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venerdì 20 maggio 2016

MATTARELLA ha firmato la legge sulle UNIONI CIVILI


ROMA, 20 maggio - Il disegno di legge sulle unioni civili è stato promulgato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Lo si legge sul sito del Quirinale. La legge riconosce per la prima volta i diritti e i doveri delle coppie omosessuali che vogliono unirsi civilmente e delle coppie eterosessuali e omosessuali che non vogliono sposarsi, ma solo registrare la loro convivenza.  La legge approvata in via definitiva dalla Camera lo scorso 11 maggio, ora deve essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, per poi entrare in vigore trascorsi 15 giorni. 

"Con la firma del presidente Mattarella della legge sulle unioni civili l'Italia ultima oggi una svolta storica sul fronte dei diritti. Ringrazio il presidente per la sollecitudine con la quale ha voluto adempiere a questo atto, rispondendo così anche alle sollecitazioni della Corte europea e alle osservazioni della Corte costituzionale per dare prontamente anche al nostro Paese una legislazione non discriminatoria nei confronti delle coppie dello stesso sesso". Lo dichiara Monica Cirinnà (Pd). "Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale la legge ora entra pienamente in vigore - aggiunge - Per celebrare le prime unioni adesso sarà necessario l'ultimo passo: quello di un decreto, da emanare entro 30 giorni,  che darà agli ufficiali dello stato civile tutte le indicazioni e le istruzioni per la celebrazione. Sono certa che il Consiglio dei ministri saprà provvedere in tempi rapidi, scrivendo definitivamente una delle più belle pagine della storia dei diritti in Italia".

martedì 17 maggio 2016

BAGNASCO, unioni civili colpo finale per la famiglia


ROMA, 17 maggio - Il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, nella relazione all'assemblea generale dei vescovi, attacca la legge sulle unioni civili. "Sancisce di fatto una equiparazione al matrimonio e alla famiglia - dice -, e le differenze sono solo dei piccoli espedienti nominalisti, o degli artifici giuridici facilmente aggirabili, in attesa del colpo finale, la pratica dell'utero in affitto, che sfrutta il corpo femminile profittando di condizioni di povertà".
"Sprecate troppe energie sulle unioni civili, sono altri i problemi" - Il lavoro che manca, la povertà, le dipendenze come quelle legate al gioco d'azzardo sono i problemi del Paese rispetto ai quali "la gente vuole vedere il Parlamento impegnato senza distrazioni di energie e di tempo. Per questo non si comprende come così vasta enfasi ed energia sia stata profusa per cause che rispondono non tanto a esigenze, già per altro previste dall'ordinamento giuridico, ma a schemi ideologici", afferma Bagnasco.
"Serve una manovra coraggiosa per le famiglie" - Un fronte di preoccupazione, prosegue, "è quello della natalità. Finalmente, dopo anni che lo richiamiamo, oggi perlomeno si parla di inverno demografico". "La demografia un indicatore decisivo dello stato di salute di un Paese. Che cosa sta facendo lo Stato perché si possa invertire la tendenza? Si avverte l'urgenza di una manovra fiscale coraggiosa, che dia finalmente equità alle famiglie con figli a carico. Gli esperti dicono che la messa in atto del cosiddetto 'fattore famiglia' sarebbe già un passo concreto e significativo".

"Sempre più poveri in Italia, pesa anche la corruzione" - L'arcivescovo di Genova poi denuncia come ci siano sempre più poveri in Italia e come la ricchezza sia sempre più concentrata nelle mani di pochi, spesso anche corrotti. "La povertà assoluta - aggiunge - investe 1,5 milioni di famiglie, per un totale di 4 milioni di persone, il 6,8% della popolazione italiana. Mentre la platea dei poveri si allarga inglobando il ceto medio di ieri, la porzione della ricchezza cresce e si concentra sempre più nelle mani di pochi, purtroppo a volte anche attraverso la via della corruzione personale o di gruppo".

mercoledì 11 maggio 2016

UNIONI CIVILI, la Camera ha votato la fiducia al governo sul ddl


ROMA, 11 maggio - Unioni civili: la Camera ha confermato la fiducia al governo sul ddl con 369 voti a favore, 193 contrari e 2 astenuti. Ad astenersi sono stati due deputati del gruppo Misto: si tratta di Vincenza Labriola e Rudi Franco Marguerettaz. Come avevano annunciato, hanno votato contro la fiducia due deputati di maggioranza: Alessandro Pagano di Ap e Mario Sberna di Ds-Cd.
"Oggi è un giorno di festa per tanti", ha scritto in un post su Facebook il premier Matteo Renzi riferendosi al voto alla Camera sulle Unioni civili e sottolineando come la fiducia sia stata messa proprio per evitare altri ritardi. "In queste ore decisive - ha scritto il premier su Facebook - tengo stretto nel mio cuore il pensiero e il ricordo di Alessia. E questo mi basta. Perché le leggi sono fatte per le persone, non per le ideologie": ha scritto ancora Renzi ricordando un'amica in prima fila per le unioni civili. "Lo facciamo mettendo la fiducia perché non erano possibili ulteriori ritardi dopo anni di tentativi falliti". Il riferimento del premier Matteo Renzi ad Alessia è per Alessia Ballini, morta a 41 anni in seguito ad un tumore. Ballini era originaria di San Piero a Sieve (Firenze) di cui era stata anche sindaco. Dal 2006 aveva ricoperto, alla Provincia di Firenze, il ruolo di assessore alle politiche sociali, sport, cooperazione internazionale e pari opportunità nella giunta allora guidata da Matteo Renzi. Poi, sui banchi del consiglio regionale, era stata vicecapogruppo del Pd. Ballini, paladina delle battaglie per i diritti civili, si era battuta in prima persona contro l'omofobia.
La legge sulle Unioni civili introduce due istituti completamente diversi per le coppie omosessuali e per le coppie etero. Per le prime arrivano le unioni civili, per le quali ci sono una serie di diritti e doveri molto forti, che le avvicinano al matrimonio, tra cui la reversibilita' della pensione ma non le adozioni; per le seconde nascono le convivenze, per le quali gli obblighi reciproci sono molto minori e mancano i principali diritti, come la reversibilita'.
Ecco i punti principali della legge:
COSTITUZIONE dell'UNIONE CIVILE: come il matrimonio, l'unione civile si costituisce "di fronte all'ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni". L'atto viene registrato "nell'archivio dello stato civile".
COGNOME: le parti, "per la durata dell'unione civile, possono stabilire di assumere un cognome comune scegliendolo tra i loro cognomi. La parte puo' anteporre o posporre al cognome comune il proprio cognome".
OBBLIGHI RECIPROCI: "dall'unione deriva l'obbligo reciproco all'assistenza morale e materiale e alla coabitazione". Non c'e' obbligo di fedelta', come nel matrimonio. "Entrambe le parti sono tenute ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacita' di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni".
VITA FAMILIARE: "Le parti concordano tra loro l'indirizzo della vita familiare e fissano la residenza comune; a ciascuna delle parti spetta il potere di attuare l'indirizzo concordato". Il comma ricalca le norme del diritto di famiglia.
REGIME PATRIMONIALE: il regime ordinario e' la comunione dei beni, a meno che le parti pattuiscano una diversa convenzione patrimoniale.
PENSIONE, EREDITA' E TFR: e' la parte che danneggia maggiormente un eventuale figlio di uno dei due partner, che oggi sarebbe l'unico beneficiario della pensioni di reversibilita', dell'eredita' e del Tfr maturato dal genitore. Con la nuova legge la pensione di reversibilita' e il Tfr maturato spettano al partner dell'unione. Per la successione valgono le norme in vigore per il matrimoni: al partner superstite va la "legittima", cioe' il 50%, e il restante va agli eventuali figli.
SCIOGLIMENTO: si applicano "in quanto compatibili" le norme della legge sul divorzio del 1970, ma non sara' obbligatorio, come nello scioglimento del matrimonio, il periodo di separazione.
ADOZIONI: le norme sulla stepchild adoption sono state stralciate. Nel maxi-emendamento e' stata inserita una dicitura ultronea: "resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozioni dalle norme vigenti", che dovrebbe consentire ai singoli Tribunali, per via giurisprudenziale, di concedere la stepchild adoption ai singoli casi concreti.
CONVIVENZE DI FATTO: sono quelle tra "due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinita' o adozione, da matrimonio o da un'unione civile".
ASSISTENZA IN CARCERE E OSPEDALE: i conviventi hanno gli stessi diritti dei coniugi nell'assistenza del partner in carcere e in ospedale.
DONAZIONE ORGANI: Ciascun convivente "puo' designare l'altro quale suo rappresentante con poteri pieni o limitati in caso di malattia che comporta incapacita' di intendere e di volere, per le decisioni in materia di salute; e in caso di morte, per quanto riguarda la donazione di organi, le modalita' di trattamento del corpo e le celebrazioni funerarie.
CASA: in caso di morte di uno dei partner, l'altro ha diritto di subentrare nel contratto di locazione. Se il deceduto e' proprietario della casa, il convivente superstite ha diritto di continuare a vivere in quella abitazione tra i due e i cinque anni, a seconda della durata della convivenza. La convivenza di fatto e' titolo, al pari del matrimonio, per essere inserito nelle graduatorie per le case popolari.
REGIME PATRIMONIALE: i conviventi "possono" sottoscrivere un contratto che regoli i rapporti patrimoniali, che puo' prevedere la comunione dei beni.
ALIMENTI: in caso di cessazione della convivenza, "il giudice stabilisce il diritto del convivente di ricevere dall'altro convivente gli alimenti qualora versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento". Gli alimenti sono assegnati in proporzione alla durata della convivenza.

martedì 10 maggio 2016

CAMERA, rush finale sulle unioni civili, posta la questione di fiducia


ROMA, 10 maggio - Rush finale della Camera sulle Unioni Civili. Dopo il no dell'Aula sulle questioni pregiudiziali in mattinata il ministro per i rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi ha posto la questione di fiducia. Il via libera al testo dovrebbe arrivare giovedì. Proteste dai banchi dell'opposizione per la decisione dell'esecutivo di blindare il testo.
Dopo l'annuncio del ministro Maria Elena Boschi ha preso la parola Massimiliano Fedriga della Lega, che ha attaccato i deputati del Pd che avevano applaudito l'annuncio. "Siete servi della gleba - ha gridato - applaudite pur di essere ricandidati". "Le istituzioni devono tutelare le opposizioni". "La presidenza deve tutelare le opposizioni - ha detto con voce alterata Maurizio Bianconi, dei Conservatori -. Questo provvedimento è di iniziativa parlamentare, riguarda i diritti civili e mettono lo stesso la fiducia". "Questo governo intende il Parlamento come uno zerbino", ha protestato Alfonso Bonafede di M5s. "Quello che è successo - ha detto Antonio Palmieri - è una cosa che va oltre tutto quello che abbiamo visto nella storia della Repubblica. Eravamo solo in quattro iscritti, per soli quaranta minuti. Ricordo che Renzi aveva lasciato ai suoi libertà di coscienza. Con la fiducia la libertà se le è presa, spero che al momento del voto ciascuno difenda la coscienza".


venerdì 26 febbraio 2016

RENZI sulle unioni civili: ho rischiato l'osso del collo. Le congratulazioni di OBAMA


ROMA, 26 febbraio - Renzi festeggia l'approvazione del ddl unioni civili, e ricorda il ruolo del suo governo. "La faccia ce l'ho messa. Anzi, ho fatto di più: con la fiducia ho rischiato l'osso del collo", dice il premier, precisando che si tratta di un "passo storico impensabile solo tre mesi fa". E aggiunge: "Ho avuto proprio ora un colloquio con Obama, e tra le altre cose il presidente degli Stati Uniti si è congratulato proprio per questa legge".
"Impensabile solo tre mesi fa" - Se tre mesi fa ci avessero detto che il Senato avrebbe approvato una legge sulle unioni civili, una cosa che il Paese aspetta da trent'anni, nessuno ci avrebbe creduto", sottolinea in un'intervista a Repubblica, ricordando che "una settimana fa era saltato tutto. Il M5S voleva mandarmi sotto. Il suo unico obiettivo era bloccare tutto. Altro che storie".

"Immobilismo finito" - "La verità è che l'immobilismo in questo Paese ha finito - afferma -. Ora si fanno le riforme. E anche questa è una riforma". All'organizzatore del Family Day Gandolfini, che ha promesso vendetta al referendum costituzionale, Renzi replica: "So bene che è una minaccia. Vorrebbero portare tutti i cattolici a votare no. Ma vediamo con chi sta davvero il mondo cattolico al referendum. Noi andremo in tutte le parrocchie a spiegare le ragioni della riforma. Ho grande rispetto, ma l'idea che qualcuno mi possa fermare con una minaccia... Se vogliono trasformare il referendum in un giudizio universale sul mio esecutivo, bene. Affronteremo questo giudizio".

"Passo avanti" - In riferimento allo stralcio della stepchild adoption il premier dice poi di essere "sicuro che anche quelli che adesso protestano, alla fine riconosceranno che si è fatto un passo avanti importante". "Io veramente - conclude Renzi - continuo a pensare che questo governo abbia condotto in porto diversi provvedimenti di sinistra. Penso agli 80 euro per i meno abbienti, alla responsabilità civile dei magistrati, al taglio dell'Irap. E soprattutto penso al Jobs Act".

giovedì 25 febbraio 2016

Passa al SENATO la legge sulle UNIONI CIVILI

ROMA, 25 febbraio - Via libera del Senato alle unioni civili con 173 voti favorevoli, 71 contrari e nessun astenuto. Il provvedimento ora passa alla CameraI 173 sì alla fiducia sulle unioni civili arrivano con 245 senatori presenti e 244 votanti, come comunicato dal presidente Pietro Grasso in Aula.
18 senatori di Ala su 19 votano la fiducia al governo. Senza di loro il governo avrebbe avuto 155 voti. I verdiniani risultano dunque determinanti per raggiungere la soglia della maggioranza assoluta a Palazzo madama, che è a quota 161.
Un applauso dei banchi del Pd ha segnato l'annuncio dell'ok alla fiducia nell'Aula del Senato al ddl Unioni civili. Felice Monica Cirinnà, che ha ascoltato il presidente Grasso abbracciata a Giuseppe Lumia. Subito dopo, la senatrice ha scambiato un abbraccio con il collega Andrea Marcucci. "E' un primo passo, una vittoria con un buco nel cuore. Questa è una legge importantissima ma penso anche ai figli di tanti amici. Ora dobbiamo fare un secondo passo, siamo a metà della scala": è il primo commento della senatrice Cirinnà al voto di fiducia del Senato al ddl sulle Unioni civili.

UNIONI CIVILI, anche Verdini voterà stasera la fiducia


ROMA, 25 febbraio - E' il giorno delle Unioni civili al Senato. Il governo ieri ha presentato il maxi-emendamento frutto dell'accordo con Ncd e chiesto la fiducia sul testo che verrà votata stasera con la prima chiama a partire dalle 19. E ad aggiungersi ai voti del governo ci saranno quelli di Ala (Verdini).
Via dal testo la stepchild adoptione il richiamo alla fedeltà. "Abbiamo impedito una rivoluzione contro-natura e antropologica", esulta il ministro dell'Interno Angelino Alfano ma dal centrodestra arriva l'accusa di un ddl Frankenstein che causerà innumerevoli ricorsi alla Corte Costituzionale e costituisce un "vulnus alla democrazia". Intanto al ministro arriva la replica dell'ex Pd Pippo Civati che ne chiede le dimissioni: "Chiediamo ad Alfano di prendere la macchina del tempo che lo ha portato fino a noi e di ritornare alla preistoria da cui proviene. Un ministro dell'Eterno ritorno alla discriminazione. Si dimetta".

mercoledì 24 febbraio 2016

UNIONI CIVILI, accordo raggiunto nella maggioranza


ROMA, 24 febbraio - Accordo raggiunto nella maggioranza sul maxi-emendamentoche dovrebbe riscrivere il ddl sulle Unioni Civili. "Habemus, l'emendamento è scritto molto bene, ora aspettiamo la bollinatura", ha detto il senatore Pd Andrea Marcucci. 
"L'accordo sulle unioni civili è un fatto storico per l'Italia. E' davvero #lavoltabuona", ha commentato Matteo Renzi su twitter l'intesa raggiunta in maggioranza sulle unioni civili.
L'emendamento, che definisce il ddl sulle unioni civili, recepisce, a quanto si apprende da fonti parlamentari, il ddl Cirinnà salvo lo stralcio della stepchild adoption, ovvero l'articolo 5, e l'eliminazione dell'obbligo di fedeltà, contenuto nell'articolo 3.
L'accordo sulle unioni civili, ha detto il capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda, conferma lo stralcio della parte che riguarda lastepchild adoption che tuttavia sarà introdotta in un ddl sulle adozioni che dovrà avere "una corsia preferenziale" ed essere approvato alla Camera e al Senato "entro la fine di questa legislatura".
Sulle unioni civili, "l'Italia avrà una buona legge" raggiungendo così "un traguardo importante", ha detto Zanda. "Il telaio del testo resta identico, non ci sono modifiche sostanziali" spiega il capogruppo Pd affermando che è stato raggiunto un accordo che "porta l'Italia ad avere una buona legge in cui vengono concessi diritti alle coppie omosessuali che prima non avevano". Per Zanda "il telaio del testo è rimasto identico: mi sembra un traguardo importante" visto che si tratta di una "legge molto complessa e difficile perché tocca le sensibilità di ogni parlamentare e che viene approvata dopo due anni e mezzo di discussione". E dopo, sottolinea, "il voltafaccia del M5s che ha determinato l'intervento del governo, segno - ha aggiunto - di grande attenzione" per queste norme.
Il testo dovrebbe arrivare in serata in Senato, dopo il voto di fiducia sul milleproroghe.  Domani, probabilmente il voto finale. Un punto di caduta sarebbe inoltre stato trovato anche sul comma 4 dell'art.3, verrebbe disciplinato che le disposizioni non si applicano alle norme del codice civile non richiamate espressamente dal ddl "fatta salva la legge sulle adozioni".

UNIONI CIVILI, l'NCD alza la posta


ROMA, 24 febbraio - "Lo stralcio della stepchild adoption non è sufficiente". Lo afferma il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin aggiungendo che "in questi momenti il Pd e il mio partito (l'Ncd) stanno lavorando per cercare di costruire questo emendamento in modo tale che non ci siano quelle equiparazioni al matrimonio che noi riteniamo incostituzionali". "Per i bambini già nati in questo momento - ha aggiunto - già decidono i giudici, a garanzia della continuità affettiva. Ci sono tantissimi bambini e ragazzi negli istituti e tante famiglie che vogliono adottare, ritengo si debba rimettere mano al tema delle adozioni in generale, e all'interno di questo affrontare il tema delle adozioni speciali, con tutele specifiche per i bambini che già ci sono, facendo però delle audizioni ascoltando i tribunali dei minori e gli assistenti sociali". 

Pizzetti: "In maxiemendamento solo le adozioni" - "Il maxiemendamento sulle unioni civili affronta il tema delle adozioni, non altri argomenti". E' la risposta del sottosegretario alle Riforme, Luciano Pizzetti (Pd) al ministro Lorenzin. "Stralcio adozioni e riscrittura in modo migliorativo del testo - ha affermato Pizzetti -, nessun altro passaggio di rilevanza. Il confronto c'è, siamo nella fase conclusiva ma non ci saranno rinvii, né sarà allargato il fronte degli espungimenti dal testo". 

"Stasera maxiemendamento, giovedì il voto" - Il sottosegretario Pizzetti ha inoltre garantito che la posizione dei centristi non cambierà l'agenda. "Mercoledì sera, dopo la fiducia al Milleproroghe, saremo in Aula del Senato con il maxiemendamento. Mettiamo la fiducia e votiamo entro domani", ha detto Pizzetti.

Buttiglione: "Non stiamo tirando nessuna corda" - Rocco Buttiglione, vicepresidente vicario dei deputati di Area popolare (Ncd-Udc) replica a chi accusa i cattolici di avanzare troppe pretese: "Area popolare non tira la corda sulle Unioni Civili e non avanza pretese di nessun tipo". "A chi ci rinfaccia che avremmo solo il 2% dei voti rispondiamo che quello che chiediamo è quello che vuole la grande maggioranza degli italiani: unioni civili sì, adozioni gay no, similmatrimonio no. Vogliamo lo stralcio dell'art.5 e la correzione dell'art. 3,4 per dire no alle adozioni gay", spiega Buttiglione. "Non è colpa nostra se qualcuno voleva una legge che fosse 'tutto del matrimonio salvo il nome'. Questa pretesa si è però scontrata, prima che con la resistenza di Area popolare , con la Costituzione e con la volontà del popolo italiano", ha concluso l'ex ministro. 

Accordo vicino nella maggioranza - Nonostante le palesi tensioni, pare che un accordo interno alla maggioranza sia ormai molto vicino. Nel testo, si apprende da fonti parlamentari, verrebbe salvaguardato il riferimento alla "vita familiare" ex articolo 3 mentre verrebbe stralciato l'obbligo di fedeltà previsto dal medesimo articolo. Un punto di caduta sarebbe inoltre stato trovato anche sul comma 4 dell'articolo 3: verrebbe disciplinato che le disposizioni non si applicano alle norme del codice civile non richiamate espressamente dal ddl "fatta salva la legge sulle adozioni".

martedì 23 febbraio 2016

UNIONI CIVILI, Renzi: meglio un pezzo di legge oggi che il tutto mai


ROMA, 23 febbraio - "La mia proposta è che si chiuda la legge entro la settimana, rapidissimamente, un provvedimento sulle unioni civili al Senato e poi andare immediatamente alla Camera", dice il premier Matteo Renzi questa mattina a Rtl 102.5. "Potrebbe non essere il testo migliore rispetto alle attese di tanti - spiega il premier - ma potendo scegliere tra il tutto mai e un pezzo oggi è meglio fare subito la legge, altrimenti il rischio è la paralisi, l'ennesima palude in cui come faceva sempre la politica si chiacchiera e si promette e poi non si mantiene".
Verso stralcio stepchild e fiducia - La via dell'accordo di governo per approvare le unioni civili sembra ormai decisa. In una riunione, in mattinata, tra Matteo Renzi ed i capigruppo, si sarebbe confermato, a quanto si apprende da fonti di maggioranza, l'orientamento a portare a casa la riforma con un'intesa con i partner di maggioranza di Ncd "perchè i grillini non sono affidabili". Sembra confermato che il maxi-emendamento, sul quale mettere la fiducia, non conterrebbe la stepchild adoption e prevederebbe anche "piccoli aggiustamenti" anche agli articoli 2 e 3 del ddl Cirinnà. A quanto si apprende, sarebbero accolti gli emendamenti Lumia, già frutto di un'intesa nel Pd, che chiarirebbe i diritti del codice civile estesi anche alle coppie gay.

lunedì 22 febbraio 2016

UNIONI CIVILi, il PD verso l'accordo con NCD (senza stepchild adoption)

ROMA, 22 febbraio - La via dell'accordo di governo per approvare le unioni civili sembra ormai decisa. In una riunione, stamattina, tra Matteo Renzi ed i capigruppo, si sarebbe confermato, a quanto si apprende da fonti di maggioranza, l'orientamento a portare a casa la riforma con un'intesa con i partner di maggioranza di Ncd "perchè i grillini non sono affidabili". Sembra confermato che il maxi-emendamento, sul quale mettere la fiducia, non conterrebbe la stepchild adoption e prevederebbe anche "piccoli aggiustamenti" anche agli articoli 2 e 3 del ddl Cirinnà. A quanto si apprende, sarebbero accolti gli emendamenti Lumia, già frutto di un'intesa nel Pd, che chiarirebbe i diritti del codice civile estesi anche alle coppie gay.

mercoledì 17 febbraio 2016

UNIONI CIVILI, se ne riparla mercoledì 24

ROMA, 17 febbraio - Roma - Tutto rinviato. Il  ddl Cirinnà sulle unioni civili tornerà in Aula al Senato mercoledì prossimo, 24 febbraio, dopo il Milleproroghe. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di palazzo Madama.
A indicare questa tempistica, riferisce il capogruppo di FI Romani, è stata la ministra Boschi, "che ha chiesto in capigruppo di inserire prima il Milleproroghe. Credo che questo voglia dire che il governo intenda essere più presente sul ddl unioni civili".
La seduta dell'Aula di mercoledì prossimo sara unica, dalla mattina e fino alle 22, così il giorno successivo, giovedì 25, quando i lavori termineranno alle 18. Domani, contrariamente a quanto previsto precedentemente, non ci sarà seduta. L'Aula, a questo punto, dovrà esprimersi sul calendario, essendo stato votato a maggioranza in capigruppo.
OSTACOLO ADOZIONI - Dopo la battuta d'arresto subita ieri, nel Pd si tenta di ricompattare l'area cattolica, ma resta l'ostacolo delle adozioni. Il pallottoliere è la bussola in questo momento: senza adozioni si perderebbero i voti della sinistra dem, dei Giovani turchi, ma anche di Sel e forse dei grillini (dei quali però il pd non si fida più). Oggi, però, il clima è ancora teso, anche dentro lo stesso Pd, per questo la scelta di rinviare l'esame del ddl appare quella che meglio mette in sicurezza le sorti del ddl. 
MINORANZA PD, NO ASSEMBLEA Nè STRALCI - "L'episodio avvenuto ieri nell'Aula del Senato ha rappresentato un problema procedurale che non cambia le posizioni in campo nel merito del provvedimento. Per quanto riguarda il Pd, l'Assemblea del gruppo del Senato ha approvato l'impianto del ddl Cirinnà e si è impegnato a votarlo, lasciando libertà di coscienza su tre emendamenti. Non ci sono ragioni per modificare questa posizione e su questa linea ci aspettiamo coerenza da tutto il gruppo dirigente del Pd e dal suo segretario", scrivono in una nota i senatori del Pd Broglia, Casson, D'Adda, Dirindin, Fornaro, Gatti, Giacobbe, Gotor, Guerra, Guerrieri, Idem, Lai, Lo Giudice, Lo Moro, Manassero, Manconi, Martini, Migliavacca, Pegorer, Ricchiuti, Sonego.
LEGA A PD, "VOTATE O SIETE CACASOTTO" - "Se avete la maggioranza come dite, allora votiamo subito, se non siete cacasotto", ha detto il capogruppo della Lega in senato, Gian Marco Centinaio, rivolgendosi ai banchi del Pd.
FI CRITICA GRASSO - Il Pd si è preso "una lunga pausa di riflessione, ma finchè Grasso non scioglie i nodi sugli emendamenti, sui voti segreti e su come si procederà è difficile andare a un qualsivoglia tavolo senza conoscere prima quali saranno le regole del gioco. Spero che Grasso si assuma presto la responsabilità e ci faccia sapere nelle prossime ore quali sono le indicazioni. In capigruppo non ha detto nulla in merito, ancora una volta si è sottratto", dice invece il capogruppo di Forza Italia, Paolo Romani, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se in capigruppo è stata affrontata la questione degli emendamenti al ddl Cirinnà e della richiesta di alcuni capigruppo di opposizione di convocare una Giunta per il regolamento. 

UNIONI CIVILI, probabile in SENATO il rinvio della legge alla prossima settimana

ROMA, 17 febbraio - Si va verso un rinvio alla prossima settimana dell'esame al Senato del testo sulle unioni civili. Il presidente dei senatori Dem Luigi Zanda ha chiesto la convocazione della Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama per fare il punto. "Ieri abbiamo registrato un fatto politico nuovo - dichiara - un gruppo che sembrava favorevole a un iter del provvedimento ci ha ripensato. Quindi serve un lavoro di riflessione per riannodare dei fili politici".
 Il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha convocato la Conferenza dei capigruppo come richiesto dal presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda. Alla richiesta, ha sottolineato Grasso rendendo nota la sua decisione, "hanno aderito anche altri capigruppo".
"Dobbiamo vedere in questo lasso di tempo quali saranno i soggetti davvero affidabili con cui mandare avanti questa legge", dice la senatrice cattodem, Rosa Maria Di Giorgi. "Ora vedremo cosa accadrà - prosegue - non escludo un ritorno del testo in Commissione. Probabilmente si dovrà ripensare, comunque, un percorso parlamentare".
Il 2081, cioè il disegno di legge sulle unioni civili ora all'esame all'aula del Senato "lo abbiamo scritto, nella sua ultima versione, per rispettare la scadenza voluta da Renzi del 15 ottobre, io, Tonini e Lumia nella stanza di Tonini. E questa versione rappresentava l'accordo raggiunto nel Pd sulla materia. Era nel totale rispetto del programma di Governo". A sottolinearlo, ai cronisti che la intercettano nel Transatlantico del Senato, è la "madrina" del ddl sulle Unioni Civli, Monica Cirinnà. "Lo so che ho sbagliato a fidarmi del Movimento 5 Stelle e pagherò per questo. Mi prendo la mia responsabilità politica di essermi fidata di loro. Concluderò la mia carriera politica con questo scivolone. Ne prendo atto", ha detto Monica Cirinnà. 

mercoledì 3 febbraio 2016

DDL UNIONI CIVILI, al Senato si vota da mercoledì


ROMA, 3 febbraio - "Chiederemo al presidente Grasso di non fissare l'orario di fine dei lavori dell'Aula nella giornata di martedì" di modo da "completare la discussione generale". Lo afferma il capogruppo del Pd Luigi Zanda al termine della riunione dei capigruppo sul ddl unioni civili. A partire da "mercoledì", quindi, si inizierà a votare sul provvedimento, spiega Zanda

venerdì 29 gennaio 2016

UNIONI CIVILI, nuovo altolà dei vescovi


ROMA, 29 gennaio - Nuovo altolà dei vescovi sulle Unioni civili alla vigilia del Family Day e nel giorno in cui il ddl Cirinnà approderà, seppur solo per un 'antipasto' della partita d'Aula che entrerà nel vivo la prossima settimana.
La presa di posizione della Cei - "L'equiparazione in corso tra matrimonio e unioni civili - con l'introduzione di un'alternativa alla famiglia - è stata affrontata all'interno della più ampia preoccupazione per la mutazione culturale che attraversa l'Occidente". Così la Cei a conclusione del Consiglio episcopale. Negli interventi "si è espressa la consapevolezza della missione ecclesiale di dover annunciare il vangelo del matrimonio e della famiglia, difendendo l'identità della sua figura naturale, i cui tratti sono recepiti nella stessa Carta costituzionale".
Il testo arriva in Aula. Un semplice ma significativo 'antipasto', prima che la partita entri nel vivo dopo il Family Day. Le unioni civili approdano in Aula al Senato per una manciata di ore, ma già si intravede il duro confronto che si produrrà a Palazzo Madama. Un confronto che, sul nodo della stepchild adoption, rischia di portare il testo ad un voto 'al buio' e, per giunta, con la potenziale trappola dello scrutinio segreto. Mentre, già da martedì, con le votazioni sulle pregiudiziali di costituzionalità illustrate ieri, si vedrà di che pasta è fatta la solidità della maggioranza trasversale Pd-M5S-Sel che sostiene il testo. 

mercoledì 27 gennaio 2016

UNIONI CIVILI, slitta a martedì il voto sulle pregiudiziali


ROMA, 27 gennaio - Il voto sulle pregiudiziali e sulle sospensive presentate dalle opposizioni al ddl Cirinnà sulle Unioni civili slitta a martedì prossimo, 2 febbraio. Domani ci sarà solo l'incardinamento del testo e la discussione. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. Lo slittamento del voto sulle pregiudiziali, si apprende alla fine della capigruppo, è dovuto alla richiesta della Lega - confermata anche dal capogruppo Gian Marco Centinaio - di poter essere giovedì pomeriggio a Milano per l'incontro dei partiti euroscettici al quale, tra l'altro è prevista la partecipazione anche di Marine Le Pen. Il voto sulle pregiudiziali e sulla richiesta di sospensiva al ddl Cirinnà si terrà martedì, presumibilmente, alle 16.30

sabato 17 ottobre 2015

INTERNI/ UNIONI CIVILI, il ministro BOSCHI: se si sfila il Ncd, trovremo altri alleati


ROMA, 17 ottobre - "Faremo il possibile per trovare un accordo in Parlamento. Cerchiamo punti di incontro con Ncd, è una fatica che dobbiamo fare. Ma per il Pd questo è un tema irrinunciabile. Se Ncd non darà il suo appoggio faremo accordi, alleanze con altre forze per portare a casa la legge": Lo ha detto il ministro Maria Elena Boschi. "Il pd non basta. Ma questa legge si deve fare - ha sottolineato il ministro delle Riforme alla festa nazionale dell'Idv - è un impegno di civiltà. Non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B". La Boschi ha ribadito la volontà del Pd di accelerare sulla legge: "se ci sarà spazio entro dicembre faremo la legge, l'obbiettivo del Pd è quello di portarla a compimento il più presto possibile".

"Ci sono temi su cui si può decidere anche di non sostenere più un governo". Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale della Lombardia e esponente del Ncd lombardo Raffaele Cattaneo, che dal palco del convegno sulla famiglia tradizionale organizzato dalla Regione ha espresso il suo no al Pdl Cirinnà sulle unioni civili, accolto da un forte applauso del pubblico.
"Si continua a fare di tutto per sancire la subalternità di Ncd. È vero infatti, come afferma il ministro Boschi, che le unioni civili non fanno parte del programma di governo, ma allora non si capisce per quale motivo i ministri e gli esponenti Pd dell'esecutivo continuino a parlarne e ad assumere iniziative in proposito. Ricordo che il ministro Alfano per correttezza e sensibilità non partecipò al Family Day di piazza San Giovanni. Ma ancora una volta evidentemente c'è chi può e chi non può: il Pd può, Ncd non può". Così il senatore Gaetano Quagliariello.

mercoledì 14 ottobre 2015

INTERNI/ BAGARRE al Senato sulle unioni civili. Ncd: così si chiude il rapporto con il PD


ROMA, 14 ottobre - Al via al Senato, tra mille polemiche, l'esame del disegno di legge sulle unioni civili.  Il Pd ha deciso di accellerare, ma gli alleati centristi, per voce di Sacconi (Ncd), avvertono: "Sì a regolare i diritti di convivenza, no alla cura di minori". L'iter legislativo ha fin da subito incontrato difficoltà: la prima seduta, con all'ordine del giorno l'incardinamento del ddl, è stata infatti sospesa per mancanza del numero legale. Buon il secondo tentativo, quando il presidente della commissione Giustizia, Francesco Nitto Palma, ha potuto presentare la relazione tecnica. 

Ddl senza relatore - Il ddl è approdato in Aula senza alcun relatore perché non è stato votato il mandato. Palma ha ricordato che su questo tema ci sono già state 70 sedute e un ciclo di audizione e che la Commissione ha iniziato il 18 giugno 2013. 

Sacconi (Ncd): "Adozioni macigno divisivo" - Come già emerso nei giorni scorsi, i centristi della maggioranza non condividono gran parte del disegno di legge. "La volontà del Pd di imporre, con l'aiuto di Sel e Movimento 5 Stelle, una legge tutta orientata alla genitorialità omosessuale divide la nazione più ancora che il Parlamento - commenta Sacconi (Ncd), presidente della commissione lavoro del Senato - In tutti i sondaggi la nostra società tanto è favorevole a regolare i diritti di convivenza delle coppie omosessuali quanto risulta contraria alla cura di minori. E' questo il macigno divisivo che accompagnerà l'iter parlamentare". 

Salvini: "Barricate" - "Quando anche solo lontanamente si parla di adozioni gay io faccio le barricate". E' la posizione del segretario della Lega Nord Salvini, espressa ai microfoni de "La Telefonata", su Canale 5. 

Gasparri: "Sarà battaglia" - "E' bene che Forza Italia abbia assunto una linea chiara al Senato dicendo apertamente no all'adozione per coppie omosessuali", dichiara invece il senatore di FI Gasparri. Provvedimento sbagliato che si spinge fino ad aprire alla pratica dell'utero in affitto - sottolinea l'ex ministro -. Il Pd ha voluto in maniera propagandistica forzare la mano incardinando un testo sul quale non c'è stato alcun confronto in commissione, in palese violazione dell'articolo 72 della Costituzione e dell'articolo 44 del Regolamento". "Siamo disgustati da quanto sta accadendo al Senato - conclude Gasparri -. Ma su questi temi non si illudano di avere vita facile. Daremo battaglia". 

Ap: "Mandrakata di Renzi e Pd" - "Sul tema delle unioni civili è in atto una grave e pericolosa forzatura da parte del Pd che, anche sapendo che questo tema non presenta caratteri di urgenza e necessità, ha deciso di silenziare il dibattito in commissione e di portare il disegno di legge direttamente in Aula". Lo dice il presidente della commissione Ambiente del Senato, Giuseppe Marinello, esponente di Ap (Ncd-Udc). "Una vera e propria 'mandrakata' di cui purtroppo anche il presidente del Consiglio Renzi si è reso protagonista", conclude. 

Giovanardi: "Non votiamo più la fiducia" - "Fin da ora ci sentiamo liberi di non votare la fiducia al governo, quando sarà richiesta: se il Pd decide di ignorare i propri alleati, deve essere pronto ad accettarne le conseguenze". Lo affermano in una nota congiunta Eugenia Roccella e Carlo Giovanardi, esponenti di Ap, facendo riferimento alla spaccatura che si è creata sulle Unioni civili. 

L'Occidentale: "Si chiude esperienza Ncd-Renzi" - "Sapevamo che questo momento sarebbe arrivato. Un ciclo finisce e altre storie sono destinate ad aprirsi, con nuovi presupposti, idee e speranze per le quali ci batteremo, in modo democratico e con la stessa responsabilità di sempre, fino a vederle prevalere". Il giornale online "L'Occidentale", vicino a Ncd, chiude il rapporto tra il partito di Alfano e Renzi alla luce delle scelte sulle unioni civili. "E' venuto il momento di tornare alla dialettica sui valori, una delle poche cose che in un'epoca postideologica come l'attuale restano a definire confini, identità e appartenenze. E dunque: da una parte chi crede che una coppia gay possa sposarsi e avere un bambino pagando una donna perché lo porti in grembo e poi lo ceda, dall'altra chi pensa a difendere la famiglia naturale", si legge ancora.

martedì 13 ottobre 2015

INTERNI/ Unioni civili e adozioni, spaccatura Pd-Ncd


ROMA, 13 ottobre -  Il ddl unioni civili in Aula subito dopo l'ok alle riforme, ma senza l'accordo con l'Ncd. E' questo, in sostanza, l'esito del lungo vertice tenutosi ieri sera a Palazzo Chigi tra Angelino Alfano ( che boccia senza appello la parte relativa alle adozioni) e Matteo Renzi su un tema dove i due alleati di governo non hanno trovato un punto di caduta non soltanto sui tempi - che, comunque, per l'ok finale vedono uno slittamento al 2016 - ma anche sul merito: con i punti della stepchild adoption e dell'utero in affitto sui quali la trincea dei centristi non dà alcun segno di cedimento. "Ci sono differenze sul merito e sui tempi", sottolinea il capogruppo Pd Luigi Zanda, presente al vertice con il suo omologo centrista Renato Schifani e con il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi. Dice Alfano: Le unioni civili per noi non sono "un'emergenza nazionale" mentre Ap "farà una battaglia leale e coerente sui nostri principi: sì al riconoscimento di diritti individuali patrimoniali, no all'adozione dei bambini.  Renzi, tuttavia, sull'incardinameno del ddl in Aula, non cede anche perché, sottolineano fonti a lui vicine, quella di far approdare il ddl in Assemblea a Palazzo Madama non è una forzatura ma una posizione rispettosa della maggioranza e aperta al confronto in Parlamento. L'iter, insomma, procederà come era nelle intenzioni del premier e segretario Pd. Oggi, dopo l'ok alle riforme la capigruppo voterà - con la sponda del M5S - l'incardinamento dei provvedimento senza mandato al relatore, compreso quel testo Cirinna'-bis sul quale il Pd continua a puntare. Sulla discussione, invece, i tempi si dilatano complice l'inizio della sessione di bilancio e la delicatezza di un tema che va a cadere, tra l'altro, proprio a ridosso dell'inizio del Giubileo. L'ok di Palazzo Madama, quindi, non dovrebbe arrivare prima di gennaio 2016 .

mercoledì 7 ottobre 2015

INTERNI/ Unioni civili, tensioni Pd-Udc sul ddl "Cirinnà bis"

Monica Cirinnà
ROMA, 7 ottobre - Il nuovo disegno di legge sulle unioni civili, depositato dalla senatrice del Pd Monica Cirinnà, rischia di spaccare la maggioranza. Diversi esponenti di Area Popolare (Ncd e Udc) non nascondono infatti le loro perplessità. "Registro un'inopportuna e intempestiva accelerazione", dichiara il presidente dei senatori di Ap, Renato Schifani. "Il nuovo testo è un'inaccettabile forzatura, non comprendo il senso", commenta il capogruppo alla Camera Maurizio LupiIl nuovo testo "Cirinnà-bis" ha introdotto alcune modifiche per recepire le richieste dell'area più cattolica del Pd. Tra queste, sarebbe scomparsa ogni sorta di riferimento al matrimonio e sarebbe stata introdotta la formula "formazioni sociali" richiamata nella famosa sentenza della Corte di Cassazione in tema di unioni civili. Il nuovo testo probabilmente sarà incardinato in Parlamento dopo il ddl Boschi sulle riforme costituzionali. Il Cirinnà-bis è stato firmato da tutti i componenti del Pd. Nell'art.11, che ha messo d'accordo i dem, si legge che "si intendono per 'conviventi di fatto' due maggiorenni uniti stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela da matrimonio".

L'Area popolare non è evidentemente soddisfatta come fa notareMaurizio Sacconi, presidente della Commissione lavoro del Senato: "Il nuovo ddl Cirinnà riproduce sostanzialmente l'originaria impostazione del riconoscimento della genitorialità omosessuale e dell'omologazione tra unioni civili e matrimoni, anche se riduce l'esatta sovrapposizione tra i due istituti". E Sacconi aggiunge: "Rimane il macigno divisivo della genitorialità e della legittimazione dell'utero in affitto che noi chiediamo anzi di perseguire come reato universale".

Poco convinta anche Paola Binetti, deputato di Area Popolare: "Espunti i riferimenti al matrimonio, ridimensionata l'adozione, definiti meglio i contorni economici dell'intera riforma che riguarda il nuovo modello di unione civile, se ne potrà dibattere in Aula prima al Senato e poi alla Camera con maggiore capacità di dialogo e di ascolto reciproco".

Monica Cirinnà, la senatrice del Partito Democratico ha spiegato che il nuovo disegno di legge "ripropone il testo base adottato dalla Commissione giustizia nello scorso marzo e recepisce alcune modifiche suggerite dalle audizioni dei costituzionalisti e dal lavoro di elaborazione degli ultimi mesi" e ha sottolineato: "non ci sono passi indietro sul riconoscimento dei diritti sociali".

Sostegno arriva da Alessandro Zan, deputato del Partito Democratico ed esponente della comunità LGBT: "Il nuovo testo sulle unioni civili è in linea con la sentenza della Corte Costituzionale n. 138 del 2010 e mantiene l'impianto originario voluto da Matteo Renzi: riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali, reversibilità della pensione e stepchild adoption. Udc eNcd parlano a sproposito di utero in affitto, usando una terminologia inadeguata per tentare di affossare l'introduzione della stepchild adoption".