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lunedì 8 maggio 2017

OBAMA DAY, l'ex presidente Usa è a MILANO


MILANO, 8 maggio -  L'ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama è arrivato a Milano. Jeans e giubbotto di pelle, è giunto all'aeroporto di Linate intorno alle 13 accompagnato dal suo staff. Resterà in città fino al 9 maggio per partecipare alla manifestazione "Seed&Chips" alla Fiera di Rho, per quello che sarà il suo primo intervento pubblico da quando ha lasciato la Casa Bianca. Per ascoltarlo servono 850 euro, già si annuncia il tutto esaurito nella sala da 3500 posti.
I suoi spostamenti sono stati tenuti top secret dagli uomini della sua sicurezza. Si parla di una passeggiata nel centro cittadino e di una visita al Cenacolo vinciano, ma non ci sono certezze. Quello che è sicuro è che il 44esimo presidente americano è l'ospite d'onore "Seeds&Chips - The Global Food Innovation Summitalla" e il suo discorso è in programma martedì alle 14. Obama avrà anche una conversazione con Sam Kass, suo chef e consigliere nonché artefice della 'rivoluzione salutista' alla Casa Bianca, di cui anche la ex fist lady era stata attiva protagonista.

Sala: "Gli consegnerò le chiavi della città" - "Milano credo che si sta muovendo in una filosofia obamiana che è fatta di sviluppo della economia e del lavoro, ma anche di tanta solidarietà", ha detto il sindaco del capoluogo lombardo, Giuseppe Sala, che alla Fiera consegnerà simbolicamente all'ex presidente degli Usa, Barack Obama, le chiavi della città. "Riteniamo che quello che Milano rappresenta oggi è molto in linea con quello che è il suo pensiero. In Usa con Obama c'è stato sicuramente un recupero di fiducia e del lavoro, con una grande attenzione alla solidarietà e speriamo che Trump non la smonti", ha aggiunto Sala.

sabato 4 marzo 2017

TRUMP: Obama mise sotto intercettazione i miei telefoni


NEW YORK, 4 marzo - "Ho appena scoperto che (Obama) mise sotto intercettazione i telefoni della Trump Tower poco prima della vittoria. Nulla è stato trovato, questo è maccartismo". Lo ha scritto Donald Trump su Twitter. "E' legale per un presidente monitorare una elezione presidenziale?", aggiunge Trump. "Un avvocato potrebbe fare una grande causa, visto che Obama intercettava i miei telefoni lo scorso ottobre". "Quanto è caduto in basso il presidente Obama per decidere di intercettare i miei telefoni durante il sacro processo elettorale. Questo è il Nixon/Watergate. Cattivo (o malato) ragazzo?", Aggiunge sempre su Twitter Donald Trump. Un fedelissimo di Obama: Trump è un bugiardo - "Solo un bugiardo può montare un caso su questo. Nessun presidente può ordinare un'intercettazione. Queste restrizioni sono state messe in atto per proteggere i cittadini da gente come te". Questa la replica di Ben Rhodes, uno dei fedelissimi di Barack Obama, ex vice consigliere per la sicurezza nazionale, a Donald Trump.

mercoledì 18 gennaio 2017

GRAZIATO da Obama il soldato "talpa" di Wikileaks


WASHIGTON, 18 gennaio - Barack Obama ha commutato la condanna a Bradley Manning, condannato a 35 anni di carcere per il passaggio di oltre 700.000 documenti riservati a Wikileaks. Ciò significa che la sentenza dell'ex militare, transgender ora di nome Chelsea, è stato accorciata. Uscirà a maggio, ha detto la Casa Bianca Martedì, 17 gennaio.
Il 30 Luglio 2013, Manning era stato condannato per spionagguoe, la frode e il furto di documenti diplomatici riservati dal tribunale militare corte marziale di Fort Meade (USA).Lodato dai suoi sostenitori per aver rivelato, hanno detto, abusi degli Stati Uniti in Iraq e in Afghanistan, Bradley Manning era stato ritenuto di aver messo in pericolo il suo paese e i suoi connazionali. Aveva cercato di porre fine alla sua vita in ottobre dopo un primo tentativo di suicidio nel mese di luglio.
Il prossimo rilascio potrebbe anche influenzare il futuro di Julian Assange, fondatore di Wikileaks. "Se Obama grazia Manning, Assange accetta l'estradizione verso gli Stati Uniti, nonostante l'incostituzionalità palese" aveva indicato l'account Twitter del sito, pochi giorni prima.

sabato 14 gennaio 2017

"Ora vi sarà concesso di fare errori", i consigli delle gemelle Busch alle figlie di Obama




WASHINGTON, 14 gennaio - "Ora fate errori: vi è concesso": a una settimana dal giorno in cui lasceranno la Casa Bianca, le first daughterMalia Sasha Obama, hanno ricevuto i consigli delle gemelle Bush, le figlie dell'ex presidente, George W. Bush, su come gestire l'uscita dai riflettori. "Otto anni fa, in una fredda giornata di novembre, vi accogliemmo sulle scale della Casa Bianca: c'era luce e timore nei vostri occhi mentre ammiravate la vostra nuova casa", hanno scritto in un articolo firmato a quattro mani e pubblicato sul sito web di Time Magazine
"Ora state per unirvi a un altro club ristretto, quello delle ex First Children". Nei prossimi mesi Malia, che ha 18 anni, si prenderà un anno di pausa dagli studi prima di entrare, il prossimo anno, ad Harvard.
La sorella, Sasha, che ha tre anni di meno, ha dinanzi ancora un paio di anni di liceo e questa è la ragione per la quale gli Obama rimarranno a Washington, senza tornare nella città di residenza, Chicago. "Godetevi il college", le hanno incoraggiate le sorelle Bush. "Esplorate le vostre passioni. Imparate chi siete"

venerdì 13 gennaio 2017

Il cane di OBAMA morde al viso una giovane amica di famiglia



WASHINGTON,  13 gennaio - Il sangue è scorso alla Casa Bianca, ma il Servizio Segreto non ha fatto nulla di male. Il di  Obama ha morso una giovane  amica di famiglia, provocando un piccolo taglio sullo zigomo. La giovane ,18 anni figlia di un amico difamiglia, lo ha voluto accarezzare la gara femminile di cani d'acqua portoghesi, ma l'animale ha morso la faccia, dice un sito specializzato in celebrità. La vittima ha pubblicato su Twitter immaginidel taglio sullo zigomo, che dovrebbe lacisare una piccola cicatrice, dice TMZ.
Il medico di famiglia, il Dr. Ronny Jackson, ha detto che il taglio richiesto alcuni punti di sutura. Gi Obama hanno due cani acqua portoghese, una razza di solito nota per non essere aggressivo. Il più anziano, di nome Bo come l'iniziale Barack Obama, ha il prestigioso titolo di "First Dog", è una femmina di 4 anni dal temperamento brillante.

mercoledì 11 gennaio 2017

CHICAGO, ultimo discorso, l'addio commosso di OBAMA


CHICAGO, 11 gennaio - "Yes, We Can!". Con lo slogan che lo ha portato alla presidenza nel 2008 Barack Obama conclude il suo discorso di addio alla nazione, rilanciando quell'appello davanti a migliaia di poersone riunite a Chicago. "Americani, è stato l'onore della mia vita servirvi - ha detto Obama, commosso per l'ovazione ricevuta -. Non smetto. Continuerò a farlo da cittadino per il resto dei miei giorni".
In un clima di commozione assoluta Obama conclude quindi con il suo iconico slogan il discorso di addio alla presidenza. Lo slogan che lo porto' alla Casa Bianca e che urlò nella ormai leggendaria election night del 2008. E che ora ripete nella sua Chicago, la città dalla quale partì la sua avventura. Ma davanti alle 20mila persone in delirio convenute per questo passaggio storico, completa lo slogan con un "Yes, We Did". Perché nel lasciare la Casa Bianca Obama rivendica con forza quanto fatto, sostenendo che "oggi l'America è migliore". Negli ultimi otto anni il cambiamento c'è stato: "Lo abbiamo fatto, lo avete fatto". Due esempi su tutti: la legalizzazione delle nozze gay e il salvataggio dell'industria dell'auto, sull'orlo della bancarotta dopo la grande crisi.

Ma l'elenco dei risultati raggiunti nel corso dei quasi tremila giorni dei suoi due mandati presidenziali non èil cuore dell'ultimo discorso da presidente, che punta invece sui valori per i quali la sua missione non finisce qui: "E' stato un onore servire gli americani, non mi fermerò - dice -. Continuerò a farlo per il resto dei miei giorni". Le standing ovation non si contano. Le lacrime in platea e in tribuna scendono copiose. Anche Obama più volte appare decisamente commosso. Non cita mai Donald Trump ma afferma chiaro e forte come il futuro del Paese dipenda proprio dalla salvaguardia di quei principi di libertà, uguaglianza, democrazia che furono dei padri fondatori, e che in questa fase soprattutto la minaccia del terrorismo rischia di intaccare. Così sottolinea che non accetterà mai qualunque discriminazione contro i musulmani in America. Anche perché "l'Isis sarà sconfitta - sottolinea - solo se non prevarrà la paura e si sapranno salvaguardare proprio quei valori che il terrorismo vuole distruggere". E ancora Obama mette in guardia da un ritorno indietro sul fonte delle discriminazioni razziali nei confronti di tutte le minoranze, a partire da quella afroamericana: "Servono le leggi, anche se queste non bastano. Devono cambiare i cuori". Anche negare i cambiamenti climatici, altra stoccata al suo successore, "sarebbe tradire le generazioni future e lo spirito del Paese".

E poi il monito a non trasformare l'America come altre potenze che definisce 'rivali': la Russia e la Cina. Paesi che "non possono eguagliare la nostra influenza nel mondo - afferma - a meno che non siamo noi a mollare quello in cui crediamo e ci trasformiamo in un altro grande Paese che fa il prepotente con i vicini più piccoli". Ancora lacrime quando ringrazia la first lady Michelle: "Sei la mia migliore amica. Mi hai reso orgoglioso, hai reso orgogliosa l'America". E sul palco alla fine c'è anche lei, insieme alla figlia Malia, come nel 2008. E insieme all'amico di questa avventura Joe Biden.

venerdì 30 dicembre 2016

Dura risposta USA agli hackeraggi: OBAMA ha espulso 35 funzionari russi



WASHINGTON, 30 dicembre - E' dura la risposta Usa agli hackeraggi russi che hanno interferito nelle presidenziali americane con lo scopo di favorire l'elezione di Donald Trump. Con una decisione senza precedenti, Barack Obama ha disposto sanzioni direttamente contro le due principali intelligence russe, il Gru e l'Fsb, il primo per lo spionaggio militare all'estero e l'altro per il controspionaggio. Colpiti anche quattro ufficiali del Gru e tre società che hanno fornito supporto materiale alle cyber operazioni della stessa intelligence. In tutto nove tra entità e individui.Inoltre il ministero del tesoro designerà due russi per l'uso di mezzi cibernetici che consentono di rubare fondi e informazioni personali. I
l dipartimento di Stato, invece, ha espulso come persone non grate 35 funzionari russi operanti negli Usa che ''hanno agito in modo incoerente con il loro status diplomatico o consolare'', probabilmente per essere stati coinvolti in attività di intelligence sotto copertura diplomatica, dato che il comunicato della Casa Bianca parla di ''operativi dell'intelligence russa". Hanno 72 ore di tempo per lasciare gli Usa, insieme ai loro famigliari. Chiusi anche due complessi ricreativi di proprietà del governo russo a New York e in Maryland, usati per scopi di spionaggio.
Infine, il dipartimento dell' Homeland Security e l'Fbi stanno rilasciando informazioni tecniche declassificate sulle attività informatiche dell' intelligence militare e civile russa per consentire di individuarle e stroncarle negli Usa e all'estero. Immediata la reazione di Mosca: il Cremlino promette "misure di ritorsione", il ministero degli esteri ammonisce che le nuove sanzioni sono controproduttive e danneggeranno la ripresa delle relazioni bilaterali.
Ma Obama avvisa che non finisce qui, promettendo che gli Usa ''continueranno a prendere una serie di azioni a tempo debito, alcune delle quali non pubblicizzate'', contro la Russia e che la sua amministrazione fornirà nei prossimi giorni al Congresso un rapporto sulle interferenza di Mosca nelle elezioni. ''Tutti gli americani dovrebbero essere allarmati dalle azioni russe'', ha spiegato il presidente, evocando anche le persecuzioni subite dai diplomatici americani in Russia e definendo le varie decisioni prese oggi come una ''risposta necessaria e appropriata agli sforzi di danneggiare gli interessi Usa''.
Il portavoce della Casa Bianca Eric Schultz fa sapere che il team di Donald Trump era stato avvisato delle sanzioni alla Russia. Il presidente eletto fa sapere: "la prossima settimana incontrerò i leader della comunità dell'intelligence per essere aggiornato sui fatti di questa situazione".

lunedì 21 novembre 2016

OBAMA: interverrò se TRUMP minaccerà i valori fondamentali americani


LIMA, 21 novembre - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha detto che potrà intervenire dopo aver lasciato l'ufficio, se riterrà che il suo successore Donald Trump starà minacciando valori fondamentali americani.
Per convenzione, gli ex presidenti tendono a lasciare la mischia politica ed evitare commenti sugli atti dei loro successori. Obama ha detto che avrebbe dato il signor Trump tempo a delineare la sua visione, ma ha aggiunto che, come privato cittadino, potrà parlare su determinate questioni. "Voglio essere rispettoso della sede e dare il presidente eletto l'opportunità di presentare la sua piattaforma e le sue argomentazioni", ha detto Obama in un forum a Lima, in Perù. Ma, ha aggiunto, se una questione "tocca domande fondamentali circa i nostri valori e i nostri ideali, e se penso che sia necessario o utile per me difendere quegli ideali, considererò la situazione quando si presenterà". Il presidente si è descritto come un "cittadino americano che ha a cuore il nostro Paese".
Parlando ad una conferenza stampa per celebrare la fine del vertice Asia-Pacific Economic Cooperation (Apec), Obama ha ribadito che avrebbe esteso alls nuova amministrazione di Trump la stessa cortesia professionale dimostrata alla sua squadra dal suo predecessore George W. Bush.

lunedì 13 giugno 2016

OBAMA, a Orlando nessuna prova di un COMPLOTTO


WASHINGTON, 13 giugno - Non c'e' alcuna prova chiara che il killer di Orlando sia stato guidato da estremisti o che abbia fatto parte di un complotto piu' ampio: lo ha detto Barack Obama. Il presidente americano - che ha parlato dallo Studio Ovale al termine di un briefing con Fbi e antiterrorismo - ha spiegato che il killer sembra sia stato ispirato dall'informazione estremista disseminata in internet.
"Homegrown extremism", estremismo cresciuto entro i confini nazionali: così Barack Obama ha definito la strage di Orlando, spiegando che si è trattato di "qualcosa di simile a quello che abbiamo visto a San Bernardino".
Il presidente ha quindi sottolineato come il killer abbia agito dopo aver acquistato un tipo armi "non difficili da ottenere".

domenica 12 giugno 2016

OBAMA, "la strage di Orlando atto di terrore e di odio"

WASHINGTON, 12 giugno - La strage compiuta al gay club "Pulse" di Orlando, in Florida, "è un atto di terrore e odio". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, nel corso della conferenza stampa organizzata per far luce sul massacro operato dall'americano di origini afghane Omar Mateen. "Si tratta della strage più grave della nostra storia, i nostri cuori sono spezzati", ha aggiunto il numero uno della Casa Bianca.
Il Washington Post ha intantto rivelato che il padre del killer sarebbe un sostenitore dei talebani. In passato l'uomo ha condotto una trasmissione tv sul canale “Payam-e-Afghan”, in onda dalla California. In uno dei suoi video rintracciabili su YouTube, Seddique Mateen esprime sostegno ai combattenti afghani: “I nostri fratelli del Waziristan, i nostri guerrieri nel movimento e i talebani dell'Afghanistan stanno risollevandosi”.
In un recente video Mateen padre ha inoltre annunciato la sua candidatura alla presidenza dell'Afghanistan.,ha riportato ancora il Washington Post. Parlando in Dari, Seddique Mateen manifesta gratitudine verso i talebani e ostilità nei confronti del governo del Pakistan: «Inshallah, la questione della linea Durand sarà presto risolta». La linea Durand, che storicamente separava le aree di influenza afghana e britannica alla fine dell'Ottocento, è stata ereditata dal Pakistan dopo l'indipendenza.

venerdì 10 giugno 2016

OBAMA appoggia ufficialmente Hillary per la presidenza USA


WASHINGTON, 10 giugno - Il presidente Barack Obama ha ufficialmente appoggiato Hillary Clinton come candidato presidenziale del Partito Democratico. La sua approvazione è venuto dopo l'incontro con il senatore del Vermont Bernie Sanders, che è in lotta contro la Clinton per la nomination.
Parlando in un video , Obama ha detto che Hillary è la persona più qualificata per il ruolo di presidente.
Il presidente Obama e la signora Clinton avvieranno una campagna insieme al più presto. "Voglio che quelli di voi che sono già stati con me fin dal principio in  questo incredibile viaggio siano i primi a sapere che 'sono con lei.' INon vedo l'ora di fare la campagna per Hillary ", ha detto Obama nel video. "Il segretario Clinton e il senatore Sanders possono essere stati rivali in questa primaria, ma sono entrambi i patrioti che amano questo paese e condividono una visione per l'America in cui tutti noi crediamo."

venerdì 27 maggio 2016

OBAMA, storica visita (senza scuse) a Hiroshima



HIROSHIMA, Giappone, 27 maggio - Convinto che il tempo per questo momento è giusto, finalmente, il presidente Obama è diventato stamane il primo presidente americano che si confronta con la terra storica e infestata di Hiroshima.
Qui, in questo luogo di tanta sofferenza, dove le forze Usa sganciarono la bomba atomica che ha il via all'era nucleare, Obama ha reso omaggio alle 140.000 persone che sono morte dall'attacco di  sette decenni fa.
Egli non ha chiesto scusa, non ha contestato la decisione del presidente Harry Truman di scatenare la potenza terribile delle armi nucleari. Piuttosto, Obama mirava a offrire una riflessione semplice, riconoscendo il pedaggio devastante della guerra e l'accoppiamento con un messaggio che il mondo può - e deve - fare meglio.
Egli ha guardato indietro, ponendo una corona al centopath, il monumento ad arco in Peace Memorial Park a Hiroshima per onorare gli uccisi dalla bomba  il 6 agosto 1945. Una seconda bomba atomica, sganciata su Nagasaki tre giorni dopo, uccise 70.000 altro.
Hiroshima è molto più di "un ricordo del terribile pedaggio nella seconda guerra mondiale e della morte di innocenti attraverso i continenti", ha detto Obama. E 'un luogo, ha detto, "per ricordare a noi stessi che il lavoro è fatto per ridurre i conflitti, costruire le istituzioni di pace e riducendo la prospettiva di una guerra nucleare in futuro."
Coloro che vengono a Ground Zero a Hiroshima parlano del suo impatto emozionale, delle immagini brucianti delle travi in ​​acciaio a vista sul iconica cupola. I resti scheletrici della sala espositiva sono diventate un simbolo internazionale di pace e un luogo di preghiera.

lunedì 28 marzo 2016

FIDEL CASTRO fuori dal coro, da "infarto" le parole di OBAMA


L'AVANA, 28 marzo - Fidel Castro respinge al mittente le parole di amicizia pronunciate da Barack Obama durante la sua visita all'Avana. In un articolo ironicamente intitolato "Fratello Obama", avverte che 60 anni di blocco e' "aggressioni" non si dimenticano e che il popolo del suo "nobile Paese" non ha bisogno di "regali dall'impero". I cubani, assicura, "non rinunceranno alla gloria, ai diritti e alla ricchezza spirituale che hanno conquistato con lo sviluppo dell'educazione, con la scienza e con la cultura". Nelle sue consuete 'riflessioni' pubblicate sui media ufficiali, l'89enne 'lider maximo', ricorda che "siamo in grado di produrre alimenti e ricchezze materiali con l'impegno e l'intelligenza del nostro popolo".
Il capo della rivoluzione definisce da "infarto" le parole del presidente americano, che ha esortato a "dimenticare il passato e guardare al futuro". "I cubani hanno rischiato un infarto quando hanno ascoltato Obama definire cubani e americani "amici e vicini", scrive. "Dopo un blocco di quasi 60 anni", chiede incalzando: "E coloro che sono morti negli attacchi mercenari a navi e porti cubani, un aereo di linea fatto esplodere in volo, invasioni di mercenari, attacchi multipli di violenza e prove di forza?". Per Castro, i cubani durante la visita di Obama, sono stati sommersi da un "diluvio di concetti del tutto nuovi" come il proposito di lasciarsi alle spalle la Guerra fredda, il "tendere una mano di amicizia" al popolo cubano.

lunedì 21 marzo 2016

L'AVANA, e Obama e Castro si strinsero la mano nel Palazzo dellsa Rivoluzione


L'AVANA, 21 marzo - Spazzando via decenni di diffidenza, il presidente Barack Obama e il presidente cubano Raul Castro si  sono stretti la mano a nel Palazzo della Rivoluzione a L'Avana prima del loro incontro bilaterale, un momento notevole per due paesi che lavorano per mettere dietro di loro l'amarezza della loro inimicizia e della Guerra Fredda. Sembravano visibilmente più rilassati rispetto al loro primo incontro ufficiale in un vertice a Panama poco meno di un anno fa e hanno sorriso ampiamente.
Obama e Castro stavano insieme mentre una banda militare cubana suonato gli inni nazionali di Cuba e degli Stati Unit, incredibili suoni in un paese dove la resistenza agli Stati Uniti ha fatto parte della missione nazionale per decenni. I due leader hanno ispezionato una guardia d'onore prima di sedersi per una serie di incontri.
Sia Obama e Castro potrebbe utilizzare l'incontro, uno dei primi in quanto rivoluzione di Cuba 1959, l'unico in Cuba, per favorire l'esperimento diplomatica ambizioso che hanno iniziato 15 mesi fa. Per Obama, non c'era posto migliore di L'Avana per dimostrare ciò che l'impegno può fare piùdell' isolamento per portare avanti il ​​cambiamento sull'isola comunista. Nell' incontro nel Palazzo della Rivoluzione saranno esaminati attentamente i segni di quanto progresso pratico è stato fatto.
In vista della riunione, il presidente Obama ha detto di ritenere che "il cambiamento sta per accadere qui e penso che Raul Castro lo capisca benissimo". Egli ha anche detto che sarebbe stato annunciato un accordo di Google con le autorità cubane per espandere wi-fi e accesso a banda larga a Cuba.

domenica 20 marzo 2016

BARAK OBAMA è arrivato a L'AVANA, giornata storica


L'AVANA, 20 marzo - L'Air Force One, con a bordo Barack Obama, la first lady Michelle e le figlie Malia e Sasha, è atterrato a L'Avana. Inizia così la storica visita di tre giorni del presidente americano a Cuba, dopo il disgelo tra i due Paesi. Ad attenderlo il ministro degli Esteri, Bruno Eduardo Rodriguez Parrilla. L'incontro con Raul Castro è previsto lunedì. Su Twitter il messaggio ai cubani di Obama: "Que bola Cuba ? (Come va Cuba?, ndr). . Sono appena arrivato alla meta qui, non vedo l'ora di incontrare e sentire direttamente il popolo cubano". Obama insieme alla first lady Michelle e alle due figlie, è arrivato a Cuba alle 16.34 (le 21.34 in Italia). Rimarrà per tre giorni. È il primo presidente statunitense a mettere piede sul suolo cubano da 88 anni a questa parte. L'ultimo prima di lui era stato Coolidge nel 1928.
Volevano vedere Barack Obama per denunciare la violazione dei diritti umani a Cuba e per chiedere un'amnestia per i mariti, dissidenti politici, che si trovano in carcere. Per questo motivo le "Donne in bianco" hanno manifestato il giorno della storica visita del presidente americano. Il corteo però è stato subito soppresso delle autorità e più di cinquanta attiviste sono state arrestate durante la marcia pacifica. Le manifestanti sono state inizialmente circondate dai supporter del governo, poi è giunta la polizia che le ha caricate a forza su alcuni autobus.
Ma l'atmosfera a L'Avana è sostanzialmente cambiata. A segnare la svolta sono anche piccoli indizi, come il poster apparso davanti al ristorante La Moneta Cubana, in una Avana vecchia tirata a lucido per l'occasione, con il volto di Obama e quello di Raul Castro, con le due bandiere e la scritta 'bienvenido a Cuba': mai prima d'ora all'Avana era comparsa pubblicamente l'immagine di un presidente statunitense. In pochi giorni i cubani vivranno eventi impensabili sino a qualche mese fa, rompendo un lunghissimo isolamento con il mondo: dopo aver pregustato alcuni allentamenti delle restrizioni, dalla ripresa dei voli postali diretti a quelli commerciali che cominceranno a breve, vedranno l'inquilino della Casa Bianca incontrare nella loro isola i dissidenti, parlare di diritti umani, assistere ad una partita di baseball tra l'amata nazionale e una squadra americana.
E qualche giorno dopo la sua partenza, venerdì, potranno assistere gratis ad un concerto dei Rolling Stones nella Ciudad Deportiva dell'Avana, dove si attende quasi mezzo milione di persone: anche il rock sarà sdoganato. Il viaggio di Obama appare quindi come un giro di boa che renderà irreversibile un riavvicinamento iniziato 15 mesi fa e voluto fortissimamente dal presidente Usa per girare pagina con un nuovo approccio più soft, dopo il fallimento di sanzioni che pero' il Congresso - dominato dai repubblicani - ben difficilmente revocherà a breve. 
Lunedì si aprirà con una visita alla Plaza de la Revolucion, dove Obama deporrà dei fiori in omaggio alla statua di José Martì, eroe dell'indipendenza. Quindi l'atteso incontro con Raul Castro, ma la Casa Bianca ha escluso quello con l'ex lider maximo Fidel. La sera e' prevista anche una cena di gala.
Nel pomeriggio il presidente americano incontrerà gli imprenditori cubani per discutere delle opportunità di sviluppo e di cooperazione. Martedì invece è in calendario un suo discorso al Gran Teatro dell'Avana, che sarà trasmesso eccezionalmente in diretta dalla tv cubana: "sarà un discorso ai cubani, inclusi i cubani americani'', ha spiegato il vice consigliere per la sicurezz anazionale della Casa Bianca, Ben Rhodes, che ha partecipato personalmente ai negoziati 'segreti' con Cuba. Nel pomeriggio Obama assisterà alla partita di baseball - sport amatissimo in entrambi i Paesi - tra la nazionale cubana e i Tampa Bay Rays: non solo un momento di svago, dato che qualcuno ha già parlato di 'diplomazia del baseball', come lo fu il ping pong con la Cina negli anni Settanta.
Dopo Obama avrà altri incontri con esponenti della società civile, tra cui forse dei dissidenti: la lista non sarà negoziata con Cuba, assicura la Casa Bianca, ma c'e' grande curiosità sui nomi per vedere se si tratta di esponenti di prima o seconda fila. Questo appare il momento più difficile della visita per Obama, incalzato dai repubblicani sullo sfondo della campagna presidenziale e da ong come Human Rights Watch perche' difenda con fermezza i diritti umani in un Paese dove poco sembra cambiato su questo fronte. Obama ha già promesso di farlo, rimarcando le "forti differenze" che restano con Cuba: sarà da vedere quali parole e toni sceglie. Intanto nella primavera del disgelo è boom turistico all'insegna del "prima che tutto cambi'".  

mercoledì 16 marzo 2016

OBAMA ha scelto il nuovo giudice della Corte Suprema, i repubblicani pronti a dire no


WASHINGTON, 16 marzo - Il presidente Barack Obama nominerà il giudice federale della corte d'appello Merrick Garland alla Corte Suprema, preparandosi allo scontro con i repubblicani che si rifiuteranno di prendere in considerazione la sua candidatura in un anno elettorale.

Garland, 63, è giudice supremo per gli Stati Uniti della Corte d'Appello del Distretto di Columbia  un giudice la cui influenza sulla politica federale e le questioni di sicurezza nazionale ne ha fatto un terreno di prova per i potenziali giudici della Corte Suprema.

Egli sostituirà il conservatore Antonin Scalia, che è morto inaspettatamente il mese scorso.

Il presidente ha inviato una e-mail ai sostenitori, dicendo che aveva dedicato un "notevole quantità di tempo e di deliberazione per questa decisione" e consultato con esperti esterni e gruppi.
 "Nel presentare un candidato di oggi, sto compiendo il mio dovere costituzionale. Sto facendo il mio lavoro ", ha scritto Obama. "Spero che i nostri senatori potranno fare il loro  e muoversi rapidamente per prendere in considerazione il mio candidato".

I Repubblicani controllano il Senato, che deve confermare ogni candidato, e  il leader del GOP vuole lasciare la scelta al prossimo presidente, negando a Obama la possibilità di alterare l'equilibrio ideologico della Corte prima di lasciare l'ufficio il prossimo gennaio. 


venerdì 26 febbraio 2016

RENZI sulle unioni civili: ho rischiato l'osso del collo. Le congratulazioni di OBAMA


ROMA, 26 febbraio - Renzi festeggia l'approvazione del ddl unioni civili, e ricorda il ruolo del suo governo. "La faccia ce l'ho messa. Anzi, ho fatto di più: con la fiducia ho rischiato l'osso del collo", dice il premier, precisando che si tratta di un "passo storico impensabile solo tre mesi fa". E aggiunge: "Ho avuto proprio ora un colloquio con Obama, e tra le altre cose il presidente degli Stati Uniti si è congratulato proprio per questa legge".
"Impensabile solo tre mesi fa" - Se tre mesi fa ci avessero detto che il Senato avrebbe approvato una legge sulle unioni civili, una cosa che il Paese aspetta da trent'anni, nessuno ci avrebbe creduto", sottolinea in un'intervista a Repubblica, ricordando che "una settimana fa era saltato tutto. Il M5S voleva mandarmi sotto. Il suo unico obiettivo era bloccare tutto. Altro che storie".

"Immobilismo finito" - "La verità è che l'immobilismo in questo Paese ha finito - afferma -. Ora si fanno le riforme. E anche questa è una riforma". All'organizzatore del Family Day Gandolfini, che ha promesso vendetta al referendum costituzionale, Renzi replica: "So bene che è una minaccia. Vorrebbero portare tutti i cattolici a votare no. Ma vediamo con chi sta davvero il mondo cattolico al referendum. Noi andremo in tutte le parrocchie a spiegare le ragioni della riforma. Ho grande rispetto, ma l'idea che qualcuno mi possa fermare con una minaccia... Se vogliono trasformare il referendum in un giudizio universale sul mio esecutivo, bene. Affronteremo questo giudizio".

"Passo avanti" - In riferimento allo stralcio della stepchild adoption il premier dice poi di essere "sicuro che anche quelli che adesso protestano, alla fine riconosceranno che si è fatto un passo avanti importante". "Io veramente - conclude Renzi - continuo a pensare che questo governo abbia condotto in porto diversi provvedimenti di sinistra. Penso agli 80 euro per i meno abbienti, alla responsabilità civile dei magistrati, al taglio dell'Irap. E soprattutto penso al Jobs Act".

martedì 23 febbraio 2016

OBAMA presenta al Congresso il piano per chiudere GUANTANAMO


WASHINGTON, 23 febbraio - Barack Obama presenterà' oggi al Congresso americano il piano della Casa Bianca e del Pentagono per la chiusura di Guantanamo. Una chiusura che il presidente Usa promise gia' nel 2008 e che ora vorrebbe realizzare prima della fine del suo mandato presidenziale. Nel supercarcere che si trova nell'isola di Cuba si trovano ancora 91 detenuti e personale formato da circa 2.000 tra civili e militari.
 La chiusura viene motivata con gli elevatissimi costi della struttura e con il fatto che viene utilizzata dalla propaganda dell'estremismo islamico per reclutare adepti. I dettagli saranno spiegati nelle prossime ore.
Una parte dei prigionieri, comunque, verra' trasferita in altri Paesi, mentre i restanti detenuti - quelli giudicati troppo pericolosi - verranno trasferiti in un penitenziario sul suolo statunitense.
Incerto l'esito dell'esame del piano in Congresso dove in molti, non solo tra i repubblicani, gia' promettono battaglia.

giovedì 18 febbraio 2016

OBAMA prepara lo storico viaggio a CUBA. Ci andrà in marzo


WASHINGTON, 18 febbraio -Barack Obama vola a Cuba. Lo storico viaggio sara' annunciato nelle prossime ore e - secondo fonti della Casa Bianca - si svolgera' entro la fine di marzo. Erano piu' di 80 anni che un presidente americano in carica non andava in visita all'Avana: l'ultimo fu Calvin Coolidge, nel 1928. 
Immediata la reazione di Ted Cruz e Marco Rubio, i due candidati repubblicani alla Casa Bianca che sono entrambi di origini cubane. Per il senatore del Texas, ultraconservatore beniamino dei Tea Party e degli evangelici, nato nella citta' canadese di Calgary, andare a Cuba "finche' Castro e' al potere" e' un errore: "Sono rattristato ma non sorpreso. La cosa era nell'aria da tempo". Ancora piu' duro Rubio, giovane senatore della Florida i cui nonni emigrarono ai tempi della dittatura di Batista, dunque prima della rivoluzione di Fidel Castro. "La visita di Obama e' assurda. Se io fossi presidente - afferma Rubio - non prenderei in considerazione un viaggio del genere, se non in circostanze molto particolari. Non andrei mai finche' Cuba non e' libera. E un anno e due mesi dopo le aperture all'isola Cuba - denuncia Rubio - il governo cubano resta repressivo come sempre. Una dittatura".
Ma Obama sta per coronare il suo sogno. Lo storico viaggio che si appresta a fare e' frutto del disgelo avviato alla fine del 2014 col leader cubano Raul Castro, con la famosa stretta di mano alla cerimonia in memoria di Nelson Mandela, a Pretroria. I due decisero presto di lavorare per la normalizzazione dei rapporti tra i loro Paesi. Dopo la riapertura delle reciproche ambasciate la scorsa estate, pochi giorni fa l'accordo che ripristina i voli commerciali tra Usa e Cuba per la prima volta in 50 anni. Ora il viaggio che potrebbe costituire un passo fondamentale per arrivare all'ultimo obiettivo: la fine dell'embargo nei confronti dell'isola, in vigore da oltre mezzo secolo.
Intanto sul fronte elettorale si registra il sorpasso di Ted Cruz su Donald Trump a livello nazionale. E' la prima volta, almeno stando all'ultimo sondaggio di Nbc e Wall Street Journal.
Un segnale importante alla vigilia di due delicatissime tappe per le primarie repubblicane: quelle del South Carolina, sabato 20 febbraio, e quelle del Nevada, sabato 27 febbraio. In entrambe gli stati Trump e' in testa, ma Cruz, piu' di Rubio, e' l'avversario che in questo momento preoccupa maggiormente il tycoon newyorchese. Che continua ad attaccarlo accusandolo di essere 'un bugiardo". Cruz, partecipando a un incontro in diretta tv, ha risposto con una risata.
   

domenica 14 febbraio 2016

MORTO il giudice della Corte Suprema USA Scalia, problemi per OBAMA


WASHINGTON, 14 febbraio - E' morto il giudice della corte suprema americana Antonin Scalia, aveva 79 anni. Stando alle prime informazioni, Antonin Scalia è stato trovato morto oggi nella sua stanza in un ranch in Texas e secondo le prime indicazioni il decesso sarebbe avvenuto per cause naturali. Primo giudice italoamericano a essere nominato alla Corte Suprema, Scalia rappresenta l'ala più conservatrice presso la massima corte americana. Era stato nominato nel 1986 dall'allora presidente Ronald Reagan.
Con la morte del giudice della Corte Suprema Antonin Scalia la massima corte americana perde uno dei suoi nove membri, che sono designati a vita per nomina presidenziale, ma non è scontato che il presidente Barack Obama abbia il tempo e i mezzi politici per nominare un sostituto al giudice conservatore prima della fine del suo mandato, considerato i tempi necessari per l'iter ma anche il possibile ostruzionismo che il Senato dominato dai repubblicani possa esercitare su una possibile nomina progressista del presidente Obama. Lo sottolineano fonti di Capitol Hill citate dai media americani intenti ad analizzare gli scenari politici che la scomparsa di Scalia innesca, giungendo nel pieno della campagna per le presidenziali e a 11 mesi dalla fine del mandato di Obama.
Il capo della maggioranza repubblicana del Senato Mitch McConnell ha detto che il giudice Antonin Scalia non può essere sostituito finché un nuovo presidente non sarà insediato alla Casa Bianca. Spetta al Senato confermare la scelta dei giudici della Corte Suprema che a loro volta restano in carica a vita.  "Il popolo americano deve avere una voce in capitolo nella scelta del prossimo giudice", ha detto McConnell: "Pertanto questa vacanza deve essere colmata solo dopo l'elezione del nuovo presidente". Con la scesa in campo di McConnell, la nomina del successore di Scalia diventa campo di battaglia dei prossimi mesi di campagna elettorale.
Il senatore del Texas e candidato repubblicano Ted Cruz è tra i primi politici a reagire alla morte del giudice della Corte Suprema Antonin Scalia. "Oggi la nostra nazione piange la perdita di uno dei più grandi giudici della nostra Storia. Un campione delle nostre libertà e un fedele difensore della Costituzione, sarà ricordato come uno dei pochi giudici che ha da solo cambiato il corso storico della giurisprudenza", ha scritto Ted Cruz su Twitter.   
"Pur essendo io in disaccordo con le sue vedute e la sua giurisprudenza, era un giudice della corte Suprema brillante, esuberante e schietto". E' la reazione del candidato per la nomination democratica Bernie Sanders alla morte del giudice della Corte Suprema americana Antonin Scalia.
"La scomparsa completamente inaspettata del giudice della Corte Suprema Antonin Scalia costituisce una enorme battuta d'arresto per il movimento conservatore e per il nostro Paese!". Così su Twitter il candidato per la nomination repubblicana Donald Trump
"Il presidente e la first lady fanno le loro più profonde condoglianze alla famiglia del giudice Scalia". Lo fa sapere la Casa Bianca,diffondendo una prima reazione a caldo sulla scomparsa del giudice della corte Suprema Antonin Scalia confermando che il presidente ne è stato informato, si precisa tuttavia che una ulteriore reazione del presidente Barack Obama è attesa a breve.