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domenica 16 luglio 2017

ISTAT, sempre meno passeggeri sui mezzi pubblici


ROMA, 16 luglio - In Italia diminuisce la percentuale di popolazione che sceglie di spostarsi con i mezzi pubblici: a certificarlo è l'Istat, che in settimana ha aggiornato al 2015 i dati sulla mobilità urbana. Secondo l'istituto di statistica, "dopo la debole ripresa del 2014, torna a calare la domanda di trasporto pubblico locale nei capoluoghi di provincia, pari a 186,8 passeggeri per abitante contro i 189,5 dell'anno precedente" soprattutto a Roma, con un -6%.

giovedì 13 luglio 2017

ISTAT, nel 2016 1 milione e 742mila italiani in povertà assoluta


ROMA, 13 luglio - Nel 2016 si stima siano 1 milione e 619mila le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta, nelle quali vivono 4 milioni e 742 mila individui. Rispetto al 2015 si rileva una sostanziale stabilità della povertà assoluta in termini sia di famiglie sia di individui. L'incidenza della povertà assoluta sale al 26,8% dal 18,3% del 2015 tra le famiglie con 3 o più figli minori, coinvolgendo nel 2016 137mila 771 famiglie e 814mila 402 individui; aumenta anche fra i minori, da 10,9% a 12,5% (1 milione e 292mila).
La posizione professionale della persona di riferimento incide molto sulla diffusione della povertà assoluta. E' quanto rileva l'Istat nel report "La povertà in Italia" relativo al 2016. Per le famiglie la cui persona di riferimento è un operaio, l'incidenza della povertà assoluta è doppia (12,6%) rispetto a quella delle famiglie nel complesso (6,3%), confermando quanto registrato negli anni precedenti. Rimane, invece, piuttosto contenuta tra le famiglie con persona di riferimento dirigente, quadro e impiegato (1,5%) e ritirata dal lavoro (3,7%). Come negli anni precedenti l'incidenza di povertà assoluta diminuisce al crescere del titolo di studio della persona di riferimento: 8,2% se ha al massimo la licenza elementare; 4,0% se è almeno diplomata. 

martedì 13 giugno 2017

POPOLAZIONE, calano gli italiani, aumentano gli stranieri


La popolazione residente in Italia al 31 dicembre 2016 era pari a 60.589.445 di persone, di cui più di 5milioni di cittadinanza straniera, pari all'8,3%dei residenti a livello nazionale (10,6% al Centro-nord, 4,0% nel Mezzogiorno).
Lo comunica l'Istat nel bilancio demografico. Prosegue, quindi, nel 2016 il calo dei residenti già riscontrato nel 2015. Il saldo complessivo è negativo per 76.106 unità, determinato dalla flessione della popolazione di cittadinanza italiana (-96.976 residenti) mentre la popolazione straniera aumenta di 20.870 unità.

martedì 2 maggio 2017

ll tasso di disoccupazione a marzo è risalito di 0,1 punti rispetto a febbraio


Il tasso di disoccupazione a marzo risale all'11,7% con un aumento di 0,1 punti rispetto a febbraio e di 0,2 punti rispetto a marzo 2016. Lo rileva l'Istat sulla base dei dati provvisori. I disoccupati nel mese erano a quota 3,022 milioni con un aumento di 41.000 unità rispetto a febbraio e una crescita di 86.000 unità rispetto a marzo 2016. Il dato è legato principalmente al calo dell'inattività 15-64 anni (-0,1 punti) che a marzo era al 34,7%. Il tasso di occupazione è al 57,6%, invariato su febbraio e in crescita di 0,6 punti su marzo 2016.
Occupati marzo -7.000 mese, +213.000 anno  Gli occupati a marzo sono diminuiti lievemente (-7.000 unità) rispetto a febbraio mentre sono cresciuti di 213.000 unità su marzo 2016. L'istituto sottolinea che nel mese gli occupati erano 22.870.000. Il tasso di occupazione a marzo era al 57,6%, invariato su febbraio e in crescita di 0,6 punti su marzo 2016. Si è registrata una crescita della forza lavoro. Gli inattivi nella fascia 15-64 anni sono diminuiti di 34.000 unità su febbraio e di 390.000 unità su marzo 2016.
Disoccupazione giovani a marzo a minimi 5 anni - La disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni a marzo era al 34,1% ai minimi dai cinque anni. Per trovare un dato più basso infatti, rileva l'Istat sulla base dei dati provvisori, bisogna risalire a febbraio 2012 (33,4%). Il tasso di disoccupazione cala di 0,4 punti su febbraio e di tre punti su marzo 2016. Cresce anche il tasso di occupazione che in questa fascia di età tocca a marzo il 17,2% con un aumento di 0,4 punti su febbraio e di 0,8 punti su marzo 2016. Gli occupati under 25 sono 1.013.000 (+24.000 su febbraio +42.000 su marzo 2016.

lunedì 3 aprile 2017

ISTAT, a febbraio il tasso di disoccupazione è sceso all'11,5%


Il tasso di disoccupazione è sceso a febbraio all'11,5%, in calo di 0,3 punti percentuali rispetto a gennaio e di 0,2 punti rispetto a febbraio 2016. Lo rileva l'Istat (dati provvisori). A febbraio si registra un aumento del tasso di inattività di 0,1 punti su gennaio (+51.000 inattivi) mentre su febbraio 2016 si segnala un calo dell'inattività di 0,8 punti (-380.000 inattivi sull'anno). I disoccupati a febbraio scendono sotto quota tre milioni a 2.984.000 unità, in calo di 83.000 unità su gennaio e di 18.000 unità su febbraio 2016.
Il tasso di disoccupazione tra i giovani tra i 15 e i 24 anni a febbraio è sceso al 35,2% con una diminuzione di 1,7 punti rispetto a gennaio e un calo di 3,6 punti rispetto a febbraio 2016. Lo rileva l'Istat ricordando che dal tasso sono esclusi per definizione i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi. Se si guarda al tasso di occupazione nella fascia dei più giovani sono occupati il 16,4% del totale, stabili su gennaio e in aumento di 0,3 punti su febbraio 2016.
Gli occupati a febbraio sono cresciuti di 8.000 unità rispetto a gennaio e di 294.000 unità rispetto a febbraio 2016. Lo rileva l'Istat sulla base dei dati provvisori sottolineando che gli occupati totali sono a quota 22.862.000. La crescita annua è equamente distribuita tra uomini (+144.000) e donne (+150.000) mentre rispetto a gennaio c'è una crescita di 55.000 occupati tra le donne e una riduzione di 47.000 unità tra gli uomini. L'occupazione aumenta tra gli over 50 e diminuisce nelle altre classi di età. Il tasso di occupazione è stabile al 57,5%.

lunedì 13 marzo 2017

ISTAT, a gennaio la produzione industriale diminuita del 2,3%

ROMA, 13 marzo – A gennaio, l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisce, rispetto a dicembre 2016, del 2,3%. Lo rende noto l’Istat. Nella media del trimestre novembre-gennaio l’indice aumenta dello 0,5% rispetto al trimestre immediatamente precedente.
Corretto per gli effetti di calendario, a gennaio l’indice diminuisce in termini tendenziali dello 0,5% (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 19 di gennaio 2016).
L’indice destagionalizzato mensile, prosegue l’Istat, presenta una sola variazione congiunturale positiva nel comparto dell’energia (+3,1%); diminuiscono invece i beni strumentali (-5,3%), i beni intermedi (-3,4%) e i beni di consumo (-1,6%).
Per quanto riguarda i settori di attività economica, a gennaio 2017 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria (+17,1%), della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+12,7%) e della fabbricazione di prodotti chimici (+2,1%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei comparti delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (-9,5%), dell’industria del legno, della carta e stampa (-8,5%) e dell’attività estrattiva (-5,9%)

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venerdì 10 marzo 2017

La DISOCCUPAZIONE è calata nel 2016 all'11,9%


ROMA, 10 marzo - Nel 2016 l'occupazione è aumentata di 293.000 unità sul 2015 (+1.3%) con una crescita del lavoro alle dipendenze di 323.000 unità (+1,9%). Lo rileva l'Istat: la riduzione è dall'11,9% all'11,7%. I disoccupati calano di 21.000 unità (-0,7%). L'aumento degli occupati,dice l'Istat, coinvolge oltre agli over 50 anche i giovani tra i 15 e i 34 anni. Il tasso di occupazione sale di 0,9 punti al 57,2%. el quarto trimestre 2016 aumenta l'occupazione sia rispetto al trimestre precedente (+32.000, +0,1%)) sia rispetto allo stesso periodo del 2015 (+252.000, +1,1%) ma cresce anche il tasso di disoccupazione (all'11,9%, +0,2 punti sia rispetto al trimestre precedente sia su base tendenziale).Il dato è legato al calo degli inattivi. I disoccupati crescono sull'anno di 108.000 unità arrivando a quota 3.077.000 mentre gli occupati sono 22.827.000 (dati destagionalizzati). Gli inattivi 15-64 anni calano di 455.000 unità in un anno.
   

giovedì 2 marzo 2017

ISTAT, stabili in gennaio i livelli occupazionali



Nel mese di gennaio restano sostanzialmente stabili rispetto a dicembre i livelli occupazionali, con il tasso di disoccupazione all'11,9%, rende noto l'Istat. Il dato in Europa, fa sapere Eurostat, è invece del 9,6%.

Cala disoccupazione giovanile  - Notizie positive per i giovani nella fascia di età 15-24 anni. Il tasso di disoccupazione, ovvero l'incidenza dei giovani disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca di lavoro, resta elevato ma cala di 1,3 punti percentuali arrivando a gennaio a 37,9% da 39,2% di dicembre (rivisto da 40,1%). Il tasso di disoccupazione di dicembre è stato rivisto a 11,9% da 12%.

Trend positivo - A gennaio il tasso di occupazione risulta al 57,5%, poco sopra il dato di dicembre, confermando il trend positivo degli ultimi mesi con il dato al massimo da maggio 2009. Gli occupati - 22,856 milioni - sono in crescita dello 0,1% rispetto a dicembre e salgono dell'1% su base annua.
Nel mese di gennaio il numero di inattivi cala su base congiunturale (-0,3%) e tendenziale (-3,3%). Il tasso di inattività è al 34,6%.

Renzi: in mille giorni 681mila posti in più - Dati positivi anche quelli citati da matteo renzi durante una visita all'Ilva di Taranto. "A proposito di lavoro -  scrive su Facebook - Istat oggi ha dato il consuntivo finale dei posti di lavoro creati nei mille giorni del nostro governo. Da febbraio 2014 a dicembre 2016 il saldo netto positivo è stato di 681mila posti di lavoro in più. Di questi 488mila a tempo indeterminato".

lunedì 9 gennaio 2017

ISTAT: risale la disoccupazione, soprattutto quella giovanile


Il tasso di disoccupazione a novembre torna a salire nonostante la crescita dell'occupazione. Il valore, spiega l'Istat, si attesta all'11,9% in aumento di 0,2 punti su base mensile e di 0,5 punti rispetto a novembre 2015, al livello più alto dopo giugno 2015. I disoccupati salgono a quota 3.089.000, in aumento di 57.000 su ottobre e di 165.000 su novembre 2015. Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni a novembre calano di 93.000 unità su ottobre e di 469.000 su novembre 2015. Il tasso di inattività è ai minimi storici (34,8%).
La disoccupazione giovanile risale al 39,4% - A novembre il tasso di disoccupazione giovanile sale al 39,4%, in aumento di 1,8 punti percentuali rispetto al mese precedente, e tocca così il livello più alto a partire da ottobre 2015. Lo rileva l'Istat nell'analisi della fascia di età tra 15 e 24 anni. Il tasso di occupazione giovanile diminuisce di 0,1 punti percentuali, mentre quello di inattività - che include anche le persone impegnate negli studi - cala di 0,6 punti.

giovedì 14 luglio 2016

In povertà assoluta 4 milioni e 598mila persone


ROMA, 14 luglio - Nel 2015 l'Istat stima che le famiglie in condizione di povertà assoluta siano pari a 1 mln e 582 mila e le persone a 4 mln e 598 mila (il numero più alto dal 2005). L'incidenza della povertà assoluta si mantiene stabile negli ultimi tre anni per le famiglie; cresce invece se misurata in termini di persone (7,6% della popolazione residente nel 2015, 6,8% nel 2014 e 7,3% nel 2013). Questo perché riguarda le famiglie più numerose. In aumento al Nord, in particolare per gli stranieri, la povertà colpisce chi vive in città, gli anziani e i bassi redditi.

mercoledì 13 luglio 2016

PREZZI, aumento dello 0,1% su base mensile


ROMA – Nel mese di giugno 2016 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,1% su base mensile e una diminuzione su base annua pari a -0,4% (era -0,3% a maggio), confermando la stima preliminare. Lo fa sapere l’Istat, che spiega: la lieve accentuazione della flessione su base annua dell’indice generale si verifica in un quadro di sostanziale stabilità degli andamenti tendenziali dei prezzi delle diverse tipologie di prodotto. Fanno eccezione i prezzi degli Altri beni, in rallentamento (+0,5% da +0,7% del mese precedente), quelli dei Beni energetici non regolamentati, la cui flessione si riduce, (-8,1%, da -10,0%) e i prezzi dei Tabacchi, in accelerazione (+2,9% da +2,0%). La persistenza delle dinamiche deflazionistiche è in gran parte riconducibile all’ampio calo dei prezzi dei Beni energetici (-7,5% rispetto a giugno 2015), sebbene meno intenso di quello registrato a maggio. Al netto di questi beni l’inflazione, anche se in lieve ridimensionamento, resta positiva e pari a +0,4% (era +0,5% a maggio). Al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici l’”inflazione di fondo”, rallenta e si porta a +0,5% (da +0,6% di maggio). L’inflazione acquisita per il 2016 è pari a -0,2% (era -0,3% a maggio).
Continua l’Istat: i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,2% sia su base mensile sia su base annua (a maggio la variazione era nulla). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto aumentano dello 0,4% in termini congiunturali e diminuiscono dello 0,2% in termini tendenziali (-0,6% il mese precedente). L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,2% su base mensile e diminuisce dello 0,2% su base annua (la stima preliminare era -0,3%), meno ampia di un decimo di punto percentuale rispetto al calo registrato a maggio (-0,3%). Nel secondo trimestre del 2016, la riduzione dei prezzi al consumo (IPCA) e’ piu’ sensibile per le famiglie con minore capacità di spesa (-0,7%), rispetto a quelle con maggiore capacità di spesa (-0,1%), a causa del peso più ampio che per le prime hanno i Beni energetici. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, aumenta dello 0,2% su base mensile e diminuisce dello 0,3% nei confronti di giugno 2015.

giovedì 30 giugno 2016

ISTAT, cala la pressione fiscale, aumenta il potere d'acquisto delle famiglie


ROMA, 30 giugno - Il potere d'acquisto delle famiglie è aumentato dell'1,1% nel primo trimestre del 2016 rispetto al precedente trimestre. Lo rileva l'Istat, spiegando che sull'aumento si riflette anche la dinamica dei prezzi: il "deflatore implicito dei consumi delle famiglie è sceso in termini congiunturali dello 0,3%", ricorda l'Istituto. Su base annua la capacità di spesa sale del 2,3%, il rialzo maggiore dal secondo trimestre del 2007, ovvero prima del deflagrare della crisi.
Nel primo trimestre del 2016 la pressione fiscale è stata pari al 38,9%, segnando una riduzione di 0,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. 
Il deficit-Pil dell'Italia nel primo trimestre del 2016 scende al 4,7%, "in miglioramento" di 0,5 punti percentuali su base annua. Dalle tabelle dell'Istituto risulta essere il valore più basso, in base a confronti tendenziali.

mercoledì 25 maggio 2016

AUTO, a marzo crollato il fatturato


ROMA, 25 maggio - Crolla il fatturato e in calo sono anche gli ordinativi. Il fatturato dell'industria degli autoveicoli cala a marzo del 6,5% rispetto all'anno precedente. L'Istat sottolinea che si tratta del primo calo da dicembre del 2013, oltre due anni fa. Per la fabbricazione di mezzi di trasporto in generale, gli incassi sono in aumento del 5,1%. Per il settore auto è negativo anche il bilancio dei primi tre mesi dell'anno, con i fatturati in contrazione del 3,3%. Mantengono il segno più, invece, gli ordinativi, che crescono dello 0,1% a marzo e del 2,6% nella media del trimestre.

venerdì 20 maggio 2016

In Italia 2,2 milioni di famiglie senza reddito di lavoro

ROMA, 20 maggio -  In Italia 2,2 milioni di famiglie vivono senza redditi da lavoro. E' il dato relativo al 2015 che emerge dall'ultimo rapporto annuale dell'Istat. Le famiglie "jobless" sono passate dal 9,4% del 2004 al 14,2% dell'anno scorso e nel Mezzogiorno raggiungono il 24,5%, quasi un nucleo su quattro. La quota scende all'8,2% al Nord e al 11,5% al Centro. L'incremento ha riguardato le famiglie giovani rispetto alle adulte: tra le prime l'incidenza è raddoppiata dal 6,7% al 13%, tra le seconde è passata dal 12,7% al 15,1%. Le persone che vorrebbero lavorare ma che non hanno un impiego sono in Italia 6,5 milioni. E per il 2016 l'Istat evidenzia che l'andamento del mercato del lavoro "è incerto" e quello dei prezzi "appare ancora molto debole".

martedì 17 maggio 2016

ISTAT, nel 2016 il PIL salirà dell'1,1%

ROMA,17 maggio - Nel 2016 il Prodotto Interno Lordo salirà dell'1,1% in termini reali. Lo rileva l'Istat nel rapporto sulle prospettive per l'economia italiana nel 2016 precisando che la domanda interna al netto delle scorte contribuirebbe positivamente alla crescita del Pil per 1,3 punti percentuali, mentre la domanda estera netta e la variazione delle scorte fornirebbero un contributo negativo pari a un decimo di punto percentuale ciascuna. 
Disoccupazione scenderà all'11,3% nel 2016 - Il tasso di disoccupazione scenderà quest'anno all'11,3% dall'11,9% del 2015. E' quanto prevede l'Istat nel rapporto sulle prospettive per l'economia italiana nel 2015 sottolineando che il consolidamento dei progressi sul fronte occupazionale (+0,8% in termini di unità di lavoro) è previsto accompagnarsi ad una riduzione del tasso dei senza lavoro.

lunedì 4 aprile 2016

ISTAT, nel 2015 pressione fiscale in calo dello 0,1%


ROMA, 4 aprile - La pressione fiscale del 2015 al 43,5%, in calo di 0,1 punti su base annua ma in rialzo di 0,2 punti sulla stima precedente. Lo rileva l'Istat.
La correzione, spiega, è dovuta alle "risorse affluite dal sistema bancario italiano al Fondo Nazionale di Risoluzione (2,3mld)" nell'ambito del Salva-banche, registrate come "imposte indirette", mentre "i fondi trasferiti dal Fondo stesso per coprire le perdite delle banche commissariate (circa 1,7 mld) sono stati contabilizzati all'interno delle uscite in conto capitale".
L'operazione ha portato anche a modificare i valori assoluti, in euro, dell'indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni, con un miglioramento di circa 700 milioni (da 43.101 milioni a 42.388 milioni). Tornando alla pressione fiscale, nel quarto trimestre del 2015 è stata pari al 50,3%, invariata rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente. Dando conto delle revisioni l'Istituto di statistica chiarisce: "i dati trimestrali diffusi in questa sede corrispondono alla nuova versione del Conto delle Ap definito in occasione della trasmissione a Eurostat del 31 marzo. Rispetto a quello pubblicato lo scorso primo marzo il conto presenta alcuni lievi aggiustamenti per ciascuno degli anni 2012-2015 e una revisione puntuale di rilievo per il 2015. Quest'ultima riguarda il trattamento, concordato di recente con le autorità statistiche europee, delle operazioni connesse alla risoluzione della crisi di quattro banche, secondo le decisioni assunte lo scorso 22 novembre dal Governo Italiano e dalla Banca d'Italia. In particolare, le risorse affluite dal sistema bancario italiano al Fondo Nazionale di Risoluzione (pari a circa 2,3 miliardi di euro) sono stati registrate nell'ambito delle imposte indirette (nello specifico "altre imposte sulla produzione"), mentre i fondi trasferiti dal Fondo stesso per coprire le perdite delle banche commissariate (pari a circa 1,7 miliardi) sono stati contabilizzati all'interno delle uscite in conto capitale. In conseguenza della citata revisione delle entrate, la pressione fiscale risulta rivista al rialzo di 0,2 punti percentuali".

lunedì 14 marzo 2016

ISTAT, 1 milione e 470mila famiglie in povertà assoluta


ROMA, 14 marzo - Nel 2014, "1 milione 470 mila famiglie residenti in Italia (il 5,7% del totale) sono stimate attraverso l'indagine in condizione di povertà assoluta, si tratta di 4 milioni e 102 mila individui (il 6,8% dell'intera popolazione)". Questi i dati presentati dall'Istat in audizione alla Camera davanti alle commissioni Lavoro e Affari Sociali per il ddl povertà.
    Il fenomeno - continua l'Istat - appare più diffuso tra le famiglie residenti nel Mezzogiorno, dove si stimano in condizione di povertà circa 704 mila famiglie (l'8,6% del totale), pari a 1,9 milioni di individui poveri (il 45,5% del totale dei poveri assoluti). Livelli elevati di povertà assoluta sono stati osservati dall'Istat "anche per le famiglie con cinque o più componenti (16,4%), soprattutto se coppie con tre o più figli (16%), e per le famiglie con membri aggregati (11,5%); l'incidenza sale al 18,6% se in famiglia ci sono almeno tre figli minori e scende nelle famiglie di e con anziani (4% tra le famiglie con almeno due anziani)".  

Ad anziani l'84% delle prestazioni assistenziali - L'84% degli individui che usufruiscono delle principali prestazioni assistenziali previste dal sistema di welfare italiano è costituito da persone anziane (il 39% vive solo e il 23% in coppia). Questi i dati esposti da Cristina Freguja dell'Istat in commissione Lavoro e Affari Sociali della Camera per un'audizione sul ddl povertà. Le misure previste dal sistema socio-assistenziale italiano - ha spiegato l'Istat - "sono solo in parte finalizzate al contrasto della povertà e non si rivolgono esclusivamente a individui in condizioni di difficoltà economica". In particolare, le politiche di intervento a favore della popolazione in povertà appartengono in prevalenza al campo degli strumenti di sostegno al reddito di specifiche categorie. Il sistema di trasferimenti sociali "agisce soprattutto nel ridurre l'esposizione al rischio di povertà delle persone sole e delle coppie senza figli, specialmente in età avanzata, ma è meno in grado di sostenere le coppie con figli minori e le famiglie numerose con almeno 5 componenti", ha aggiunto Freguja.

Senza dimora oltre 50 mila persone  - "Si stimano in 50 mila 724 le persone senza dimora che, nei mesi di novembre e dicembre 2014, hanno utilizzato almeno un servizio di mensa o accoglienza notturna nei 158 comuni italiani in cui è stata condotta l'indagine". L'ammontare citato - dice la relazione Istat - "corrisponde al 2,43 per mille della popolazione regolarmente iscritta presso i comuni considerati dall'indagine, valore in aumento rispetto a tre anni prima, quando era il 2,31 per mille (47 mila 648 persone)". Oltre metà delle persone senza dimora vive nel Nord (circa il 56%). Rispetto al 2011 l'Istat poi osserva una diminuzione della quota di persone senza dimora nel Nord-est (dal 19,7% al 18%), cui si contrappone l'aumento nel Sud (dall'8,7% all'11,1%). Rispetto al 2011, "vengono confermate anche le principali caratteristiche delle persone senza dimora: si tratta per lo più di uomini (85,7%), stranieri (58,2%), con meno di 54 anni (75,8%), con basso titolo di studio", conclude l'Istat.

venerdì 11 marzo 2016

BALZO della produzione industriale a gennaio 2016 (+1,9% rispetto a dicembre)


ROMA, 11 marzo - Balzo della produzione industriale a gennaio 2016. L'Istat registra una crescita dell'1,9% rispetto a dicembre 2015 e del 3,9% rispetto a gennaio 2015 nei dati corretti per gli effetti di calendario, i risultati migliori da agosto 2011. I segni più contraddistinguono tutti i comparti a partire dai beni strumentali (+5,7% sul mese, +9,5% sull'anno). Boom nel settore dell'auto: a gennaio in crescita del 20,9%. Seguono i beni intermedi (+2,5% sul mese, +2,3% sull'anno), l'energia (+1,8% sul mese, +2,8% sull'anno) e i beni di consumo (+0,5% sul mese, +1,2% sull'anno).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, a gennaio 2016, i comparti che registrano i maggiori aumenti annui sono quelli della fabbricazione di mezzi di trasporto (+10,9%), della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+10,3%) e della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (+7,9%).

I comparti con il segno meno - Le diminuzioni maggiori si registrano nei comparti dell'attività estrattiva (-3,9%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-1,6%) e delle industrie alimentari, bevande e tabacco (-0,6%). 

Boom nel settore dell'auto: +20,9% a gennaio - Continua a crescere a due cifre l'industria italiana degli autoveicoli. A gennaio la produzione è aumenta del 20,9% rispetto all'anno precedente nei dati Istat corretti per gli effetti di calendario. La fabbricazione dei mezzi di trasporto in generale è il settore di attività economica che registra il maggiore incremento tendenziale (+10,9%).

Confcommercio: "Finalmente un segnale molto positivo" 
- "Finalmente un segnale molto positivo per il consolidamento della ripresa nel nostro Paese". E' il commento dell'Ufficio Studi Confcommercio sui dati Istat, aggiungendo che "anche nelle altre economie europee di maggior peso si è osservato un analogo incremento dell'attività produttiva". "E' comunque evidente - conclude la nota - che bisognerà attendere almeno i dati di febbraio e marzo per verificare se la crescita italiana è in grado di assumere una dimensione decisamente superiore a quanto sperimentato negli ultimi mesi".

martedì 1 marzo 2016

A gennaio + 99mila dipendenti a tempo indeterminato

ROMA, 1 marzo - A gennaio i dipendenti a tempo indeterminato crescono di 99.000 unità su dicembre e di 426.000 su gennaio 2015. Lo rileva l'Istat spiegando che la stima degli occupati cresce nel complesso di 70.000 unità su dicembre 2015 (+0,3%) e di 299.000 su gennaio 2015 (+1,3%). La crescita sul mese è determinata dai dipendenti permanenti (+99 mila) mentre calano i dipendenti a termine (-28 mila) e gli indipendenti restano stabili. Gennaio è il primo mese di sgravio contributivo al 40% dopo un anno di esonero totale per le assunzioni stabili.
Disoccupazione gennaio a stabile a 11,5% - Il tasso di disoccupazione a gennaio è pari all'11,5%, pressoché stabile sia rispetto a dicembre che ai quattro mesi precedenti. Lo rileva l'Istat nelle stime, aggiungendo che a confronto con l'anno passato si regista un calo di 0,7 punti percentuali
Disoccupazione giovani gennaio risale a 39,3% - Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a gennaio risale, portandosi al 39,3%, il valore più alto dall'ottobre scorso. Lo rileva l'Istat nelle stime, segnando un aumento di 0,7 punti percentuali su base mensile, mentre nel confronto annuo il tasso risulta in discesa (-1,6 punti)
+359.000 occupati over 50, +9.000 under 35 - Gli occupati crescono di fatto esclusivamente tra gli over 50. A gennaio 2016 - segnala l'Istat - gli occupati con più di 50 anni sono cresciuti di 359.000 unità rispetto a gennaio 2015 (+73.000 su dicembre) mentre gli inattivi sono diminuiti di 106.000 unità (-209.000 gli inattivi tra i 50 e i 64 anni soprattutto a causa della stretta sull'età pensionabile). Nella fascia con meno di 35 anni gli occupati sono aumentati a gennaio di appena 9.000 unità rispetto a gennaio 2015 (-7.000 gli under 24, +16.000 tra i 25 e i 34 anni). Rispetto a dicembre gli occupati con meno di 24 anni sono diminuiti di 31.000 unità mentre sono aumentati di 8.000 unità coloro che hanno tra i 25 e i 34 anni. Nel complesso gli occupati a gennaio sono aumentati di 70.000 unità su base mensile e di 299.000 su base annua
A gennaio -242.000 inattivi, concentrati tra over 50 - A gennaio diminuiscono gli inattivi tra i 15 e i 64 anni, ovvero le persone che pur essendo in età da lavoro restano fuori dal mercato. Nel mese - rileva l'Istat gli inattivi tra i 15 e i 64 anni sono diminuiti di 242.000 unità (-1,7%) su gennaio 2015 (-63.000 su dicembre) con un calo di 209.000 unità nella fascia tra i 50 e i 64 anni. Il dato è dovuto con tutta probabilità prevalentemente alla stretta sull'accesso verso la pensione che tiene le persone più a lungo al lavoro ma è probabile che ci sia anche una riduzione dello scoraggiamento ovvero della sfiducia sulla possibilità di trovare un posto di lavoro.

venerdì 12 febbraio 2016

ISTAT, crescita frenata nel IV trimestre 2015


ROMA, 12 febbraio - E' inferiore alle attese la crescita registrata dall'Istat per il quarto trimestre 2015: +0,1% contro lo 0,2% ipotizzato nella nota mensile pubblicata a inizio dicembre. Nel 2015 il nostro Prodotto interno lordo corretto per gli effetti di calendario è aumentato dello 0,6%. La variazione annua, calcolata sui dati trimestrali grezzi, è pari a +0,7%. La stima del governo contenuta nella nota di aggiornamento del Def per il 2015 era invece di +0,9%.

Dato tendenziale al top dal 2011 - La crescita congiunturale del Pil nel quarto trimestre 2015 risulta dunque in frenata rispetto ai precedenti. Per trovarne una più bassa occorre tornare all'ultimo del 2014 (quando è stato registrato un -0,1%). L'anno era partito con un +0,4% del primo trimestre, seguito da un +0,3% e da un +0,2%. Invece la variazione tendenziale (+1%) risulta la più alta dal secondo trimestre del 2011.

Domanda nazionale giù, traino dall'estero  - Stavolta la domanda nazionale, composta da consumi, investimenti e scorte, va giù. A trainare la crescita è invece l'estero. "Dal lato della domanda, vi è un contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte), più che compensato dall'apporto positivo della componente estera netta", spiega l'Istituto analizzando le componenti del Pil nell'ultimo trimestre dell'anno. 

C'è la conferma: l'Italia è uscita dalla recessione - Nonostante la frenata di fine anno, il 2015 conferma l'uscita dell'Italia dalla recessione, con il Pil annuo che torna al segno più dopo tre anni consecutivi in negativo. Il 2012 si era chiuso con un -2,8%, il 2013 con un -1,7% e il 2014 con un -0,4%. L'ultimo dato positivo risale al 2011, quando si era registrata una crescita di +0,6%. Per trovare una crescita superiore bisogna tornare al 2010. Occorre però ricordare che si tratta di dati provvisori, basati sui trimestri. La prima stima ufficiale della crescita annuale per il 2015 arriverà il prossimo primo marzo.

Padoan: "L'importante è il senso di marcia" - "La percentuale che viene fuori dall'Istat è più basso della previsione del governo. Avrei preferito vedere un decimale in più piuttosto che in meno, ma come si sa i decimali contano poco, l'importante è la direzione di marcia", ha commentato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. "La crescita, dopo tre anni di profonda recessione, è confermata e rafforzata nel 2016", ha sottolineato.

Anche la crescita dell'Eurozona sotto le attese
 - Sotto le attese anche la crescita europea. Il Pil nel quarto trimestre 2015 è cresciuto dello 0,3% rispetto al precedente sia nell'Eurozona sia nell'Ue nel suo complesso. La crescita per il 2015 dell'Eurozona si assesta così a +1,5% e nei 28 a +1,8%, in entrambi i casi inferiore dello 0,1% alle previsioni d'inverno che la davano rispettivamente all'1,6% e all'1,9%. E' la stima flash di Eurostat. Nel terzo trimestre il Pil era cresciuto dello 0,3% nell'Eurozona e dello 0,4% nell'Ue, mentre su anno la crescita è stata rispettivamente dell'1,5% e dell'1,8%.