lunedì 27 giugno 2016

Nuovo calo della sterlina, "rimbalzo" dell'Asia


MILANO, 27 giugno - Nuovo forte calo della sterlina a seguito del voto sulla Brexit. Dopo aver subito un tracollo del 10% venerdì ,toccando in giornata il minimo dal 1985, la valuta britannica perde un ulteriore 2% in partenza arretrando a quota 1,3404 sul dollaro e dell'1,3% a 1,2153 sull'euro. La moneta unica si indebolisce comunque verso il biglietto verde cedendo lo 0,8% a 1,1028. Guadagna terreno invece lo yen a 101,7 (+0,5%).

Partenza poco mossa per lo spread fra Btp e Bund tedesco mentre continua l'incertezza sui mercati a seguito del Brexit. Il differenziale segna quota 163 punti contro i 160 della chiusura di venerdì. Il rendimento espresso è pari all'1,55%.

Asia rimbalza Tokyo +2,39%, ma futures Londra -2%  - Rimbalzano i listini orientali in avvio di settimana e dopo il venerdì nero della Brexit ed il voto spagnolo senza una maggioranza di governo. Gran finale per Tokyo (+2,39%), mentre Shanghai, ancora aperta, guadagna l'1,16% a differenza di Hong Kong (-0,54%). Tiene Sidney (+0,47%), chiusura stabile per Seul (+0,08%). Negativi i futures su Londra (-2%), Parigi (-1,6%) e Francoforte (-1,4%) più cauti invece quelli su Dow Jones (-0,09%) e sul Nasdaq (-0,12%) a New York. In arrivo dati dagli Usa (bilancia commerciale, fiducia dei manager ed indice Fed di Dallas). Balzo dell'oro (+0,57% a 1.327 dollari l'oncia), lieve rialzo per il greggio, debole la sterlina a 1,34 dollari.

Tokyo, chiusura in rialzo (+2,39%)  - La Borsa di Tokyo ha terminato la prima seduta della settimana col segno più, dopo il crollo di venerdì, mentre non ha conosciuto pausa il declino della sterlina sui mercati asiatici: l'indice Nikkei ha messo a segno un rialzo del 2,39%, guadagnando 357 punti a quota 15.309,21. Lo yen si è apprezzato ulteriormente con il dollaro, assestandosi poco sopra quota 101, mentre la sterlina ha continuato a deprezzarsi sullo yen da venerdì scorso, malgrado le parole del ministro delle Finanze nipponico Taro Aso, questa mattina, su possibili misure di intervento per stabilizzare i mercati valutari. 

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