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martedì 17 maggio 2016

BAGNASCO, unioni civili colpo finale per la famiglia


ROMA, 17 maggio - Il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, nella relazione all'assemblea generale dei vescovi, attacca la legge sulle unioni civili. "Sancisce di fatto una equiparazione al matrimonio e alla famiglia - dice -, e le differenze sono solo dei piccoli espedienti nominalisti, o degli artifici giuridici facilmente aggirabili, in attesa del colpo finale, la pratica dell'utero in affitto, che sfrutta il corpo femminile profittando di condizioni di povertà".
"Sprecate troppe energie sulle unioni civili, sono altri i problemi" - Il lavoro che manca, la povertà, le dipendenze come quelle legate al gioco d'azzardo sono i problemi del Paese rispetto ai quali "la gente vuole vedere il Parlamento impegnato senza distrazioni di energie e di tempo. Per questo non si comprende come così vasta enfasi ed energia sia stata profusa per cause che rispondono non tanto a esigenze, già per altro previste dall'ordinamento giuridico, ma a schemi ideologici", afferma Bagnasco.
"Serve una manovra coraggiosa per le famiglie" - Un fronte di preoccupazione, prosegue, "è quello della natalità. Finalmente, dopo anni che lo richiamiamo, oggi perlomeno si parla di inverno demografico". "La demografia un indicatore decisivo dello stato di salute di un Paese. Che cosa sta facendo lo Stato perché si possa invertire la tendenza? Si avverte l'urgenza di una manovra fiscale coraggiosa, che dia finalmente equità alle famiglie con figli a carico. Gli esperti dicono che la messa in atto del cosiddetto 'fattore famiglia' sarebbe già un passo concreto e significativo".

"Sempre più poveri in Italia, pesa anche la corruzione" - L'arcivescovo di Genova poi denuncia come ci siano sempre più poveri in Italia e come la ricchezza sia sempre più concentrata nelle mani di pochi, spesso anche corrotti. "La povertà assoluta - aggiunge - investe 1,5 milioni di famiglie, per un totale di 4 milioni di persone, il 6,8% della popolazione italiana. Mentre la platea dei poveri si allarga inglobando il ceto medio di ieri, la porzione della ricchezza cresce e si concentra sempre più nelle mani di pochi, purtroppo a volte anche attraverso la via della corruzione personale o di gruppo".

venerdì 29 gennaio 2016

UNIONI CIVILI, nuovo altolà dei vescovi


ROMA, 29 gennaio - Nuovo altolà dei vescovi sulle Unioni civili alla vigilia del Family Day e nel giorno in cui il ddl Cirinnà approderà, seppur solo per un 'antipasto' della partita d'Aula che entrerà nel vivo la prossima settimana.
La presa di posizione della Cei - "L'equiparazione in corso tra matrimonio e unioni civili - con l'introduzione di un'alternativa alla famiglia - è stata affrontata all'interno della più ampia preoccupazione per la mutazione culturale che attraversa l'Occidente". Così la Cei a conclusione del Consiglio episcopale. Negli interventi "si è espressa la consapevolezza della missione ecclesiale di dover annunciare il vangelo del matrimonio e della famiglia, difendendo l'identità della sua figura naturale, i cui tratti sono recepiti nella stessa Carta costituzionale".
Il testo arriva in Aula. Un semplice ma significativo 'antipasto', prima che la partita entri nel vivo dopo il Family Day. Le unioni civili approdano in Aula al Senato per una manciata di ore, ma già si intravede il duro confronto che si produrrà a Palazzo Madama. Un confronto che, sul nodo della stepchild adoption, rischia di portare il testo ad un voto 'al buio' e, per giunta, con la potenziale trappola dello scrutinio segreto. Mentre, già da martedì, con le votazioni sulle pregiudiziali di costituzionalità illustrate ieri, si vedrà di che pasta è fatta la solidità della maggioranza trasversale Pd-M5S-Sel che sostiene il testo.