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mercoledì 12 aprile 2017

BERNA, la nonnina writer (86 anni) scrive sul muro della banca il suo alla guerra


BERNA, 12 aprile - Un'attivista di ferro è Louise Schneider, 86 anni: non ci sta a passare le sue giornate da nonnina pensionata, ma continua a gridare il suo No a guerra e povertà, come fa da una vita. L'ultima azione che l'ha vista protagonista e che le è costata un fermo, qualche ora in commissariato e poi il rilascio, è l'aver imbrattato con vernice spray rossa il muro della Banca Nazionale Svizzera a Berna. "I soldi per le armi uccidono" ha scritto, riportando lo slogan del GSoA, Gruppo per una Svizzera senza esercito, associazione pacifista alla quale appartiene e che promuove una campagna contro le aziende che vendono armi.
Zainetto in spalla e bomboletta spray in pugno, Louise Schneider ha iniziato a scrivere sul muro della Banca Nazionale Svizzera. La polizia non è intervenuta subito, perché stentava a credere che quella donna dai capelli d'argento potesse essere capace di un atto di vandalismo. Così l'attivista sprint ha compiuto la sua opera prima di venire accerchiata dagli agenti e condotta al commissariato a bordo di un mezzo della polizia.

Le foto della sua impresa hanno fatto presto il giro del mondo. "Ho sempre lottato contro la guerra e la povertà, - ha spiegato l'anziana pacifista a Globalist. - Ma finché ci saranno le armi da fuoco, non cambierà nulla"

sabato 27 agosto 2016

Un altro base jumper italiano si schianta in diretta Facebook. In Svizzera


BERNA, 27 agosto - Un base jumper 28enne di Merano, Armin Schmieder, è morto durante un volo con la tuta alare nel comune di Kandersteg, nel Canton Berna, in Svizzera. E' la terza vittima italiana in pochi giorni. L'uomo si è lanciato nel vuoto dall'Alpschelehubel, 50 chilometri a sud di Berna, ma poco dopo il salto ha avuto delle difficoltà e si è schiantato al suolo. Poco prima di buttarsi, aveva avviato una diretta su Facebook che ha trasmesso la tragedia. Prima di saltare nel vuoto, secondo quanto riferisce il quotidiano svizzero Blick, il 28enne ha impugnato il suo smartphone e ha avviato il collegamento su Facebook dicendo davanti alla fotocamera: "Oggi si vola con me". Quindi ha messo il telefono in tasca e da allora non si è più visto nulla, si è soltanto sentito il suono del vento, quindi un urlo, il rumore di una caduta e il silenzio, seguito dal suono dei campanacci di alcuni bovini al pascolo nella zona.

lunedì 21 dicembre 2015

Suicidio assistito per Dominique a BERNA. I radicali si autodenunciano


ROMA, 21 dicembre - Dominique Velati, militante radicale e malata terminale, ha ottenuto il suicidio assistito in Svizzera, a Berna, ed è deceduta il 15 dicembre. Lo ha reso noto il radicale Marco Cappato autodenunciandosi per aver aiutato la donna ad ottenere l'eutanasia. Cappato ha annunciato la disobbedienza civile, contravvenendo al Codice penale italiano.
I Radicali hanno inoltre annunciato che, sempre come atto di disobbediuenza civile per richiamare l'attenzione del Parlamento su questo tema, pagheranno il  viaggio in Svizzera ai malati terminali che chiederanno di ottenere l'eutanasia in quel Paese.  Per questo, Cappato ha reso nota la costituzione dell'associazione 'Sos eutanasia', con apposito conto presso una sede bancaria, finalizzata alla raccolta fondi pubblica per l'iniziativa. L'azione contravviene agli articoli del Codice penale italiano che prevedono la reclusione fino a 12 anni  per chi agevola l'esecuzione di un suicidio in "qualsiasi modo". Cappato ha anche annunciato la sua autodenuncia alle Forze dell'ordine.
La notizia della morte di Dominique Velati è stata resa nota in una conferenza stampa nella sede del Partito radicale da Marco Cappato, Mina Welby e dal segretario dell'associazione 'Luca Coscioni', Filomena Gallo.
Velati, ha spiegato Cappato, è stata la prima persona aiutata economicamente ed 'accompagnata', in territorio italiano, nell'iter per l'ottenimento dell'eutanasia in Svizzera. Il caso della donna, militante radicale, era già rimbalzato sui mezzi di comunicazione con il suo annuncio di volersi recare in Svizzera per morire. Velati, ha reso noto Cappato, "ha ottenuto il suicidio assistito a Berna lo scorso 15 dicembre, ed oggi ne diamo notizia seguendo le volontà da lei indicate in merito ai tempi per rendere pubblico l'evento".
''Sono circa 90 le richieste ricevute nelle ultime settimane - ha sottolineato l'esponete radicale - da parte di cittadini malati terminali che chiedono un aiuto per ottenere l'eutanasia in Svizzera''. I Radicali hanno reso noto di aver già inviato comunicazione alla Questura di Roma, alla Procura generale della Repubblica ed al ministro della Giustizia dell'iniziativa illustrata, autodenunciandosi per l'aiuto fornito a Dominique Velati e per quello che si preparano ad offrire anche ad altri malati che lo richiedessero.

domenica 20 dicembre 2015

NOVARA, DOMININIQUE, malata senza speranza di cancro, oggi va a BERNA per morire

NOVARA, 20 dicembre - "Prima che il male mi divori vado in Svizzera a morire".Dominique Velati, 59enne di Borgomanero, in provincia di Novara, ha preso la sua decisione. Oggi andrà a Berna. Sarà il suo ultimo viaggio. A settembre ha scoperto di avere un cancro al colon. Da successive analisi sono inoltre emerse metastasi al fegato. L'intervento chirurgico non è stato sufficiente, il corpo ha iniziato ad abbandonarla. E ha così deciso di smettere di soffrire.
"Pensare di prolungare la vita, con la certezza di non guarire, sapendo che comunque la malattia va avanti lo stesso... - racconta la donna, come riporta Il Fatto Quotidiano -. Stare sempre peggio per arrivare al punto che la chemio non fa più effetto, o che io non la sopporto più… no. Ho paura della sofferenza, del dolore. Sono contraria al dolore inutile. Per me questo era un dolore inutile. Così ho deciso per l' eutanasia". 

Nei giorni scorsi gli amici di una vita hanno deciso di salutarla con una piccola festa, con tanto di karaoke, al bar sotto casa. Nessun ripensamento, la decisione è presa: "Ma io non sono emozionata, per niente. Sono di una tranquillità e di una serenità...".

"Mezz'ora prima ti danno un antiemetico, che è una sostanza che evita che tu vomiti, e dopo mezz'ora ti somministrano un bicchierino con dentro 15 millilitri di pentobarbital e in 2, massimo 5 minuti, entri in un sonno profondissimo. Dopo dipende dal corpo, quanto ci mette ad arrestarsi. Si ferma il cuore alla fine, è un arresto cardiaco", racconta ancora.

Dominique ha scelto di rendere nota la sua decisione per sensibilizzare la popolazione riguardo una questione che, inevitabilmente, divide il Paese: "Vorrei che vedendo la mia intervista la gente dicesse 'Parliamone'. Fate qualcosa anche voi, non pensate che siete in mano al nulla. La vostra vita vi appartiene, e quindi anche la morte. Perché averne paura?".

domenica 30 marzo 2014

Svizzera, si buttano dall'elicottero con le tute alari. Due morti, uno in fin di vita

BERNA - Un cittadino francese di 34 anni e un 33enne neozelandese sono morti durante un lancio sulle Alpi con speciali tute alari. Un terzo turista è gravemente ferito. Secondo quanto ha riferito la polizia di Berna, in Svizzera, i tre sono saliti su un elicottero sino a sorvolare la regione di Hintisberg, con l'obiettivo di planare nella vallata. Dopo il lancio, per cause ancora sconosciute, si sono schiantati nella zona dell'Alpe di Sengg.

I tre uomini sono partIti nel pomeriggio di Sabato dalla città di Lütschental nel cantone bernese per il  loro volo con le tute alari. Sopra l'area DI Lütschental / Hintisberg sono saltati uno dopo l’altro dall’elicottero di atterrare nella valle. Invece due si sono schiantati e sono stati trovati morti, il terzo è in fin di vita