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martedì 27 giugno 2017

BALLOTTAGGI Il soccorso dei votanti M5S al centrodestra


Una svolta a destra dell'elettorato, che permette all'alleanza FI-Lega-Fdi di conquistare 16 Capoluoghi contro i 6 andati al centrosinistra, ribaltando i risultati del 2012. Alla luce dei ballottaggi per il centrosinistra il profilo della sconfitta è piuttosto netto e assume contorni clamorosi nel Centro-Nord dove il cuore rosso dell'Italia sembra davvero in affanno.
In Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna e in un capoluogo toscano, il centrodestra si impone grazie anche alla confluenza delle preferenze M5S mentre è il Sud a svelare la sua anima di sinistra forte anche di alcuni apparentamenti con le liste di centro e dei voti di parte dei pentastellati il cui elettorato, almeno per metà, vira in tutta la penisola comunque all'astensione.
Secondo l'istituto Cattaneo l'unica forza con un bilancio negativo nei comuni al ballottaggio (superiori ai 15mila abitanti) è il centrosinistra laddove il centrodestra risulta vincente su quasi una città su due.
Tra 1/o e 2/o - riporta il Cattaneo - il centrosinistra perde 28 Comuni superiori ai 15mila abitanti (passando da 90 a 62) laddove il centrodestra passa da 51 a 70 municipalità. E anche il tasso di vittoria ai ballottaggi, storicamente negativo per Berlusconi & co., risulta ribaltato con un 55,8%. Ballottaggi che, come alle precedenti amministrative, vedono una perfomance nettamente vincente del M5S, che conquista 8 città sulle 10 in cui concorreva. In termini assoluti, nei capoluoghi il centrodestra prevale sul centrosinistra con 576.204 voti contro le 561.032 andati a Pd e alleati. E clamorosa è l'incursione della destra al Centro-Nord laddove il centrosinistra, rispetto al passato, avanza in Regioni come Calabria, Puglia, Campania e Basilicata.
I flussi, ai ballottaggi, penalizzano i candidati di centrosinistra a causa, soprattutto, di un elettorato infedele e dell'aiuto, seppur parziale, dei militanti M5S. A Genova, ad esempio, secondo l'Istituto Cattaneo è Marco Bucci (cd) ad avvantaggiarsi del voto M5S laddove Gianni Crivello (cs) si vede confluire buona parte dei voti andati al primo turno agli ex M5S Putti e Cassimatis. A Pistoia il candidato di centrodestra Tomasi ribalta il risultato del primo turno grazie a 3 fattori: il 2,2% degli elettori arriva direttamente dall'avversario di centrosinistra Bertinelli; l'1,6% passa da Bertinelli all'astensione; Tomasi attira maggiormente gli elettori M5S.
Diverso il quadro Sud dove Lecce si impone come città campione: in Salento, infatti, è il candidato di centrosinistra Salvemini a ribaltare l'esito del primo turno, che lo vedeva in svantaggio grazie a tre elementi: la fuga verso l'astensione degli elettori del candidato di centrodestra Giliberti, l'apparentamento del Centro, la confluenza di parte dei voti grillini. 
E il M5S? Dopo il disastro al primo turno può sorridere confermandosi "macchina da ballottaggi": i suoi candidati ne vincono 8 su 10 e Carrara, secondo il Cattaneo, non solo "rubano" il 2,8% di voti al diretto avversario del centrosinistra ma attraggono preferenze dall'elettorato del centrodestra e, soprattutto, da quelle delle liste civiche.

lunedì 12 giugno 2017

COMUNALI amare per il M5S, torna il quadro bipolare



Comunali amare per M5S. Secondo exit poll e proiezioni, il Movimento Cinque Stelle è fuori dai ballottaggi in tutte le grandi città, a partire da Genova, patria di Beppe Grillo diventata terreno di una faida interna. Il voto in 1.004 Comuni, con oltre nove milioni di italiani, riconsegna un quadro politico soprattutto bipolare con i candidati di centrosinistra e quelli di centrodestra che si sfideranno ai ballottaggi tra due settimane. 
E' stata del 60,07% l'affluenza alle urne: nelle precedenti omologhe la percentuale dei votanti si era attestata al 66,85%.
L'unico che ottiene un'immediata riconferma al primo turno è il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. M5S, dopo l'exploit lo scorso anno a Roma e a Torino, sarebbe fuori dai quattro capoluoghi di Regione: a Genova, dove al secondo turno vanno il candidato di centrosinistra Gianni Crivello, e del centrodestra, Marco Bucci. A L'Aquila, governata fino ad oggi dal dem Massimo Cialente, è in vantaggio il candidato sindaco Americo Di Benedetto (centrosinistra) mentre a Catanzaro Sergio Abramo (centrodestra) se la vedrà al ballottaggio con Nicola Fiorita (Civica).
Il Pd nel capoluogo calabrese sarebbe fuori dai ballottaggi segnalando, secondo Roberto Speranza di Mdp, un dato politico: "In tre su quattro capoluoghi di Regione, dove c'è un'alleanza classica di centrosinistra - sostiene l'ex esponente Pd - il candidato del centrosinistra va avanti. Nell'unico comune, Catanzaro, in cui si è fatta scelta diversa e noi sosteniamo un candidato civico diverso da quello del Pd, il Pd secondo gli exit poll sarebbe fuori dal ballottaggio".
Il flop M5S è reso ancora più amaro dal risultato, abbastanza scontato, di Parma, dove il sindaco uscente Federico Pizzarotti, espulso dal Movimento di Grillo, è in vantaggio con il suo 'Effetto Parma' e se la vedrà al secondo turno con Paolo Scarpa del centrosinistra. A Verona l'eredita di Flavio Tosi non sembra avvantaggiare la sua compagna Patrizia Bisinella che sarebbe fuori dal secondo turno dove si sfideranno Orietta Salemi (centrosinistra) e Federico Sboarina (centrodestra).
Tutta da decidere anche l'affollatissima partita a Taranto dove sono in quattro in corsa per raggiungere il ballottaggio. Anche se big e partiti si sono tenuti fuori dalla campagna per le amministrative, evitando di dare un valore nazionale, un minuto dopo la chiusura delle urne è partita l'esultanza per il risultato M5S. Secondo Matteo Renzi, che segue i risultati dalla sede nazionale del Pd, la sconfitta grillina è un dato politico "perché vorrebbe dire - spiega il responsabile Enti Locali Matteo Ricci - che a un anno dalla vittoria di Roma e Torino, messi alla prova del governo locale, c'è un giudizio negativo".
Chi tira il fiato è il centrodestra, che guardava alle comunali come un test per un'alleanza tra Fi e Lega. "Noi abbiamo fatto - sostiene Maurizio Gasparri - l'alleanza classica ed a Genova abbiamo una condizione buona dove il sindaco uscente di centrosinistra nemmeno si è ricandidato autocertificando un fallimento. Il centrodestra ci può essere, vedremo lo scenario nazionale". Ma per fare un'analisi più approfondita sulle alleanza a livello nazionale bisognerà aspettare l'esito dei ballottaggi: il Pd dovrà contare in quante città resterà alla guida per verificare se ha ancora senso un'alleanza classica di centrosinistra. Ma contro l'autosufficienza del Pd fa sentire la sua voce l'area che va da Pisapia a Si: "Laddove la sinistra è dentro il centrosinistra va, dove il Pd sceglie l'autosufficienza esce fuori", è la tesi.

sabato 20 maggio 2017

Grillo ad ASSISI: Siamo noi i veri francescani!


ASSISI, 20 maggio - "Non è solo una questione di soldi è una questione di rimettere al centro l'individuo. Non è dare dei benefici o del denaro, bisogna saper ascoltare". Così il leader M5S Beppe Grillo apre la marcia per il reddito di cittadinanza. Grillo è alla testa del corteo con una fiaccola in mano. "Noi - spiega - siamo come Prometeo: rubiamo il fuoco e lo diamo agli umani". l reddito di cittadinanza è una proposta "per ridare dignità alle persone" spiega Grillo sottolineando come il M5s sia una forza politica che "sa ascoltare". E quindi l'ex comico scherza: "Noi abbiamo un sindaco di Roma che ha delle orecchie molto grandi...". Grillo nella prima parte della marcia si è intrattenuto a lungo a parlare con militanti ed esponenti pentastellati durante un percorso segnato dalla pioggia battente. Poi ad un certo punto il leader M5s è stato affiancato da Davide Casaleggio che indossa una delle magliette gialle simbolo dell'iniziativa del movimento.
"Siamo francescani, siamo noi i veri francescani. Guardate dove siamo e per cosa marciamo", ha detto Grillo

mercoledì 3 maggio 2017

VACCINI, la Rete "sbugiarda" il M5S


"Il M5s non ha mai fatto campagne contro i vaccini e non c'è nessuna piattaforma no vax", lo scrive oggi il Movimento dopo le accuse del New York Times a Beppe Grillo. Eppure sul web questa affermazione viene smentita. Dal noto virologo e paladino dei vaccini, professor Roberto Burioni, fino al segretario del Pd, Matteo Renzi, sui social è caccia aperta alle vecchie affermazioni di esponenti del M5s quando affermavano che i vaccini facevano male.
Lo spettacolo di Grillo - A fare il giro del web è soprattutto uno spezzone di un vecchio spettacolo di Beppe Grillo Apocalisse Morbida (1998). Il comico, non ancora leader del movimento politico, sosteneva quanto fosse inutile vaccinarsi. E che anzi fosse un favore alle grandi case farmaceutiche.
Un disegno di legge contro i vaccini - Per non parlare della proposta di legge sul diniego dell'uso di vaccini prposto dal Movimento 5 stelle il 12 febbraio 2014 e ancora presente negli archivi della Camera dei deputati. In questo caso, si legge, "recenti studi hanno messo in luce collegamenti tra vaccinazioni e alcune malattie specifiche quali la leucemia, intossicazioni, infiammazioni, immunodepressioni, mutazioni genetiche trasmissibili, malattie tumorali, autismo e allergie".
I commenti dei vari esponenti - Ma non vanno sicuramente dimenticati alcune frasi dette da diversi esponenti del M5S e raccolte da "Il Foglio".
"Un bambino su 150 soffre di autismo. Venti anni fa solo uno su 2.000. Gli scienziati attribuiscono la crescita all’inquinamento ambientale, alimentare e da vaccini e farmaci".
Beppe Grillo, 8 aprile 2007
"Dei vaccini bisognerebbe discutere con estrema prudenza. Non sono un esperto né di sanità, né di vaccini ma vedo e leggo molte voci che richiamano alla prudenza sull'utilizzo di questi strumenti medicali per prevenire determinate malattie. Ci sono degli studi che sembrerebbe che evidenzino dei problemi in seguito a determinati vaccini che potrebbero sorgere nei bimbi e come genitore vorrei fare una scelta consapevole sul discorso della vaccinazione".
Giacomo Giannarelli, già candidato governatore della Toscana per il M5S, in un’intervista a Fanpage.it, 21 maggio 2015
"C’è una sentenza che sostiene che il vaccino può causare l’autismo. La gente non si vaccina più perché non crede più alle case farmaceutiche e al Ministero della Salute. Oggi qualche cosa dicono (queste istituzioni) ti fai quattro domande: ‘Perché lo stanno dicendo? Forse c’è un interesse dietro a quello? Le case farmaceutiche devono vendere qualche cosa? Si sono trovati un vaccino che non sanno cosa farci e ce lo vogliono somministrare?’"
Paola Taverna, senatrice M5S a Piazza Pulita, La7, 22 ottobre 2015
"Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin sta varando un nuovo Piano di Vaccinazione Nazionale che sembra non tener assolutamente conto di tutte queste valutazioni perché, ad esempio, non rimuove l’obbligatorietà e mira a incrementare la copertura vaccinale anche dove non è assolutamente giustificata. Una vaccinazione di massa obbligatoria è un regalo alle multinazionali farmaceutiche ed è quanto di più lontano ci possa essere da un approccio appropriato. L’appropriatezza in medicina vuol dire ‘fare esattamente ciò che serve’, evitando di fare ciò che è superfluo. Tra vaccinare tutti e non vaccinare nessuno, c'è una via di mezzo molto più appropriata, e cioè vaccinare di meno e vaccinare meglio!"

Vaccinazioni e morbillo, il New York Times contro il M5S


"Populismo, politica e morbillo": è questo il titolo di un editoriale del New York Times che punta il dito contro il Movimento 5 stelle e ammonisce sul pericolo che "in tempi di post verità possono rappresentare le bugie, le teorie cospirative e le illusioni diffuse dai social media e dai politici populisti". Tra gli esempi citati, l'opposizione ai vaccini che ha portato a una grave diffusione di morbillo in Italia e in alcuni altri Paesi europei. La risposta di Grillo: "E' una bufala internazionale"
"La diffusione del morbillo è un allarme forte" - Il quotidiano americano ricorda che anche il presidente Donald Trump ha alimentato lo scetticismo sui vaccini, assecondando l'ipotesi di un legame con l'autismo. "In Italia il movimento populista Cinque stelle guidato dal comico Beppe Grillo ha fatto attivamente campagna su una piattaforma anti vaccini, ripetendo i falsi legami tra vaccinazioni e autismo. Per questi e altri scettici, la diffusione del morbillo in Italia dovrebbe suonare come un allarme forte", ammonisce il giornale citando l'aumento dei casi dal 2015.
"Non solo colpa dei 5 Stelle" - "L'M5s forse - osserva il New York Times - non è responsabile per l'intera diffusione, dato che lo scetticismo sui vaccini è anteriore alla crescita del partito. La percentuale di bambini vaccinati è però calata costantemente negli anni recenti. Combattere lo scetticismo sui vaccini non è facile, perché neppure gli innumerevoli studi sanitari che negano qualsiasi legame tra vaccini e autismo sono riusciti a penetrare la coltre distesa da Grillo e persone come lui"."La diffusione del morbillo - si legge ancora - fornisce alle autorità sanitarie un'opportunità di rafforzare la loro argomentazione sottolineando la concreta evidenza di quello che segue inevitabilmente quando le vaccinazioni calano".
Grillo: "Bufala del New York Times" - "Oggi il New York Times ha pubblicato un articolo in cui afferma che 'In Italia il movimento Cinque Stelle guidato da Beppe Grillo ha portato avanti una campagna attiva su una piattaforma anti vaccini ripetendo i falsi legami tra vaccinazioni e autismo'. A sostegno di questa balla non c'è nulla, neppure un link, un riferimento, una dichiarazione. Nulla. Non c'è perché è una balla". Lo scrive sul suo blog Beppe Grillo, accusando il giornale statunitense di "fake news".

martedì 21 marzo 2017

SONDAGGI, M5S sempre più forte, Pd sempre più debole


Le acque agitate nel Movimento 5 stelle sembra non influenzare affatto le intenzioni di voto degli italiani. Dopo mesi di sostanziale stabilità negli orientamenti, dal sondaggio pubblicato oggi dal Corriere della Sera emerge che la creatura di Beppe Grillo si conferma primo partito d'Italia raggiungendo il suo massimo storico (32,3%, in aumento di 1,4% rispetto al mese precedente) e distanziando di oltre 5 punti il Pd che, dopo la scissione e la nascita del Movimento democratico e progressistae, cala nettamente di 3 punti al 26,8%. Più distanti, praticamente appaiate, Lega (12,8%) e Forza Italia (12,7%), mentre a distanza considerevole Fratelli d’Italia (4,6%), Mdp (3,3%), Ncd (2,8%) e Sinistra Italiana (2,7%).

sabato 4 marzo 2017

SONDAGGI, il Pd perde il primo posto, sopravanzato dal M5s. Scissionisti al 4%

ROMA, 4 marzo - Sondaggio per "Repubblica": il Pd limita i danni della scissione, ma perde oltre due punti rispetto al mese scorso (27,2%). Soprattutto, perde il primo posto tra i partiti, superato dal M5s (28,8%). Sono i principali “movimenti”, nelle intenzioni di voto, rilevati da Ilvo Diamanti, che registra inoltre un allargamento della sinistra extra-Pd. Per effetto, anzitutto, del debutto di due nuove formazioni: Democratici e progressisti (4%), fondato dai fuoriusciti Pd; e Campo progressista di Giuliano Pisapia (2%).
Arretrano, invece, le formazioni di centro-destra, con la sola eccezione di Fratelli d’Italia, che supera il 6%. Giorgia Meloni (35%), del resto, insieme a Matteo Salvini (35%) e a Luigi di Maio (37%), è ormai stabilmente ai primi posti, nella graduatoria dei leader. Oggi dominata, però, con ampio margine, dal premier Paolo Gentiloni, promosso da quasi un italiano su due (48%). Crescono, peraltro, le aspettative sulla durata del governo, che secondo il 52% - era il 38%, nella rilevazione di febbraio - potrebbe concludere la legislatura.
Matteo Renzi, per converso, vede il proprio apprezzamento scendere ancora (33%). Soffre gli effetti del caso Consip, che secondo sette persone su dieci potrebbe danneggiare il Pd. Ma guida saldamente le previsioni sulla corsa congressuale. Tra gli elettori del Pd, ben l'85% voterebbe per confermare il segretario uscente. In assenza di una significativa partecipazione, alle primarie aperte, di elettori esterni al partito, i voti per Renzi potrebbero pero' scendere fino al 55%, con Andrea Orlando al 27% e Michele Emiliano al 16%. 

mercoledì 11 gennaio 2017

Il deputato europeo MARCO AFFRONTE lascia il M5S per i VERDI


ROMA, 11 gennaio - Angelo Bonelli, portavoce dei Verdi, ha annunciato l'ingresso nel gruppo europeo dell'eurodeputato Marco Affronte, che lascia così il Movimento 5 Stelle dopo il rientro di quest'ultimo nel gruppo dell'Efdd di Nigel Farage: "E' una scelta sofferta ma non potevo restare" dice l'ex grillino. Anche Daniela Aiuto annuncia di voler cambiare ma poi ci ripensa mentre Marco Zanni si avvicina a Salvini. Malumore tra gli attivisti.Angelo Bonelli, portavoce dei Verdi, ha annunciato l'ingresso nel gruppo europeo dell'eurodeputato Marco Affronte, che lascia così il Movimento 5 Stelle dopo il rientro di quest'ultimo nel gruppo dell'Efdd di Nigel Farage: "E' una scelta sofferta ma non potevo restare" dice l'ex grillino. Anche Daniela Aiuto annuncia di voler cambiare ma poi ci ripensa mentre Marco Zanni si avvicina a Salvini. Malumore tra gli attivisti.
Affronte: "Decisione sofferta, c'è malumore" - Anche il diretto interessato ha spiegato l'addio all'Efdd di Farage di cui, da ieri, fa di nuovo parte il M5s in Europa: "E' una decisione sofferta ma non ci sono più le condizioni per restare. So che c'è del malumore ma in questi giorni ho cercato di prendere la decisione giusta per me. Mi spiace lasciare i miei compagni che sono persone straordinarie" ha annunciato Affronte aggiungendo di non sapere se altri eurodeputati grillini siano pronti a seguirlo. Si è detto, invece, certo di non dover pagare alcuna penale. L'eurodeputato ha annunciato su Facebook il suo passaggio: "A partire da oggi entro a far parte, come indipendente, del Gruppo al Parlamento Europeo 'Verdi-Alleanza Libera Europea'. Resterò membro titolare delle Commissioni Pesca e Ambiente (Pech e Envi). Il Gruppo V-Ale conterà così su 51 parlamentari da 18 Paesi diversi".

Affronte: "Da Grillo e Casaleggio risposte non soddisfacenti" - Usa parole dure Affronte spiegando i motivi del suo addio: "Avevo molte cose dentro che bollivano da tempo: lunedì ho avuto un incontro con Grillo e Casaleggio e ho detto loro che ci sono cose che a mio avviso non funzionano nel Movimento, ma le loro risposte non sono state soddisfacenti. Da parte dei miei colleghi ho visto moltissima stima nei miei confronti e molti hanno già scritto che la mia uscita è un segnale molto forte che qualcosa deve cambiare: è vero che nel Movimento a volte si sta troppo zitti. Il Movimento deve tornare nei binari, deve tornare alle origini a partire dai deputati". 

Il benvenuto dei Verdi - A dare il benvenuto al nuovo arrivato ci hanno pensato subito Luana Zanella e Angelo Bonelli, membri dell'esecutivo Nazionale dei Verdi: "Marco Affronte è una persona di cui conosciamo il grande impegno nelle tematiche ecologiste. Siamo convinti che la sua presenza tra gli ecologisti italiani darà un grande contributo alle battaglie per la salvaguardia dell'ambiente e la promozione di una Europa più verde piu' giusta e più democratica. Affronte, con le sue competenze e la sua storia, non potrà che rafforzare i Verdi nel nostro Paese". 

Daniela Aiuto ci ripensa, Zanni vicino a Salvini - Sembrava destinata allo stesso persorso anche un'altra Eurodeputata, Daniela Aiuto, che aveva annunciato il passaggio ai Verdi salvo poi, dopo aver ricevuto l'approvazione all'unanimità, cambiare idea e restare nel M5s: "Io sto bene qui, si sta facendo molta confusione" ha detto. Marco Zanni, invece, sta considerando di passare al gruppo Enf, la formazione che riunisce la Lega di Matteo Salvini ed il Front National di Marine Le Pen. Il segretario del Carroccio ha confermato di essere in contatto con alcuni parlamentari pentastellati, senza specificare nomi.

L'appello dei Verdi ai dissidenti grillini - Quello di Affronte non è di certo l'unico malumore in casa 5 Stelle dopo il dietrofront di Grillo e Casaleggio, tornati sui loro passi dopo la porta sbattuta in faccia da Guy Verhofstadt all'ingresso del Movimento nell'Alde e la successiva decisione di rientrare nel gruppo euroscettico di Farage. E proprio per questo, il presidente del Gruppo Verde/Alleanza libera europea, Reinhard Bütikofer, ha voluto dimostrare su Twitter la sua disponibilità ad accogliere eventuali grillini dissidenti: "L'accusa 'I Verdi non ci vogliono' mossa da parte di alcuni deputati M5S non è corretta. Gli eurodeputati Verdi tedeschi, ad esempio, sono disposti a discutere con ogni eurodeputato che voglia unirsi al nostro gruppo in tutta onestà. C'è rispetto per parecchi deputati del M5S, ma per non Grillo e la sua politica".

Gli attivisti non ci stanno - La notizia del passaggio di Affronte ai Verdi è stata immediatamente commentatata dagli attivisti, che si spaccano sul web tra chi (pochi) si dichiara solidale e la maggioranza che parla di incoerenza e chiede dimisisoni immediate. 

Rischio sanzione - Nonostante Affronte si sia dicghiarato certo del contrario, non è esclusa l'ipotesi di una penale da 250mila euro per il suo addio al M5s. Il codice di comportamento del M5S Europa, infatti, prevede la sanzione "sia in caso di condanna penale sia nell'ipotesi in cui venisse ritenuto gravemente inadempiente al rispetto del codice di comportamento".  Somma che, precisa il testo, verrebbe donata in beneficenza nel caso in cui Affronte venisse giudicato inadempiente. Il rischio c'è visto che il Codice parla chiaramente dle fatto che  "i

deputati del M5S al Parlamento europeo non dovranno associarsi ad altri gruppi politici, se non per votazioni su punti condivisi".

lunedì 9 gennaio 2017

L'ALDE respinge l'alleanza con il M5S a Strasburgo

BRUXELLES, 9 gennaio - Nessuna alleanza tra M5S e Alde. Il capogruppo, Guy Verhofstadt, annuncia la rinuncia all'alleanza. "Sono arrivato alla conclusione che non ci sono sufficienti garanzie di portare avanti un'agenda comune per riformare l'Europa" ha dichiarato l'ex premier belga aggiungendo che "non c'è abbastanza terreno comune per procedere con la richiesta del Movimento 5 Stelle di unirsi al gruppo Alde". "Rimangono differenze fondamentali sulle questioni europee chiave".
"L'establishment ha deciso di fermare l'ingresso del MoVimento 5 Stelle nel terzo gruppo più grande del Parlamento Europeo. Questa posizione ci avrebbe consentito di rendere molto più efficace la realizzazione del nostro programma. Tutte le forze possibili si sono mosse contro di noi.
    Abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima". Lo scrive il M5S in un post sul blog di Beppe Grillo. "Ora continuerà l'attività per creare un gruppo politico autonomo per la prossima legislatura europea: il Ddm", aggiunge il M5S.
   

Il BLOG ha detto sì, il M5S va con gli europeisti a BRUXELLES


ROMA, 9 gennaio - La votazione online indetta sul blog di Beppe Grillo dice sì alla proposta di passaggio del M5S nel gruppo europeo Alde. Alla votazione, si legge sul blog, "hanno partecipato 40.654 iscritti certificati. Ha votato per il passaggio all'Alde il 78,5% dei votanti pari a 31.914 iscritti, 6.444 hanno votato per la permanenza nell'Efdd e 2.296 per confluire nei non iscritti", ovvero nel gruppo Misto.

venerdì 16 dicembre 2016

Quel pasticciaccio brutto di M5S a ROMA


ROMA, \6 dicembre - E' stato arrestato Raffaele Marra, capo del personale del Campidoglio e braccio destro del sindaco di Roma Virginia Raggi. Il reato contestato è quello di corruzione. Raffaele Marra è da sempre inviso ad una parte del Movimento 5 Stelle per il suo passato politico, avendo lavorato anche con Gianni Alemanno e Renata Polverini. I carabinieri hanno perquisito la stanza di Marra in Campidoglio.
"Probabilmente abbiamo sbagliato, Marra era già un dirigente e ci siamo fidati", ha detto la sindaca Virginia Raggi in una conferenza stampa in Campidoglio. "Sostituiremo subito Marra, abbiamo piena fiducia nella magistratura". "Mi dispiace per i romani, per M5S e per Beppe Grillo che aveva evidenziato qualche perplessità" su Marra, ha aggiunto. "Voglio esser chiara l'amministrazione va avanti. Il dottor Marra non è un esponente politico e il mio braccio destro sono i cittadini romani. E' per loro che ogni giorno lavoriamo senza sosta. Andiamo avanti con serenità". 
E' stato arrestato anche il costruttore e immobiliarista Sergio Scarpellini. La vicenda che ha portato ai due arresti è legata all'inchiesta sulla compravendita delle case Enasarco e risale al 2013. In quel periodo Marra era a capo del dipartimento politiche abitative del Comune di Roma. L'imprenditore Scarpellini avrebbe corrotto pubblici amministratori, attraverso beni immobiliari, per trarre benefici per le sue società. Marra, nel giugno 2013, all'epoca Direttore del Dipartimento partecipazioni e controllo del Gruppo Roma Capitale, avrebbe comprato un appartamento Enasarco, con assegni tratti dal conto corrente dell'immobiliarista.
Nell'ordinanza di custodia cautelare il gip afferma che sussiste "un concreto e attuale pericolo di reiterazione di condotte delittuose" da parte di Marra "in considerazione del ruolo in concreto attualmente rivestito nel Comune di Roma, dell'indubbia fiducia di cui gode da parte del sindaco Virginia Raggi". Il giudice sottolinea: "Nonostante la campagna di stampa che pure si è registrata in suo sfavore, non è stato esautorato, ma è stato nominato Direttore del Dipartimento del personale".
Ma non è tutto. L'Authority anticorruzione (Anac) e la procura di Roma indagano sulla nomina alla direzione turismo del Campidoglio di Renato Marra, fratello di Raffaele. Un'altra spina nel fianco per Virginia Raggi Orfini ha accusato Grillo, Di Battista e Di Maio di essere "politicamente corresponsabili". La Lega, con il segretario Matteo Salvini, chiede le dimissioni della Raggi e il voto a Roma. Intanto, in seguito all'arresto di Marra, il flash mob a Siena sulla vicenda Mps, in un primo momento in bilico, è stato confermato ma senza i 'big', ovvero senza i parlamentari. 

mercoledì 23 novembre 2016

Firme false M5S, 4 indagati anche a BOLOGNA


BOLOGNA, 23 novenbre - Come a Palermo, anche a Bologna ci sono degli indagati per presunte irregolaritá nella raccolta firme a sostegno del Movimento 5 Stelle. Si tratta di un'inchiesta che ipotizza a carico di quattro persone la violazione di un articolo della legge elettorale in occasione delle Regionali 2014, un fascicolo nato da un esposto di due militanti.
     Tra i quattro indagati c'è anche Marco Piazza, vicepresidente del Consiglio comunale. Ai quattro è contestata la violazione dell'articolo 90 comma 2 del Dpr 570 del 1960. Piazza sarebbe chiamato in causa in qualità di 'certificatore', insieme ad un suo collaboratore e ad altre due persone. Tra le contestazioni, nel fascicolo del Pm Michela Guidi che ha coordinato le indagini dei Carabinieri di Vergato, c'è quella di aver autenticato firme non apposte in loro presenza oppure in luogo diverso rispetto al requisito di territorialità, oppure in mancanza della qualità del pubblico ufficiale.

domenica 10 luglio 2016

Stop di ISRAELE alla delegazione M5S, non andrà nella Striscia di GAZA


ROMA, 10 luglio - Il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio critica Israele dopo che alla delegazione M5S di cui fa parte è stato impedito di raggiungere la Striscia di Gaza. "Abbiamo appreso dalla nostra ambasciata che il governo israeliano impedisce alla delegazione guidata dal vicepresidente della Camera dei deputati di recarsi nella Striscia di Gaza per visitare il progetto di un'organizzazione non governativa italiana pagato con i soldi dei cittadini italiani", hanno fatto spaere in una nota ". Così' in una nota i parlamentari pentastellati  Luigi Di Maio, Manlio Di Stefano e Ornella Bertorotta.
La delegazione ha deciso di visitare ugualmente la cooperazione italiana fuori dalla Striscia di Gaza, in particolare la ong Vento di Terra, per vedere quali sono i progetti italiani nella Cisgiordania dopo un incontro con un incubatore di start up israeliane per approfondire i temi già affrontati nel corso della prima giornata in ambasciata e per comprendere come lo Stato italiano possa investire con successo nello sviluppo del mondo delle startup partendo da casi virtuosi", concludono.
L'ambasciata israeliana a Roma ha ricordato che "la Striscia di Gaza, controllata dall'organizzazione terroristica di Hamas, è un'entità ostile a Israele". Per questo "l''ingresso da Israele a Gaza e viceversa, richiede permessi specifici e speciali, soggetti a considerazioni di sicurezza", ha sottolineato  Lo dice Amit Zarouk, portavoce della rappresentanza diplomatica.
Lo stop ai pentastellati è arrivato dopo che la delegazione aveva fatto sapere che con l'arrivo al governo degli M5S l'Italia riconoscerebbe lo Stato palestinese.

lunedì 20 giugno 2016

FLUSSI ELETTORALI, lo "scambio di voti" centrodestra-M5S


ROMA, 20 giugno - Gli elettori del Movimento 5 stelle che ai ballottaggi di ieri non hanno potuto scegliere un candidato del loro partito hanno votato per il centrodestra, quando non hanno deciso di non andare alle urne, e allo stesso modo i sostenitori del centrodestra hanno favorito i candidati grillini in assenza di un loro rappresentante. Lo 'scambio di voti' è certificato dal'Istituto Cattaneo che pubblica uno studio sui flussi elettorali a Torino, Bologna, Napoli, Novara, Grosseto e Brindisi. Per gli esperti, in molte città' "gli elettori del M5s hanno inteso 'punire' la coalizione di centrosinistra" piu' che favorire quella rivale.
A Torino "quasi tutti gli elettori di centrodestra si sono riversati" su Chiara Appendino. "Il bottino che questa candidata aveva raccolto due settimane fa - spiega l'Istituto - viene interamente confermato e viene ampiamente rimpolpato da flussi provenienti da Rosso (il 2,7% del corpo elettorale), da Napoli (il 2,4% del corpo elettorale) e da Morano (il 3,2% del corpo elettorale)".
A Bologna "la parte piu' consistente dell'elettorato pentastellato ha deciso di non recarsi ai seggi (il 4,4% dell'elettorato). Tuttavia, una porzione di poco inferiore dell'elettorato del M5s si e' orientata verso la candidatura di Bergonzoni (pari al 4,1% dell'intero corpo elettorale), preferendola nettamente a quella di Merola" sostenuto da Pd, Verdi e liste civiche ed uscito comunque vincitore.
A Novara i voti conquistati al primo turno da Macarro sono andati in massima parte al candidato della Lega Alessandro Canelli, che ha - anche per questo - sconfitto quello del Pd, Andrea Bollare'.
A Grosseto "Vivarelli Colonna, rappresentante del centrodestra, già in vantaggio al primo turno su
Mascagni (centrosinistra), ha incrementato questo vantaggio essenzialmente grazie al contributo degli elettori del candidato M5s (Gori)", mentre a Brindisi "la vittoria della rappresentante di liste civiche di centrodestra (Carluccio) è avvenuta" anche "per la capacita' attrattiva nei confronti dell'elettorato cinquestelle".
Discorso a parte merita infine il caso di Napoli. La schiacciante vittoria di Luigi De Magistris per l'Istituto Cattaneo "si spiega grazie alla sua capacita' attrattiva nei confronti dell'elettorato del M5s: un consistente flusso in entrata proviene dagli elettori che al primo turno hanno votato il candidato del M5s (Brambilla)". 

RENZI, vittoria netta del M5S contro di noi


ROMA, 20 giugno - Matteo Renzi ammette la sconfitta alle elezioni e nega che si tratti di un voto di protesta. "E' un voto di cambiamento - dice in conferenza stampa - non solo nei comuni in cui ha vinto il M5s. Ha vinto chi ha interpretato meglio l'ansia di cambiamento". Pur confermando la valenza territoriale del voto, il premier sottolinea l'importanza delle consultazioni dicendo che "c'è un elemento nazionale: una vittoria netta e indiscutibile nei comuni dei 5 Stelle contro di noi".

"Il governo aiuterà tutti i vincitori" - "Se c'è una cosa che il governo deve dire - aggiunge - è un caloroso buon lavoro a tutti gli eletti. Il governo aiuterà tutti a cercare di fare bene. E noi andiamo avanti ad occuparci delle priorità istituzionali".

"Nel Pd faremo una discussione a viso aperto" - "Nel Pd faremo un confronto ampio e articolato, una discussione franca, a viso aperto, su tutte le questioni", sottolinea poi il premier il giorno dopo i ballottaggi delle amministrative 2016 rinviando alla direzione di venerdì lo scontro all'interno del partito.

"Italicum? Non è all'ordine del giorno" - "Non mi sembra che sia all'ordine del giorno", afferma Renzi parlando delle possibili modifiche all'Italicum come chiesto dalla minoranza Pd.

venerdì 13 maggio 2016

PARMA, il sindaco PIZZAROTTI SOSPESO dal M5S


PARMA, 13 maggio - Federico Pizzarotti è sospeso dal MoVimento 5 Stelle. La trasparenza è il primo dovere degli amministratori e dei portavoce del MoVimento 5 Stelle". Lo scrive il blog di Beppe Grillo. "Nell'impossibilità di una valutazione approfondita ed oggettiva dei documenti e per tutelare il nome e l'onorabilità del MoVimento 5 Stelle si è proceduto alla sospensione. Non si attendono le sentenze per dare un giudizio politico", prosegue il post.
"Solo ieri si è avuto notizia a mezzo stampa dell'avviso di garanzia ricevuto, ma il sindaco ne era al corrente da mesi. Nonostante la richiesta, inoltrata da ieri e a più riprese, di avere copia dell'avviso di garanzia e di tutti i documenti connessi alla vicenda per chiudere l'istruttoria avviata in ossequio al principio di trasparenza e già utilizzato in casi simili o analoghi, non è giunto alcun documento", si legge nel post. "Preso atto della totale mancanza di trasparenza in corso da mesi, nell'impossibilità di una valutazione approfondita ed oggettiva dei documenti e per tutelare il nome e l'onorabilità del MoVimento 5 Stelle si è proceduto alla sospensione", conclude la nota sul blog delle Stelle. In pratica, al sindaco di Parma viene contestato di non aver inviato "alcun documento" relativo al suo avviso di garanzia. Gli viene rimproverato di non aver comunicato nulla in merito pur avendo consapevolezza dell'avviso da mesi. C'è stata - è l'accusa - una "totale mancanza di trasparenza".
Dura replica di Federico Pizzarotti allo staff del blog di Beppe Grillo dopo la notifica, via blog, della sospensione dal M5S. Il sindaco di Parma replica sul mancato invio di documentazione relativa all'avviso di garanzia: "Ad una mail anonima non fornisco nessun documento", scrive. "Inoltre, voi da mesi non rispondete alle mail su cui chiediamo chiarimenti" sul consiglio comunale della città. "Per altri chiarimenti fatemi chiamare dal responsabile dei Comuni Luigi di Maio", conclude Pizzarotti. "Mesi che Parma chiede chiarimenti, privati e anche pubblici. Totalmente ignorati. Parlate addirittura di trasparenza. E questa sarebbe trasparenza?", scrive Pizzarotti, pubblicando il carteggio con lo "Staff di Beppe Grillo" che gli chiede "copia dell'avviso di garanzia ricevuto e di tutti i documenti connessi". Allo 'Staff' Pizzarotti risponde: "Sono un sindaco eletto e pubblico ufficiale, e ad una mail anonima non fornisco nessun documento. Soprattutto per un'indagine in corso che coinvolge me, altri membri del cda, e una fondazione. Innanzitutto, citatemi quali sarebbero i regolamenti a cui fate riferimento, in cui vengono espressi tempi, modi e situazioni. Voi da mesi non rispondete alle diverse email su cui chiediamo chiarimenti in merito alla situazione del nostro consiglio comunale, forse dovreste preoccuparvi anche di quello. Per altri approfondimenti fatemi chiamare dal responsabile dei Comuni Luigi Di Maio".
Militanti divisi sul blog - La notizia della sospensione del sindaco di Parma Federico Pizzarotti dal M5S crea scompiglio tra i militanti cinquestelle. Sono già numerosi i commenti sul blog di Beppe Grillo: in tanti si complimentano per la "scelta di trasparenza", ma non manca chi difende il primo cittadino affermando che "la sospensione del sindaco Pizzarotti è un atto eccessivo, ingiustificato". Alcuni interventi chiamano in causa anche il sindaco di Livorno Filippo Nogarin, chiedendo che ora venga sospeso anche lui: "Ora tocca al sindaco di Livorno essere sospeso e all' assessore. Prima di tutto la coerenza".

mercoledì 20 aprile 2016

MATTARELLA ai capigruppo M5S: Verdini è aggiuntivo, non sostitutivo


ROMA, 20 aprile - Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Quirinale i Presidenti dei Gruppi parlamentari del MoVimento 5 Stelle del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, Nunzia Catalfo e Michele Dell'Orco.
"Per Mattarella - hanno detto al termine dell'incontro - Ala e Verdini sono maggioranza aggiuntiva ma non sostitutiva. Il capo dello Stato ci ha detto che se dovesse divenire sostitutiva interverrebbe in qualche modo". 
Parole che il Colle poi precisa: "Voi mi dite che alla maggioranza di governo si è aggiunto un gruppo che non ne faceva parte. Il mio parametro di comportamento è la Costituzione. Se ravvisassi motivi per intervenire secondo la Costituzione, lo farei. Non li ho ravvisati". Queste le parole pronunciate da Sergio Mattarella durante l'incontro con i capigruppo M5s al Quirinale, secondo quanto precisa una nota del Quirinale, a proposito dei voti di Ala alla maggioranza.
"C'è una nuova maggioranza - hanno detto i pentastellati - aggiuntiva, questo lo ha riconosciuto anche il Presidente. Ha l'appoggio ufficiale di Verdini e del gruppo Ala, la maggioranza si è allargata e questo è un dato di fatto riconosciuto anche da Mattarella. Il Presidente interverrà se questa maggioranza diverrà, nei fatti, diversa e sostitutiva", aggiungono i pentastellati. "Abbiamo posto il problema della decretazione d'urgenza. Lui ha condiviso le nostre preoccupazioni sul fatto che il Parlamento non ha più potere legislativo: è un suo cruccio", sottolineano i due capigruppo M5S. "Ringraziamo inoltre il presidente - concludono Cataldo e Dall'Orco - perché ha riconosciuto un merito al M5S. È uno dei gruppi che lavorano di più in commissione e in Aula".

mercoledì 17 febbraio 2016

SUPERCANGURO saltato, il PD vuole pausa di riflessione

Monica Cirinnà
ROMA, 17 febbraio - In Senato si profila una nuova richiesta di rinvio dell'esame del ddl sulle unioni civili. Lo si apprende da qualificate fonti parlamentari di maggioranza. Questa volta, riferiscono all'ANSA queste fonti, a chiedere una riflessione "di qualche giorno" sarebbe il Partito democratico. La richiesta verrebbe avanzata stamani in Aula. Ieri sera l'Aula di Palazzo Madama aveva approvato la richiesta di sospensione avanzata da Sel.
Ieri è stato scontro totale sul 'canguro' in Aula a Palazzo Madama. L'accordo sugli emendamenti è saltato, il M5S ha detto no, il Pd si è spaccato, con la Lega va all'attacco. Insomma, la tensione è alle stelle e volano gli insulti. E' impasse e la seduta viene sospesa. Riprende stamane. "Il Movimento 5 Stelle è categoricamente contro il rinvio della discussione in Aula". La capogruppo di M5s al Senato, Nunzia Catalfo, risponde così a Luigi Zanda (Pd) che ha chiesto la riunione dei capigruppo per stabilire il rinvio dell'esame del ddl. Ironico Renato Brunetta di Forza Italia: "Com'era quello slogan di Renzi? Correre, correre, correre. Andrebbe riaggiornato: rinviare, rinviare, rinviare".
E nel Pd, nel frattempo, emerge la furiosa reazione contro i grillini. Il loro "è stato un voltafaccia gravissimo che mette a rischio elevatissimo una legge sulla tutela dei diritti di una minoranza del Paese", tuona il capogruppo Dem Luigi Zanda assicurando che la legge, comunque, "ha buone chance" di farcela. E secca arriva la replica del Movimento: "il Pd non scarichi le responsabilità, il nostro voto sul ddl continua ad esserci ma nel rispetto del dibattito parlamentare". 

mercoledì 3 febbraio 2016

M5S: non voteremmo un ddl Cirinnà impoverito


ROMA, 3 febbraio - In Aula al Senato prosegue l'esame del ddl Cirinnà sulla regolamentazione delle unioni civili.
"Siamo tutti compatti a favore del ddl Cirinnà" ma "sia ben chiaro che impoverito non lo votiamo". E' l'avviso del senatore M5S Alberto Airola al Pd in merito al voto al Senato del provvedimento sulle unioni civili. "Zanda fa pressioni su di noi - aggiunge - evidentemente hanno grossi problemi al loro interno". "Non si può scendere oltre un minimo livello di garanzie dei diritti - conclude - tra di noi del M5S abbiamo chiarito le questioni e non ci sono sorprese. E si capisce dal fatto che non abbiamo emendato il testo".

martedì 12 gennaio 2016

QUARTO, il sindaco CAPUOZZO espulsa dal M5S


QUARTO, 12 gennaio - Il sindaco di Quarto, Rosa Capuozzo è stata ufficialmente espulsa dal Movimento cinque stelle. La notizia sul blog di Beppe Grillo. 
"Rosa Capuozzo è stata raggiunta da un provvedimento di espulsione dal Movimento 5 Stelle per grave violazione dei suoi principi. Perché siamo il Movimento 5 Stelle e non un Pd qualsiasi". Con queste parole il blog di Beppe Grillo ha comunicato l'espulsione del sindaco di Quarto, piccolo comune in provincia di Napoli. 
"È dovere di un sindaco del Movimento 5 stelle denunciare immediatamente e senza tentennamenti alle autorità ogni ricatto o minaccia che riceve. Perché noi siamo geneticamente diversi dai partiti che invece di sbattere la porta in faccia alla criminalità organizzata, come fatto a Quarto, la fa accomodare e sedere al proprio tavolo per spartirsi la torta", si legge sul blog del leader Cinquestelle. "La nostra differenza sta proprio nel non predicarla solamente, l'onestà, ma nell'applicarla giornalmente. Come diceva Paolo Borsellino in riferimento alla necessaria pulizia da fare all'interno dei partiti, non bisogna soltanto essere onesti, 'ma apparire onesti', al di fuori di ogni dubbio e al di sopra di ogni sospetto", conclude il post, che ripercorre la vicenda giudiziaria e le intercettazioni che hanno coinvolto l'amministratrice campana. "La camorra a Quarto ha perso, perché non è riuscita a incidere in alcun modo sull'amministrazione, e tutte le richieste pervenute sono state rimandate indietro duramente. Ma dalle parole di Rosa Capuozzo è evidente che si è trattato di un caso di ricatto da parte dell'ex consigliere Giovanni De Robbio, al contrario di quanto da lei stessa sostenuto nelle sue dichiarazioni pubbliche e di quanto riferito ai membri del M5S nei diversi incontri avuti, in cui ha parlato di semplici pressioni politiche", conclude il blog di Grillo.