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lunedì 16 gennaio 2017

Anche un italiano tra i 5 morti nella sparatoria nel club di PLAYA DEL CARMEN






Daniel Pessina, la vitima italiana
PLAYA DEL CARMEN, 16 gennaio - Fra le cinque vittime della sparatoria avvenuta nel corso di un festival musicale nella località messicana di Playa del Carmen c'è anche un cittadino italiano,  Daniel Pessina, residente a Sayulita, incantevole villaggio di pescatori e gioiello nascosto con spiagge caratteristiche, ottimi ristoranti e cibo fantastico: lo ha reso noto il procuratore Miguel Angel Pech Cen, senza fornire ulteriori dettagli in merito alle generalità delle vittime; gli altri quattro morti sono due canadesi e due colombiani.
Secondo quanto reso noto dal sito messicano Sipse.com il procuratore ha sottolineato che "per garantire il successo delle indagini ed evitare fughe di notizie" non verranno diffusi ulteriori dettagli. Secondo la ricostruzione della Procura una persona con in mano un'arma da fuoco è entrata nel locale nonostante i tentativi della sicurezza di impedirlo; a questo punto sarebbe iniziata la sparatoria. Due delle vittime sono agenti della sicurezza, altre due spettatori (uno dei quali ha perso la vita nel corso della fuga di massa dal locale dopo gli spari), mentre la quinta è deceduta in ospedale. La polizia sta esaminando i filmati delle telecamere di sicurezza per accertare l'esatta dinamica dei fatti, mentre tre persone sono state al momento fermate in quanto sospettate di essere coinvolte nell'accaduto. Quattro delle vittime sono rimaste uccise nella sparatoria. L'italiano e un colombiano sono stati raggiunti da un colpo di pistola e sono morti sul colpo. La donna, una messicana, è rimasta invece uccisa nella calca ce si è venuta a creare per il fuggi fuggi generale. Un altro canadese è invece morto in ospedale per le ferite. Quest'ultimo era a capo della sicurezza del locale. Anche l'altro canadese che risulta tra le vittime faceva parte dello staff del festival visto che indossava una divisa della manifestazione. La maggior parte dei feriti è invece stata causata dalla ressa generale. La sparatoria è avvenuta intorno alle 3 del mattino (le 9 in Italia). "Non sono entrati nel locale, hanno sparato contro l'accesso principale da fuori. Nessuno è entrato nella discoteca, sembrava che volessero sparare per uccidere il massimo numero possibile di persone", ha raccontato Valerie Lee, collaboratrice della rivista britannica Mixmag.
Playa del Carmen, meta tantissimi italiani - Playa del Carmen, sulla costa orientale della penisola dello Yucatan, è una delle più note località turistiche della cosiddetta Riviera Maya, che si affaccia sul Mare Caraibico nello stato messicano di Quintana Roo. A metà strada fra il turismo di massa di Cancun, più a nord, e le rovine maya di Tulum, a sud, ed affacciata sull'isola di Cozumel, Playa del Carmen ha conosciuto un forte sviluppo turistico nell'ultimo decennio che si è tradotto in un boom di presenze: nel 2003 sfiorava i 50mila abitanti, e ora ne conta più di 200mila. Fra questi, gli italiani costituiscono la principale colonia di stranieri: fino al 2011, a Playa del Carmen si stampava perfino un giornale in italiano, il Sole d'Italia.

giovedì 21 aprile 2016

C'è anche un italiano tra i morti del terremoto in Ecuador




QUITO, 21 aprile - C'è anche un italiano fra le vittime del violento terremoto che ha scosso l'Ecuador sabato scorso, secondo un nuovo bilancio ufficiale diffuso dalla Procura del paese sudamericano, che porta a 570 il totale dei morti a causa del sisma. Lo conferma la Farnesina.
Ieri un uomo è stato trovato vivo, dopo 40 ore sotto le macerie, ed è riuscito a salvarsi grazie al suo cellulare: questa l'incredibile storia di Pablo Cordova, che lavorava in un albergo di Portoviejo, una delle località costiere dell'Ecuador più colpite dal violento terremoto dello scorso sabato.
Cordova, 51 anni, era di turno all'Hotel El Gato, dove lavora da anni, quando il terremoto ha distrutto totalmente il palazzo dell'albergo. Sepolto sotto le macerie, è riuscito a resistere per quasi due giorni, afferrandosi alla batteria del suo cellulare e bevendo la sua urina. "Sono l'unico sopravvissuto nell'albergo, per me è stato un vero miracolo", ha raccontato alla stampa dopo essere stato tratto in salvo grazie al suo cellulare. "E' un telefono vecchissimo, e lo accendevo solo ogni tanto, per non consumare la batteria: finalmente, lunedì sono riuscito a collegarmi e a chieder aiuto".

domenica 23 agosto 2015

FATTI DELLA VITA/ Scontro tra gommoni in CROAZIA, morto un italiano


MALI LOSINJI (Croazia), 23 agosto- Un turista italiano, Umberto Ubaldani, è morto sabato intorno alle 12 mentre si trovava in vacanza in Croazia con la moglie e alcuni amici. Secondo una prima ricostruzione l'uomo si trovava a bordo del proprio gommone e stava navigando nei pressi dell'isola di Mali Losinj (Lussimpiccolo), quando si sarebbe scontrato con un altro gommone. Nell'impatto l'uomo è morto. Disposta l'autopsia sul corpo.

giovedì 14 maggio 2015

KABUL, kamikaze in un hotel, 14 morti, anche un COOPERANTE ITALIANO di Bergamo




KABUL, 14 maggio - C'è anche un italiano tra le vittime dell'attacco di ieri sera di un kamikaze  ad una guesthouse di Kabul, in Afghanistan. Era un cooperante. Secondo quanto si apprende l'uomo, Sandro Abati di 48 anni, era originario di Alzano, nel Bergamasco. Secondo le stesse fonti il cooperante si trovava nella guesthouse insieme alla compagna, di origini kazake, anche lei rimasta uccisa nell'attacco.
Il bilancio delle vittime - secondo la stessa fonte - è salito a 14 morti di cui 9 stranieri tra i quali anche un americano e quattro indiani. I ribelli hanno preso d'assalto l'hotel verso le 21:00 ora locale e innescato uno scontro con le forze di sicurezza afghane che è durato circa sette ore. Il Parco del Palazzo doveva ospitare un concerto della cantante afghana Altaf Hussain, quando la sparatori è iniziata da parte di almeno 4 persone, una delle quali è riuscita ad  entrare nell'hotel a farsi esplodere davanti a una sessantina di persone.
I talebani hanno rivendicato l'attacco alla guesthouse Park Palace nel quartiere di Shahr-e-Naw a Kabu. Il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, in una email inviata ai media ha detto che il gruppo ha preso di mira il residence perché frequentato da stranieri, tra cui americani. Secondo la rivendicazione a condurre l'attacco è stato un solo uomo, non tre come precedentemente affermato dal governo afgano. Nella rivendicazione in lingua pashto il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid ha precisato che "un attentatore suicida della provincia di Logar ha attaccato la guesthouse". Si e' trattato, ha aggiunto, di "Muhammad Idrees, armato di una pistola, un fucile e materiale esplosivo" che "ha attaccato il luogo dove si trovavano oltre 100 persone". Secondo gli insorti nel residence "c'erano cittadini americani" e "si stava svolgendo un importante incontro".

PHILADELPHIA, c'è un italiano tra i morti del treno deragliato


NEW YORK, 13 maggio - C'è un italiano tra le vittime del disastro ferroviario accaduto sulla linea Washington-New York. La vittima si chiamava Giuseppe Piras, era di Sassari e si trovava negli Stati Uniti per lavoro. Il console generale italiano di Philadelphia Andrea Canepari ha spiegato di essere venuto in contatto con la famiglia di Piras in Italia, che fino all'ultimo ha sperato che il proprio familiare non fosse sul treno dell'Amtrak deragliato alle porte di Filadelfia.
In base ai risultati delle prime indagini, il treno è uscito dai binari mentre affrontava una curva. Si è piegato improvvisamente da un lato, ed è deragliato. E all'interno delle carrozze si è scatenato l'inferno.
Tra i feriti c'è anche il conduttore del treno, che ha già riferito la sua versione alla polizia, mentre il sindaco di Philadelphia, Michael Nutter, ha detto che la Amtrak ha recuperato la cosiddetta 'scatola nerà dalla locomotiva. Secondo l'ente Usa per la sicurezza dei trasporti (National Transportation Safety Board), a causare l'incidente è stata senza dubbio la velocità eccessiva: in quel tratto il treno andava a circa 160 chilometri orari, invece degli 80 consentiti. Ma al di là della velocità, c'è chi punta il dito anche contro le infrastrutture obsolete, e contro le responsabilità della politica che non fa nulla per migliorarle.

lunedì 2 marzo 2015

ALASKA, turista italiano ucciso da una lastra di ghiaccio

ANCHORAGE, 2 marzo - Un turista italiano di 28 anni, Alexander Hellweger, è morto in Alaska, nelle Chugach Mountains, dopo essere stato travolto da una lastra di ghiaccio staccatasi da un ghiacciaio del Lake George, a nord di Anchorage. Hellweger era lì, ieri pomeriggio, assieme ad altri 7 turisti italiani e belgi, dopo aver trascorso una giornata in elisky. Prima di rientrare a Girdwood, il gruppo aveva deciso assieme alle guide di fare una sosta al ghiacciaio del Lake George quando si è verificata la tragedia.
   

sabato 8 dicembre 2012

Uomo d'affari italiano muore soffocato durante una feroce rapina nella sua villa di Kilifi, sulla costa del Kenia

La villa dei due italiani



KILIFI (Kenia) - Un  italiano è stato ucciso , mentre un altro hanno riportato ferite lievi dopo un gruppo di banditi ha fatto irruzione nella loro tenuta a Bofa Beach di Kilifi, sulla costa alla foce del fiume Goshi: si tratta di una località turistica con una spiaggia, quella appunto di Bofa, considerata una delle più belle del Kenia. Gli italiani di età compresa tra 68 e 72 anni, sono stati attaccati da un gruppo di sei banditi verso le 2:00 di mercoledì scorso.
"I teppisti probabilmente hanno saltato  il muro o sono sbarcati dal mare adiacente alla casa. Le due vittime sono soci in affari che vivono da soli nella casa ", ha detto il capo della polizia di Kilifi , Clemente Wangai.
Un guardiano della casa era entrato  in casa quando aveva sentito i cani che abbaiavano. "Mentre stava tornando al cancello sei gangster lo hanno circondato e  legato a un albero”.
Due dei gangster armati di machete lo hanno tenuto sotto controllo, mentre gli altri sono entrati - ha detto  Wangai -  Hanno preso uno degli italiani, gli hanno ficcato un pezzo di stoffa in bocca e un altro  intorno al suo viso. Hanno poi trascinato l’altro in tutte le stanze chiedendo i soldi che in casa però non c’erano"
I teppisti sono fuggiti con  tre telefoni cellulari e Sh2, 500 che hanno rubato dalla guardia di sicurezza. L’italiano è  morto soffocato perché non è stato in grado di respirare correttamente quando è stato bendato. L’altro ha riportato ferite da trascinamento. 
Il capo della polizia ha rifiutato di dare i nomi del duo in quanto nessuno dei loro familiari era stati informati della morte