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venerdì 13 gennaio 2017

L'emailgate FBI contro la CLINTON: indagine del dipartimento di giustizia USA


WASHINGTON, 13 gennaio - L'emailgate che ha avvelenato la campagna elettorale di Hillary Clinton torna sotto i riflettori della cronaca. Il Dipartimento di giustizia americano - forse nella sua ultima decisione di rilievo dell'era Obama - ha infatti deciso di aprire un'indagine per verificare l'operato dell'Fbi sulla vicenda, in particolare nel periodo a ridosso del voto. 

L'ispettore generale Michael Horowitz dovrà valutare come i vertici dell'agenzia federale hanno gestito il caso e se abbiano deciso di riaprirlo alla vigilia dell'Election Day in base a considerazioni corrette o errate. O addirittura motivate pòo' al Congresso undici giorni prima il voto per comunicare la riapertura dell'inchiesta sulla ex first lady, dopo il ritrovamento di sue nuove email nell'ambito di un altro caso: quello sugli scatti osè di Anthony Weiner, ex marito di Huma Abedin, braccio destro di Hillary. Su Comey si abbatterono le ire della candidata e dei democratici, che anche dopo le elezioni hanno indicato in quell'episodio una delle cause della sconfitta. Nonostante in pochissimi giorni l'Fbi avesse chiuso di nuovo l'inchiesta riconoscendo che nelle nuove email non c'era anche questa volta nessun elemento di reato. La decisione del Dipartimento di giustizia, guidato da Loretta Lynch, nasce dalle accuse di cattiva condotta da parte dei vertici dei federali mosse da diversi membri del Congresso e da privati cittadini. 

L'indagine - si sottolinea - sarà ad ampio raggio. Lo scandalo delle email scoppio' prima della candidatura della Clinton alla Casa Bianca. L'accusa nei confronti della ex first lady era di aver utilizzato quando era segretario di stato un server privato di posta elettronica, installato nella sua residenza nello stato di New York, mettendo cosi' a rischio la sicurezza nazionale. Le indagini dell'Fbi si erano pero' concluse stigmatizzando la cattiva gestione delle email da parte della Clinton ma senza che fossero stati individuati reati.  

mercoledì 9 novembre 2016

Hillary parla: Una sconfitta dolorosa e lo sarà per molto tempo


NEW YORK, 9 novembre - Diverse ore dopo la cocente sconfitta e il sogno sfumato di essere la prima donna presidente alla Casa Bianca Hillary Clinton ha rotto il silenzio: "Mi sono congratulata con Donald Trump e impegnata a lavorare con lui per il bene del Paese". "E' una sconfitta dolorosa, e lo sara' per molto tempo. Sono delusa e mi dispiace non aver vinto queste elezioni", ha aggiunto visibilmente emozionata. Poi un messaggio alle sue sostenitrici, facendo riferimento alla possibilità che una donna diventi presidente degli Usa:  "Non abbiamo ancora rotto il piu' alto e piu' duro soffitto di cristallo ma un giorno succederà". Apparendo in pubblico per la prima volta dal ammettendo la sconfitta, il democratico ha detto di sperare che Trump sarà un presidente di successo per tutti gli americani. "Abbiamo visto che la nostra nazione è più profondamente divisa di quanto pensassimo", ha detto. La Clinton ha esortato i suoi sostenitori a rispettare il risultato delle elezioni, dicendo che la Costituzione sancisce la transizione pacifica del potere.E concludendo: "Dobbiamo accettare il risultato" della vittoria di Donald Trump che ora "è il nostro presidente".

sabato 29 ottobre 2016

Tegola sulla CLINTON, riaperto dall'FBi IL CASO EMAILGATE

WASHINGTON, 29 ottobre - Alla vigilia del voto americano torna lo spettro dell'Emailgate per Hillary Clinton: James Comey, il direttore dell'Fbi, ha fatto sapere in una lettera a membri del Congresso che verranno riaperte le indagini per controllare nuove mail dell'allora segretario di Stato con l'obiettivo di verificare se contenevano materiale classificato. ''Il popolo americano merita i fatti al completo, immediatamente. E' imperativo che l'Fbi spieghi''. ha commentato Hillary Clinton in conferenza stampa in Iowa. Clinton si dice ''certa che le nuove mail non muteranno le conclusioni gia' raggiunte dall'Fbi'' lo scorso luglio, quando l'agenzia federale aveva chiuso l'inchiesta sull'emailgate escludendo responsabilita' penali.
Comey ha precisato che l'Fbi non puo' ancora dire se le email "possono essere significative" o quanto tempo sara' necessario per riesaminarle. Le email sono state scoperte in una vicenda non collegata che ha spinto Comey a disporre "appropriati passi investigativi".

venerdì 24 giugno 2016

SANDERS: "voterò per Hillary Clinton"


NEW YORK, 24 giugno - E' finalmente arrivato l'endorsement di Bernie Sanders, che per la prima volta afferma che voterà Hillary Clinton. Lo riporta la Msnbc. Durante il talk show "Morning Joe" è stato chiesto al senatore del Vermont se voterà la candidata democratica e lui ha risposto "sì". Sanders, che non ha ancora ufficialmente finito la sua campagna per le primarie democratiche, ha detto che fermare Trump è un obiettivo che va al di sopra di tutto.
Sanders ha poi rigettato l'idea di ritirarsi dalla corsa democratica anche se Hillary Clinton ha messo al sicuro la sua candidatura. "Perché farlo quando voglio lottare affinché possiamo fare il meglio possibile, e vincere più delegati possibili?", ha spiegato. Il senatore ha inoltre precisato che questa decisione non è causa di "divisione" nel suo partito: "Parlate di divisione, io penso invece a coinvolgere il popolo americano".
Sempre nel corso dell'intervista alla Msnbc, Sanders ha commentato i risultati del referendum nel Regno Unito. Così ha detto che la decisione del popolo britannico di abbandonare l'Unione europea è un'indicazione che "l'economia globale non funziona per tutti". "Per evitare una possibile rottura - ha spiegato - è necessaria una maggiore cooperazione finanziaria". Sanders ha ricordato che, perché le persone si sentano rappresentate con una maggiore integrazione, come nel caso dell'Ue, è necessario che si creino posti di lavoro di qualità e che si pongano freni contro la fuga delle aziende in Cina.

venerdì 10 giugno 2016

OBAMA appoggia ufficialmente Hillary per la presidenza USA


WASHINGTON, 10 giugno - Il presidente Barack Obama ha ufficialmente appoggiato Hillary Clinton come candidato presidenziale del Partito Democratico. La sua approvazione è venuto dopo l'incontro con il senatore del Vermont Bernie Sanders, che è in lotta contro la Clinton per la nomination.
Parlando in un video , Obama ha detto che Hillary è la persona più qualificata per il ruolo di presidente.
Il presidente Obama e la signora Clinton avvieranno una campagna insieme al più presto. "Voglio che quelli di voi che sono già stati con me fin dal principio in  questo incredibile viaggio siano i primi a sapere che 'sono con lei.' INon vedo l'ora di fare la campagna per Hillary ", ha detto Obama nel video. "Il segretario Clinton e il senatore Sanders possono essere stati rivali in questa primaria, ma sono entrambi i patrioti che amano questo paese e condividono una visione per l'America in cui tutti noi crediamo."

mercoledì 8 giugno 2016

Hillary entra nella storia e "asfalta" Sanders


NEW YORK, 8 giugno -Con l'inattesa vittoria schiacciante che si profila in California, lo stato più  popoloso, ricco e culturalmente influente degli Usa, e il bersaglio piu' grosso (con i suoi 475 delegati) di questo ultimo super tuesday delle presidenziali, Hillary suggella trionfalmente la conquista di una storica nomination, la prima di una donna nei 240 anni della democrazia americana.
La Clinton ha dato una convincente dimostrazione di forza e di superiorita' nel Golden State (con il 39% dei voti scrutinati guida 60,1% a 38,0%) seppellendo definitivamente le velleita' di Bernie Sanders di un ribaltone alla convention di luglio, con un cambiamento di fronte dei superdelegati. Hillary ha vinto non solo in California ma anche in tre degli altri cinque Stati chiamati al voto (New Jersey, New Mexico e South Dakota) cedendo a Sanders solo il Montana e il North Dakota (caucus). Un finale di partita che non lascia adito a dubbi, tanto che gia' in serata il presidente Barack Obama, ormai prossimo a dare il suo endorsement al suo ex segretario di stato, ha telefonato ad entrambi per unire ora il partito. Giovedi' vedrà Sanders, che però questa sera, pur ribadendo di voler impedire l'elezione di Donald Trump, ha annunciato che la sua lotta continuerà sino alle ultime primarie a Washington Dc e poi alla convention.
Al Brooklyn Navy Yard di New York, i fan dell'ex first lady sono andati in delirio e lei ha sprizzato felicita' e orgoglio, tendendo nuovamente la mano al senatore del Vermont e attaccando il suo futuro rivale Donald Trump. "Grazie a tutti, abbiamo raggiunto una pietra miliare, e' la prima volta nella storia della nostra nazione che una donna sara' la candidata di un partito importante", ha esordito "La vittoria di questa notte non e' di una persona sola, appartiene a generazioni di donne e di uomini che si sono battuti e si sono sacrificati e hanno reso possibile questo momento", ha proseguito. Poi si e' complimenta con Bernie "per la sua straordinaria campagna", per aver portato al voto milioni di nuovi elettori, soprattutto giovani, per "il dibattito vigoroso sulle ineguaglianze". Ma l'ex first lady ha sferrato anche un nuovo attacco al "divisivo" Trump, "caratterialmente inadatto a fare il presidente e il commander in chief". 

lunedì 6 giugno 2016

Hillary vince in PORTORICO, è a 30 delegati di distanza dal "numero magico"


WASHINGTON, 6 giugno - Vittoria sostanziale e altamente simbolica per Hillary Clinton nelle primarie di Porto Rico: la frontrunner democratica ha conseguito un vantaggio di preferenze tale sul rivale Bernie Sanders da consentirle di aggiudicarsi la gran parte dei 60 delegati messi in palio nel territorio federato degli Usa accorciando così le distanze dalla nomination, che risulta sempre più vicina, alla vigilia del voto cruciale in California martedì 7 giugno. Stando ad un conteggio della Associated Press, la ex first lady è adesso a meno di 30 delegati di distanza dal "numero magico", ovvero i 2.383 delegati necessari per assicurarsi la nomination democratica. "Abbiamo appena vinto Porto Rico! - ha twittato Hillary -. Gracias a la Isla del Encanto por esta victoria!". Lento il processo della conta dei voti, effettuata a mano. Ma già con la conferma dei primi risultati era emerso un chiaro vantaggio della ex segretario di Stato sul senatore del Vermont, con un margine di 2 a 1. Un bacino elettorale raramente considerato significativo quello dell'isola dei Caraibi, ma che assume un significato nuovo questa volta, anche per via della profonda crisi economica e finanziaria che ha colpito Porto Rico e per la quale entrambi i candidati democratici hanno proposto la loro ricetta. 

venerdì 3 giugno 2016

Trump: Hillary in galera. La Clinton: Donald pericoloso e infantile


SAN JOSE' (California) - "Hillary Clinton deve andare in galera". E' l'ennesima bomba elettorale di Donald Trump, parlando a un comizio a San Josè in California, come riferisce il sito della Cnn. "Gente, onestamente, lei è maledettamente colpevole", ha aggiunto Tump, riferendosi alla vicenda dell'uso di un server privato di email da parte di Clinton durante il suo incarico da segretario di stato. La candidata democratica aveva definito Trump ignorante. Pericolosamente incoerente. Infantile. Questi gli epiteti con cui Hillary Clinton aveva attaccato con parole forse mai così forti il rivale repubblicano nella corsa per la conquista della Casa Bianca. Con Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti, ci sarebbero conflitti militari inutili e una crisi economica dalla quale l'America è uscita sotto la guida di Barack Obama, il Commander in Chief uscente per cui lei, una democratica, ha lavorato come segretario di Stato. Per questo, votare per lui alle elezioni di novembre sarebbe un "errore storico".
"Non è difficile immaginare che Donald Trump ci porterà in guerra solo perché qualcuno è riuscito a infilarsi sotto la sua pelle sottile", ha detto Clinton usando un idioma per dire che il miliardario newyorchese è facilmente irritabile.

lunedì 23 maggio 2016

PRESIDENZIALI USA, per la prima volta TRUMP in testa in un sondaggio


WASHINGTON, 23 maggio - Il probabile candidato repubblicano alle presidenziali americane, Donald Trump, ha superato per la prima volta nella media dei sondaggi la candidata alla nomination democratica, Hillary Clinton: secondo RealClearPolitics, il tycoon guida con il 43,4% contro 43,2%, con un vantaggio quindi di 0,2 punti percentuali. Finora solo alcune rilevazioni singole avevano dato Trump in vantaggio rispetto alla sfidante.
Ma per l'ex first lady si tratta di segnali preoccupanti, in una gara dove condivide con Trump un rating sfavorevole di quasi il 60%: una cosa mai successa nella storia delle presidenziali moderne. Praticamente oggi l'America andrebbe al voto con una maggioranza a cui non piace nessuno dei due probabili candidati, mobilitata solo dall'obiettivo di non far vincere l'avversario.

domenica 22 maggio 2016

SONDAGGI, Hillary, solo 3 punti di vantaggio su TRUMP


NEW YORK, 22 maggio - I repubblicani sembrano fare quadrato su Donald Trump da quando ha ipotecato la nomination per la Casa Bianca, aiutandolo a ridurre lo svantaggio su Hillary Clinton, 46% a 43%, secondo un sondaggio targato Wall Street Journal/Nbc News. Il senatore del Vermont Bernie Sanders avrebbe invece 15 punti di vantaggio, 54% a 39%, in un'eventuale sfida con Trump.
Guardando dentro i numeri della sua corsa contro Trump, Clinton detiene il netto vantaggio tra gli afro-americani (88 per cento al 9 per cento), Latinos (68 per cento al 20 per cento),  donne (51 per cento al 38 per cento) e  tra i giovani tra i 18 ei 34 (55 cento al 32 per cento).
Trump, nel frattempo, è in testa tra i bianchi (52 per cento al 36 per cento), anziani (52 per cento al 41 per cento), uomini (49 per cento al 40 per cento) e gli indipendenti (42 per cento al 37 per cento).

mercoledì 11 maggio 2016

PRIMARIE USA, Sanders vince (inutilmente) in WEST VIRGINIA



CHARLESTON, 11 maggio - Nelle primarie democratiche in West Virignia, con oltre il 75% dei voti scrutinati, Sanders ha il 51,3% dei voti e Clinton il 36,3%. Il restante 11% è stato diffuso tra gli altri quattro candidati, con l'avvocato Paul Farrell al 7%.
Ma con i 29 delegati assegnati con il metodo proporzionale, il piccolo guadagno netto per Sanders è improbabile che serva a ridurre lo svataggui di 290 delegati sulla Clinton. Lei è molto più avanti se si prendono in considerazione i  superdelegati non vincolate dagli risultati delle primarie,
Nella gara repubblicana, Trump ha battuto gli ex rivali Ted Cruz e John Kasich in Nebraska e West Virginia I due sono rimasti sulla scheda elettorale pur avendo abbandonato la gara dqlla scorsa settimana.

mercoledì 4 maggio 2016

PRIMARIE USA, Crux, battuto nell'INDIANA, si ritira. Sconfitta la CLINTON


INDIANAPOLIS, 4 maggio - Colpo di scena nelle presidenziali americane: il senatore ultra conservatore del Texas Ted Cruz, il beniamino del Tea Party che si proponeva come l'unica alternativa a Donald Trump, ha annunciato il ritiro dalla corsa dopo essere stato sconfitto pesantemente nelle primarie dell'Indiana dal tycoon newyorchese: 52,8% a 36,9% con il 75% delle schede scrutinate.
l magnate si vede ora la strada spianata per la nomination in una gara a due con il governatore moderato dell'Ohio John Kasich, che ha deciso di continuare a correre nonostante un risultato imbarazzante (7,7%). Piccola sorpresa anche in campo democratico, dove Bernie Sanders smentisce i sondaggi imponendosi alla fine di un lungo testa a testa dopo un iniziale vantaggio di Hillary Clinton: 53,2% a 46,8%. 

giovedì 21 aprile 2016

PHILADELPHIA, afroamericani contestano la CLINTON; portati via


PHILADELPHIA, 21 aprile - Diversi manifestanti afroamericani sono stati scortati via da un comizio di Hillary Clinton nel nord di Philadelphia dopo avere gridato di non votare per lei. La candidata democratica, nel corso del suo discorso, ha detto: "So che c'è molto disaccordo in politica nel nostro Paese. E' il Dna dell'America". E ha poi aggiunto: "Quello che non possiamo tollerare è dividerci in gruppi senza parlarci o ascoltarci tra di noi come abbiamo visto".

mercoledì 20 aprile 2016

CLINTON e TRUMP, vittoria a NEW YORK



NEW YORK 20 aprile -Vittoria di Donald Trump nelle primarie repubblicane di New York. In base ai primi voti scrutinati Trump ha il 69,5% delle preferenze, contro il 18,3% del governatore dell'Ohio John Kasich e il 12,1% del senatore texano Ted Cruz. In casa democratica, Hillary Clinton a New York segna dapprima un vantaggio di misura su Bernie Sanders, 52% contro il 48% del rivale. Poi lo stacco si fa netto e supera i 17 punti. 
Quello dell'ex first lady appare alla fine il risultato piu' importante della serata: conquista un bottino piu' cospicuo di delegati, rendendo la generosa rincorsa di Sanders quasi impossibile. Mentre Trump, nonostante abbia sbancato New York, dovra' faticare ancora per sbarazzarsi definitivamente dei suoi rivali e scongiurare del tutto una convention repubblicana aperta, senza avere la nomination in mano. "E' una notte incredibile. Faremo l'America piu' forte e piu' grande che mai. Grazie New York", esulta il magnate newyorchese che ribadisce la sua linea: "Le aziende americane vanno all'estero, gli immigratri illegali sono spesso trattati meglio dei nostri veterani. L'Obamacare e' un disastro. Tutto questo finira", e' la sua promessa. E Hillary Clinton e' piu' che mai nel suo mirino. A poca distanza lei replica: "Gente come Trump e Cruz spinge verso un'America divisa e francamente pericolosa. Invece di costruire muri noi abbateremo le barriere". "Nessuno in America deve vivere con lo spettro della discriminazione e della deportazione. Bisogna aiutare le persone e aiutarci l'un l'altro, gay, musulmani, uomini e donne", conclude la Clinton che ammette: "Non c'e' nessun posto come casa propria. Grazie New York".

venerdì 15 aprile 2016

DURO SCONTRO Clinton-Sanders in un dibattito a BROOKLYN


NEW YORK, 15 aprile - E' stato il duello più combattuto quello tra Hillary Clinton e Bernie Sanders a Brooklyn dall'inizio della campagna elettorale. davanti alle telecamere della CNN E non poteva essere diversamente a cinque giorni dalle primarie di New York. Una vittoria dell'ex first lady - che per i sondaggi è in vantaggio di 17 punti - potrebbe quasi chiudere i giochi per la nomination in campo democratico. E l'affondo di Sanders è stato durissimo con l'accusa alla Clinton di essere finanziata dai "lupi" di Wall Street. La Clinton ha risposto accusando l'avversario di essere supportato dalla lobby delle armi

mercoledì 6 aprile 2016

CAUCUS USA, CRUZ batte TRUMP in Wisconsin (e SANDERS la CLINTON)

Trump dopo la sconfitta
Esulta una sostenitrice di Sanders
MADISON (Wisconsin), 6 marzo - Candidato presidenziale repubblicano Ted Cruz ha nettamente vinto le primarie del Wisconsin, complicando il percorso fel front-runner Donald Trump verso la nomina.
Nella corsa democratica, Bernie Sanders ha segnato una forte vittoria su Hillary Clinton nello stato del Midwest.
Trump conduce c oumnque la corsa repubblicana, ma ci sono preoccupazioni che potrebbe non raggiungere il numero di delegati necessari per garantirgli la nomina del partito.
E i rivali hanno riposto le loro speranze su una convenzione combattuta.Nel corso di una convention di questo tipo, leader di partito, non gli elettori, sceglierebbero il candidato. "Stasera è un punto di svolta, è un grido di battaglia per il popolo americano"  ha detto Cruz ai sostenitori a Milwaukee. "Stiamo vincendo perché stiamo unendo il partito repubblicano."
Dal punto di vista democratico, il Wisconsin va a Sanders, dando il senatore del Vermont una spinta prima di gare importanti aNew York e Pennsylvania.
"Il vero cambiamento non avviene dall'alto verso il basso, ma sempre dal basso verso l'alto", ha detto Sanders ai sostenitori.
Hillary Clinton detiene ancora un vantaggio considerevole e la maggior parte degli analisti dicono che finirà per diventare il candidato democratico, nonostante le sue recenti perdite.

domenica 27 marzo 2016

CAUCUS democratici: a SANDERS Washington e Alaska, strabattuta la CLINTON


WASHINGTON, 27 marzo - Bernie Sanders ha vinto più di due stati degli Stati Uniti nella corsa per la nomina presidenziale democratica,. Il senatore ha preso il premio più grande della giornata, stato di Washington con il 72% dei voti a Washington contro il 27% per la signora Clinton. E le reti televisive degli Stati Uniti gli hanno dato circa il 79% dei voti in Alaska, contro il 21% per la signora Clinton.
I risultati delle Hawaii non ci sono ancora, ma le proiezioni iniziali suggeriscono un'altra vittoria di Bernie Sanders.
Washington erail più importante dei tre stati che votano il Sabato, con 101 delegati in palio. Ci sonopoi16 delegati in Alaska e 25 nelle Hawaii.

mercoledì 23 marzo 2016

CAUCUS USA, alla Clinton l'ARIZONA, a Sanders UTAH e IDAHO



WASHINGTON, 23 MAR - Bernie Sanders ha vinto i caucus democratici nello Utah e in Idaho. Nello Utah Sanders si é aggiudicato almeno 18 delegati contro gli almeno cinque di Hillary Clinton. Hillary Clinton e il repubblicano Donald Trump, hanno continuato le loro strisce vincenti, prendendoi l'Arizona. Le vittorie consistenti - grazie alla popolazione dello stato - hanno bilanciato le perdite altrove. I caucus repubblicani in Utah sono stati vinti dal senatore Ted Cruz.
   

mercoledì 16 marzo 2016

PRIMARIE USA, Clinton e Trump "asfaltano" (o quasi) gli avversari


MIAMI, 16 marzo - Donald Trump vince, in Florida soprattutto, ma non fa l'en plein nel nuovo 'Super Tuesday' delle primarie americane, fermato dal suo 'opposto', il moderato John Kasich che prevale in Ohio, lo Stato di cui è' governatore e che, grazie alla formula 'chi vince prende tutto', raddoppia il numero di delegati. Di questi, sul fronte democratico, Hillary Clinton ne conta abbastanza da farle pronunciare un discorso gia' tutto volto alla sfida di novembre, perchè Bernie Sanders tiene ma non e' più' una minaccia. Trumo a Rubio strappa la Florida e con percentuali più che solide. Poi si prende anche Illinois e North Carolina mentre il Missouri e' fino alla fine in bilico, conteso con Ted Cruz all'ultimo voto. Solo John Kasich pone un freno in Ohio. 
Hillary Clinton che porta a casa con facilita' Florida, Ohio e North Carolina e parla di "un altro passo verso la nomination". Bernie Sanders non fa il bis paventato nel Midwest dopo la vittoria in Michigan perdendo in Ohio. mentre anche per loro il Missouri resta 'too close to call'.

mercoledì 9 marzo 2016

PRIMARIE USA, a Clinton il Mississippi, a Sanders il Michigan. Trump vola


NEW YORK, 9 marzo - Hillary Clinton vince le primarie in Mississippi secondo le proiezioni della Cnn. La vittoria di Hillary Clinton in Mississippi conferma la presa che ha la candidata democratica sull'elettorato afroamericano. In Mississippi sono in palio 36 delegati.
Donald Trump vince le primarie repubblicane in Mississippi e in Michigan e i caucus nelle Hawaii, stando alle proiezioni di diversi media americani.
Bernie Sanders ha vinto le primarie democratiche in Michigan battendo la rivale Hillary Clinton per una manciata di voti, al contrario di quanto previsto da diversi sondaggi. La vittoria in Michigan del senatore liberal giunge dopo uno spoglio al cardiopalma e viene dichiarata da diversi media americani solo quando il conteggio dei voti e' quasi ultimato, tanto e' minimo lo scarto tra i due candidati: Sanders si assesta infatti al 50% e Hillary Clinton e' al 48% quando il 97% dei voti e' stato contato
Ted Cruz vince i caucus repubblicani in Idaho, stando alle proiezioni della Cnn. Donald Trump e' secondo, ma a distanza.