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martedì 11 aprile 2017

Quel capitano del NOE che voleva incastrare TIZIANO RENZI

ROMA, 11 novembre - Il capitano del Noe, Gianpaolo Scafarto, è indagato dalla Procura di Roma per falso nell'ambito dell'inchiesta Consip. L'investigatore è finito nel mirino degli inquirenti da un lato per aver attribuito ad Alfredo Romeo e non a Italo Bocchino una frase intercettata, e dall'altro per aver modificato i dati di un'intercettazione in cui veniva citato Tiziano Renzi. Interrogato dai pm, Scafarto si è avvalso della facoltà di non rispondere.

"...Renzi, l'ultima volta che l'ho incontrato": è questa la frase pronunciata dall'ex parlamentare e collaboratore di Romeo, Italo Bocchino, attribuita invece all'imprenditore campano. La frase sarebbe stata, secondo gli inquirenti che lavorano al caso Consip, la prova dell'avvenuto incontro tra Romeo e Tiziano Renzi. L'analisi dei nastri ha quindi rivelato un'altra verità: Bocchino ha inoltre spiegato che in quella frase si riferiva all'ex premier e non al padre, che invece non avrebbe mai conosciuto.

L'indagine Consip e i "pedinamenti" dei Servizi - Nel dettaglio, Scafarto è accusato di falso materiale e falso ideologico perché, secondo l'accusa, avrebbe manipolato almeno due atti di indagini, tra cui la frase appunto attribuita falsamente a Romeo. Sarebbe stata accertata come falsa anche la circostanza, riferita sempre dal capitano del Noe, secondo cui i carabinieri coinvolti nelle indagini sarebbero stati pedinati da appartenenti ai Serivizi.


Difesa del Noe: "Interrogatorio dopo lettura atti" - "La scelta di non rispondere alle domande dei pm rientra in una mia strategia difensiva. Ho l'esigenza di conoscere gli atti dell'indagine nella loro completezza e, appena il quadro sarà chiaro, chiederò alla Procura di convocare il mio assistito per essere interrogato". Lo ha affermato l'avvocato Giovanni Annunziata, difensore di Scafarto.

"Ho ricevuto venerdì la convocazione dei pm con i capi di imputazione - spiega il penalista - che fanno riferimento all'intera attività di indagine svolta su Consip. E' necessario, quindi, leggere prima tutti gli atti dell'indagine per affrontare un interrogatorio. Il mio assistito ha lavorato circa un anno su questo procedimento e redigendo, di fatto, quasi tutte le informative".


Matteo Renzi: "Ho fiducia nella giustizia, la verità verrà a galla" - "È molto strano quello sta avvenendo ma ho totale fiducia nella magistratura. Non abbiamo nulla da nascondere". Così Matteo Renzi ha commentato gli sviluppi dell'inchiesta. "Sarebbe facile per me venire qui oggi e dire, essendo in corso un'indagine per falso: avete visto... Niente di tutto questo: chiedo come cittadino che tutti abbiano totale fiducia nella magistratura e lo dico oggi che è più facile di due mesi fa perché credo che la verità venga sempre a galla", ha quindi aggiunto l'ex premier.

"Non credo nei complotti e nelle manovre, credo nella giustizia, bisogna aspettare le sentenze. Certo se le sentenze le fanno i giornali o i politici è un problema per tutti. Dobbiamo aspettare i magistrati e se un carabiniere non risponde è un problema suo, io credo nell'Arma dei carabinieri", ha concluso Renzi.

Matteo Renzi: "A Grillo dico solo: vergognati" - Renzi ha quindi avuto parole dure nei confronti del Movimento 5 Stelle e del suo leader, Beppe Grillo. "Forse bisognerebbe dire a qualche partito politico che quando c'ha un avviso di garanzia a uno dei suoi fa finta di niente e quando invece ci sono problemi con gli altri fa quello che ha fatto, ogni riferimento a M5s è puramente voluto, che prima di aprire bocca bisognere almeno leggere le carte e prima di sputare sentenze sui social e su twitter bisognerebbe avere il coraggio di aspettare le sentenze dei magistrati". "A Beppe Grillo che ha messo in discussione il rapporto tra me e mio padre, ho solo una parola: caro Beppe Grillo vergognati".

Difesa Tiziano Renzi: "Adesso aspettiamo l'archiviazione" - "Se ne va anche questo apparente indizio", "ora aspettiamo fiduciosi l'archiviazione del procedimento", "certo è che chiedere scusa forse non basterà". Così l'avvocato Federico Bagattini, difensore di Tiziano Renzi, commenta l'accusa di falso al capitano del Noe.

lunedì 10 aprile 2017

AFFARE CONSIP, indagato per falso capitano del NOE


ROMA, 10 aprile - Il capitano del Noe, Giampaolo Scafarto, è indagato dalla procura di Roma per falso in quanto autore di un'informativa nell'ambito dell'inchiesta Consip in cui da un lato avrebbe accreditato erroneamente la tesi della presenza dei servizi segreti nel corso degli accertamenti e, dall'altro di aver attribuito ad Alfredo Romeo e non a Italo Bocchino una frase intercettata: "...Renzi l'ultima volta che l'ho incontrato". Interrogato oggi Scafarto si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Nel dettaglio, Scafarto è accusato dai pm Mario Palazzi di falso materiale e falso ideologico perché "nella qualità di pubblico ufficiale - si legge nell'invito a comparire - redigeva un'informativa nella quale, al fine di accreditare la tesi del coinvolgimento di personaggi asseritamente appartenenti ai servizi segreti ometteva scientemente informazioni ottenute a seguito di indagini esperite".

In particolare, Scafarto, uno dei militari impegnati nel recupero, a Roma, di "pizzini" scritti nell'ufficio dell'imprenditore Romeo, dopo "aver affermato che durante lo svolgimento dell'indagine 'lo scrivente ed altri militari di questo comando hanno il ragionevole sospetto di ricevere attenzioni da parte di qualche appartenente ai servizi' a conforto di ciò indicava, tra l'altro, la presenza di una vettura sospetta il cui conducente risultò poi essere identificato come autista dell'Opera Pia stabilimenti spagnoli in Italia" e residente a pochi metri dal luogo di parcheggio della vettura.

Difesa del Noe: "Interrogatorio dopo lettura atti" - "La scelta di non rispondere alle domande dei pm rientra in una mia strategia difensiva. Ho l'esigenza di conoscere gli atti dell'indagine nella loro completezza e, appena il quadro sarà chiaro, chiederò alla Procura di convocare il mio assistito per essere interrogato". Lo ha affermato l'avvocato Giovanni Annunziata, difensore di Scafarto.

"Ho ricevuto venerdì la convocazione dei pm con i capi di imputazione - spiega il penalista - che fanno riferimento all'intera attività di indagine svolta su Consip. E' necessario, quindi, leggere prima tutti gli atti dell'indagine per affrontare un interrogatorio. Il mio assistito ha lavorato circa un anno su questo procedimento e redigendo, di fatto, quasi tutte le informative".

sabato 4 marzo 2017

CONSIP, fuga di notizie, la Procura di Roma revoca ai CC del Noe le indagini

ROMA, 4 marzo - Alla luce di "ripetute rivelazioni di notizie coperte da segreto" istruttorio la Procura di Roma "per una esigenza di chiarezza" ha "revocato" ai carabinieri del Noe la delega per ulteriori indagini nel procedimento su Consip. E' quanto annuncia la Procura in una nota affermando che la delega è stata ora affidata al Nucleo Investigativo di Roma dei Carabinieri. "Gli accertamenti fin qui espletati - si legge nella nota della Procura di Roma - hanno evidenziato che le indagini del procedimento a carico di Alfredo Romeo ed altri sui fatti (poi) di competenza di questa Procura sono state oggetto di ripetute rivelazione di notizie coperte da segreto sia prima che dopo la trasmissione degli atti a questo Ufficio, sia verso gli indagati o comunque verso persone coinvolte a vario titolo, sia nei confronti degli organi di informazione". Per una "esigenza di chiarezza la Procura di Roma - conclude la nota - ha pertanto revocato al Nucleo Operativo Ecologico la delega per le ulteriori indagini che è stata affidata al Nucleo Investigativo di Roma dell'Arma dei Carabinieri".
"In questa vicenda non c'è nulla di vero, mi sento vittima di una strumentalizzazione legata ad una aspra contesa, tutta di natura politica". E' lo sfogo di Alfredo Romeo, parlando con i suoi difensori, dal carcere di Regina Coeli dove è detenuto dal primo marzo scorso per l'accusa di corruzione nell'inchiesta sugli appalti Consip. n queste ore l'avvocato napoletano, assieme ai suoi legali, sta leggendo le carte dell'inchiesta in vista dell'interrogatorio di garanzia fissato per lunedì mattina davanti al gip Gaspare Sturzo e al pm Mario Palazzo, titolare dell'indagine giunta a Roma per competenza territoriale. Romeo è detenuto in una cella assieme ad un'altra persona.