mercoledì 16 marzo 2016

PALERMO, i carabinieri disarticolano 2 cosche mafiose (62 arresti)


PALERMO, 16 marzo - I carabinieri di Palermo stanno eseguendo 62 misure cautelari emesse dal gip nei confronti di persone accusate di associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento, ricettazione, favoreggiamento e reati in materia di armi aggravati dal metodo mafioso.
Sono in esecuzione anche sequestri di attività commerciali, imprese e beni immobili ritenuti frutto di illecito arricchimento. L'operazione azzera di fatto due clan palermitani.
Il blitz nasce da due diverse indagini, coordinate dalla Dda di Palermo e sviluppate dal Ros e dal Gruppo Carabinieri di Monreale, sui 'mandamenti' di Villagrazia-Santa Maria di Gesù e San Giuseppe Jato. Al vertice di questa “nuova” Cosa Nostra, due padrini ottantenni: il primo è Mario Marchese che, a 77 anni, guiderebbe il mandamento di Villagrazia-Santa Maria di Gesù. Il secondo, Gregorio Agrigento, di 81 anni, che avrebbe in mano il timone di San Giuseppe Jato. Dalle indagini condotte dal procuratore Lo Voi, e dagli aggiungi Agueci e Teresi, dai sostituti Del bene, Demonits, Luise, Mazzocco e De Flammineis, sembrerebbe che i due mandamenti non hanno nulla in comune. In realtà, nel 2013 i carabinieri di Monreale evidenziarono come i boss di Villagrazia e Monreale si contendessero il controllo sulla famiglia di Altofonte, rimasta al clan di Agrigento.
Le attività investigative hanno permesso di ricostruire l'organigramma dei clan, i nuovi vertici e i rapporti con i boss dei mandamenti vicini. L'inchiesta, inoltre, svela numerosi episodi di estorsione, intimidazioni e danneggiamenti.

Nessun commento:

Posta un commento