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domenica 23 luglio 2017

BLITZ dell'esercito israeliano in CISGIORDANIA, 25 arresti di esponenti HAMAS


GERUSALEMME, 23 luglio - L'esercito israeliano ha compiuto nella notte un blitz in Cisgiordania, arrestando 25 alti esponenti di Hamas nel contesto delle misure straordinarie adottate dopo le violenze degli ultimi giorni. Fra gli arrestati, secondo fonti palestinesi, figurano un deputato e 5 miliziani di Hamas. La reazione palestinese non si è fatta attendere: poche ore dopo un razzo è stato sparato dalla Striscia di Gaza verso Israele, ma è esploso in volo.
Intanto il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha convocato il gabinetto di difesa del governo per esaminare la situazione creatasi a Gerusalemme dopo l'installazione di metal detector agli accessi della Spianata delle Moschee.
In un'intervista alla radio militare, il ministro della sicurezza interna Ghilad Erdan ha detto che vengono presi in esame anche altri sistemi di sicurezza, ma almeno per ora la polizia ritiene che i metal detector diano la maggiore affidabilità. La posizione dei palestinesi resta però chiara: la calma potrà tornare solo quando ai fedeli islamici sarà garantito l'ingresso alla Spianata delle Moschee senza alcun controllo.

lunedì 10 aprile 2017

PAURA ATTENTATI nel Sinai, Israele chiude il valico di TABA


TEL AVIV, 10 aprile - Israele ha deciso di chiudere il valico di confine con l’Egitto di Taba per timore che nuovi attentati possano prendere di mira cittadini dello Stato ebraico nella Penisola del Sinai. Come riferisce il Jerusalem Post, il punto di confine tra Eilat e l’Egitto sarà chiuso in direzione dell’Egitto, ma sarà permesso il transito agli israeliani che volessero usarlo per rientrare in patria. Già ieri sera, dopo il duplice attacco a chiese copte in Egitto, con oltre 40 morti, l’Ufficio anti terrorismo del Consiglio Nazionale di Sicurezza israeliano ha lanciato un appello ai cittadini dello Stato ebraico a non recarsi nel Sinai e a fare immediato ritorno in caso si trovino in quell’area, che è destinazione molto popolare per i turisti israeliani. .
“Data la gravità della minaccia terroristica, l’ufficio esorta tutti gli israeliani che sono nel Sinai a partire senza indugi e fare ritorno in Israele”, ammonisce la nota dell’antiterrorismo emessa all’inizio della Pasqua ebraica, che dura una settimana.

domenica 10 luglio 2016

Stop di ISRAELE alla delegazione M5S, non andrà nella Striscia di GAZA


ROMA, 10 luglio - Il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio critica Israele dopo che alla delegazione M5S di cui fa parte è stato impedito di raggiungere la Striscia di Gaza. "Abbiamo appreso dalla nostra ambasciata che il governo israeliano impedisce alla delegazione guidata dal vicepresidente della Camera dei deputati di recarsi nella Striscia di Gaza per visitare il progetto di un'organizzazione non governativa italiana pagato con i soldi dei cittadini italiani", hanno fatto spaere in una nota ". Così' in una nota i parlamentari pentastellati  Luigi Di Maio, Manlio Di Stefano e Ornella Bertorotta.
La delegazione ha deciso di visitare ugualmente la cooperazione italiana fuori dalla Striscia di Gaza, in particolare la ong Vento di Terra, per vedere quali sono i progetti italiani nella Cisgiordania dopo un incontro con un incubatore di start up israeliane per approfondire i temi già affrontati nel corso della prima giornata in ambasciata e per comprendere come lo Stato italiano possa investire con successo nello sviluppo del mondo delle startup partendo da casi virtuosi", concludono.
L'ambasciata israeliana a Roma ha ricordato che "la Striscia di Gaza, controllata dall'organizzazione terroristica di Hamas, è un'entità ostile a Israele". Per questo "l''ingresso da Israele a Gaza e viceversa, richiede permessi specifici e speciali, soggetti a considerazioni di sicurezza", ha sottolineato  Lo dice Amit Zarouk, portavoce della rappresentanza diplomatica.
Lo stop ai pentastellati è arrivato dopo che la delegazione aveva fatto sapere che con l'arrivo al governo degli M5S l'Italia riconoscerebbe lo Stato palestinese.

sabato 26 dicembre 2015

L'ISIS minaccia Israele: la Palestina sarà la vostra tomba

Abu Baker al-Baghdadi
TEL AVIV, 26 dicembre - L'Isis minaccia Israele. ''La Palestina non sara' la vostra terra ne' la vostra casa ma il vostro cimitero. Allah vi ha raccolto in Palestina perché i musulmani vi uccidano'' ha avvertito oggi il suo leader Abu Baker al-Baghdadi in un messaggio audio. ''Gli ebrei - ha detto ancora - pensavano che avessimo dimenticato la Palestina e pensavano di essere riusciti a distrarre la nostra attenzione. Assolutamente no. Molto presto, avvertirete la presenza dei combattenti della Jihad''

domenica 22 novembre 2015

CISGIORDANIA, ragazza accoltellata da palestinese, è grave. Ucciso l'assalitore


TEL AVIV, 22 novembre - Una ragazza israeliana è stata ferita da un palestinese in un accoltellamento a Gush Etzion, un insediamento ebraico in Cisgiordania. L'aggressore è poi stato ucciso dalle forze di sicurezza, mentre la vittima è in gravi condizioni. Si tratta del terzo attacco della giornata nel territorio.

martedì 20 ottobre 2015

ESTERI/ ISRAELE, arrestato nella notte leader politico di HAMAS


RAMALLAH, 20 ottobre - L'esercito israeliano ha arrestato nella notte tra lunedì e martedì a Ramallah lo sceicco Hassan Yusef, leader politico e "uomo immagine" di Hamas in Cisgiordania. Secondo un portavoce dell'esercito, Yusef è accusato di aver "incitato al terrorismo". L'arresto si è svolto senza incidenti. "Yusef è stato arrestato e incarcerato diverse volte in passato. Egli ha attivamente avviato e incitato il terrorismo e incoraggiato pubblicamente gli attacchi contro gli israeliani", dice la nota dell'esercito.
Yusef, che è stato uno dei membri fondatori di Hamas alla fine del 1980, ha trascorso anni nelle prigioni israeliane. E 'stato eletto al parlamento palestinese dal carcere nel 2006 ed è stato rilasciato solo nel mese di giugno. Hamas ha sempre detto che Yusef controlla solo la sua ala politica, non la sua ala militare.

lunedì 19 ottobre 2015

ESTERI/ ISRAELE, Hamas minaccia una "intifada armata"


TEL AVIV, 19 ottobre - "Questa intifada continuerà fino alla liberazione  di Gerusalemme, della Cisgiordania e della intera Palestina. Sosterremo l'intifada di Gerusalemme col nostro lavoro e col nostro sangue". Così Fathi Hammad, un dirigente di Hamas. Hammad ha ironizzato sulla paura degli israeliani per i coltelli degli attentatori palestinesi e ha detto: "Allah è grande e il coltello vincerà".
Intanto un altro dirigente di Hamas, Mahmud a-Zahar ha detto di augurarsi che le violenze in corso sfocino in una ''intifada armata''. In una intervista a un sito web islamico di Gaza ha aggiunto che a suo parere i palestinesi devono nella fase attuale ricorrere alle armi ''perche' e' appunto quello che i sionisti stanno facendo''.
Israele, Hamas vuole ritorno ad attacchi suicidi - Hamas ha ordinato da Gaza alle sue cellule In Cisgiordania di riprendere gli attacchi suicidi. Lo ha appreso radio Gerusalemme da imprecisate 'fonti israeliane'. A Gaza intanto Hamas continua a sostenere ''la intifada'', ma si astiene ancora dal ricorrere al suo potenziale militare.
Israele convoca ambasciatore francese per Spianata - Il ministero degli affari esteri israeliano ha convocato l'ambasciatore francese in Israele Patrick Maisonnave in quello che è stato definito un "confronto aspro" dopo la proposta francese di osservatori internazionali sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme. Lo ha fatto sapere in portavoce del ministero Emmanuel Nahshon. Nel colloquio Israele ha ribadito la sua netta contrarietà - come già detto dal premier Benyamin Netanyahu - alla proposta francese. "Israele si oppone - ha spiegato Nahshon illustrando quanto detto a Maissonave - ad ogni mossa che non sia coordinata e avanzata senza la sua partecipazione in temi che riguardano i suoi vitali interessi". L'ambasciatore francese - secondo Nahshon - ha obiettato che il suo paese sta passando in rassegna idee su quello che ha definito " uno stallo continuo nel processo di pace".

mercoledì 9 settembre 2015

ESTERI/ ISRAELE, tempesta di sabbia paralizza tutti i voli interni




TEL AVIV, 9 settembre - I voli interni in Israele restano paralizzati, per il secondo giorno consecutivo, a causa di una forte tempesta di sabbia giunta a sorpresa ieri dal territorio siriano. Secondo il meteo la situazione dovrebbe tornare gradualmente alla normalità nella nottata di oggi. Nel frattempo livelli record di inquinamento atmosferico sono registrati in diverse zone. Agli anziani, ai bimbi piccoli e a quanti soffrono di problemi respiratori viene consigliato di restare anche in casa, con finestre chiuse.

sabato 13 giugno 2015

CISGIORDANIA, attivista italiana arrestata dagli israeliani, con il visto scaduto

Samantha Comizzoli
TEL AVIV, 13 giugno - La polizia israeliana ha arrestato in Cisgiordania Samantha Comizzoli, un'attivista e blogger italiana. Secondo quanto fa sapere una fonte diplomatica italiana, la donna è agli arresti all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, in attesa di essere probabilmente espulsa da Israele. Avrebbe un visto di soggiorno scaduto da oltre un anno.
Fonti dell'ambasciata italiana a Tel Aviv hanno riferito che Samantha Comizzoli è stata arrestata a Nablus, dove sarebbe stata trovata in possesso di una carta d'identità palestinese contraffatta. Attualmente l'attivista si rifiuta di rispondere alle domande della polizia e avrebbe cominciato lo sciopero della fame perché si ritiene prigioniera politica.
Un anno fa, quando tre ragazzi israeliani furono rapiti e uccisi da due palestinesi appartenenti ad una cellula di Hamas, l'attivista pubblicò sul suo blog una foto che la ritraeva davanti a un forno mentre mostrava il numero tre con le dita. 
La Comizzoli nel 2011 si presentò come candidato sindaco a Ravenna nella lista civica Punto a capo e prese l'1% dei voti.

domenica 29 marzo 2015

LOSANNA: Più vicino l'accordo sul programma nucleare di TEHERAN. Dure critiche di ISRAELE

Il ministro degli esteri iraniano Zarif con il segretario di stato Usa Kerry
LOSANNA, 29 marzo - Si intensificano i negoziati di Losanna, in Svizzera, sul programma nucleare iraniano tra le grandi potenze e Teheran. A meno di tre giorni dalla scadenza prevista del 31 marzo per giungere ad un'intesa preliminare, si registra infatti un fitto e complesso susseguirsi di incontri in diverse forme e configurazioni tra ministri degli esteri ed esperti delle potenze del P5+1 (Usa, Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia e Germania) ed il capo della diplomazia iraniana, Mohammad Javad Zarif. 
Stando alle brevi dichiarazioni rilasciate nelle ultime ore, ci sono stati progressi ma anche gli ostacoli non mancano e si continua a lavorare: il segretario di Stato Usa John Kerry ha così' annullato un viaggio previsto per domani a Boston ed anche i ministri degli esteri francese e tedesco Laurent Fabius e Frank Walter Steinmeier hanno rinunciato ad un viaggio comune in programma lunedì in Kazakistan per poter restare. Il ministro russo Serghiei Lavrov è il solo ministro degli esteri del P5+1 non ancora arrivato a Losanna, ma è atteso in serata. Giunta ieri sera nella città svizzera, l'Alto rappresentante della politica estera dell'Ue Federica Mogherini aveva dichiarato che i negoziati non sono mai stati così vicini a un accordo ma che restano da risolvere alcune questioni critiche. Obiettivo dell'intesa del P5+1 e l'Iran è garantire che Teheran non possa dotarsi della bomba atomica e quindi la natura pacifica del programma nucleare iraniano. In cambio è offerta la revoca delle sanzioni internazionali.
L'accordo sul nucleare con l'Iran sembra dunque essere più vicino, mentre il premier israeliano Benyamin Netanyahu va all'attacco: l'intesa, sostiene, supera "i timori stessi di Israele".  "L'asse Iran-Losanna-Yemen - ha aggiunto - è pericoloso per l'umanità e va fermato". Netanyahu ha poi aggiunto di aver parlato nel fine settimana per telefono con i rappresentanti democratici e repubblicani del senato Usa ai quali ha espresso ''la profonda preoccupazione di Israele nei confronti dell'accordo".

mercoledì 18 marzo 2015

Netanyahu ha vinto le elezioni in Israele

Netanyahu nel discorso della vittoria

TEL AVIV, 18 marzo - Benjamin Netanyahu ha vinto le elezioni in Israele: al 95% dello scrutinio, il suo Likud ha 29 seggi, mentre Campo sionista solo 24. A questo punto, secondo i media e contro gli exit-poll, Netanyahu sarebbe in grado di formare una maggioranza di destra forte di oltre 60 seggi (su 120). Al terzo posto lo scrutinio conferma Lista araba unita con 14 seggi; segue il centrista Yair Lapid di C'è futuro con 11 seggi.
"Sono veramente fiero per la grandezza di Israele. Nel momento della verità, ha preso la decisione giusta. Ora dovremo formare un governo forte e stabile: oggi ho parlato con tutti i leader dei partiti del campo nazionale (di destra, ndr) e mi sono appellato per formare un governo senza indugio". Lo ha detto stanotte Netanyahu.

I principali attori

  • Benjamin Netanyahu: La vittoria del suo partito Likud può significare un quarto mandato per il veterano della politica israeliana. La sua presa di posizione che sostiene la linea dura sui palestinesi e  sull'Iran lo hanno reso popolare, ma è una figura che divide.
  • Yitzhak Herzog: Il co-leader dell'Unione sionista, alleanza elettorale di centro-sinistra,  ha accusato il Likud di standard di vita israeliani deprimenti e ha fatto per tutto il periodo elettorale una campagna contro la politica estera di Netanyahu.Egli ha cercato di contrastare le accuse del signor Netanyahu di essere "soft" nelle questioni fondamentali di Israele.
  • diel signor Herzog nell'Unione sionista, la signora Livni è un esponente di rilievo della ricerca di una maggiore cooperazione con l'Autorità palestinese.
  • Moshe Kahlon: Un ex ministro del Likud sotto Benjamin Netanyahu, il partito di centro destra dell'onorevole Kahlon potrebbe giocare da kingmaker in una coalizione.

mercoledì 18 febbraio 2015

CESAREA (Israele), subacquei trovano un tesoro in fondo al mare: 2000 monete d'oro


TEL AVIV, 18 febbraio - E' la più larga raccolta di monete antiche d'oro mai scoperta in Israele. A trovarla sono stati 4 sub nel mare antistante Cesarea, uno dei siti archeologici romani più importanti e più visitati di Israele. Si tratta di circa 2.000 monete, per un peso di sei chili, risalenti a circa mille anni, al periodo Fatimida, e conservate talmente bene da avere impressionato gli studiosi. Tra queste, la più antica (un quarto di dinaro) è stata coniata a Palermo nella seconda meta' del nono secolo.
Il gruppo di subacquei del diving club nel porto ha segnalato il ritrovamento alla IAA (rael Antiquities Authority) i cui funzionari sono poi andati con i subacquei sulla posizione con un metal detector e hanno scoperto le 2.000 monete d'oro  in diverse pezzature: un dinaro, mezzo dinaro e un quarto di dinaro, di varie dimensioni e peso. 
Kobi Sharvit, direttore della Unità di Archeologia della Israel Antiquities Authority Marine ha detto che vi era stato probabilmente un naufragio vicino al luogo di ritrovamento di una barca ufficiale della tesoreria di Fatimid, che era in viaggio verso il governo centrale del Cairo dopo aver raccolto le tasse. Sharvit ha detto che le monete eran destinate a pagare gli stipendi del presidio militare Fatimide che era di stanza a Cesarea, o, in subordine, appartenevano a una grande nave mercantile. Ha aggiunto che i subacquei, Tzvika Feuer, Kobi Tweena, Avivit Fishler, Yoav Lavi e Yoel Miller, erano cittadini modello per aver subito segnalato il tesoro alla IAA.  "Hanno scoperto l'oro, ma hanno anche un cuore d'oro di chi ama il paese e la sua storia", ha detto. 
La legge  prevede una pena fino a cinque anni di carcere per la rimozione o la vendita illegale di antichità. 
La maggior parte delle monete scoperte appartengono ai califfi di Fatimide Al-Hakim (996-1021 dC) e suo figlio Al-Zahir (1021-1036), e sono state coniate in Egitto e Nord Africa, ad esclusione dei quarto di dinaro di Palermo.  I Fatimidi, venuti dal Nord Africa, hanno sviluppato l'antica città di Cesarea e altre città costiere della zona. 
Robert Cole, un esperto numismatico dell'IAA ha detto che le monete sono in ottimo stato di conservazione, e nonostante il fatto che siano rimaste in fondo al mare per circa un migliaio di anni, non hanno bisogno di alcun intervento di pulizia o di conservazione. 
"Molte delle monete che sono stati trovati nel montaggio sono state piegate e esibiscono segni di morsi, la prova erano" fisicamente "ispezionata dai loro proprietari o dei mercanti", ha detto Cole. 

   

martedì 22 luglio 2014

Le compagnie aeree Usa (e Alitalia) sospendono i voli verso Israele

NEW YORK - Le principali compagnie aeree americane hanno bloccato oggi i voli verso  Israele dopo che un razzo palestinese è caduto nei pressi del Ben-Gurion International Airport alla periferia di Tel Aviv, e la Federal Aviation Administration ha detto ai vettori di non volare a Tel Aviv per 24 ore.
Tutti e tre i vettori degli Stati Uniti con servizio a Israele - Delta Air Lines, United Airlines e US Airways - hanno detto di aver temporaneamente sospeso i loro voli. Anche Alitalia ha deciso lo stop ai suoi voli. La mossa ha evidenziato l'impatto del conflitto a Gaza per l'economia israeliana, al culmine della stagione turistica estiva.
La decisione arriva in un momento in cui le compagnie aeree di tutto il mondo sembrano essere molto più sensibili ai rischi di sorvolare aree di conflitto, dopo l'abbattimento di un aereo di linea della Malaysia Airlines nell'Ucraina orientale la scorsa settimana.
Per il momento, altre compagnie aeree europee hanno ancora in funzione i loro voli. British Airways, per esempio, ha detto che "continua a funzionare normalmente" e sta monitorando la situazione da vicino.


venerdì 28 febbraio 2014

Duecentomila per David Guetta, a Masada nel luogo più profondo della terra




TEL AVIV - Per festeggiare il traguardo di oltre 50 milioni di fans su Facebook, David Guetta ha stupito tutti con uno show di Masadala fortezza del biblico re Erode, tra il deserto e le montagne del Mar Morto, in un luogo che è a 424 metri sotto il livello del mare e al quale hanno partecipato oltre 200.000 persone. Il dj francese, che ha venduto oltre 4 milioni di album con Nothing But The Beat, dopo aver suonato praticamente ovunque nel mondo, si era esibito persino sulla Grande Muraglia in Cina.

venerdì 19 luglio 2013

A Eilat (Israele) batterie antimissile per difendere da attacchi i turisti

La spiaggia di Eilat
TEL AVIV - L'esercito israeliano ha dispiegato una batteria antimissile Iron Dome nella località balneare di Eilat, nei pressi della frontiera con il Sinai egiziano: lo hanno reso noto fonti delle forze armate dello Stato ebraico. Secondo la stampa israeliana la misura intende proteggere i residenti di Eilat - frequentata anche da molti stranieri e dove è in pieno corso la stagione turistica - da eventuali attacchi provenienti dalla vicina penisola, dove è inoltre in corso un'operazione dell'esercito egiziano contro gli estremisti islamici.
Situata in riva al Mar Rosso, all'estremità meridionale del paese, Eilat è una delle stazioni balneari più popolari di Israele. Circondata da entrambi i lati dalle montagne purpuree del deserto, la città si è sviluppata nel giro di qualche decennio, senza una vera e propria coesione architettonica. L'aeroporto, situato in pieno centro, testimonia l'urbanizzazione in un certo senso anarchica. Malgrado tutto, Eliat dispone di numerose attrazioni turistiche. 
A cominciare dal Mar Rosso e dai suoi fondali dall'eccezionale ricchezza, che la rendono una destinazione perfetta per gli amanti delle immersioni e delle vacanze balneari. Il deserto, alle porte della città, è sicuramente un luogo affascinante, da visitare in jeep, a dorso di cammello o semplicemente a piedi. Eliat, inoltre, è una città molto animata, frequentata da giovani in cerca di divertimenti e feste. I bar alla moda e le vivaci discoteche non hanno niente da invidiare a quelli delle grandi metropoli internazionali. 
La città balneare è originale anche dal punto di vista degli hotel. Dai grandi alberghi in riva al mare ai villaggi vacanze "tutto compreso", passando per gli appartamenti in affitto, la scelta è in effetti sufficientemente vasta per soddisfare qualsiasi esigenza. La mancanza di fascino delle strutture, a volte troppo massicce, è largamente compensata da attrezzature complete e sofisticate, in particolare per le famiglie, e dall'eccellente livello di comfort. Eilat, grazie al clima eccezionalmente soleggiato (piove solo quattro giorni all'anno) ha infine il vantaggio di accogliere vacanzieri per 12 mesi.

venerdì 16 novembre 2012

La Farnesina detta le cautele per chi va per turismo o per lavoro in Israele (o addirittura a Gaza)


ROMA - L'escalation della tensione tra Israele e Palestina ha spinto la Farnesina ad alzare la guardia, fornendo ai viaggiatori indicazioni per chi dovesse recarsi nel Paese per motivi turistici o di lavoro. Nell'avviso pubblicato oggi sul sito dedicato viaggiaresicuri.it il Ministero  raccomanda di evitare le zone a Sud del Paese e quelle adiacenti alla striscia di Gaza, dove maggiori sono i rischi. E aggiunge: "I territori dell’Autonomia Palestinese continuano a costituire un’area di crisi che può comportare rischi per la sicurezza dei viaggiatori.
Alla luce delle recenti tensioni verificatesi al confine tra la Striscia di Gazasi sconsiglia di recarsi nella Striscia di Gaza.
Si fanno presenti gli obiettivi rischi che i nostri connazionali si assumono nel caso intendessero recarsi via mare verso la Striscia di Gaza, trattandosi di una iniziativa in violazione della vigente normativa israeliana. L’Ambasciata d’Italia avverte che non potrà garantire a detti viaggiatori una adeguata assistenza consolare.
Per quanti siano già presenti nella Striscia di Gaza, si sottolinea la necessità di mantenere costantemente aggiornato il Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme riguardo l’ingresso e l’uscita da Gaza e fornendo indicazioni precise circa il domicilio all’interno della Striscia ed eventuali recapiti telefonici.  Si segnala l’elevato rischio di azioni ostili violente contro gli stranieri presenti nella Striscia, nonché la sempre possibile minaccia di scontri anche ad alta intensità. Si ricorda che le Autorità israeliane mantengono fortissime limitazioni all’ingresso ed occorre tenere presente che nella situazione attuale è estremamente complesso assicurare l’uscita e l’incolumità per i nostri connazionali e che operazioni di soccorso sarebbero inevitabilmente ad altissimo rischio anche per eventuali soccorritori.
In particolare, si sconsiglia l’ingresso per qualsiasi ragione nella Striscia attraverso il Valico di Rafah. Le Autorità israeliane non permettono, infatti, l’uscita da Gaza attraverso il valico di Erez a quanti siano entrati nella Striscia attraverso Rafah e tale eventualità limita fortemente l'efficacia di intervento per organizzare un’evacuazione di emergenza dalla Striscia attraverso il valico di Erez, soprattutto considerando che il valico di Rafah è tuttora utilizzabile dagli stranieri solo dietro autorizzazione delle Autorità egiziane.
Anche alla luce della latente tensione sociale legata alla difficile situazione economica e finanziaria dell’Autorita’ Nazionale Palestinese, si consiglia di tenersi informati sulla situazione dell’ordine pubblico nelle città della Cisgiordania e di evitare comunque assembramenti e manifestazioni connesse a scioperi o altre forme di protesta sociale.
Si raccomanda, inoltre, di evitare in tutta la Cisgiordania assembramenti e manifestazioni, tenendosi informati sulla situazione attraverso i mass media.
Per quanto riguarda Israele, rimane il rischio di attentati terroristici in tutto il Paese. Si consiglia ai connazionali di registrare i dati relativi al viaggio sul sito Dove siamo nel mondo e di sottoscrivere un'assicurazione che copra anche le spese sanitarie e l’eventuale trasferimento aereo in altro Paese o il rimpatrio del malato.
Ai connazionali che risiedono stabilmente in Israele per motivi di lavoro o affari si suggerisce di segnalare la propria presenza all'Ambasciata in Tel Aviv indicando indirizzo (in loco ed in Italia) e recapiti (inclusi e-mail e numero di cellulare), nonché il periodo di permanenza nel Paese, anche ai fini dell'inserimento del piano di emergenza dell'Ambasciata e per ricevere comunicazioni di emergenza via e-mail e/o SMS.

Alla luce della crisi in corso, si rinnova l'invito ad evitare le zone a sud del Paese e quelle adiacenti alla Striscia di Gaza, che sono regolarmente destinatarie di lanci di razzi e colpi di mortaio la cui gittata si tende normalmente fino ad un raggio di circa 45 km, ma che hanno interessato anche l'area Tel Aviv. In particolare, si raccomanda vivamente di evitare le zone di Be’er Sheva, Ashkelon, Ashdod e Sderot, di avere chiare le locali procedure di sicurezza, di poter sempre accedere con breve preavviso a bunker anti-bomba e di consultare regolarmente gli organi di informazione.
Permangono tensioni al confine con il Libano che impongono di muoversi con la massima prudenza nelle aree prossime al confine settentrionale israeliano e di attenersi scrupolosamente alle raccomandazioni sulla sicurezza emanate dalle Autorità israeliane.
Si raccomanda  di evitare le località ai confini con il Sinai, dove si registrano attività criminali e la possibile presenza di cellule terroristiche.
Si suggerisce di prestare speciale attenzione nel corso di viaggi nel Golan a causa della diffusa presenza di campi minati (segnalati).
Si consiglia ai connazionali di registrare i dati relativi al viaggio sul sito Dove siamo nel mondo e di sottoscrivere un'assicurazione che copra anche le spese sanitarie e l’eventuale trasferimento aereo in altro Paese o il rimpatrio del malato".

Indicazioni vengono fornite anche agli italiani che risiedono stabilmente in Israele per motivi di lavoro o affari: "Si suggerisce di segnalare la propria presenza all'Ambasciata in Tel Aviv indicando indirizzo (in loco ed in Italia) e recapiti (inclusi e-mail e numero di cellulare), nonché il periodo di permanenza nel Paese, anche ai fini dell'inserimento del piano di emergenza dell'Ambasciata e per ricevere comunicazioni di emergenza via e-mail e/o sms".



lunedì 24 settembre 2012

Da domani Cous Cus Fest numero 15 a S. Vito Lo Capo



TRAPANI - Prende il via domani a San Vito Lo Capo (Trapani) la 15/esima edizione del Cous Cous Fest, il Festival internazionale dell'integrazione culturale. L'evento promuove un confronto tra paesi dell'area euro-mediterranea e non solo, prendendo spunto dal cous cous, il ''piatto della pace'' comune a moltissime culture. La manifestazione, che ha il patrocinio del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e dello Sviluppo economico, e' organizzata dal Comune di San Vito Lo Capo in collaborazione con l'agenzia di comunicazione Feedback ed e' finanziato dagli Assessorati regionali al Turismo e alle Politiche agricole e forestali oltre che da numerosi sponsor. Fino a domenica la cittadina sara' il palcoscenico di degustazioni, una gara gastronomica internazionale tra chef di nove paesi, momenti di approfondimento dedicati ai cous cous del mondo, talk show, concerti e spettacoli gratuiti. I paesi in gara quest'anno sono Costa d'Avorio, Egitto, Francia, Israele, Italia, Marocco, Palestina, Senegal e Tunisia. Oltre ad essere votati da una giuria tecnica, guidata da Paolo Marchi, i piatti saranno valutati anche dalla gente comune: una giuria popolare votera' il proprio preferito. E quest'anno sara' premiata anche la ricetta ''cheap and tasty'', ovvero la piu' saporita ma anche la piu' economica da preparare. ''Anche quest'anno - dice il sindaco di San Vito Lo Capo Matteo Rizzo - ci aspettiamo di bissare il successo della scorsa edizione, che ha visto la presenza di oltre 250mila visitatori, grazie ad un programma di appuntamenti qualificati e alla presenza i grandi ospiti come Edoardo Bennato, Fiorella Mannoia, Goran Bregovic e Mario Venuti ma anche Vladimir Luxuria e Andy Luotto''.