GIACARTA, 9 maggio - Il governatore di Giacarta, Basuki "Ahok" Tjahaja Purnama, esponente della minoranza cristiana, è stato condannato a due anni di prigione per blasfemia verso il Corano. L'uomo era stato incriminato a settembre: a fine marzo decine di migliaia di persone avevano manifestato nel centro della capitale dell'Indonesia per chiedere l'arresto del governatore. Ahok è stato immediatamente preso in custodia dopo il passaggio del verdetto della corte.
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martedì 9 maggio 2017
GIACARTA, il governatore (cristiano) condannato a 2 anni per blasfemia. Subito in carcere
GIACARTA, 9 maggio - Il governatore di Giacarta, Basuki "Ahok" Tjahaja Purnama, esponente della minoranza cristiana, è stato condannato a due anni di prigione per blasfemia verso il Corano. L'uomo era stato incriminato a settembre: a fine marzo decine di migliaia di persone avevano manifestato nel centro della capitale dell'Indonesia per chiedere l'arresto del governatore. Ahok è stato immediatamente preso in custodia dopo il passaggio del verdetto della corte.
mercoledì 11 novembre 2015
DE LUCA: Corruzione? "Io totalmente estraneo senza margine d'equivoco"
ROMA, 11 novembre - La Procura di Roma avvia indagini a carico del Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che afferma "senza alcun margine di equivoco" la sua "totale estraneità a qualunque condotta meno che corretta", chiede di essere ascoltato dai magistrati e annuncia una conferenza stampa per chiarire "ogni aspetto" della vicenda. La bufera sul Presidente della Regione Campania si abbatte ieri in serata con la notizia che la Procura di Roma ha indagato per l'ipotesi di corruzione in atti giudiziari Anna Scognamiglio, uno dei giudici del Tribunale civile di Napoli che, lo scorso 22 luglio, confermando una precedente decisione del giudice monocratico, ha accolto il ricorso di De Luca, contro la sospensione dall'incarico di Governatore. Nella stessa inchiesta è indagato, per l'ipotesi di reato di induzione alla corruzione, il capo della segreteria di De Luca, Nello Mastursi, che i è dimesso da tale incarico. De Luca interviene nella tarda sera e, nel dichiarare la sua estraneità, dice che è sua intenzione "fare in modo che si accendano su questa vicenda i riflettori nazionali, trovandomi nella posizione di chi non sa di cosa si stia parlando". "Ho già dato incarico al mio avvocato - aggiunge - per chiedere di essere sentito dalla competente autorità giudiziaria. Per me, come per ogni persona perbene, ogni controllo di legalità è una garanzia, non un problema. E su questo, come sempre lancio io la sfida della correttezza e della trasparenza". L'iscrizione di De Luca nel registro degli indagati può essere stata fatta senza che il Governatore ne sia al momento a conoscenza. Nell'inchiesta sarebbero indagati anche il marito del giudice Scognamiglio, Guglielmo Manna, in relazione a una sua richiesta di passaggio da un'Asl ad un'altra e ad un suo presunto collegamento con la sentenza emessa dal collegio di cui faceva parte la moglie. Da quanto si è saputo a Napoli, tale passaggio non è mai avvenuto.
L'inchiesta era stata avviata a Napoli sulla base di una segnalazione ed è stata successivamente trasferita dalla Procura partenopea a quella di Roma, che è competente a svolgere le indagini sui magistrati del Distretto della Corte di Appello di Napoli. La stessa Procura capitolina nei giorni scorsi ha delegato la Polizia a perquisire l'abitazione di Mastursi.
La sentenza al centro dell'inchiesta romana è quella con la quale la prima sezione civile del Tribunale di Napoli ha confermato quanto già deciso il 2 luglio dal giudice monocratico Gabriele Cioffi, il quale aveva congelato la sospensione di De Luca dalla carica di Governatore che era stata disposta con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in base alla legge Severino. La sospensione era relativa a una condanna a un anno di reclusione per abuso di ufficio inflitta a De Luca quando era sindaco di Salerno. Il collegio aveva accolto il ricorso presentato dai legali di De Luca e aveva inviato gli atti alla Corte Costituzionale sospendendo il procedimento sul merito fino a quando la Consulta non si sarà pronunciata sui presunti profili di incostituzionalità ravvisati nella legge Severino.
venerdì 6 giugno 2014
California: Clooney correrà per la poltrona da governatore?
| George Clooney |
LOS ANGELES - George Clooney potrebbe correre per la poltrona di governatore della California. Secondo alcuni siti d'informazione americani infatti "i democratici del Golden State avrebbero messo gli occhi addosso all'attore e regista premio Oscar", che "sarebbe interessato" all'offerta. Clooney avrebbe d'altro canto precedenti illustri. Altri due attori, entrambi repubblicani, sono stati al timone della California: Arnold Schwarzenegger e Ronald Reagan.
"Cercano il perfetto successore all'attuale governatore Jerry Brown", ha detto una fonte ben informata secondo cui George, che di recente ha lasciato l'impegno di ambasciatore delle Nazioni Unite per dedicarsi a una sua "charity" personale, "sarebbe interessato". Clooney "ha tutto - si spiega -: è un divo del cinema di bella presenza con una coscienza sociale messa al servizio delle cause per la difesa dei diritti umani". E i democratici sono eccitatissimi alla prospettiva di un imminente matrimonio della star: "Un Clooney sposato vale di più in politica del George incorreggibile scapolo".
lunedì 17 febbraio 2014
Sardegna, ha vinto Pigliaru (Pd)
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| Francesco Pigliaru |
Le percentuali dei voti per coalizione, quando le sezioni scrutinate sono 946 su 1836, vedono Pigliaru al 43,31%, il presidente uscente Ugo Cappellacci al 38,60%, Michela Murgia al 10,45%, Mauro Pili al 5,86%, Pier Franco Devias all'1,00%, Luigi Amedeo Sanna allo 0,76%.
"La nostra proposta è stata quella seria, dall'altra parte c'era una proposta demagogica - ha detto Pigliaru -. Dobbiamo ricominciare a pensare alla politica e ci riusciremo con grande competenza e onestà", ha continuato. Poi, commentando il dato sull'astensionismo, ha dichiarato: la gente "ha perso fiducia".
domenica 23 giugno 2013
Turisti, tranquilli. Il nuovo governatore integralista di Luxor si è dimesso
LUXOR - Il neo-governatore di Luxor, in Egitto, Adel Mohamed al Khayat, esponente del movimento integralista Jamaa Islamiya, ha annunciato le sue dimissioni in una conferenza stampa, sostenendo di volere mettere ''l'interesse pubblico davanti a quello individuale'' ed ''evitare uno spargimento di sangue''. Al Khayat, appena nominato da Morsi, è stato aspramente contestato dagli operatori turistici locali perche' il suo movimento e' coinvolto nella strage di 60 turisti a Luxor nel 1997.
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