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sabato 30 gennaio 2016

FAMILY DAY, "siamo due milioni"


ROMA, 30 gennaio - Family day: Due milioni contro il ddl sulle Unioni civili. E' questo il bilancio degli organizzatori della manifestazione che dal Circo Massimo hanno lanciato un appello a "respingere pienamente" il ddl Cirinnà avvertendo: "Vedremo chi è con noi e chi è contro". Nella folla, colorata e fatta soprattutto di famiglie con bimbi, ma anche di religiosi, compare lo striscione: "RenziCiRicorderemo". Ma la replica dal Pd arriva per voce del videsegretario Lorenzo Guerini: "Quando tante persone scendono in piazza per esprimere con civiltà le proprie opinioni è segno che la democrazia è viva. Compito della politica è ascoltare tutti, confrontarsi con tutti e poi assumersi la responsabilità della decisione. Sulle unioni civili c'è e ci sarà un dibattito largo e approfondito e poi il Parlamento voterà. Ricerchiamo un ampio consenso ma siamo altrettanto convinti che è giunto il momento di decidere e lo faremo", aggiunge.
Molti anche i politici presenti alla manifestazione, Ncd è in forze e anche se non c'è il ministro Angelino Alfano, che però in mattinata ha ricevuto al Viminale Massimo Gandolfini, portavoce del comitato che ha organizzato la giornata, in piazza c'è la moglie. Tiziana Miceli. e c'è Giorgia Meloni che annuncia in diretta di essere incinta.

L'altolà di Gandolfini - "Il ddl Cirinnà sia totalmente restituito: non bastano operazioni di maquillage". "Non è possibile che ci sia una classe politica ideologica. Le femministe dovrebbero vomitare all'idea che si possa comprare l'utero", ha proseguito Gandolfini. "Qui ci sono elettori di tutti i partiti. Vi dico: guardate chi ci sta aiutando e chi vi oscura" sullo stop al ddl Cirinnà. "I prossimi passaggi della legge li seguiremo minuto per minuto e vedremo chi ha ascoltato il messaggio di questa piazza e chi lo ha messo sotto i tacchi". 

Dubbi sui 2 milioni - Senza i dati ufficiali della Questura, è però comunque facile calcolare la capienza della piazza.  Se si mettono infatti a confronto le dichiarazioni degli organizzatori, qualunque sia il colore, con i dati che emergono dalle planimetrie delle piazze romane, risulta evidente la disparità tra realtà e fantasia. Eppure il conto sembra essere semplice, dato che in un metro quadro entrano non più di quattro persone: si prende la superficie totale e si moltiplica per quattro. Tenendo conto, ovviamente, che palco e vie di fuga "rubano" qualcosa. Ecco dunque le capienze, Il CIRCO MASSIMO: è la "piazza" romana più capiente con una superficie di 140mila metri quadri. Quindi, la capienza massima è di 560.000 persone. Non è molto usata per manifestazioni politiche. Fu però scelta da Walter Veltroni, nell'ottobre 2008, per il Pd-Day (allora, secondo gli organizzatori, c'erano 2,5 milioni di persone, circa 20 persone a metro quadro) e da Grillo nell'ottobre 2014 ("siamo 500 mila", contro i 150 mila dichiarati dalla Questura).

venerdì 29 gennaio 2016

UNIONI CIVILI, nuovo altolà dei vescovi


ROMA, 29 gennaio - Nuovo altolà dei vescovi sulle Unioni civili alla vigilia del Family Day e nel giorno in cui il ddl Cirinnà approderà, seppur solo per un 'antipasto' della partita d'Aula che entrerà nel vivo la prossima settimana.
La presa di posizione della Cei - "L'equiparazione in corso tra matrimonio e unioni civili - con l'introduzione di un'alternativa alla famiglia - è stata affrontata all'interno della più ampia preoccupazione per la mutazione culturale che attraversa l'Occidente". Così la Cei a conclusione del Consiglio episcopale. Negli interventi "si è espressa la consapevolezza della missione ecclesiale di dover annunciare il vangelo del matrimonio e della famiglia, difendendo l'identità della sua figura naturale, i cui tratti sono recepiti nella stessa Carta costituzionale".
Il testo arriva in Aula. Un semplice ma significativo 'antipasto', prima che la partita entri nel vivo dopo il Family Day. Le unioni civili approdano in Aula al Senato per una manciata di ore, ma già si intravede il duro confronto che si produrrà a Palazzo Madama. Un confronto che, sul nodo della stepchild adoption, rischia di portare il testo ad un voto 'al buio' e, per giunta, con la potenziale trappola dello scrutinio segreto. Mentre, già da martedì, con le votazioni sulle pregiudiziali di costituzionalità illustrate ieri, si vedrà di che pasta è fatta la solidità della maggioranza trasversale Pd-M5S-Sel che sostiene il testo. 

sabato 20 giugno 2015

ROMA, Family day, "siamo un milione"


ROMA, 20 giugno - "Siamo un milione". A dirlo, all'apertura del Family Day in corso a Roma è il portavoce del comitato "Difendiamo i nostri figli!" Massimo Gandolfini. "Con questo evento - ha spiegato chiediamo che si tuteli e si rispetti la famiglia fondata sul matrimonio e si ribadisca il ruolo centrale dei genitori. Rigettiamo con forza il tentativo di infiltrare nelle scuole progetti educativi che mirano alla destrutturazione dell'identità sessuale dei bambini. Sono teorie senza basi scientifiche".
Quagliariello,dopo diluvio,sole a p.San Giovanni  - "Dopo il diluvio, una piazza San Giovanni meravigliosa e piena di sole! La forza della natura! #FamilyDay #stopgender #siamounmilione". Lo scrive su twitter Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale del Nuovo Centrodestra.
"Ci troviamo a dover fare i conti con l'ennesima iniziativa omofoba e di censura condotta ai danni dell'educazione laica all'identità di genere e alla sessualità". E' quanto dichiara Ilaria Lapadre, Responsabile Area Tematica Lgbt dell'Unione degli studenti, commentando il Family day di Roma. "A detta del Comitato promotore della manifestazione, nelle scuole vi sarebbero progetti di educazione alla affettività e sessualità che, col pretesto del contrasto al bullismo e alla discriminazione, veicolerebbero, spesso all'oscuro di madri e padri, teorie frutto d'uno sbaglio della mente umana. Dietro questa affermazione falsa e tendenziosa si cela in realtà la volontà di mantenere il costrutto del genere saldamente ancorato alle sue basi meramente sessuali e biologiche, affinché continui ad essere una gabbia che impone ruoli prefissati e genera violenza, isolamento, emarginazione e discriminazione", prosegue la nota. "Come Unione degli Studenti continueremo a mobilitarci contro chi millanta l'esistenza di un'ideologia gender. Non c'è niente di ideologico nel lottare per il riconoscimento dei diritti LGBTQI. Denunciamo come questo argomento venga usato a mo' di spauracchio da chi vuole colpire tutti coloro che rivendicano la propria libertà di amare e di autodeterminarsi. Ribadiamo l'urgenza di un programma di educazione sessuale laica e di saperi di genere nelle scuole e nelle università, nonché l'aggiornamento dei materiali didattici, in rispetto del Codice Polite, per favorire lo sviluppo dell'identità di genere e rimuovere gli stereotipi presenti in tali strumenti che pesano sulla formazione di ogni studentessa e studente fin dalla tenera età", conclude Lapadre.