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martedì 21 marzo 2017

SONDAGGI, M5S sempre più forte, Pd sempre più debole


Le acque agitate nel Movimento 5 stelle sembra non influenzare affatto le intenzioni di voto degli italiani. Dopo mesi di sostanziale stabilità negli orientamenti, dal sondaggio pubblicato oggi dal Corriere della Sera emerge che la creatura di Beppe Grillo si conferma primo partito d'Italia raggiungendo il suo massimo storico (32,3%, in aumento di 1,4% rispetto al mese precedente) e distanziando di oltre 5 punti il Pd che, dopo la scissione e la nascita del Movimento democratico e progressistae, cala nettamente di 3 punti al 26,8%. Più distanti, praticamente appaiate, Lega (12,8%) e Forza Italia (12,7%), mentre a distanza considerevole Fratelli d’Italia (4,6%), Mdp (3,3%), Ncd (2,8%) e Sinistra Italiana (2,7%).

sabato 4 marzo 2017

SONDAGGI, il Pd perde il primo posto, sopravanzato dal M5s. Scissionisti al 4%

ROMA, 4 marzo - Sondaggio per "Repubblica": il Pd limita i danni della scissione, ma perde oltre due punti rispetto al mese scorso (27,2%). Soprattutto, perde il primo posto tra i partiti, superato dal M5s (28,8%). Sono i principali “movimenti”, nelle intenzioni di voto, rilevati da Ilvo Diamanti, che registra inoltre un allargamento della sinistra extra-Pd. Per effetto, anzitutto, del debutto di due nuove formazioni: Democratici e progressisti (4%), fondato dai fuoriusciti Pd; e Campo progressista di Giuliano Pisapia (2%).
Arretrano, invece, le formazioni di centro-destra, con la sola eccezione di Fratelli d’Italia, che supera il 6%. Giorgia Meloni (35%), del resto, insieme a Matteo Salvini (35%) e a Luigi di Maio (37%), è ormai stabilmente ai primi posti, nella graduatoria dei leader. Oggi dominata, però, con ampio margine, dal premier Paolo Gentiloni, promosso da quasi un italiano su due (48%). Crescono, peraltro, le aspettative sulla durata del governo, che secondo il 52% - era il 38%, nella rilevazione di febbraio - potrebbe concludere la legislatura.
Matteo Renzi, per converso, vede il proprio apprezzamento scendere ancora (33%). Soffre gli effetti del caso Consip, che secondo sette persone su dieci potrebbe danneggiare il Pd. Ma guida saldamente le previsioni sulla corsa congressuale. Tra gli elettori del Pd, ben l'85% voterebbe per confermare il segretario uscente. In assenza di una significativa partecipazione, alle primarie aperte, di elettori esterni al partito, i voti per Renzi potrebbero pero' scendere fino al 55%, con Andrea Orlando al 27% e Michele Emiliano al 16%. 

venerdì 18 novembre 2016

REFERENDUM, il fronte del NO guadagna punti


ROMA, 18 novembre - Visti gli ultimi risultati, sono da prendere con le molle; ma secondo gli ultimi sondaggi sul referendum costituzionale del 4 dicembre il fronte del No sta guadagnando punti. Secondo la rilevazione Ipsos per il Corriere della sera, sarebbe al 55% contro il 45% di sì; 41% di No contro 34% di sì è invece l'esito del sondaggio Demos per la Repubblica, mentre Piepoli per La Stampa dà il No al 54% contro il 46% di sì.
Se le percentuali sono molto "ballerine" da un sondaggio all'altro, emerge invece chiaramente il fatto che saranno decisivi quegli indecisi che rappresentano ancora un'alta percentuale di votanti: il 13% secondo Ipsos, il 25% secondo Demos, il 24% secondo Piepoli. Ma emerge anche con grande forza che una buona parte di italiani non andrà ai seggi: secondo i sondaggi Ipsos il 46,5% degli aventi diritto al voto se ne resterà a casa, mentre stando a Nicola Piepoli "la maggioranza della popolazione andrà a votare. Non si tratterà del 90%, come dice il nostro sondaggio, ma probabilmente si supererà il 50% e potremmo arrivare a 30 milioni di voti validi".

Un referendum su Renzi? - Altra particolarità che emerge è che l'appuntamento con le urne viene interpretato sempre più come un referendum su Renzi e sempre meno sulla Costituzione: secondo i dati Demos, se a settembre il 26% degli intervistati riteneva che si trattasse di un voto sulla riforma della costituzione e il 57% lo interpretava invece come un referendum sul premier, ora le percentuali sono diventate rispettivamente del 25% e del 62%. E ancora, stando al sondaggio Ipsos c'è stato un progressivo calo del fronte del Sì tra gli elettori dei partiti di opposizione: "rispetto a ottobre - scrive il sondaggista Nando Pagnoncelli sul Corriere - il Sì passa dal 40% al 31% tra gli elettori di Forza Italia, dal 21% al 13% tra quelli della Lega e dal 19% al 15% tra i grillini".

lunedì 23 maggio 2016

PRESIDENZIALI USA, per la prima volta TRUMP in testa in un sondaggio


WASHINGTON, 23 maggio - Il probabile candidato repubblicano alle presidenziali americane, Donald Trump, ha superato per la prima volta nella media dei sondaggi la candidata alla nomination democratica, Hillary Clinton: secondo RealClearPolitics, il tycoon guida con il 43,4% contro 43,2%, con un vantaggio quindi di 0,2 punti percentuali. Finora solo alcune rilevazioni singole avevano dato Trump in vantaggio rispetto alla sfidante.
Ma per l'ex first lady si tratta di segnali preoccupanti, in una gara dove condivide con Trump un rating sfavorevole di quasi il 60%: una cosa mai successa nella storia delle presidenziali moderne. Praticamente oggi l'America andrebbe al voto con una maggioranza a cui non piace nessuno dei due probabili candidati, mobilitata solo dall'obiettivo di non far vincere l'avversario.

mercoledì 6 aprile 2016

SONDAGGI USA, per la prima volta CRUZ davanti a TRUMP


NEW YORK, 6 marzo - Ted Cruz supera Donald Trump a livello nazionale. Un sondaggio Reuters rivela che per la prima volta nel 2016 il senatore ultraconservatore è davanti al magnate tra i probabili elettori in campo repubblicano e conduce con il 39% delle preferenze contro il 37% del newyorkese. A grande distanza, il governatore dell'Ohio John Kasich segue al 23%. L'esito del sondaggio arriva subito dopo il grande successo dei "numeri due" delle primarie Usa in Wisconsin, dove, oltre a Cruz, ha fatto il pieno di delegati anche il secondo tra i democratici, Bernie Sanders. Entrambi si sono aggiudicati una vittoria che si rivela non esclusivamente "psicologica", ma anche sostanziale nella gara per la nomination. I risultati definitivi dicono che sul fronte repubblicano Cruz ha raccolto il 48,2% dei consensi, che si traducono in 36 delegati. Trump si è fermato al 35,1%, guadagnando soltanto sei delegati. Il terzo nome, Kasich, arriva al 14,1% e non conquista neanche un delegato. Tra i democratici, Sanders con il suo 56,5% può contare su 47 delegati, mentre Hillary Clinton con il 43,2% arriva a 36 delegati. Grande attesa per l'appuntamento del 19 aprile, quando la sfida tra i candidati sarà a New York.

giovedì 25 giugno 2015

SONDAGGI, cala (-1%) il PD, sale (+1%) il M5s

ROMA, 25 giugno - Scende il Pd, sale il M5s che guadagna il punto perso dal partito di Renzi. E' questo il quadro che emerge dal sondaggio settimanale dell'Istituto Piepoli per l'ANSA.
Questo il quadro delle intenzioni di voto (tra parentesi la variazione percentuale rispetto alla scorsa settimana):

    - Pd 34,5% (-1,0).
    - Sel 3,5% ( = ).
    - Altri centrosinistra 1,0% ( = ).
    - Fi 11,0% ( = ).
    - Ncd-Udc 2,5% ( = ).
    - Fdi 4,0% ( = ).
    - Lega Nord 16,5% ( = ).
    - Altri centrodestra 0,5% ( = ).
    - M5s 23,0% (+1,0).
    - Altri partiti 3,5% ( = ).

    Il sondaggio qui presentato è stato eseguito il 22 Giugno 2015 per ANSA con metodologia mista CATI-CAWI, su un campione di 1.000 casi rappresentativo della popolazione italiana maschi e femmine dai 18 anni in su, segmentato per sesso, età, Grandi Ripartizioni Geografiche e Ampiezza Centri proporzionalmente all'universo della popolazione italiana.

giovedì 7 maggio 2015

SONDAGGI, in Inghilterra si vota, parità assoluta tra conservatori e laboristi

LONDRA, 7 maggio - Seggi aperti in Gran Bretagna per le elezioni più incerte da anni. Alle urne sono chiamati circa 45 milioni di cittadini per rinnovare i 650 seggi della Camera dei Comuni in altrettanti collegi uninominali (59 in Scozia). Si vota fino alle 22 locali. La maggioranza assoluta per governare è 326 seggi, ma i sondaggi non l'accreditano ad alcun singolo partito. Previsto un testa a testa fra i conservatori di David Cameron e i laburisti di Ed Miliband, con varie altre forze in lizza per guadagnare seggi: in primis, gli scozzesi dello Snp.
Anche il sondaggio di YouGov, l'unico che nei giorni scorsi avesse assegnato un vantaggio ai Conservatori, indica ora parità assoluta fra i Tory e il Labour, il 33% ciascuno, riporta il Sun. Seguono gli anti-Ue dell'Ukip al 12% e i LibDem al 10. Stando al Guardian, parte dell'elettorato Tory potrebbe spostarsi sui LibDem pur di salvare la possibilità della sola coalizione plausibile per tenere Cameron a Downing street.