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lunedì 3 luglio 2017

MIGRANTI, sostegno di Francia e Germania all'ITALIA


PARIGI, 3 luglio - Trovato l'accordo tra Italia, Francia e Germania. A quanto si apprende, la questione migranti avrebbe fatto registrare a Parigi una "piena intesa" per il sostegno all'Italia da parte di Francia e Germania.
Il vertice nella capitale francese voluto dal ministro dell'Interno, Marco Minniti, in preparazione del vertice dei ministri dell'Interno Ue a Tallin, produrrà un documento su più punti che l'Italia presenterà giovedì all'incontro dei 28 e che ha l'appoggio di Parigi e Berlino.
Tra i punti qualificanti la regolamentazione delle azioni e dei finanziamenti delle Ong e più fondi per consentire alla Libia il controllo delle coste.

lunedì 24 aprile 2017

ALITALIA ADDIO, i lavoratori dicono no al preaccordo

I dipendenti di Alitalia hanno bocciato il preaccordo per il salvataggio della compagnia. Secondo quanto riferiscono fonti bene informate, i NO, che per il momento sono 5.140, hanno infatti superato il 50% dei votanti. Il Si' vincerebbe a Torino ma di strettissima misura con 2 Si' in più.
La vittoria del No apre uno scenario complesso. Domani si dovrebbe riunire il cda, per deliberare la richiesta di amministrazione straordinaria speciale. Probabile la contestuale uscita dei soci per consegnare di fatto 'le chiavi' dell'azienda al governo. Formalizzata la richiesta, il ministero dello Sviluppo Economico procederebbe con la nomina di uno o più commissari (fino a 3). Senza acquirenti o nuovi finanziatori al commissario non resterebbe infine che chiedere il fallimento della compagnia, con la conseguente dichiarazione di insolvenza da parte del Tribunale. Il curatore fallimentare inizierebbe la procedura liquidatoria, con 2 anni di cassa integrazione, Naspi e quindi disoccupazione per i lavoratori, contestualmente la cessione 'spezzatino' degli asset della compagnia. 


sabato 25 febbraio 2017

ALITALIA, accordo raggiunto sulla validità del contratto nazionale


ROMA, 25 febbraio - "Sottoscritto accordo in cui si ribadisce la validità del Contratto nazionale". Così Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl-Ta danno notizia dell'accordo raggiunto con Alitalia e Assaereo sul rinnovo del contratto. "Abbiamo concordato - spiegano congiuntamente i sindacati - che la trattativa per il rinnovo si avvierà solo a seguito della presentazione del piano industriale per concludersi entro il 31 maggio". Secondo quanto riferiscono infine le sigle di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, "adesso si dovrà aprire la discussione sul piano da cui attendiamo una strategia indispensabile al futuro di Alitalia".
"L'accordo raggiunto mi sembra un importante passo avanti per ricreare un clima costruttivo utile ad affrontale prossime settimane". Così il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, commenta l'intesa tra Alitalia e sindacati sul contratto. "Voglio ringraziare i sindacati e l'azienda a nome del Governo - aggiunge il ministro - per il segnale di responsabilità che hanno dato".
"Alitalia esprime soddisfazione per l'intesa raggiunta in serata con le sigle sindacali grazie alla quale si stabiliscono tempi e modalità del negoziato per arrivare ad un nuovo Contratto collettivo nazionale di lavoro, mantenendo invariato il trattamento economico e normativo attualmente applicato". Lo si legge in una nota della compagnia.

lunedì 28 novembre 2016

TRUMP: o Cuba accetta un accordo migliore (per noi) o faccio saltare tutto


WASHINGTON, 28 novembre - Se Cuba non vorrà fare un accordo migliore per i cubani, i cubani americani e gli Stati Uniti nel loro insieme, metterò fine all'accordo". Così su Twitter il presidente eletto Usa, Donald Trump, a meno di tre giorni dalla morte di Fidel Castro. I repubblicani rimproverano a Barack Obama di aver fatto molte concessioni a L'Avana per il riavvicinamento tra i due Paesi ma senza aver ottenuto nulla in cambio.Nel fine settimana, il suo staff aveva già reso noto che Trump ha intenzione di mantenere la promessa di cambiare l'accordo del 2014, che prevede il miglioramento dei rapporti diplomatici e commerciali tra Stati Uniti e Cuba. Per Reince Priebus, futuro capo di gabinetto di Trump, il presidente eletto lavorerà per avere "un accordo migliore".
In campagna elettorale, Trump ha attaccato Obama e il suo tentativo di normalizzare i rapporti tra i due Paesi, facendo troppe concessioni ai castristi - alleggerendo l'embargo del 1962 - senza contropartite da L'Avana sui diritti umani, la democrazia e l'economia di mercato. "Repressione, apertura dei mercati, libertà religiosa, prigionieri politici: queste cose devono cambiare per avere una relazione aperta e libera, è quello che pensa il presidente eletto Trump", ha avvertito l'attuale presidente del Comitato nazionale repubblicano. Priebus si è impegnato perché "non ci sia una relazione a senso unico, senza azione del governo Castro".
Anche la consigliera di Donald Trump, Kellyanne Conway, ha condannato l'amministrazione Obama per non aver "ottenuto niente in cambio" del ristabilimento delle relazioni diplomatiche con L'Avana nell'estate del 2015.

Sono migliaia i cubani già in fila a L'Avana per portare l'ultimo omaggio a Fidel Castro, firmando i 'Registri della Rivoluzione'. Con bandiere cubane e foto di Fidel si sono accodati a Plaza de la Revolucion per dire addio al loro 'eroe', sin dalle prime ore del mattino. Una folla che aumenta con il passare dei minuti, anche se le operazioni di firma dei registri andranno avanti sino a tarda serata e anche nella giornata di domani.

venerdì 29 luglio 2016

AUTOSTRADE, accordo firmato, sciopero revocato


ROMA, 29 luglio - "Dopo 36 ore di trattativa ininterrotta, è stata firmata l'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei lavoratori delle autostrade. Lo sciopero nazionale del 31 luglio e 1 agosto è dunque revocato", ne danno notizia Filt-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti, Sla-Cisal e Ugl Viabilità e Logistica in una nota.
"È stata una trattativa difficile e dura - dichiarano i sindacati - ma finalmente portiamo a casa un risultato importante per i lavoratori, che in questo settore sono circa 15mila", scrivono i sindacati in una nota. "La vigenza contrattuale è triennale, dal 1 gennaio 2016 al 31 dicembre 2018. In particolare abbiamo ottenuto un aumento tabellare di 150 euro in tre anni, una tantum di 200 euro. Di particolare rilievo è l'adesione generalizzata per via contrattuale alla previdenza complementare con lo 0,5% della retribuzione prevista. Quanto ai diritti, abbiamo mantenuto le garanzie dell'articolo 18, migliorato le normative del welfare, in particolare congedi parentali, riconoscimento delle unioni civili, tutele contro la violenza di genere e abbiamo eliminato il comporto in caso di malattie gravi. Inoltre abbiamo rafforzato le garanzie contrattuali in caso di subentri, cessioni e cambi d'appalto. Abbiamo condiviso con le associazioni datoriali di istituire a favore di tutti i lavoratori una polizza vita per tutti i lavoratori del settore che garantisce anche in caso di malattie gravi". Concludono le organizzazioni sindacali: "Questo risultato importante è anche merito dei lavoratori che hanno scioperato compatti il 4 e 5 giugno costringendo le aziende a rivedere le loro posizioni".

venerdì 18 marzo 2016

MIGRANTI, accordo UE-TURCHIA, rimpatri dal 20 marzo


BRUXELLES, 18 marzo - Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha messo sul tavolo dei 28 una proposta rivista, frutto del negoziato con Ankara, chiedendo ai leader di adottarla senza apportare cambiamenti. Si apprende da fonti Ue. Secondo la bozza, i rimpatri in Turchia dei migranti arrivati illegalmente in Europa prenderanno il via dal 20 marzo mentre si prevede un'accelerazione dei primi 3 miliardi di euro ad Ankara e l'apertura del capitolo negoziale 33 (quello che riguarda il budget) per l'adesione della Turchia all'Ue.
"Sono tornato a Bruxelles per un nuovo vertice: tutti questi eventi dimostrano che le relazioni Ue-Turchia e l'adesione della Turchia all'Ue sono importanti non solo per i rapporti tra Ue e Turchia ma per tutte le questioni internazionali". Così il premier turco Ahment Davutoglu al suo arrivo all'incontro con i leader Ue Tusk, Juncker e Rutte. 
E celebra l'accordo Ue-Turchia parlando di "giornata storica" e affermando che "l'Ue e Turchia hanno lo stesso destino, le stesse visioni e le stesse caratteristiche". "Non c'è futuro per la Turchia senza l'Ue e non c'è futuro per l'Ue senza la Turchia", dice, invitando ad una collaborazione strategica sulla crisi siriana.
Renzi, accordo Turchia-Ue rispetta tema diritti - "L'accordo raggiunto al Consiglio Ue rispetta i paletti che anche noi, non solo noi, avevamo messo: c'è un esplicito riferimento ai diritti umani, alla libertà di stampa e quei valori fondanti dell'Europa". Lo ha detto Renzi al termine del vertice Ue. - "Ora il tema - ha aggiunto Renzi - è far seguire alle parole i fatti. Come Italia auspichiamo che tutto vada per il meglio. Se solo, grazie a quest'accordo, riuscissimo a salvare un solo bambino, avremmo fatto solo il nostro dovere""Nelle conclusioni raggiunte oggi dal Consiglio Ue c'è un esplicito riferimento alla Libia e all'Africa". Lo ha detto il presidente del Consiglio, esprimendo con soddisfazione "l'approccio onnicomprensivo" assicurato dal Consiglio Ue. "A chi ci chiede che bisogna aiutarli a casa loro - ha aggiunto - noi diciamo che la strada è la cooperazione. Ora il punto è passare dalle parole ai fatti". "Questo è uno dei grandi temi di novità proposto negli ultimi due anni con l'azione del governo e delle istituzioni italiane. Abbiamo rimesso l'Africa al centro", ha aggiunto il premier.
Merkel,no ricollocamenti solo da Ungheria e Slovacchia - Solo Ungheria e Slovacchia si sono dette non disponibili al piano di ricollocamenti dei rifugiati bloccati in Grecia. Lo dice Angela Merkel dopo la conclusione del vertice.

mercoledì 24 febbraio 2016

UNIONI CIVILI, accordo raggiunto nella maggioranza


ROMA, 24 febbraio - Accordo raggiunto nella maggioranza sul maxi-emendamentoche dovrebbe riscrivere il ddl sulle Unioni Civili. "Habemus, l'emendamento è scritto molto bene, ora aspettiamo la bollinatura", ha detto il senatore Pd Andrea Marcucci. 
"L'accordo sulle unioni civili è un fatto storico per l'Italia. E' davvero #lavoltabuona", ha commentato Matteo Renzi su twitter l'intesa raggiunta in maggioranza sulle unioni civili.
L'emendamento, che definisce il ddl sulle unioni civili, recepisce, a quanto si apprende da fonti parlamentari, il ddl Cirinnà salvo lo stralcio della stepchild adoption, ovvero l'articolo 5, e l'eliminazione dell'obbligo di fedeltà, contenuto nell'articolo 3.
L'accordo sulle unioni civili, ha detto il capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda, conferma lo stralcio della parte che riguarda lastepchild adoption che tuttavia sarà introdotta in un ddl sulle adozioni che dovrà avere "una corsia preferenziale" ed essere approvato alla Camera e al Senato "entro la fine di questa legislatura".
Sulle unioni civili, "l'Italia avrà una buona legge" raggiungendo così "un traguardo importante", ha detto Zanda. "Il telaio del testo resta identico, non ci sono modifiche sostanziali" spiega il capogruppo Pd affermando che è stato raggiunto un accordo che "porta l'Italia ad avere una buona legge in cui vengono concessi diritti alle coppie omosessuali che prima non avevano". Per Zanda "il telaio del testo è rimasto identico: mi sembra un traguardo importante" visto che si tratta di una "legge molto complessa e difficile perché tocca le sensibilità di ogni parlamentare e che viene approvata dopo due anni e mezzo di discussione". E dopo, sottolinea, "il voltafaccia del M5s che ha determinato l'intervento del governo, segno - ha aggiunto - di grande attenzione" per queste norme.
Il testo dovrebbe arrivare in serata in Senato, dopo il voto di fiducia sul milleproroghe.  Domani, probabilmente il voto finale. Un punto di caduta sarebbe inoltre stato trovato anche sul comma 4 dell'art.3, verrebbe disciplinato che le disposizioni non si applicano alle norme del codice civile non richiamate espressamente dal ddl "fatta salva la legge sulle adozioni".

venerdì 12 febbraio 2016

BEROLASO accetta: sarà candidato sindaco del centrodestra a ROMA


ROMA, 12 febbraio - "Sono onorato della proposta che Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni mi hanno formulato. Grazie al progressivo miglioramento delle condizioni di salute della mia adorata nipotina, che mi consentono di riacquisire la necessaria tranquillità, accetto questa nuova sfida". Lo afferma Guido Bertolaso a seguito della richiesta avanzata dai leader del centrodestra di candidarsi per il comune di Roma.
Il centrodestra, infatti, aveva posto con forza la candidatura di Guido Bertolaso a sindaco di Roma. E lo aveva fatto in una lettera firmata da Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini. "Il presidente di Forza Italia - si legge in una nota - Silvio Berlusconi, il leader della Lega Matteo Salvini e la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni hanno chiesto a Guido Bertolaso di voler guidare, nel ruolo di candidato Sindaco, un'ampia coalizione di centrodestra aperta anche al contributo delle migliori risorse della società civile". "Avendo appreso - prosegue la nota - che le motivazioni legate alle condizioni di salute di un suo carissimo famigliare e che avevano indotto Guido Bertolaso a declinare l'invito a candidarsi per il Comune di Roma sono fortunatamente venute meno, il Presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi, il leader della Lega Matteo Salvini e la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni hanno chiesto a Guido Bertolaso di voler guidare, nel ruolo di candidato Sindaco, un'ampia coalizione di centrodestra aperta anche al contributo delle migliori risorse della società civile, del mondo delle imprese e delle categorie, delle professioni e del volontariato, una coalizione in grado di conquistare il più ampio consenso dei cittadini romani e di ridare a Roma il ruolo che merita nello scenario nazionale ed internazionale. La coalizione - si legge ancora nel comunicato - non potrebbe in ogni caso sostenere candidature che sono risultate divisive, volendo doverosamente privilegiare la propria compattezza".
   

FRAGILE accordo trovato sulla SIRIA

MONACO DI BAVIERA, 12 febbraio - Al termine di una notte di trattative è stato raggiunto a Monaco l'accordo sulla Siria: le ostilità dovranno cessare entro 7 giorni mentre fin da subito dovrà essere garantito l'accesso agli aiuti umanitari. E' quanto prevede il documento approvato dell'International Syria Support Group, come confermato dal segretario di Stato Usa, John Kerry. Presto una task force Onu per gli interventi. Russia: "Terroristi esclusi da tregua, la lotta continua". "I membri dell'Issg si impegnano a esercitare la loro influenza per una immediata e significativa riduzione delle violenze che porti alla fine delle ostilità in tutta la nazione entro una settimana", si legge nell'atto finale. 

"Guerra avvantaggia solo estremismo" - "Più a lungo dura la guerra più ne approfittano gli estremisti", ha spiegato Kerry, sottolineando come tutti abbiano capito la grande importanza di questo momento. "Ci sono stati dei progressi e questo migliorerà la vita quotidiana dei siriani".

Il gruppo internazionale di sostegno alla Siria è stato costituito nel mese di novembre, poco dopo l'inizio dei colloqui di pace a Vienna, per risolvere la crisi siriana.

Task force Onu per garantire aiuti - L'Onu venerdì alle 16 riunirà a Ginevra una task force umanitaria composta da membri del gruppo di sostegno alla Siria, a cui verrà sottoposto un piano delle Nazioni Unite di interventi umanitari.

Gentiloni: accordo riaccende la speranza - "Aiuti umanitari entro domenica e una settimana per fine ostilità. La nottata diplomatica qui a Monaco ha riacceso la speranza": il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha commentato così, sul suo account Twitter, l'accordo sulla Siria raggiunto la notte scorsa a Monaco. 

Lavrov: "Basta accuse a Mosca" - A margine dell'incontro di Monaco, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha difeso Mosca: "I russi sono colpiti da mesi da accuse senza fondamento. E' solo propaganda. Era un sistema tipico dell'Unione Sovietica, noi l'abbiamo abbandonato ma ci sono molte manifestazioni di trend del genere nei media di altri Paesi". Poi ha aggiunto: "Invece di puntare il dito contro, bisognerebbe dire che abbiamo un nemico comune e trovare soluzioni".

"Terroristi esclusi dalla tregua, la lotta continua" - "I gruppi terroristici sono stati chiaramente esclusi dal cessate il fuoco: noi continueremo dunque a combattere i terroristi al fianco del governo siriano - ha spiegato Lavrov -. "Ci aspettiamo che finalmente gli americani cooperino con noi dal punto di vista militare e che questo avvicini l'obiettivo prefissato dal presidente Putin: la creazione di un vero fronte comune nella lotta contro il terrorismo".

Siria, opposizione: "Su cessate fuoco decideranno i combattenti" - "Saranno le fazioni combattenti" dei ribelli siriani a dire l'ultima parola sull'accordo per la Siria. A riferirlo è un membro della delegazione dell'opposizione siriana. "Il progetto di una tregua provvisoria per porre fine alle azioni ostili sarà esaminato con le fazioni combattenti sul terreno", ha detto George Sabra membro della Alto Consiglio per i negoziati dell'opposizione presente a Monaco, come riporta il quotidiano panarabo al Qusds al Arabi. 

Istituto ricerca: 470mila uccisi in 5 anni -
 E' di quasi mezzo milione di siriani uccisi il bilancio di cinque anni di violenze in Siria, circa il doppio di quanto documentato un anno e mezzo fa dall'Onu. Lo si apprende dal rapporto aggiornato di un autorevole think tank siriano indipendente, il Syrian Center for Policy Research (Scpr) basato a Beirut.

Gentiloni: "Niente truppe di terra" - Certamente l'Italia non invierà truppe di terra in Siria perché non è questa la soluzione del problema. Lo ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni sottolineando che comunque "rispettiamo le decisioni di tutti". "Se altri Paesi, come l'Arabia Saudita, immaginano di inviare forze speciali sul terreno sarà una loro scelta", ha aggiunto.

domenica 13 dicembre 2015

CLIMA, l'accordo di PARIGI entra nella storia


PARIGI, 13 dicembre - C'è il via libera all'accordo sul clima a Parigi. I delegati dei 195 Paesi, ai quali si aggiungono tutti i membri dell'Unione europea, hanno detto sì a un testo che diventerà storico. Si tratta di una carta che ha ricevuto l'ok dalla XXI conferenza internazionale dell'Onu, riunita nella Capitale francese per trovare un'intesa per combattere i cambiamenti climatici.
L'approvazione del documento preparato è stata ampiamente celebrata dal presidente della Conferenza, Laurent Fabius, e dai rappresentanti dell'Onu, con calorosi abbracci sul palco. Per sancire questo accordo sul clima, ha commentato Fabius, "devo battere con il martello, è un piccolo martello ma penso che possa fare molto".
Le misure oggetto dell'accordo includono:
• La riduzione del picco di emissioni di gas serra nel più breve tempo possibile e il raggiungimento di un equilibrio tra fonti e pozzi dei gas ad effetto serra nella seconda metà di questo secolo
• il mantenimento dell'aumento della temperatura globale "ben al di sotto" dei 2C  e il proseguimento degli sforzi per limitare a 1.5C
• Verificare i progressi compiuti ogni cinque anni
• $ 100 miliardi all'anno in finanziamenti per il clima per i paesi in via di sviluppo entro il 2020, con l'impegno di ulteriori finanziamenti in futuro

Galletti: "Siamo nella storia" - "Siamo nella storia". Così ha commentato l'evento il ministro dell'Ambiente italiano, Gian Luca Galletti. "E a questa storia - ha continuato - ha contribuito anche l'Italia, che sin dall'inizio con tutta l'Europa ha creduto nell'obiettivo ambiziosissimo di 1,5 gradi".


Obama: accordo grazie alla leadership Usa - Il presidente Usa Barack Obama ha scritto su Twitter: "E' enorme: quasi tutti i Paesi del mondo hanno appena firmato per l'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, grazie alla leadership americana". "Questa è la migliore chance che abbiamo" di salvare il Pianeta.

"Accordo non perfetto ma è quadro durevole" - L'accordo sul clima "non è perfetto, ma fornisce un quadro durevole - ha sottolineato il presidente degli Stati Uniti -. Insieme abbiamo raggiunto un accordo di cui il mondo ha bisogno". 

Cameron "saluta" lo storico testo
 - E il premier britannico David Cameron ha salutato con un tweet lo "storico accordo" sul clima.

Ban: "Gettate le basi per la pace" - Questo accordo "getta le basi per progressi nella lotta alla povertà, rafforza la pace e garantisce una vita dignitosa e opportunità per tutti", ha scritto in un tweet il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon.

Renzi: passo avanti decisivo, Italia protagonista - "L'accordo sul clima a Parigi è un passo in avanti decisivo. Italia protagonista, oggi e domani". Lo scrive il presidente del Consiglio Matteo Renzi, commentando su Twitter il risultato della Cop21.

Hollande: grande rivoluzione per il Pianeta - "A Parigi ci sono state grandi rivoluzioni in due secoli ma oggi è una grande rivoluzione per il Pianeta contro il cambiamento climatico". Così il presidente francese Francois Hollande nel discorso ai delegati della Cop21 rilevando che "la data 12 dicembre resterà una grande data per il pianeta", in cui si segna un passo importante nella "lotta per l'uguaglianza e i diritti umani, grazie a voi".

sabato 12 dicembre 2015

COP 21, pronta una bozza di accordo globale


PARIGI, 12 dicembre - Dopo una notte di negoziati è stata messa a punto una bozza finale per un accordo globale per la lotta contro i cambiamenti climatici e sarà presentata dal ministro degli esteri francese Laurent Fabius alle 11.30 alle 195 delegazioni che partecipano alla conferenza di Parigi. Lo riferiscono diversi media francesi.
"E' difficile dire quali saranno le decisioni finali. L'accordo ci sarà e sarà buono - ha detto il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti - Ma anche se facessimo il miglior accordo possibile ma non avessimo un sistema di monitoraggio negli anni non servirebbe a niente".

I Paesi additati come 'ostacoli' restano Cina, India, Arabia Saudita. Ma anche ai Paesi avanzati dell'Ue e del 'gruppo-ombrello' (che include tra gli altri Usa, Canada, Giappone e Australia) alcuni osservatori delle Ong imputano un atteggiamento troppo rigido, e un "gioco pesante" sul fronte dei finanziamenti. Mentre sulla scena sono emersi una serie di attori inediti e determinati - come Nigeria, Grenada o l'arcipelago polinesiano di Palau - scesi in campo per difendere "passaggi chiave" dell'accordo sulla tutela delle aree vulnerabili.

lunedì 26 ottobre 2015

MIGRANTI/ Accordo a BRUXELLES, 100mila nuovi posti di accoglienza


BRUXELLES, 26 ottobre- Primo passo avanti nel tentativo di rallentare e gestire l'esodo dei migranti verso l'Europa lungo la rotta balcanica: accordo raggiunto in extremis stanotte a Bruxelles. Punti chiave sono la registrazione dei migranti che altrimenti non avranno diritti e la creazione di 100mila nuovi posti d'accoglienza: 50mila in Grecia e 50mila lungo i Balcani.
"Abbiamo posto la prima pietra, ora dobbiamo fare ulteriori passi in avanti", ha commentato la Merkel.

Come parte della transazione, i leader hanno convenuto di:
  • entro una settimana, di inviare 400 agenti di polizia in Slovenia, che ha lottato con i numeri di arrivo
  • "scoraggiare" il movimento dei migranti alle frontiere dei paesi vicini ", senza informare i paesi vicini"
  • nominare funzionari di contatto che possono inviare informazioni sui numeri di migranti ad altri paesi e autorità

I colli di bottiglia sono stati esacerbati in parte dall'Ungheria her hs chiuso le sue frontiere con la Serbia e la Croazia, costringendo gli immigrati a cercare percorsi alternativi a nord.
I loro viaggi sono stati aiutati da governi che li hanno agevolati a muoversi nei campi o al confine prossimo.

"L'ondata deve essere fermata e questo è ciò che sta per accadere", ha detto il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker dopo il vertice.


mercoledì 23 settembre 2015

INTERNI/ RIFORMA DEL SENATO, accordo nel Pd


ROMA, 23 SET - La maggioranza ha raggiunto un accordo nella notte e ha depositato tre emendamenti alla riforma costituzionale, firmati da Anna Finocchiaro, sulla elettività dei senatori, sulle funzioni del Senato e sui giudici costituzionali. I futuri senatori, afferma il testo frutto dell'intesa nel Pd, saranno decisi "in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalità stabilite dalla legge".
Oltre alla questione dell'elettività dei senatori si affronta anche il tema delle funzioni del Senato e dei giudici costituzionali. I capigruppo di maggioranza Luigi Zanda, Renato Schifani e Karl Zeller hanno aggiunto le loro firme ai 3 emendamenti depositati da Anna Finocchiaro.  "E' un bel successo del Pd - dicePierluigi Bersani - e spero che in questo clima nuovo tutti assieme e senza più strappi si possa lavorare ancora per perfezionare la riforma. Gli elettori scelgono i senatori: questo è il principio costituzionale, i dettagli li si vedranno come giusto nella legge elettorale".
Per Gianni Cuperlo, della minoranza Pd,  "una buona riforma della Costituzione è il traguardo di tutti. Il testo degli emendamenti all'articolo 2 proposti stamane a Palazzo Madama è una soluzione che garantisce il diritto dei cittadini a scegliere i senatori senza annullare i pilastri dell'impianto. Adesso facciamo un passo in più". invitando a prevedere il coinvolgimento di sindaci metropolitani e governatori, e di modificare le norme sui procedimenti legislativi e sul presidente della Repubblica per "allargare" la maggioranza pro-riforma.
"Abbiamo agito seguendo le richieste del presidente Pietro Grasso - afferma il sottosegretario alle Riforme, Luciano Pizzetti - che ha sempre auspicato un'intesa per procedere al meglio. L'intesa nel Pd e in tutta la maggioranza c'e'. Ora ci sono tutte le premesse per procedere". 
L'emendamento, in cui non si fa riferimento ad alcun "listino", dispone che i futuri senatori saranno eletti dai consigli regionali che dovranno tenere conto delle "scelte" fatte dagli elettori al momento del voto. 
Funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica: è questo l'esercizio che si aggiunge alle funzioni che deve svolgere il nuovo Senato, oltre a quello della rappresentazione delle istituzioni territoriali, grazie a uno degli emendamenti Finocchiaro presentati questa mattina al ddl Riforme in Senato. L'emendamento introduce inoltre la possibilità di verificare l'impatto delle politiche del'Unione europea sui territori. Inoltre il nuovo Senato "concorre ad esprimere pareri sulle nomine di competenza del Governo nei casi previsti dalla legge e a verificare l'attuazione delle leggi dello Stato".

martedì 15 settembre 2015

ESTERI/ Il fallimento Ue, nessun accordo sui migranti


BRUXELLES, 15 settembre - Il consiglio Affari Interni Ue, secondo fonti diplomatiche, non è stato in grado di trovare un accordo su un documento di conclusioni, che esige unanimità, e dalla riunione viene fuori solo una dichiarazione della presidenza di turno lussemburghese. Fonti hanno rivelato che Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania si sono messe di traverso al consiglio Affari interni Ue sui migranti ed hanno impedito di trovare un'intesa unanime sulla bozza di conclusioni, spiegano fonti diplomatiche. Budapest ha anche insistito nel voler essere cancellato dalla lista dei Paesi beneficiari dei ricollocamenti.
Non è stato possibile trovare l'unanimità sui 120mila ricollocamenti ma "c'è un accordo di principio suffragato da una larga maggioranza di Paesi" e "il Consiglio può decidere per maggioranza qualificata". Lo ha detto Jean Asselborn, ministro degli Esteri del Lussemburgo, presidente di turno dell'Ue, al termine della riunione di Bruxelles. 
Tutto è quindi rimandato alla nuova riunione dei ministri dell'8 ottobre, quando di fronte a mali estremi, si andrà avanti con la maggioranza qualificata. Intanto i 28 hanno dato il via libera formale per l'avvio della 'fase 2' della missione navale EuNavFor Med che prevede l'uso della forza contro gli scafisti nel Mediterraneo.

A chiare lettere è emerso anche che il trattato di Schengen è in gioco in questa partita, indebolito ulteriormente dopo che Vienna eBratislava hanno espresso l'intenzione di seguire l'esempio di Berlino ripristinare i controlli alle frontiere, minacciando così di scatenare un "effetto domino" che potrebbe peggiorare la già complicata situazione nel Vecchio continente. La Polonia sta valutando cosa fare al riguardo, e anche il ministro francese Bernard Cazeneuve minaccia di percorrere quella strada se le cose con l'Italia non dovessero funzionare. 

Intanto, col via libera di oggi al primo schema di 40mila ricollocamenti (26mila dall'Italia e 14mila dalla Grecia) si costituisce la base legale per l'avvio dell'approccio "hotspot", centri di smistamento per distinguere i profughi dai migranti economici. E proprio questi ultimi dovrebbero essere trattenuti in Italia e Grecia, in centri attrezzati regolati da una "certa severità", come spiega il ministro dell'Interno Angelino Alfano
, in attesa del rimpatrio. Il titolare del Viminale chiede però l'applicazione degli hotspot in modo graduale, in parallelo ai ricollocamenti, ma soprattutto condizionata "al funzionamento dei rimpatri", che devono essere "gestiti da Frontex" con "risorse comunitarie" e sotto la responsabilità europea. 

martedì 11 agosto 2015

Economia/ GRECIA, accordo con i creditori


ATENE, 11 agosto - La Grecia ha raggiunto un accordo con i creditori per il terzo salvataggio del paese. E' quanto afferma in un tweet il portavoce del ministero delle finanze. "I negoziati sono terminati, alcuni dettagli rimangono" afferma al termine della maratona di trattative che dura da diversi giorni.
Fra le misure richieste dai creditori al governo greco vi sono le modifiche alla tassazione sulla stazza dei cargo per le imprese mercantili, la riduzione dei prezzi dei farmaci generici, la revisione del sistema di previdenza sociale. Nel pacchetto di 27 pagine trova spazio anche il rafforzamento del personale dipendente dal dipartimento per i crimini finanziari (Sdoe, l'equivalente della Guardia di Finanza italiana), la graduale abolizione delle pensioni anticipate, l'attuazione delle riforme di mercato sui prodotti proposti dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), la deregolamentazione del mercato dell'energia e l'attuazione del programma di privatizzazioni già avviato. Arriva anche la più volte richiesta eliminazione delle agevolazioni fiscali per le isole, ma partirà dalla fine del 2016.

lunedì 13 luglio 2015

Accordo GRECIA, euroscettici delusi

Luigi Di Maio
ROMA, 13 luglio - Delusione degli euroscettici italiani per l'intesa raggiunta dal premier greco Tsipras con l'Ue. Intesa, "non scontata", come ha riferito lo stesso premier Matteo Renzi. "Tsipras - scrive su Facebook il vice presidente M5s della Camera Luigi Di Maio - ha tradito il referendum e la democrazia. La Grecia era ad un passo dalla sua libertà, dopo il referendum doveva solo tenere duro ai tavoli europei, purtroppo però è mancato l'attaccante per andare a rete".  L'accordo è "una buffonata" anche per il leader leghista Matteo Salvini. Mentre il leader cinquestelle Beppe Grillo arriva a parlare di colpo di stato. Plaude a Tsipras, invece, Sel.

GRECIA, ACCORDO RAGGIUNTO dopo 17 ore di negoziato


BRUXELLES,  12 luglio - Accordo raggiunto all'unanimità sulla Grecia e i creditori". Dopo 17 ore di negoziato, in quello che passerà alla storia come il vertice dei capi di Stato europei più lungo, è stata evitata la Grexit. 
Alexis Tsipras, il premier greco, sa benissimo cosa deve fare entro mercoledì: far approvare aumenti dell’Iva a tutto campo (inclusa quella su molte categorie di alimenti), un rialzo del contributo sanitario su tutte le pensioni dal 4% al 6% (anche quelle più basse), un nuovo Codice di procedura civile che acceleri i tempi e l’efficienza dei tribunali, la salvaguardia della piena indipendenza dell’ufficio statistico greco Elstat, una clausola per tagliare la spesa in modo «semi-automatico» se non si centrano gli obiettivi di bilancio, la trasposizione immediata della direttiva europea sulla «risoluzione» (cioè la liquidazione) delle banche.
Tutti i protagonisti della maratona hanno espresso la loro soddisfazione. 
La cancelliera Merkel: "Sulla Grecia è stato approvato il piano A e non c'è nessun bisogno di un piano B". Il premier greco Tsipras: "Abbiamo lottato duro a Bruxelles ora lo faremo in Grecia". "Non credo sia un accordo umiliante per i greci, e non credo che altri europei perderanno la faccia":  ha detto il presidente della Commissione Ue Juncker. "Una rottura sarebbe stata insensata e nella notte si è rischiata la Grexit", ha sottolineato il premier Renzi
Le Borse è i mercati corrono, dopo mesi di preoccupazione. Anche lo spread Btp-Bund festeggia e precipita.

Merkel, vantaggi accordo superano svantaggi  - L'accordo raggiunto all'unanimità sulla Grecia ha più vantaggi che svantaggi. E' la valutazione della cancelliera Angela Merkel. Sulla Grecia è stato approvato il piano A e non c'è nessun bisogno di un piano B. Il terzo programma per il salvataggio della Grecia avrà un importo di 82-86 miliardi di euro, ha spiegato Merkel. La cancelliera tedesca Angela Merkel ritiene che la fiducia tra i partner dell'Eurozona "potrà essere ristabilita" se quanto concordato sarà applicato nei tempi e nei modi stabiliti.

Tsipras,evitato trasferimento beni all'estero - "Abbiamo evitato il trasferimento dei nostri beni all'estero", cosi' il premier greco Alexis Tsipras lasciando l'Eurosummit. "Abbiamo lottato duro" a Bruxelles ora lo faremo in Grecia contro "gli interessi" consolidati, ha aggiunto Tsipras. "Abbiamo ottenuto l'alleggerimento del debito e finanziamenti a medio termine", ha spiegato il premier greco.

Renzi, non sottovalutare accordo, ma no trionfalismi  - Ne' trionfalismi nè giudizi riduttivi su un accordo che "non era scontato". Così il premier Matteo Renzi al termine del summit che ha raggiunto un'intesa sulla Grecia. "E' stata una nottata di grande impegno e anche di qualche tensione", è stato raggiunto, "un accordo importante che in molti momenti della nottata non è apparso scontato". "Credo che costi meno fare un grande investimento sulla crescita che rischiare di dover fare domani un grande investimento sui salvataggi", ha sottolineato Renzi.

Finalmente è arrivato l'accordo. Il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk: 'Sulla Grecia accordo all'unanimità, pronti per Esm'. "L'accordo è stato raggiunto all'unanimità, tutto pronto per andare a programma Esm con riforme serie e sostegno finanziario": così il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk su twitter.
"Dopo 17 ore di negoziato abbiamo raggiunto un accordo per avviare negoziati sugli aiuti Esm con rigide condizioni": lo ha detto il presidente Tusk, precisando che ora i ministri delle finanze dovranno decidere "con urgenza come aiutare la Grecia con un finanziamento ponte".

"Accordo umiliante". Così Panagiotis Lafazaris, ministro dell'energia e leader dell'ala radicale di Syriza, definisce il compromesso raggiunto ad Atene in una nota a nome di "Piattaforma di sinistra" pubblicata sul sito parapolitika.gr.
In uno dei momenti più duri del negoziato, nella notte, all'Eurosummit il premier greco Alexis Tsipras si è tolto la giacca e porgendola ha detto: "Prendete anche questa!". Lo riferiscono fonti di Bruxelles.

"Ora l'accordo va al Parlamento greco, che deve approvarlo e dare il via libera anche alle prime misure entro mercoledì" E' quanto ha spiegato il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, precisando che l'Eurogruppo si riunirà anche mercoledì per valutare la situazione dopo che il Parlamento ad Atene si sarà espresso. Il via libera al negoziato sul salvataggio Esm arriverà entro la fine della settimana.

mercoledì 8 luglio 2015

Cinque giorni per TROVARE un accordo oppure domenica GREXIT


BRUXELLES, 8 luglio - L'Unione europea, dopo il vertice dell' Eurozona, concede alla Grecia cinque giorni per trovare un accordo, oppure domenica un nuovo summit, questa volta a 28, dichiarerà il default. Per Angela Merkel "la situazione è abbastanza grave e incerta". Per Tsipras c'è "un clima positivo" e "il processo sarà rapido". Nuove riforme saranno proposte entro domani. Pronto un piano di aiuti umanitari in caso di fallimento.
 "Non escludo alcuna ipotesi", al punto che "abbiamo preparato uno scenario di 'Grexit' alla Commissione Ue, così come uno di aiuti umanitari, ma quello che preferisco è uno scenario per mantenere la Grecia nell'eurozona". Così il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker dopo l'eurosummit. "Se entro domenica non ci sarà un accordo sul nuovo programma di aiuti alla Grecia si andrà verso la Grexit con un programma di accompagnamento" e aiuti umanitari: "non c'è una terza opzione". Lo ha detto il presidente francese Francois Hollande al termine del vertice dell'Eurozona.
Atene deve presentare la sua proposta giovedì e domenica i 28 paesi della Ue la discuteranno. "Abbiamo quindi solo cinque giorni di tempo per un accordo". Così il presidente della Ue Donald Tusk al termine dell'Eurosummit. "Non ho mai parlato di scadenze ma oggi dico che abbiamo solo 5 giorni per trovare l'accordo finale, tutti hanno responsabilità di trovare una soluzione", altrimenti le conseguenze comprendono "il fallimento della Grecia e delle sue banche": così il presidente della Ue Donald Tusk.

giovedì 2 luglio 2015

Accordo alla Whirlpool, nessuna chiusura e nessun esubero strutturale


ROMA, 2 luglio - Le parti sociali e Whirlpool hanno firmato un accordo al Mise che prevede che non sia chiuso nessuno stabilimento italiano e non ci siano esuberi strutturali. L'accordo dovrà essere approvato dai lavoratori. Lo riferiscono fonti sindacali. Già da domani si terranno le assemblee informative sull'ipotesi di accordo negli stabilimenti Whirlpool in Italia e il 13 e 14 luglio i lavoratori saranno chiamati a votarlo. Lo fanno sapere fonti sindacali. L'accordo evita la chiusura di Carinaro e prevede incentivi all'esodo e per i trasferimenti in altri stabilimenti come Napoli e Varese.

venerdì 5 giugno 2015

VAROUFAKIS, la Grecia vuole l'accordo, ma ha bisogno di speranza

Yanis Varoufakis
ATENE, 5 giugno - La Grecia ''e' pronta e vuole'' un accordo con l'Europa, ma ha bisogno di speranza. Una speranza che deve arrivare dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. Lo afferma il ministro delle finanze greco, Yanis Varoufakis, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. Se la Grecia deve attuare riforme con successo ha bisogno di speranza, afferma Varoufakis. Uno 'Speech of Hope', discorso della speranza, dovrebbe arrivare da Merkel e dovrebbe segnare una ''rottura con gli ultimi cinque anni di nuovi prestiti'' che - conclude il ministro greco - si sono andati ad aggiungere a un debito gia' insostenibile e condizionati a dosi di austerity punitiva.
L'offensiva politica di Angela Merkel, con una raffica di incontri ai massimi livelli fra Berlino e Bruxelles sfociata in una proposta più 'soft' per sbloccare l'impasse in Grecia, per il momento fa flop. Atene ha rifiutato l'offerta dei creditori, decidendo di rinviare il pagamento dovuto domani al Fmi e gettando di nuovo nell'incertezza il negoziato. "Le proposte presentate (dai creditori, ndr) aumenterebbero la povertà e la disoccupazione", mentre serve una "immediata convergenza verso proposte più realistiche", si legge in una nota del ministero delle Finanze ellenico. Una doccia gelata sulla trattativa - anche se i coup de theatre nella vicenda greca hanno spesso ceduto il passo alla ragione - che era stata rilanciata dopo il pressing di Washington, preoccupata per l'impatto di un possibile default, e accolta dalla cancelliera con un vertice d'emergenza a Berlino martedì assieme a Mario Draghi, Christine Lagarde, Francois Hollande e Jean-Claude Juncker. E quanto il default sia dietro l'angolo (Atene ha detto in passato che non pagherebbe il Fmi senza un accordo) lo rivela la decisione, contrariamente a quanto dichiarato fino a poche ore prima sia dal Fmi che da Atene, di non pagare domani la tranche dovuta domani all'istituzione di Washington: la Grecia "intende accorpare i quattro pagamenti di giugno in un unico esborso il 30 giugno", informa una nota del Fmi che, richiamando una decisione interna risalente agli anni '70, sembra acconsentire.