domenica 16 luglio 2017

BERLUSCONI. Con Renzi? Giammai


"Non c'è nessuna probabilità di un governo Berlusconi-Renzi. Non ritengo possibile e neppure desiderabile una collaborazione con lui e con il Pd. Né ora, né tantomeno dopo le elezioni. Il mio obbiettivo è vincere, lo ripeto ancora una volta, non fare accordi al di fuori del centrodestra". Lo afferma il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in un'intervista al Mattino in cui difende il proprio sostegno alla legge elettorale proporzionale.
 "Un sistema elettorale che desse la maggioranza in Parlamento a uno schieramento che ha il voto di un terzo degli elettori sarebbe sbagliato anche se facesse vincere noi. Il consenso degli italiani oggi è frammentato in tre poli, per l'avvento del M5S, non siamo più in un sistema bipolare", dice Berlusconi.
 "Quanto alla legge elettorale proporzionale, in paesi come Germania e Spagna ha reso comunque possibile un assetto storicamente bipolare".
Sulla possibilità di urne anticipate, "ormai mi sembra quasi impossibile votare prima. E' un peccato, perché sarebbe ora di consentire agli italiani di scegliere. Però questo tempo - osserva Berlusconi - ci consente di affrontare il tema della riforma elettorale, riprendendo l'accordo al quale si era giunti alla Camera, prima delle elezioni amministrative, su un sistema proporzionale di tipo tedesco".
L'ex premier ribadisce l'asse con il Carroccio. "L'alleanza con la Lega non è mai venuta meno. Il centrodestra dà spazio alle ragioni della Lega dal 1994. Sono certo che questo continuerà, non tanto per il lavoro delle diplomazie, ma perché condividiamo lo stesso progetto e lo stesso programma", anche se "ovviamente ci sono delle differenze".

 Guardando a sinistra, "D'Alema e Bersani sono figli di una cultura politica del Novecento sconfitta dalla storia. Renzi avrebbe dovuto essere un uomo nuovo, anche per ragioni generazionali", commenta Berlusconi. "In effetti non ha più nulla a che fare con il Comunismo, ma ha sostituito questa tradizione ideologica negativa con una gestione personale del potere fine a se stessa. Non ha certo portato il Pd a quel rinnovamento che pure sarebbe stato utile alla nostra democrazia".

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