattamente allo stesso modo il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi: "Sono sempre molto perplesso di fronte agli interventi di una mano pubblica in una società privata, ma passi, se è un cerotto per tamponare una situazione di emergenza". Il leader degli industriali ha sottolineato che "una volta per tutte bisogna fare una riflessione seria per avere un piano di medio-lungo termine". E ancora: "Forse l'Italia è diventato un paese troppo piccolo - ha ribadito il presidente di Confindustria - per permettersi una grande compagnia di bandiera. Bisognerà fare qualche riflessione forte da questo punto di vista". Per Paolo Scaroni, numero uno dell'Eni, l'importante è che si tratti di una soluzione "affidabile": in questo caso, il Cane a Sei Zampe "non fermerà i rifornimenti" di carburante.