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lunedì 24 luglio 2017

MATTARELLA: fermezza negoziale sul tema MIGRANTI

ROMA, 24 luglio - Il "metodo di fermezza negoziale sarà quello che ci consentirà di superare i numerosi ostacoli che ancora si frappongono a un lungimirante ed efficace governo del tema forse più rilevante oggi di fronte all’Unione europea, quello di una gestione del fenomeno migratorio di carattere autenticamente comunitario". Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla Farnesina alla dodicesima Conferenza degli Ambasciatori
"Non è facile -ha proseguito il Capo dello Stato- elaborare strumenti adeguati di fronte a un fenomeno di tale ampiezza, ma questo deve essere il nostro obiettivo. Vi sono varie strade per governarlo: quella che certamente non esiste è l’illusione di poterlo rimuovere". "E' una discussione collegiale, seria e responsabile, quella che chiediamo, senza spazio per battute estemporanee al limite della facezia, che non si addicono al dialogo e al confronto internazionali".
"Se l'Italia è, nel Mediterraneo, frontiera d'Europa, all'europeizzazione del salvataggio di vite umane in mare -che ha visto il nostro Paese ricordare ad altri, attraverso l'esempio, quali fossero i principi e i valori che costituiscono le fondamenta stesse della civiltà d'Europa- deve corrispondere - ha puntualizzato Mattarella- l'europeizzazione dell'accoglienza di chi ha diritto, ma anche l'europeizzazione dei rimpatri e la predisposizione di canali legali di immigrazione. Si tratta di elementi tutti essenziali, che devono essere inseriti in un quadro comune al livello continentale".
"L'Unione -ha detto ancora il Capo dello Stato- ha iniziato a guardare all'Africa con maggior consapevolezza, sia da un punto di vista politico sia con riferimento alle risorse dedicate alla sua crescita. Il quadro complessivo rimane, tuttavia, ancora troppo frastagliato. Le politiche di sostegno dei principali donatori si muovono spesso senza coerenza e, quindi, con minor efficacia rispetto a un aiuto allo sviluppo che rimane pur sempre a livelli insufficienti. E vi sono, d'altro canto, notevoli difficoltà legate alle complesse dinamiche interne di vari Paesi di quel Continente".
"Il metodo inaugurato con il migration compact, e successivamente declinato nei diversi programmi con i primi Paesi-pilota, deve estendersi, considerando apporti che potrebbero essere forniti da donatori non europei, in uno sforzo finalmente sinergico, a beneficio -ha concluso Mattarella- del rafforzamento sociale e istituzionale dei Paesi africani".

giovedì 27 aprile 2017

LEGGE ELETTORALE alla Camera il 29 maggio, dopo il pungolo di Mattarella

ROMA, 27 aprile - L'Aula della Camera esaminerà la riforma della legge elettorale nell'ultima settimana di maggio, a partire da giorno 29. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. La presidente Laura Boldrini ha fatto appello ai gruppi perchè "l'esame del testo si concluda in tempo utile in commissione. Sempre la conferenza dei capigruppo ha deciso che l'Aula della Camera esaminerà la manovra economica dal 29 maggio.
Poco prima, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aveva incontrato al Palazzo del Quirinale il Presidente del Senato della Repubblica, Pietro Grasso, e la Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, sottolineando l'esigenza che il Parlamento provveda sollecitamente al compimento di due importanti adempimenti istituzionali: la nuova normativa elettorale per il Senato e per la Camera e l'elezione di un giudice della Corte Costituzionale. 
Il Presidente ha chiesto ai Presidenti di Senato e Camera di rappresentare ai rispettivi gruppi parlamentari l'urgenza che rivestono entrambe le questioni per il funzionamento del nostro sistema istituzionale.
Il presidente della Repubblica  ha anche chiesto che il Parlamento provveda sollecitamente a eleggere  il giudice della Corte Costituzionale che deve essere ancora rimpiazzato.

mercoledì 22 febbraio 2017

Xi a Mattarella: con l'ITALIA rapporti sempre più stretti


PECHINO, 22 febbraio - Un impegno personale "per promuovere un rapporto bilaterale ancora più alto" tra Roma e Pechino: lo ha assicurato il presidente della Repubblica Popolare cinese, Xi Jinping, ricevendo a Pechino Sergio Mattarella. Xi si è detto convinto che questa visita sarà utile per avere in futuro rapporti ancora migliori e ha sottolineato come Italia e Cina siano "due civiltà millenarie che da sempre si affascinano e rispettano reciprocamente".

lunedì 30 gennaio 2017

CAMERINO, arriva Mattarella e il sindaco di CINGOLI se ne va


CAMERINO, 30 gennaio - Filippo Saltamartini, sindaco di Cingoli, uno dei Comuni del cratere sismico, ha abbandonato in segno di protesta il Rettorato dell'Università di Camerino poco prima dell'arrivo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che incontra i sindaci della provincia di Macerata. "Pensavamo che ci potesse essere un dialogo con il Capo dello Stato, invece durante questi incontri istituzionali siamo solo costretti ad ascoltare", ha dichiarato.
"Non è possibile che i rapporti siano di questa natura e per questo ho deciso di andarmene - ha proseguito Saltamartini -. Ho un ponte chiuso da tre mesi e delle imprese che stanno chiudendo e non sappiamo con chi tenere i rapporti istituzionali per manifestare i nostri problemi".

"Ciascuno di voi sindaci svolge un compito delicato di frontiera, di raccordo tra le comunità di base più importanti del nostro Paese. Ma in questo periodo il vostro lavoro è moltiplicato, particolarmente difficile, con sfide inconsuete e di grande portata". Ha esordito così Mattarella rivolgendosi ai sindaci del Maceratese, la maggior parte dei quali è alle prese con l'emergenza post-terremoto. Quella del Capo dello Stato è la sesta visita alle aree terremotate delle Marche dal 24 agosto: a Camerino, in particolare, si era già recato il 2 novembre.

"Avete diritto a tutto l'aiuto possibile" - "Mi rendo conto quel che vuol dire il contatto con le vostre comunità e far fronte alle esigenze con tre serie di forti scosse che si sono ripetute a distanza di due mesi o poco più l'una dall'altra", ha proseguito il presidente della Repubblica. "Mi rendo conto della difficoltà nello svolgere il vostro compito - ha aggiunto - di fronte non soltanto all'emergenza del momento ma anche nel dover ogni volta interrompere l'azione di sistemazione di inizio di ricostruzione o per lo meno di programmazione della ricostruzione". "Avete diritto a tutto l'aiuto possibile, a tutto l'aiuto delle altre istituzioni, aiuto che si cerca di garantire in pieno", ha detto ancora il Capo dello Stato.

"Dal governo altro provvedimento per le risorse" - "Ogni volta è richiesto di più e l'impegno che voglio esprimere è che questo di più venga soddisfatto, ci sono anche problemi finanziari", ha affermato Mattarella. "I Comuni nelle condizioni di contabilità in cui si trovano non possono affrontare emergenze così straordinarie e neppure le altre istituzioni come le Regioni, ma il governo per quello che ne so ha intenzione di provvedere con un ulteriore provvedimento che riguardi procedure e risorse".

"Il confronto è utile" - "Talvolta leggo sui giornali di rimpalli di responsabilità ed è sempre utile quando vi siano confronti sulle responsabilità cui far fronte. Ma io so che tra i sindaci alberga la ragione, il criterio che ciascuno, confrontandosi con gli altri, verifica anzitutto quello che in proprio si può fare. E quando i sindaci avvertono questa esigenza, hanno diritto al sostegno intenso, pieno, completo da parte delle altre istituzioni".

sabato 24 dicembre 2016

Rientrata a ROMA la salma di FABRIZIA, accolta anche da MATTARELLA

Mattarella all'arrivo del feretro
ROMA, 24 dicembre - E' rientrata in Italia la salma di Fabrizia Di Lorenzo, la ragazza originaria di Sulmona uccisa lunedì a Berlino nell'attentato ai mercatini di Natale. Ad accogliere il feretro, riportato in patria da un Airbus 319 della Flotta di Stato, sulla pista dell'aeroporto romano di Ciampino al fianco di parenti e amici della giovane c'era anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

domenica 11 dicembre 2016

GENTILONI incarcato da MATTARELLA accetta con riserva


ROMA, 11 dicembre - Il presidente della Repubblica ha conferito a Paolo Gentiloni l'incarico di formare il nuovo governo. Come prassi "Gentiloni si è riservato di accettare", riferisce Ugo Zampetti, segretario generale della presidenza della Repubblica al termine del colloquio (50 minuti) tra il Capo dello Stato ed il premier incaricato. 


Il discorso di Gentiloni - "Ringrazio il presidente della Repubblica per l'incarico conferito, lo considero un alto onore e cercherò di svolgere il compito con dignità e responsabilità", afferma nel suo primo discorso il premier incaricato Paolo Gentiloni. "Il quadro ampio e articolato delle consultazioni svolte dal presidente della Repubblica sarà la base del lavoro per definire composizione e programma del nuovo governo". "Dalle consultazioni è emersa la conferma della decisione di Renzi di non accettare un reincarico in coerenza con l'impegno che aveva manifestato e questa coerenza merita rispetto e da parte di tutti". Il presidente del Consiglio incaricato intende "accompagnare e se possibile facilitare il percorso delle forze parlamentari" per definire le nuove regole elettorali. Gentiloni si dice "consapevole dell'urgenza di dare all'Italia un governo nella pienezza dei poteri, per rassicurare i cittadini e affrontare con massimo impegno e determinazione le priorità internazionali, economiche, sociali, a iniziare dalla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto". Nelle consultazioni, prosegue il premier incaricato, è stata registrata "l'indisponibilità delle maggiori forze di opposizioni a condividere un governo di responsabilità. Quindi non per scelta, ma per senso di responsabilità ci muoveremo nel quadro del governo e della maggioranza uscente". 

La Biografia

Sessantadue anni, romano, giornalista. Il nuovo presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, di nobile casata, è un politico di lungo corso. Ha mosso i primi passi nella sinistra extraparlamentare e nel movimento ecologista, per poi passare a incarichi di prima linea a livello locale e nazionale, culminati con il dicastero degli Esteri sotto il governo Renzi. Entra in Parlamento nel 2001 con la Margherita, di cui è tra i fondatori, e nel 2006 diventa ministro delle Comunicazioni nel secondo governo Prodi. Le sue doti di mediatore, che in molti gli riconoscono, gli hanno permesso di ricevere il nuovo incarico di guida del governo da parte del capo dello Stato Sergio Mattarella, dopo il terremoto referendario costato la poltrona a Matteo Renzi.
Gli studi e la passione politicaE' stato vicino al Movimento studentesco di Mario Capanna, durante gli studi giovanili al Liceo Tasso di Roma, quindi dopo la confluenza del movimento in Democrazia Proletaria, ha preso parte al Movimento Lavoratori per il Socialismo (MLS) sino alla sua unificazione con il Partito di Unità Proletaria per il comunismo. Laureatosi in Scienze politiche, ha militato nel Partito di Unità Proletaria per il comunismo ed ha prestato l'attività di giornalista, diventando direttore del mensile La Nuova ecologia, testata legata a Legambiente, movimento ambientalista a cui è stato iscritto.
Gli inizi nell'agone politicoPaolo Gentiloni Silveri nei primi anni '70 milita nella sinistra extraparlamentare e si avvicina poi al movimento ecologista di Legambiente, dove si lega a Francesco Rutelli, di cui diventa portavoce quando Rutelli viene eletto sindaco di Roma nel '93. In quegli anni gestisce la difficile sfida del Giubileo, come anello di collegamento tra Vaticano e Comune.
L'ingresso in Parlamento con la MargheritaAll'inizio degli anni 2000 è coordinatore della campagna dell'Ulivo per le elezioni politiche del 2001, anno in cui entra per la prima volta in Parlamento con la Margherita, di cui è tra i fondatori. Nel 2006, Gentiloni che è giornalista, diventa ministro delle Comunicazioni nel secondo governo Prodi, lavorando alla difficile partita di una riforma che riequilibri il sistema mediatico. Tra i suoi incarichi, anche la presidenza della Commissione di Vigilanza Rai (2005-2006).

La svolta PdQuando il Partito Democratico muove i primi passi, Gentiloni è tra i suoi soci fondatori. Nell'ultima legislatura, entra in commissione Affari Esteri. Questa esperienza lo favorisce per la nomina a ministro degli Esteri, il 31 ottobre 2014, al posto di Federica Mogherini, chiamata a guidare la diplomazia Ue. Per la Farnesina il presidente del Consiglio Renzi sceglie una persona di fiducia come lui: Gentiloni è tra i primi esponenti senior del Pd a partecipare alla Leopolda, la convention da cui parte la scalata dell'allora sindaco di Firenze.

MATTARELLA convoca GENTILONI


ROMA, 11 dicembre - Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato per le ore 12.30 di oggi, al Palazzo del Quirinale, l'onorevole Paolo Gentiloni
 "Il nostro Paese - aveva evidenziato ieri il presidente Mattarella al termine delle consultazioni  - ha bisogno in tempi brevi di un governo nella pienezza delle sue funzioni. Vi sono di fronte a noi adempimenti, impegni, scadenze che vanno affrontati e rispettati. Si tratta di adempimenti e scadenze interne, europee e internazionali".

sabato 10 dicembre 2016

PREMIER, oggi da MATTARELLA il gran finale delle consultazioni


ROMA, 10 dicembre - Oggi, a partire dalle 11, sino alle 18, il gran finale delle consultazioni di Mattarela con Berlusconi, M5s e Pd, cioè le maggiori forze politiche presenti in Parlamento, mentre cresce per il governo l'ipotesi di Paolo Gentiloni, attuale ministro degli Esteri.. La prima delegazione a salire al Colle è quella di Si-Sel. Quindi alle 11,30, sarà la volta dei rappresentanti di Ala, il gruppo di Denis Verdini. Alle 12 i leader di Ncd, guidati da Angelino Alfano. Quindi, dopo la pausa, alle 16, la delegazione azzurra accompagnata da Silvio Berlusconi, alle 17 quella del Movimento cinque stelle. Infine, alle 18, i presidenti dei gruppi parlamentari del Pd, accompagnati dal vicesegretario Lorenzo Guerini e il presidente Matteo Orfini.
Mattarella farà conoscere la sua decisione domenica sera.

giovedì 8 dicembre 2016

CRISI, Mattarella non esclude il rincarico a RENZI


ROMA, 8 dicembre - l presidente della Repubblica Sergio Mattarella inizierà questo pomeriggio le consultazioni con le alte cariche dello Stato e i gruppi parlamentari dopo la formalizzazione delle dimissioni di Matteo Renzi, con l'obiettivo di trovare una soluzione entro sabato. 

Sabato si chiudono le consultazioni con Fi, M5s e Pd - Alle 18 Mattarella incontrerà i presidenti di Senato e Camera Pietro Grasso e Laura Boldrini e il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano. Sabato a chiudere il giro di consultazioni saranno i gruppi di Sel, Lega, Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Pd.

Mattarella possibilista su reincarico a Renzi - Mattarella al momento sembra non aver intenzione di chiudere la porta a nessuna ipotesi, compreso un reincarico a Renzi. Cosa che trova il sostegno dei fedelissimi del premier dimissionario, mentre una maggioranza trasversale del Pd guarda al Capo dello Stato per un governo di larghe intese, anche senza Matteo Renzi, che arrivi fino al 2018. Ipotesi quest'ultima che troverebbe il favore anche di Silvio Berlusconi.

Oltre al reincarico o a una supplenza istituzionale di Pietro Grasso, per il presidente della Repubblica resta sul piatto anche la possibilità di inviare alle Camere lo stesso Renzi per una verifica della fiducia in Parlamento. Mattarella resta quindi fedele alla sua convinzione iniziale: questo governo ha la maggioranza in Parlamento e può continuare a esercitare il suo mandato.

Il fronte del voto - Da parte sua Renzi indica due vie: elezioni subito dopo la sentenza della Consulta sull'Italicum, attesa il 24 gennaio, o un governo di responsabilità nazionale con una maggioranza larga, fino alla fine della legislatura.

"Elezioni subito o il 17-18 dicembre scendiamo in piazza", è invece il netto proclama di Matteo Salvini. E anche i Cinque Stelle, paventando un accordo degli altri per fare una legge elettorale "contro" di loro, confermano la richiesta di voto anticipato con l'Italicum, dopo aver modificato la legge elettorale per il Senato.

lunedì 5 dicembre 2016

RENZI un'ora da MATTARELLA, la BORSA giù

L'ironia su Twitter
ROMA, 5 dicembre - Il presidente del Consiglio Matteo Renzi si è recato stamane al Quirinale - si è appreso da fonti della maggioranza - per un colloquio di oltre un'ora con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
La Borsa di Milano torna in terreno negativo. A Piazza Affari l'indice Ftse Mib infatti registra un -0,13%, dopo aver navigato buona parte della mattinata sotto il segno più. Ad appesantire il listino in una giornata caratterizzata da grande volatilità sono ancora le banche, in sofferenza dopo il risultato del referendum costituzionale e le dimissioni di Matteo Renzi. In particolare Mps vira di nuovo in negativo, -2,1%, mentre Popolare di Milano e Banco flettono e segnano rispettivamente -5,6% e -5,4%, tra un susseguirsi di sospensioni in asta di volatilità. Unicredit è sempre pesante, a -3,65%. Ubi in controtendenza sale dello 0,96%. Restano in positivo Saipem, +3%, Moncler, +2,8%, e Leonardo-Finemccanica, +2,9%.
"No, non consideriamo" il voto del referendum in Italia una minaccia alla stabilità finanziaria dell'Ue. Così il portavoce della Commissione Ue Margaritis Schinas. "Abbiamo visto volatilità sui mercati negli anni passati, ma oggi non è qualcosa che possa obbligare a un'evoluzione in questo senso, anche perché le autorità sono preparate ad affrontare una tale situazione".
Angela Merkel "ha appreso con dispiacere" delle dimissioni di Matteo Renzi dopo la vittoria del No al referendum costituzionale. Lo riferisce il portavoce della cancelliera tedesca. La cancelliera - riferisce il portavoce -  ha sempre sostenuto le riforme promosse dal governo Renzi ma ritiene importante "rispettare la decisione democratica presa dai cittadini italiani" che hanno votato 'no' al referendum costituzionale. Merkel "ha lavorato bene e con fiducia con Renzi" e che la Germania e pronta a collaborare con il prossimo governo italiano. 
Per il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble "E' urgente che in Italia si formi un nuovo governo, spero che continuerà le riforme", perché "l'Italia deve continuare sulla strada cominciata da Renzi tre anni fa. Anche se i cittadini italiani non accettano questa modifica costituzionale - ha aggiunto - non c'è ragione per parlare di eurocrisi, dal punto di vista economico e politico l'Italia deve continuare sulla strada cominciata da Renzi tre anni fa".
Il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier ha auspicato una rapida soluzione della crisi in Italia dicendo di guardare "con preoccupazione" l'esito del referendum. Intervenendo ad Atene dove è in visita ufficiale, Steinmeier ha detto che il risultato "non è certamente un contributo positivo in uno dei momenti più difficili per l'Europa", come riportano diversi media tedeschi. Il ministro ha aggiunto di credere che Renzi "abbia fatto quanto giusto e necessario, ma per questo non è stato premiato dagli elettori".
Anche il commissario agli affari economici Pierre Moscovici, entrando all'Eurogruppo, è intervenuto sul risultato referendario. "Siamo stati tutti toccati dall'esito del referendum, Renzi ha scelto di dimettersi, voglio dire che è stato un buon premier che ha fatto importanti riforme sociali ed economiche. Abbiamo fiducia nelle autorità italiane, è un Paese solido su cui possiamo contare": lo ha detto il commissario agli affari economici Pierre Moscovici entrando all'Eurogruppo.

sabato 27 agosto 2016

SISMA, salite a 281 le vittime. Oggi i funerali ad Ascoli, presenti Mattarella e Renzi


AMATRICE, 27 agosto - E' salito a 281 il bilancio, ancora provvisorio, delle vittime del sisma che ha colpito il centro Italia. Ne dà notizia il dipartimento della Protezione Civile. Fino a questo momento si contano 221 morti ad Amatrice, 11 ad Accumoli e 49 ad Arquata del Tronto.
Oggi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il premier Matteo Renzi parteciperanno ai funerali delle vittime marchigiane del terremoto nel Duomo di Ascoli Piceno. Mentre una celebrazione religiosa, senza salme, si svolgerà mercoledì 31 agosto alle 18 ad Amatrice.
Le scosse di terremoto sono state 928, 57 solo dalla mezzanotte di oggi, tra cui quella di magnitudo 4.8 delle 6:28 di ieri. Per tutta la notte l'Istituto nazionale di Geofisica (Ingv) ha registrato repliche nella zona del Reatino. Alle 2:04 c'è stata una scossa di magnitudo 3.8, alle 6:08 e alle 6:21 di magnitudo 3. Le altre sono state da 2.1 a 2.7. Scosse di intensità simile proseguono ancora.

giovedì 2 giugno 2016

MATTARELLA: oggi è la festa della libertà di scelta


ROMA, 2 giugno - Oggi "è la festa della libertà di scelta, è la festa che riunisce tutti gli italiani: il 2 giugno del 1946 l'introduzione dell'autentico suffragio universale fece compiere il salto di qualità all'Italia", afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera.
E in questo primo anno e mezzo da capo dello Stato "i miei incontri al Quirinale o in giro per il Paese hanno confermato una mia sensazione consolidata: l'Italia nel suo complesso - dice Mattarella - è molto migliore di come noi stessi a volte la dipingiamo".
E di fronte alle incognite dei nostri tempi il presidente della Repubblica afferma: "Cornice repubblicana ed europea insieme sono l'ambito più efficace d'iniziativa dell'Italia contemporanea. A sfide globali occorrono risposte globali.
Terrorismo, crisi finanziarie, migrazioni: nessun Paese è in grado di affrontarle da solo. L'Europa non deve ritrarsi dalle sue responsabilità".

lunedì 23 maggio 2016

MATTARELLA: la strage di Capaci avviò la riscossa morale


ROMA, 23 maggio - "Desidero esprimere la mia vicinanza e la mia gratitudine a chi non si è mai scoraggiato nella battaglia contro le mafie, contro l'illegalità e contro la corruzione". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 24esimo anniversario della strage di Capaci. "La mafia non è affatto invincibile", ha poi aggiunto citando le parole di Giovanni Falcone, morto nell'attentato del 23 maggio 1992
"La strage avviò una riscossa morale" - In un messaggio inviato a Maria Falcone, sorella del magistrato e presidente della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, Mattarella ha scritto: "Il 23 maggio è una data incancellabile per gli italiani. La memoria della strage di Capaci è iscritta con tratti forti nella storia della Repubblica e fa parte del nostro stesso senso civico. Un assassinio, a un tempo, che ha segnato la morte di valorosi servitori dello Stato, e l'avvio di una riscossa morale, l'apertura di un nuovo orizzonte di impegno grazie a ciò che si è mosso nel Paese a partire da Palermo e dalla Sicilia, grazie alla risposta di uomini delle istituzioni, grazie al protagonismo di associazioni, di giovani, di appassionati educatori e testimoni".
"Il maxiprocesso dimostrò che lo Stato sa reagire" - "Quest'anno ricorre il trentesimo anniversario del maxiprocesso ai vertici di Cosa Nostra - si legge ancora nel messaggio -, frutto di un lavoro di qualità, intelligenza, impegno straordinari, di cui Giovanni Falcone e Paolo Borsellino furono artefici essenziali. L'evidenza giudiziaria della mafia, e le numerose condanne sancite nelle sentenze, travolsero antiche omertà e ipocriti opportunismi, offrendo allo Stato e alla comprensione degli italiani quanto esplicito e intollerabile fosse l'attacco alla democrazia e alla convivenza. Il maxiprocesso fu una pietra angolare, premessa anche di quella mobilitazione delle coscienze che si manifestò dopo gli assassini di Falcone, di Borsellino, di Francesca Morvillo, degli uomini e delle donne delle scorte, Rocco Dicillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Agostino Catalano".

mercoledì 20 aprile 2016

MATTARELLA ai capigruppo M5S: Verdini è aggiuntivo, non sostitutivo


ROMA, 20 aprile - Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Quirinale i Presidenti dei Gruppi parlamentari del MoVimento 5 Stelle del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, Nunzia Catalfo e Michele Dell'Orco.
"Per Mattarella - hanno detto al termine dell'incontro - Ala e Verdini sono maggioranza aggiuntiva ma non sostitutiva. Il capo dello Stato ci ha detto che se dovesse divenire sostitutiva interverrebbe in qualche modo". 
Parole che il Colle poi precisa: "Voi mi dite che alla maggioranza di governo si è aggiunto un gruppo che non ne faceva parte. Il mio parametro di comportamento è la Costituzione. Se ravvisassi motivi per intervenire secondo la Costituzione, lo farei. Non li ho ravvisati". Queste le parole pronunciate da Sergio Mattarella durante l'incontro con i capigruppo M5s al Quirinale, secondo quanto precisa una nota del Quirinale, a proposito dei voti di Ala alla maggioranza.
"C'è una nuova maggioranza - hanno detto i pentastellati - aggiuntiva, questo lo ha riconosciuto anche il Presidente. Ha l'appoggio ufficiale di Verdini e del gruppo Ala, la maggioranza si è allargata e questo è un dato di fatto riconosciuto anche da Mattarella. Il Presidente interverrà se questa maggioranza diverrà, nei fatti, diversa e sostitutiva", aggiungono i pentastellati. "Abbiamo posto il problema della decretazione d'urgenza. Lui ha condiviso le nostre preoccupazioni sul fatto che il Parlamento non ha più potere legislativo: è un suo cruccio", sottolineano i due capigruppo M5S. "Ringraziamo inoltre il presidente - concludono Cataldo e Dall'Orco - perché ha riconosciuto un merito al M5S. È uno dei gruppi che lavorano di più in commissione e in Aula".

venerdì 15 aprile 2016

MATTARELLA, non dimenticare la passione e la vita spezzata di REGENI

ROMA, 15 aprile - "Un apprezzamento particolare intendo esprimere per la scelta di dedicare a Giulio Regeni l'edizione di quest'anno del vostro Meeting. Non vogliamo e non possiamo dimenticare la sua passione e la sua vita orribilmente spezzata. Fare memoria è un atto di pace che, sono convinto, aiuterà queste giornate di Assisi a produrre nuovi frutti". E' quanto scrive il capo dello Stato Sergio Mattarella in un messaggio in occasione del Meeting nazionale delle scuole per la pace, la fraternità e il dialogo che si svolge ad Assisi.
La presidenza della Commissione Diritti umani del Parlamento europeo - su proposta degli europarlamentari del Pd, Patrizia Toia e Antonio Panzeri - ha deciso di invitare i familiari di Giulio Regeni all'Eurocamera. Lo si apprende da fonti parlamentari.

venerdì 1 gennaio 2016

MATTARELLA in tv, il lavoro mamca ancora a troppi giovani


ROMA, 1 gennaio - L'occupazione è tornata a crescere. Ma questo dato positivo, che pure dà fiducia, l'uscita dalla recessione economica e la ripresa non pongono ancora termine alle difficoltà quotidiane di tante persone e di tante famiglie. Il lavoro manca ancora a troppi dei nostri giovani". Lo dice il presidente Sergio Mattarella nel discorso tv di fine anno agli italiani.
"Sono giovani che si sono preparati, hanno studiato, posseggono talenti e capacità e vorrebbero contribuire alla crescita del nostro Paese. Ma non possono programmare il proprio futuro con la serenità necessaria", sottolinea il presidente. "Accanto a loro penso a tante persone, quarantenni e cinquantenni, che il lavoro lo hanno perduto, che faticano a trovarne un altro e che vivono con la preoccupazione dell'avvenire della propria famiglia. Penso all'insufficiente occupazione femminile", conclude Mattarella.

Diseguaglianza sociali pesano su giovani - "Le diseguaglianze rendono più fragile l'economia e le discriminazioni aumentano le sofferenze di chi è in difficoltà. Come altrove, anche nel nostro Paese i giovani che provengono da alcuni ambienti sociali o da alcune regioni hanno più opportunità: dobbiamo diventare un Paese meno ingessato e con maggiore mobilità sociale" ha continuato il presidente.
Mezzogiorno è questione nazionale  - "Il lavoro manca soprattutto nel Mezzogiorno. Si tratta di una questione nazionale. Senza una crescita del Meridione, l'intero Paese resterà indietro ha sottolineato Mattarella.
Evasione inaccettabile, vale 7% Pil - Duro monito del Presidente della Repubblica contro l'evasione fiscale che, ricorda Sergio Mattarella "vale 7,5 punti di PIL. "Soltanto dimezzando l'evasione si potrebbero creare oltre 300.000 posti di lavoro" aggiunge nel messaggio di fine anno a reti unificate.
Non parlo di politica ma di vita ogni giorno - "Questa sera non ripeterò le considerazioni che ho fatto, giorni fa, incontrando gli ambasciatori degli altri Paesi in Italia sulla politica internazionale, e neppure quelle svolte con i rappresentanti delle nostre istituzioni. Stasera vorrei dedicare questi minuti con voi alle principali difficoltà e alle principali speranze della vita di ogni giorno. Il lavoro anzitutto". Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso di fine anno agli italiani. Un saluto molto cordiale a quanti mi ascoltano e gli auguri migliori, altrettanto cordiali, a tutte le italiane e a tutti gli italiani, in patria e all'estero; e a coloro che si trovano in Italia e che amano il nostro Paese. A tutti un buon 2016", esordisce Mattarella. "L'anno che sta per concludersi ha recato molte novità intorno a noi: alcune positive, altre di segno negativo", conclude Mattarella.

Renzi: bel discorso, diretto a cuore italiani  - "Discorso bello e diretto al cuore degli italiani. Grazie Presidente #buonanno". Lo scrive in un tweet il premier Matteo Renzi commentando il messaggio di fine anno del presidente Sergio Mattarella.

mercoledì 23 dicembre 2015

MATTARELLA grazia due 007 Usa del sequestro di Abu Omar

Abu Omar
ROMA,23 dicembre - Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato oggi - ai sensi di quanto previsto dall'art. 87 comma 11 della Costituzione - tre decreti di concessione di grazia a Massimo Romani, Betnie Medero e Robert Seldon Lady.
Robert Seldon Lady e Betnie Madero sono due 007 americani condannati per il sequestro di Abu OmarMassimo Romani ha invece subito una pesante condanna in Thailandia per possesso di droga .
BETNIE MADERO - All'epoca seconda segretaria all'ambasciata degli Stati Uniti a Roma, l'agente della Cia Betnie Madero è stata condannata a sei anni di reclusione dalla Corte d'Appello di Milano per sequestro dell'imam Abu Omar avvenuto il 17 febbraio nel capoluogo lombardo. L'operazione - illecita per il diritto italiano, ma lecita per quello americano - era un caso di 'extraordinary rendition' nei confronti un sospetto terrorista disposto dall'amministrazione Usa e per il quale sono stati condannati 23 agenti dell'agenzia di intelligence americana. La donna, secondo i giudici, ha preso parte alla fase preparatoria ed esecutiva del rapimento, fino al trasferimento di Abu Omar nella base aerea di Aviano. La Corte ha negato l'immunità diplomatica per la donna, che era stata invece riconosciuta in primo grado, perché, ha evidenziato la Cassazione che ha confermato il verdetto di secondo grado, Madero agì "non già nell'esercizio delle funzioni di membro della missione diplomatica, bensì nelle vesti di responsabile ad alto livello dell'organizzazione in Italia della Cia".
ROBERT SELDON LADY - Robert Seldon Lady era il capo centro della Cia a Milano. A 'Bob', come era chiamato da tutti, fu inflitta la condanna più alta, 9 anni di reclusione. Considerato la 'mente' del sequestro, tenne anche i contatti con gli uomini del Sismi. Risulta presente in Egitto quando venne trasportato l'imam prelevato da Milano. Nel luglio del 2013, l'uomo è stato arrestato a Panama sulla base di un mandato di cattura internazionale firmato dal ministro della Giustizia italiano. Ma, invece di essere estradato nel nostro Paese, fu rispedito negli Usa. Nel settembre del 2013 Seldon Lady ha scritto una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, chiedendo la grazia, già concessa dallo stesso capo dello Stato ad un altro dei partecipanti alla 'rendition', il colonnello Joseph Romano. "Il rimedio che le chiedo - si legge nella lettera - e' lo stesso che l'Italia sta sollecitando nel deplorevole caso dei fucilieri di Marina. Io non indossavo la divisa, ma ero lo stesso un soldato della guerra al terrorismo, avevo l'immunità".
MASSIMO ROMANI - L'uomo era stato condannato a 40 anni di reclusione in Thailandia per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti, severamente punito in quel Paese. Romani è entrato in carcere il 17 aprile 2008 in Thailandia e nell'agosto del 2014 è stato trasferito in un istituto italiano. La pena è stata ridotta a trenta anni in Italia. Oggi la grazia per il buon comportamento tenuto durante la detenzione e perché i sette anni e dieci mesi già scontati sono stati considerati una condanna superiore a quella normalmente inflitta in Italia per casi analoghi.

lunedì 27 luglio 2015

MATTARELLA, "massima determinazione" per i due marò e per i rapiti

ROMA, 27 luglio - Italia in prima linea nella lotta al terrorismo e contro l'"oscurantismo" dell'Isis e massimamente impegnata per riportare a casa i quattro tecnici italiani rapiti in Libia e anche per padre Paolo Dall'Oglio, sequestrato in Siria nel 2013. Il nostro Paese si batterà anche "con determinazione" per la soluzione della vicenda dei marò. Lo ribadisce il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella nel suo discorso alla conferenza XI conferenza degli Ambasciatori che oggi è domani vedrà impegnati 134 capi missione sul tema "Diplomazia per l'Italia".
Quello del terrorismo fondamentalista - ha detto il capo dello Stato - è "un fenomeno grave che va affrontato in modo giusto. Con fermezza e determinazione, respingendo le pulsioni islamofobiche". "L'Italia - ha evidenziato - è al fianco dei Paesi che, sull'altra sponda del Mediterraneo, sono in prima linea nella lotta contro l'oscurantismo e l'inciviltà".  "L'impegno italiano resta massimo" per ottenere la liberazione dei quattro tecnici italiani rapiti in Libia e anche per padre Paolo Dall'Oglio, sequestrato in Siria nel 2013.
"L'Italia - ha detto il capo dello Stato - è un Paese pronto a proteggere i propri cittadini e che intende continuare a battersi con determinazione" per la liberazione dei due marò. Sulla stessa linea il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. "Confermo l'impegno del governo per difendere le ragioni dei Marò Massimiliano Latore e Salvatore Girone nelle sedi internazionali che abbiamo deciso di attivare". 
Presenti, tra gli altri, il presidente del Senato Pietro Grasso, la presidente della Camera Laura Boldrini, il ministro della pubblica Istruzione Stefania Giannini, l'alto rappresentante per la politica estera europea Federica Mogherini, il generale Claudio Graziani, capo di stato maggiore della Difesa, il direttore del Dis Giampiero Massolo, il sindaco di Roma Ignazio Marino. Chiuderà domani pomeriggio il premier Matteo Renzi. 

sabato 20 giugno 2015

MATTARELLA a Palermo, l'Italia conosce il dovere di solidarietà


Mattarella arriva a Vila Zito a Palermo
PALERMO, 20 giugno - "L'Italia sente alto e forte, da sempre, il dovere di solidarietà nei confronti di chi giunge nel nostro Paese, coltivando l'ispirazione e la speranza verso una vita più sicura e un avvenire per sè e per i propri figli". E' quanto affermato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, a Palermo dove è giunto per inaugurare la nuova esposizione delle opere delle collezioni della casa-museo della Fondazione Sicilia. L'allestimento comprende dipinti recuperati soprattutto nelle filiali italiane ed estere del Banco di Sicilia ora Unicredit.
"Il nostro Paese continuerà a fare quanto necessario per assicurare ai rifugiati e a coloro che chiedono asilo un trattamento rispettoso dei diritti fondamentali e della dignità umana, con l'auspicabilmente crescente contributo dell'Unione Europea e della comunità internazionale", ha aggiunto Mattarella. "Desidero rivolgere il mio caloroso saluto ai rappresentanti dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati in Italia ed a tutti coloro, istituzioni, enti locali, aziende, volontari, cittadini, che ne sostengono le attività - ha proseguito il presidente -. La sensibilizzazione dell'opinione pubblica e delle classi dirigenti in relazione al dramma di chi vive quotidianamente gli orrori della guerra, la tragedia delle persecuzioni, la miseria e le migrazioni forzate, contribuisce a combattere l'indifferenza per le indicibili sofferenze di quanti, in cerca di un futuro migliore, sono costretti ad abbandonare il proprio paese".

venerdì 5 giugno 2015

MATTARELLA all'Expo: è splendido tutto


MILANO, 5 giugno - Un monito sulla corruzione e un invito ad affrontare "con saggezza" il tema dell'immigrazione. E' questo il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che a Palazzo Italia, a Expo, ha firmato la Carta di Milano. Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura, è stato accolto all'ingresso del padiglione dal commissario unico di governo per Expo Milano 2015, Giuseppe Sala poi l'intervento. "E' splendido", ha detto vedendo Palazzo Italia, Cascina Triulza e il Padiglione Zero.
Severità contro illegalità e corruzione - "Il contrasto all'illegalità e alla corruzione deve essere severo" e bisogna recuperare "il bene comune che si fonda su legalità e trasparenza"ha detto il presidente .
Immigrazione fenomeno che va affrontato con saggezza - Il fenomeno delle migrazioni deve essere affrontato "con saggezza e umanità", accogliendo chi fugge e stroncando "traffici indegni": ma soprattutto "puntando sulla cooperazione, la riduzione delle disuguaglianze". "Le guerre - ha detto il capo dello Stato - il terrore, l'estremismo ideologico e religioso, le carestie e i disastri naturali spingono centinaia di migliaia di uomini a migrazioni di inedite dimensioni. Dobbiamo affrontarle con saggezza e umanità. Accogliendo chi ne fugge. Salvando chi grida aiuto".
Recuperare il senso del bene comune - Bisogna "recuperare a pieno il senso del bene comune", facendo "prevalere sentimenti di coesione". E il successo dell'Expo ne è un esempio perché è stato possibile grazie a una "iniziativa bipartisan di dieci anni del sindaco Letizia Moratti e dell'ex premier Romano Prodi".
Expo è splendido, mi è piaciuto tutto - "Splendido": così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha commentato l'esposizione universale di Milano che oggi ha visitato per la prima volta vedendo Palazzo Italia, Cascina Triulza e il Padiglione Zero. "Mi è piaciuto moltissimo, tutto - ha detto ai giornalisti -. Il messaggio è in sostanza quello di sistemi tecnologici che sono straordinari". "Non possiamo - ha detto il capo dello Stato - non vogliamo arrenderci all'inerzia di sovrastrutture impersonali che determinano uno sfruttamento delle risorse naturali superiore alla loro capacità di rigenerazione, che allargano gli squilibri e le disuguaglianze, che creano fratture nelle società, tra i territori, tra i popoli". "Dobbiamo rispondere alla domanda se l'umanità sia ancora capace di essere artefice positiva del proprio destino. Perché a questo punto della storia - ha aggiunto - dare cibo e acqua a tutti, e assicurare un futuro all'ambiente, non è più scontato".