Visualizzazione post con etichetta elezioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta elezioni. Mostra tutti i post

giovedì 29 giugno 2017

CALTANISSETTA, patto con la mafia per le elezioni. Arrestato l'ex sindaco


CALTANISSETTA, 29 giugno - La polizia di Caltanissetta ha eseguito nove ordinanze di custodia cautelare per i reati di associazione mafiosa e voti di scambio. Le indagini hanno permesso di accertare che appartenenti a Cosa nostra di Niscemi e di Gela si incontravano in aperta campagna per discutere accordi politico-mafiosi. Coinvolti anche l'ex sindaco di Niscemi, Francesco La Rosa, un suo ex consigliere e due esponenti del suo entourage.
Per loro sono stati disposti gli arresti domiciliari. Ad appoggiarlo sarebbero stati il boss di Niscemi, Giancarlo Giugno, e di Gela, Alessandro Barberi. Al centro delle indagini un presunto patto stretto tra il candidato e la mafia per le elezioni amministrative del 2012.
Francesco La Rosa si era presentato anche alle ultime amministrative al Comune di Niscemi ed era andato al ballottaggio dove è stato sconfitto da Massimiliano Valentino Conti che avuto il 58,65% dei voti a fronte del sindaco uscente che ha ottenuto il 41,35% delle preferenze. Entrambi erano sostenuti da liste civiche. Quest'ultime consultazioni comunali non sono oggetto dell'inchiesta della Dda della Procura di Caltanissetta. Per quattro persone l'ordinanza prevede il carcere, per le altre cinque gli arresti domiciliari.

lunedì 19 giugno 2017

FRANCIA, l'en plein di Emmanuel MACRON


PARIGI, 19 giugno - Fa l'en plein Emmanuel Macron: conquistato l'Eliseo porta a casa anche l'Assemblée Nationale, con una maggioranza di 350 seggi secondo Elabe per Bfm-Tv, alle 23:30. Dopo la valanga di una settimana fa e le previsioni di uno tsunami elettorale, però, i francesi gli impongono una correzione e lasciano in vita gli altri partiti. Battuti e divisi, i Républicains restano in piedi con 136 deputati. Numeri mai visti prima per l'astensione, ormai al 56%.
I socialisti sono decimati ma non scompaiono come si temeva. Nel nuovo emiciclo ce ne saranno una cinquantina, ma il segretario Jean-Christophe Cambadelis non ha atteso neppure le prime proiezioni per dimettersi. Marine Le Pen - nonostante il Front National non conquisti neppure i 15 deputati necessari per formare un gruppo parlamentare - riesce laddove per due volte aveva fallito, ed entra in Parlamento insieme con il compagno, Louis Aliot. Resta fuori il suo avversario interno, il vicepresidente Florian Philippot. L'impresa di formare un gruppo riesce invece ai radicali di gauche di Jean-Luc Melenchon, che avranno una trentina di rappresentanti. Invertita - a basse quote - la tendenza delle presidenziali, con i socialisti a circa 50 seggi, decisamente avanti alla France Insoumise.
Marine Le Pen entra per la prima volta in parlamento. La leader del Front National ha vinto il ballottaggio contro l'avversaria di En Marche! nella circoscrizione del nord dove per due volte aveva fallito l'impresa.
Il segretario generale del Partito Socialista francese, Jean-Christophe Cambadélis, ha annunciato le dimissioni. "Malgrado un'astensione allarmante, il trionfo di Emmanuel Macron è incontestabile" ha detto Cambadélis, riconoscendo "la sconfitta della sinistra".
Vittoria personale per l'ex primo ministro Manuel Valls, rieletto in Parlamento dopo aver rifiutato di schierarsi per il candidato ufficiale all'Eliseo dei socialisti, Benoit Hamon, e aver offerto collaborazione a En Marche! di Emmanuel Macron. Valls ha annunciato, fra applausi e contestazioni, di aver battuto Farida Amrani, candidata de La France Insoumise, di soli 139 voti ad Evry, alle porte di Parigi.
La tornata elettorale ha registrato il crollo dell'affluenza alle urne al ballottaggio delle legislative francesi: alle 17, secondo i dati del ministero dell'Interno, è stata del 35,33%, contro il 40,75% del primo turno. L'affluenza al 35,33% alle 17, secondo i sondaggisti, lascia presagire un nuovo record negativo per la chiusura delle urne. A metà pomeriggio, nel 2012, aveva votato oltre il 10% in più degli elettori (46,42%), nel 2007 il 49,58%.

lunedì 12 giugno 2017

LAMPEDUSA, Giusi Nicolini sconfitta alle elezioni, non è più sindaco


LAMPEDUSA, 12 giugno - Netta sconfitta per Giusi Nicolini, sindaco uscente di Lampedusa: dalle urne vittoria a Salvatore Martello della lista Susemuni ("Alziamoci") che con 1.566 voti ritorna primo cittadino dopo 15 anni. Secondo Filippo Mannino di #Fare Lampedusa con 1.116 voti. Terza e fuori dall'amministrazione l'esponente della segreteria nazionale del Pd e Premio Unesco per la Pace, con 908 voti. Ultima l'ex senatrice della Lega Angela Maraventano con 231 voti.

Le operazioni di spoglio si sono svolte per tutta la notte dal momento che i vari rappresentanti di lista hanno voluto controllare minuziosamente tutte le schede rallentando così le operazioni che al momento su una sezione, sono ancora in corso. Salvatore Martello, detto Totò, è stato sindaco di Lampedusa per due legislature fino al 2001.

Giusi Nicolini è componente della segreteria nazionale del Pd, ha ricevuto il Premio Unesco per la Pace. A ottobre è stata una delle quattro donne "simbolo dell'eccellenza italiana" che ha accompagnato il premier Matteo Renzi alla Casa Bianca per la cena con l'ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

GRILLO si consola dopo la batosta: La crescita del M5S è lenta, m c'è


ROMA, 12 giugno - Il Movimento Cinque Stelle è fuori dai ballottaggi in tutte le grandi città, a partire da Genova, patria di Beppe Grillo diventata terreno di una faida interna. Ma Beppe Grillo, su Facebook, rivendica la presenza capillare del Movimento e una crescita che - sottolinea - "è lenta ma c'è'. "Il M5S è stata la forza politica più presente a questa tornata elettorale. Gli altri partiti si sono camuffati, soprattutto il Pd che si è presentato in circa metà dei comuni rispetto al MoVimento. "I risultati sono indice di una crescita lenta, ma inesorabile". "Adesso - dice - il primo obbiettivo è dare il massimo supporto ai nostri candidati al ballottaggio. A luglio avremo il candidato presidente della regione siciliana, a settembre avremo il candidato premier. Dopo ci saranno le politiche e l'obiettivo è andare al governo. Successi e fallimenti fanno parte della nostra storia. L'importante è non mollare mai". "Tutti gongolano - dice Grillo - esponendo raffinate analisi sulla morte del M5S, sul ritorno del bipolarismo, sulla fine dei Grillini. L'hanno detto dopo politiche, europee, regionali e referendum. Fate pure anche ora".

FRANCIA, MACRON pigliatutto




PARIGI, 12 giugno - In Francia al voto per il primo turno delle elezioni legislative è boom del partito En Marche! del presidente Emmanuelle Macron, nettamente in testa alle legislative francesi con il 32,6% e soprattutto, secondo le proiezioni dell'istituto Elabe per Bfm-tv, con un bottino in seggi che va da 415 a 445. Una maggioranza schiacciante visto che l'Assemblée Nationale ha in tutto 577 deputati.
Crollo, invece, del Front National secondo le prime proiezioni dell'istituto Elabe per BFM TV. Il partito di Marine Le Pen, che considerava un risultato negativo non arrivare a 15 deputati per poter formare un gruppo parlamentare, ne otterrebbe fra 1 e 4.
Le prime proiezioni, dunque, dopo il primo turno delle legislative in Francia, vedono in testa En Marche! con il 32,6% (415-445 seggi), seguito dai Republicains con il 20,9 (80-100), dal Front National con il 13,1% (1-4), dalla France Insoumise (sinistra radicale) con l'11% (10-20) e dal Partito socialista con il 9% (30-40).
Il Partito socialista, in questo primo turno, ha realizzato il peggior risultato della sua storia e potrebbe ottenere soltanto fra 20 e 35 seggi all'Assemblea nazionale. Jean-Christophe Cambadelis, il segretario, ha ammesso la sconfitta "senza precedenti" e ha lamentato l'avvento di un Parlamento "quasi senza opposizione".
Benoit Hamon, candidato socialista alle presidenziali dopo aver vinto le primarie, è stato eliminato fin dal primo turno nella circoscrizione delle Yvelines, vicino a Parigi. Lo ha annunciato egli stesso. Hamon aveva vinto le primarie socialiste affermando di voler instaurare in Francia il "reddito universale".
Il segretario del Front National, Nicolas Bay, è stato eliminato al primo turno delle elezioni legislative nella sesta circoscrizione della Seine-Maritime, ottenendo solamente il 22,78%. Stessa sorte per il suo omologo socialista, Jean-Cristophe Cambadélis, candidato nella 16/a circoscrizione di Parigi. In questo secondo caso le proiezioni non sono ancora state diffuse.
Secondo le prime proiezioni diffuse dall'istituto Elab per Bfmtv, l'astensione registrata al primo turno delle elezioni legislative in Francia è del 50,2%. Un record nella storia della Quinta Repubblica.
Marine Le Pen, nella circoscrizione del nord in cui ha fallito due volte l'elezione in passato, affronta in posizione di forza (45%) il ballottaggio contro l'avversaria di En Marche!, Anne Roquet. L'avversaria di Marine Le Pen ha ottenuto circa il 20%.

domenica 21 maggio 2017

LEGGE ELETTORALE, Berlusconi sposa il sistema tedesco.Martina: pronti al confronto


ROMA, 21 maggio - Sulla legge elettorale "spero e credo che si potrà tornare a ragionare con il Pd", dopodiché si potrà votare "in autunno". A dirlo è il leader di FI, Silvio Berlusconi, secondo il quale "questa proposta non è una buona base di partenza. Il sistema tedesco, quello vero, che noi chiedevamo, è uno dei due grandi sistemi possibili, accanto al semipresidenzialismo francese. L'unico che funziona davvero in Europa". 
In un'intervista al Messaggero, Berlusconi spiega che il sistema misto maggioritario-proporzionale proposto dal Pd "è confuso e pericoloso. Se venisse adottato, dalle elezioni potrebbe uscire una maggioranza casuale, che sarebbe comunque espressione di una minoranza dei cittadini, o anche due maggioranza diverse fra Camera e Senato. Mi sembra un tentativo di forzatura da parte del Pd, del tutto sorprendente anche rispetto alle indicazioni del Capo dello Stato per una legge elettorale condivisa. Questa proposta, che non ha la maggioranza in Senato, così com'è spacca il Paese su un tema che invece dovrebbe unire, come le regole elettorali".

Il leader di Forza Italia interviene anche sul prossimo G7 di Taormina. L'assenza della Russia, dice, "non solo poteva" essere evitata ma "doveva. La Russia non è un avversario, è un partner indispensabile che fa parte dell'Occidente".

Martina: "Pd pronto a confronto" - "Se è un'apertura vera il Partito democratico è pronto a un confronto serio con tutti per dare agli italiani una legge di stampo europeo". Lo dice il vicesegretario del Pd Maurizio Martina, commentando le dichiarazioni di Berlusconi.

Salvini: "Nessun accordo con il Pd" - Matteo Salvini risponde a Berlusconi dal congresso leghista di Parma e gli ricorda: "Sappia che a noi non interesserà ragionare col partito democratico né adesso né mai". E aggiunge: "Lavoreremo per avere una coalizione la più ampia e avvolgente possibile. Ma a condizioni chiare: voglio sapere il giorno prima del voto con chi vai a governare. Spero che il Parlamento approvi una legge elettorale maggioritaria chiara, per andare a votare il prima possibile".

domenica 7 maggio 2017

PRESIDENZIALI FRANCIA, i giornali belgi danno MACRON vincitore con oltre il 60% dei voti


BRUXELLES, 7 maggio - Emmanuel Macron sarebbe in testa con oltre il 60% dei voti al ballottaggio delle presidenziali francesi: lo riferisce la radio tv pubblica belga Rtbf che cita gli exit-poll di "diversi istituti" di sondaggi. Sono comunque tendenze non ufficiali da considerare con prudenza. In Francia le prime proiezioni sono attese alle 20.00, a chiusura di tutti i seggi. Anche Le Soir riporta gli stessi dati, riferendo di molte schede bianche o nulle.

venerdì 28 aprile 2017

COMUNALI GENOVA, la Cassimatis correrà con una sua lista


GENOVA, 28 aprile - Marika Cassimatis, ex candidata sindaco del M5s alle amministrative di Genova, si presenterà alle elezioni con la propria lista "Cassimatis Genova". "La lotta - ha detto - continua con coraggio e determinazione", ma per ottenere il simbolo "ci sarebbero state difficoltà: avremmo comunque dovuto fare ancora delle cause e poi la nostra lista non era più compatta con quei numeri, perché alcune persone disgustate si sono disiscritte dal M5s".
"Non ci definiamo più grillini, ormai siamo cittadini che portano avanti istanze democratiche", ha aggiunto la Cassimatis, "scomunicata" da Grillo a favore del candidato Luca Pirondini. "Ho avuto qualche perplessità guardando al programma di Pirondini ed è uno dei motivi per cui abbiamo deciso che la strada con il Movimento era meglio interromperla e intraprenderne un'altra".
La Cassimatis ha poi confermato di non aver più sentito Grillo dal giorno del suo ricorso contro la "scomunica". "So che girano voci false di accordi economici con Grillo in cambio del nostro ritiro - ha detto -, voci destituite di ogni fondamento".

martedì 18 aprile 2017

THERESA MAY annuncia elezioni anticipate l'9 giugno


LONDRA, 18 aprile - Elezioni anticipate a sorpresa in Gran Bretagna l'8 giugno: le ha annunciate oggi la premier Theresa May in un inatteso discorso alla nazione dinanzi al numero 10 di Downing Street, dopo averle ripetutamente escluse nei mesi scorsi. May può contare secondo i sondaggi sul netto vantaggio del suo Partito Conservatore rispetto all'opposizione laburista in grado sulla carta di rafforzarla nel cammino verso la Brexit, il divorzio del Regno Unito dall'Ue.

mercoledì 9 novembre 2016

DONALD TRUMP PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI


NEW YORK, 9 novembre - E l'impensabile (fino a qualche ora fa) è accaduto. Donald Trump, il tycoon dal parrucchino biondo, è il nuovo presidente degli Stati Uniti. Hillary Clinton, che sempre qualche ora fa, era considerata la vincitrice netta delle elezioni, è stata sonoramente sconfitta ribaltando tutti i risultati dei sondaggi. 
Intanto continua a crollare Wall Street. I future sullo S&P500 perdono il 5%. In forte calo anche il Nasdaq che cede il 5%. Cede anche Hong Kong a -2,82%. E a meno di un'ora dalla chiusura di Borsa, a Tokyo l'indice Nikkei cede oltre il 5,50%, scendendo a quota 16,214.78 con una perdita di 950 punti. E nell'election day torna la pena di morte in Nebraska. Gli elettori hanno votato a favore del ripristino della pena capitale nello Stato, dove il boia non colpisce dal 1997, respingendo la decisione dello scorso anno di sospenderla. Infine, Massachusetts e California hanno dato il via libera alla legalizzazione della marijuana per uso ricreativo.
Shock e delusione tra i sostenitori di Hillary Clinton al Javits Center, dove è calato il gelo dopo i risultati che tracciano la strada aperta per Donald Trump verso la Casa Bianca. Così anche se il motto di questi minuti è "it's not over until it's over" (non e' finita fino a quando non è finita davvero), in diversi lasciano il centro congressi senza nemmeno aspettare l'arrivo della candidata democratica, né gli ultimissimi risultati.
Tifo da stadio tra i fan di Trump, nella ballroom dell'Hilton sentono aria di vittoria vedendo il loro beniamino in vantaggio tra i grandi elettori sorseggiando cocktail, scattandosi selfie, esibendo i cappellini rossi e spillette con gli slogan del tycoon. Tra questi figura anche 'La maggioranza silenziosa sta con Trump'. La sala da ballo ha decorazioni e illuminazioni rosso, bianco e blu, i colori nazionali. Dietro al palco su cui salirà Trump una schiera di bandiere dei vari stati americani e quella federale a stelle e strisce.
Il candidato repubblicano ha trionfato nei cruciali 'swing States' di Ohio e Florida, dimostrando che i sondaggi della vigilia erano in gran parte sbagliati. Uno dopo l'altro ha conquistato, non solo i fortini del Grand Old Party, ma anche North Carolina e Georgia; e ha vinto anche in feudi tradizionalmente democratici. Ha vinto anche in Wisconsin, uno Stato che appena una settimana fa sembrava assolutamente fuori dalla sua portata. E in Michigan.
Il Grand Old Party mantiene il controllo del Congresso, tanto alla Camera dei Rappresentanti che al Senato. Al Senato, secondo il New York Times, al momento il quadro sarebbe di 49 seggi ai repubblicani e 47 ai democratici (da notare comunque che in queste elezioni sui 100 senatori sono stati rinnovati solo 35 seggi). Alla Camera, che è stata completamente rinnovata, i democratici hanno ottenuto 169 seggi contro 231 dei repubblicani.

lunedì 27 giugno 2016

SPAGNA, Rajoy vince le elezioni con il 33% dei voti davanti al Psoe in netto calo


MADRID, 27 giugno - Il Partito Popolare del premier uscente Mariano Rajoy ha vinto le elezioni politiche di oggi in Spagna con il 33% e 137 seggi su 350 nel Congresso dei deputati, ha annunciato la vicepremier Soraya de Santamaria, in base a dati quasi definitivi,ma rimane a corto di maggioranza in Parlamento. Il Psoe ottiene il 22,7% e 85 deputati, Podemos il 21,1% e 71 seggi, Ciudadanos il 13% e 32 seggi.
Il partito socialista spagnolo, alle elezioni politiche di oggi, ha ottenuto il suo peggiore risultato storico in seggi nel Congresso dei deputati, riferisce la tv pubblica Tve. Rispetto alle politiche di dicembre, che già avevano fatto toccare ai socialisti il livello più basso dalla fine della dittatura franchista, il Psoe ha perso 5 deputati (85 contro 90) e mezzo milione di elettori.

lunedì 20 giugno 2016

GRILLO, "ora voliamo alto verso il governo nazionale"


ROMA, 20 giugno - Il Movimento 5 stelle conquista Roma e Torino, vincendo in 19 dei 20 comuni in cui si è presentato per le elezioni amministrative. "Ora voliamo alto verso il governo nazionale - ha detto Beppe Grillo - L'aereo della missione impossibile è decollato e prenderemo quota. Dall'inizio ci hanno sempre detto: "E' impossibile che ce la facciate". Ora l'obiettivo è cambiare quota e puntare alla guida dell'Italia".
I ballottaggi consegnano un risultato 'storico' per M5s, che ora punta al governo del Paese: "è solo l'inizio, ora tocca a noi", dice Beppe Grillo. Virginia Raggi e Chiara Appendino, rispettivamente con il 67,2 e il 54,5% delle preferenze, guideranno dunque la Capitale e il capoluogo piemontese dopo aver messo ko il Pd. "E' un momento storico, ora parte una nuova era", ha detto la prima sindaco donna di Roma. "E' giunto il nostro tempo, dobbiamo ricucire una città profondamente ferita", le parole della neo prima cittadina di Torino. 

ELEZIONI COMUNALI, il trionfo dei 5 stelle


Trionfo del M5S a Roma e Torino: Virgina Raggi) sarà la prima sindaca della capitale con il 67,5% dei voti mentre Chiara Appendino conquista, con il 56,7%, il capoluogo piemontese scippandolo a Piero Fassino che si attesta intorno al 43,3%. Le urne mostrano una sconfitta dei candidati Pd con l'eccezione di Bologna dove Merola è pronto a diventare il primo cittadino della città, lasciando indietro il centrodestra.
L'alleanza Berlusconi-Salvini non riesce  nell'impresa di Milano dove Beppe Sala, dopo un iniziale testa a testa con Stefano Parisi, conquista la vittoria, facendo tirare un sospiro di sollievo ai Democratici. Senza sorpresa invece Napoli, dove si conferma la vittoria di De Magistris.
I cinque stelle si confermano così una ''macchina da ballottaggi'', come sono stati definiti dall'Istituto Cattaneo. Raggi conquista il Campidoglio doppiando il rivale Roberto Giachetti, che riconosce per primo la sconfitta assumendosene le "responsabilità" e annunciando un'opposizione "costruttiva ma determinata". Il M5s non viene dunque penalizzato da un'affluenza in calo rispetto al primo turno un po' ovunque: nella capitale il dato ufficiale si attesta al 50,19% contro il 57,02% del 5 giugno. Dati simili anche a Torino, Milano, Bologna mentre a Napoli la percentuale scende addirittura al 35%. 
Ed è ovviamente festa nella sede del comitato elettorale dei cinquestelle, dove in serata è arrivato David Casaleggio ed è atteso Beppe Grillo. M5S che ora guardano a Palazzo Chigi: "siamo pronti a governare", dice il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. Se anche Forza Italia e la Lega puntano ad attribuire un valore nazionale alle elezioni amministrative con Mara Carfagna (portavoce dei deputati azzurri) che parla di "fallimento del renzismo" e Matteo Salvini che dice che gli italiani "non credono più a Renzi", i Democratici invece scelgono ovviamente la cautela: "A Roma - dice subito Ettore Rosato dopo la chiusura delle urne - pagano il disincanto degli elettori Pd".E poi assicura che il governo sarà vicino alla neosindaca, perché la priorità è il buongoverno della città. Ma il risultato, viene evidenziato in più occasioni dal capogruppo Pd, "non deve avere ricadute sul governo".

lunedì 6 giugno 2016

ELEZIONI, per il M5S a Roma "é un risultato storico"


ROMA, 6 giugno - I 5 stelle sfondano a Roma e ottengono un lusinghiero risultato a Torino, tallonando il sindaco uscente Piero Fassino. In nessuna città metropolitana viene eletto il sindaco al primo turno. Unica eccezione Cagliari dove il candidato del centrsoinistra, l'uscente Massimo Zedda vince al primo turno. 
Il M5s risulta essere il primo partito a Roma, con una percentuale che si attesta al 35,6%. Alle comunali del 2013 era al 12,82%, quindi ha quasi triplicato le preferenze. Alle Elezioni Europee del 2014 la percentuale era del 24,95%. Crollo del Pd, che si attesta al 17,2% contro il 26,26% delle comunali del 2013 e il 43,07% delle Europee. Fdi arriva al 12,3%, raddoppiando i consensi delle comunali del 2013 (5,93%) e delle Europee (5,32%). Crollo per Forza Italia al 4,2% contro il 13,46% delle Europee.
Per il M5s "è un risultato storico" e ora "cambiamo tutto". Così il blog di Beppe Grillo commenta, a notte alta, il voto delle elezioni comunali e in particolare il risultato dei pentastellati a Roma e Torino. "Un risultato storico!", è scritto a lettere maiuscole per due volte in un post dove si rileva anche che a Savona si profila il ballottaggio, grazie a Salvatore Diaspro, a Bologna Max Bugani "ha raddoppiato i voti delle precedenti elezioni comunali, a Milano con Gianluca Corrado il MoVimento 5 Stelle è passato dal 3% a circa il 10% e a Napoli con Matteo Brambilla dall'1 al 10%". Inoltre "ci sono già alcuni sindaci eletti al primo turno (per ora Fossombrone e Vigonovo)". Insomma, "Il MoVimento 5 Stelle è lento ma inesorabile. Cambiamo tutto!".
Dati che fanno esultare i grillini e che mettono in allarme il Pd che patisce fino all'ultimo a Roma dove alla fine Roberto Giachetti la spunta su Giorgia Meloni e strappa il ballottaggio. Nella seconda città simbolo, Milano, è testa a testa tra Giuseppe Sala e Stefano Parisi che esulta per un risultato che comunque considera lusingiero rispetto alle aspettative iniziali. A Napoli Luigi De Magistris stacca il candidato di Fi-Lega Gianni Lettieri, con il quale andrà al ballottaggio lasciando fuori la dem Valeria Valente. A Torino il sindaco uscente Piero Fassino andrà al ballottaggio con Chiara Appendino M5S.
Si andrà al secondo turno anche a Bologna tra il candidato del centrosinistra Virginio Merola e il candidato della Lega Lucia Bergonzoni. Tutto come previsto anche a Varese dove il candidato del centrodestra, Paolo Orrigoni, supera il 46% e a Ravenna dove quello del centrosinistra Michele de Pascale si attesta al 42,3%. 
Bassa l'affluenza alle urne che è stata del 62,14%. Nelle precedenti omologhe aveva votato il 67,42%. Alle precedenti omologhe era andato alle urne il 71%.

sabato 14 maggio 2016

ELEZIONI ROMA, il Tar conferma, fuori Fassina. Lui ricorre al Consiglio di Stato


ROMA, 14 maggio - E' stato depositato ufficialmente al Consiglio di Stato l'appello contro la sentenza con la quale nella tarda serata di ieri il Tar del Lazio ha confermato l'esclusione delle liste di appoggio alla candidatura di Stefano Fassina a sindaco di Roma per le consultazioni del 5 giugno prossimo. La terza sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Luigi Maruotti, deciderà lunedì sull'appello proposto. L'udienza è stata fissata alle 12.
"Apprendiamo con rammarico la sentenza del Tar del Lazio che esclude le nostre liste dalla competizione elettorale a Roma. Non ci fermiamo qui. Siamo convinti delle nostre ragioni e ricorreremo al Consiglio di Stato". Lo ha dichiarato Stefano Fassina, candidato Si-Sel a sindaco di Roma.

venerdì 6 maggio 2016

ELEZIONI, disfatta laburista in SCOZIA

Jeremy Corbyn
LONDRA, 6 maggio - Nuova disfatta Labour in Scozia, che dopo quella delle politiche 2015, finisce ora addirittura terzo - secondo le indicazioni della Bbc - nel parlamento di Edimburgo: dietro gli indipendentisti dell'Snp, che confermano il loro dominio, e persino ai Conservatori.
Il partito di Corbyn tiene invece meglio di quanto alcuni prevedessero in Inghilterra, dove (in attesa del risultato sul sindaco di Londra) conserva tutti i consigli comunali chiave, pur perdendo dei consiglieri.
Gli euroscettici tornano a crescere con risultati molto soddisfacenti. In Galles l'Ukip per la prima volta conquista sei seggi nell'Assemblea nazionale, e il leader Nigel Farage ha parlato di ''svolta'' del suo partito. Successo che non si è ripetuto in Scozia mentre in Inghilterra gli euroscettici, a metà dei seggi scrutinati, possono già contare su 28 posti di consigliere locale, con uno straordinario incremento di 23 rispetto a quelli controllati con le precedenti elezioni.
Quanto al sindaco di Londra, Sadiq Khan é in testa nelle primissime preferenze scrutinate finora, secondo il blog della Bbc che segue lo spoglio. Si tratta per ora di dati embrionali, che confermano tuttavia il vantaggio accreditato dai sondaggi al candidato laburista, figlio di immigrati pachistani musulmani, sul conservatore Zac Goldsmith.

sabato 30 aprile 2016

ELEZIONI IRAN, i riformisti vincono anche al secondo turno


TEHERAN, 30 aprile - I riformisti, alleati della politica di apertura del Presidente della Repubblica Rohani, hanno vinto anche al secondo turno delle elezioni parlamentari in Iran, conquistando 29 seggi. Seguono i fondamentalisti, legati alla Guida Suprema Khamenei, con 21 seggi, gli indipendenti con 16 e i moderati con 2. I dati sono riferiti dall'agenzia semi-ufficiale Fars. In ballo c'erano 68 deputati, ancora mancanti al totale di 290 del decimo Majlis o Parlamento.
Ieri 17 milioni di iraniani erano stati chiamati alle urne nei distretti dove, lo scorso 26 febbraio, nessun candidato aveva ottenuto il quorum del 25% delle preferenze.

domenica 24 aprile 2016

SERBIA, il premier VUCIC stravince le elezioni




BELGRADO, 24 aprile - Il Partito del progresso serbo (Sns, conservatore) del giovane premier Aleksandar Vucic ha stravinto le elezioni politiche anticipate di oggi in Serbia con il 52,1%, secondo dati preliminari diffuse dal sito online del quotidiano Blic. Il Partito radicale serbo (Srs) dell'ultranazionalista Vojislav Seselj torna alla grande nel parlamento di Belgrado con il 9,9%. Vojislav Seselj - falco dai tempi di Milosevic e delle guerre che portarono agli interventi Nato e alla sparizione violenta della Jugoslavia che prima la monarchia poi soprattutto il maresciallo Tito avevano reso potenza regionale - vive dunque un nuovo successo, nel suo trionfale ritorno in scena a sorpresa. Dopo quattro anni di detenzione, era stato assolto dall'accusa di complicità in crimini di guerra e rilasciato dal Tribunale internazionale dell'Aja. E come gli altri due partiti nazionalisti e russofili ha svolto una campagna elettorale imperniata sul no all'integrazione nella Ue, a patti strategici con Mosca, e a una politica sociale più attenta.
 I socialisti rimangono il secondo partito con l'11,5% dei voti.
   

lunedì 11 aprile 2016

ELEZIONI PERU, il primo turno alla figlia dell'ex presidente FUJMORI


LIMA, 11 aprile - Keiko Fujimori, figlia dell'ex presidente del Perù Alberto Fujimori, è arrivata in testa con ampio margine al primo turno delle presidenziali, con il 38,04% dei voti, secondo risultati ancora parziali. Al secondo posto si è affermato l'economista conservatore Pablo Kuczynski, con il 25,48% dei voti. I due si confronteranno al ballottaggio il prossimo 5 giugno. Terza è arrivata Veronica Mendoza con il 16,71%

domenica 13 marzo 2016

ELEZIONI, battuta d'arresto in due Lander per la MERKEL

BERLINO, 13 marzo - La CDU del Cancelliere Angela Merkel ha perso in due su tre elezioni statali regionali di oggi: i tedeschi hanno dunque bocciato la sua politica accomodante sui rifugiati accomodante con un grande voto per all'alternativa anti-immigrazione per la Germania (AFD).
La brutta figura sia in Baden-Wuerttemberg sia in Renania-Palatinato ha rappresentato lo scenario peggiore per la signora Merkel, che si è messa in gioco per la sua decisione lo scorso anno di aprire le porte della Germania di oltre un milione di migranti.
La reazione è stata visibile anche in Sassonia dove i conservatori cristiano-democratici di Angela Merkel (CDU) sono rimasti il partito più grande, ma l'AfD ha preso il 21,5 per cento.
"Abbiamo problemi fondamentali in Germania, che hanno portato a questo risultato elettorale", ha detto il capo AfD Frauke Petry, il cui partito è entrato tutti e tre i parlamenti regionali.
Il risultato è una battuta d'arresto per la signora Merkel proprio mentrelei sta cercando di usare il suo status di leader più potente d'Europa per sigillare un accordo dell'Unione europea con la Turchia per arginare la marea dei migranti.