lunedì 9 dicembre 2013

Luca Parmitano ha rischiato di affogare nel suo casco durante la seconda passeggiata nello spazio

Parmitano fotografato subito dopo essere rientrato nella capsula a causa del guasto (pericolosissimo) al suo casco
ROMA - Sarebbe dovuta alla rottura di una pompa che separa il circuito dell'aria da quello dell'acqua all'interno della tuta l'incidente che per poco non trasformava in tragedia la passeggiata nello spazio di Luca Parmitano. A rilevarlo lo stesso astronauta italiano oggi al suo rientro a Roma. "La commissione tecnica di inchiesta della Nasa ha concluso da alcuni giorni - ha detto Parmitano - i suoi lavori ed è riuscita a capire cosa e' successo quel giorno. In pratica - ha aggiunto - la pompa funziona come una centrifuga che gira a circa 19mila giri al minuto e che separa l'acqua dall'aria grazie a otto piccoli fori. Ora pare che tutti e otto i fori erano otturati ma non sappiamo per quale motivo lo siano. L'acqua e' entrata nel circuito dell'aria ed è finita nel casco, coprendomi non solo il volto ma anche le orecchie".
  Per alcuni lunghissimi secondi, l'astronauta italiano non solo è stato sommerso dall'acqua rischiando concretamente di affogare mentre era in orbita nello spazio a 28mila chilometri orari, ma non riusciva nemmeno a vedere e a sentire. "E' stato un momento davvero molto duro e sono convinto che ne sono uscito sono grazie alla mia esperienza come pilota di aerei militari che mi ha permesso di imparare a gestire le situazioni di pericolo inattese. Già una volta, nel 2005 mi ero trovato in pericolo alla guida del mio aereo e son riuscito a far fronte all'emergenza, e quella lontana esperienza mi è servita a far fronte a questo nuovo imprevisto che mi è capitato in orbita. Del resto ho avuto conferma di questo dalle parole dello stesso capo della commissione della Nasa Chris Hansen che mi ha detto che se mi ero salvato è stato solo per le azioni che io ho fatto".

Nessun commento:

Posta un commento