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martedì 3 maggio 2016

L'INDIA si consola, sui due MARO' la giurisdizione è nostra

Il ministro indiano Arun Jaitley
NEW DELHI, 3 maggio - "La giurisdizione sulla vicenda dei marò è un nostro diritto": lo ha dichiarato alla Camera il ministro dell'Informazione indiano Arun Jaitley. Commentando l'ordinanza de L'Aja, che permette a Salvatore Girone di tornare in Italia durante l'arbitrato, Jaitley ha sottolineato come il "tribunale ha ribadito che i due Fucilieri di Marina restano sotto la tutela della Corte Suprema indiana". "Ci batteremo per difendere il nostro diritto - ha poi avvertito il ministro - e anche per tutelare le famiglie delle vittime".

mercoledì 30 marzo 2016

L'AJA, scontro India-Italia sul destino del marò GIRONE


L'AJA, 30 marzo - Per l'ambasciatore Francesco Azzarello, agente del governo italiano nell'udienza al Tribunale arbitrale che si è aperta all'Aja, il marò Salvatore Girone "deve essere autorizzato a tornare a casa fino alla decisione finale" dell'arbitrato. Il procedimento arbitrale sul caso infatti "potrebbe durare almeno tre o quattro anni" e Girone rischia di rimanere "detenuto a Delhi, senza alcun capo d'accusa per un totale di sette-otto anni".
"Detenzione di Girone lede anche i diritti dell'Italia" - Girone, ha aggiunto l'ambasciatore, "è costretto a vivere a migliaia di chilometri dalla sua famiglia, con due figli ancora piccoli, privato della sua libertà e dei suoi diritti". "Il danno ai suoi diritti - ha sottolineato - riguarda l'Italia, che subisce un pregiudizio grave e irreversibile dal protrarsi della sua detenzione, e dell'esercizio della giurisdizione su un organo dello Stato italiano".

"I militari godono dell'immunità di Stato" - Azzarello ha quindi ricordato davanti ai giudici del Tribunale arbitrale ricordando che i marò coinvolti nell'incidente dell'Enrica Lexie mentre erano in servizio antipirateria per conto dello Stato "godono dell'immunità". L'India tuttavia, ha detto, "non ha rispettato nemmeno il principio basilare del giusto processo" e cioè quello di "formulare un capo d'accusa".

"Un essere umano non può venir usato come garanzia"
 - "L'unica ragione per cui il sergente Girone non è autorizzato a lasciare l'India - ha sottolineato - è perché rappresenta una garanzia che l'Italia lo farà tornare a Delhi per un eventuale futuro processo. Ma un essere umano non può essere usato come garanzia per la condotta di uno Stato".

"L'Italia rispetterà qualsiasi decisione dei giudici" 
- "L'Italia ha già preso, e intende ribadirlo nel modo più solenne, l'impegno di rispettare qualsiasi decisione di questo Tribunale", ha aggiunto Azzarello, compresa quella di "riportare Girone in India" nel caso in cui l'arbitrato dovesse riconoscere alla fine del procedimento la giurisdizione indiana.

Sentenza dell'Aja attesa tra 4 settimane - Il Tribunale arbitrale dell'Aja deve stabilire chi abbia la giurisdizione sul caso. L'Italia ha avanzato la richiesta di far rientrare in patria Girone, tuttora trattenuto in India, per tutta la durata del procedimento arbitrale sulla giurisdizione della vicenda che vede lo stesso Girone e l'altro marò Massimiliano Latorre accusati di aver ucciso due pescatori indiani al largo del Kerala, il 15 febbraio 2012. La sentenza è attesa tra circa 4 settimane.

L'India: "Rientro in patria di Girone inammissibile" - La richiesta italiana di far rientrare Girone in patria è "inammissibile". E' quanto si legge nelle Osservazioni scritte dell'India, depositate al Tribunale arbitrale il 26 febbraio e rese pubbliche in occasione della prima udienza. "C'è il rischio che Girone non ritorni in India nel caso venisse riconosciuta a Delhi la giurisdizione sul caso", prosegue il documento. "Sarebbero necessarie assicurazioni in tal senso" dall'Italia, che finora sono state "insufficienti".

"Il fuciliere non è in prigione, situazione ragionevole" - "Girone non è in prigione. Vive nella residenza dell'ambasciatore italiano a New Delhi", dove vive "bene" e "la sua famiglia può rendergli visita": sono quindi "condizioni ragionevoli" per una persona accusata di un reato grave. "Ciò che è veramente irreversibile - prosegue il testo indiano - è la morte dei due pescatori" indiani.

martedì 29 marzo 2016

DUE MARO', spiragli per il rientro di GIRONE


L'AJA, 29 marzo - "L'Italia è convinta che vi siano i presupposti, sia giuridici che umanitari, affinché il Tribunale arbitrale possa considerare positivamente la possibilità di far rientrare il Fuciliere di Marina, Salvatore Girone, cui va il nostro pensiero affettuoso, in attesa della decisione dello stesso Tribunale sulla giurisdizione del caso". Lo ha detto all'ANSA l'ambasciatore Francesco Azzarello, agente del governo italiano davanti al Tribunale arbitrale internazionale dell'Aja, alla vigilia dell'udienza sulla richiesta di far rientrare Girone in Italia.   
La questione dei marò italiani "naturalmente è sul tavolo" del vertice Ue-India che si terrà domani a Bruxelles. Sarà citata nelle conclusioni, assieme ai casi di 6 guardie britanniche e 14 estoni condannate a pene detentive. La vicenda dei marò è stata "la più complessa nella preparazione" del vertice, con la Ue che "condivide le preoccupazioni dell'Italia". Lo indicano alti funzionari del Consiglio Ue specificando che il tema sarà l'argomento del bilaterale del premier Narendra Modi con il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ed il presidente della Commissione, Jean Claude Juncker. Secondo le fonti, il governo Modi è "consapevole che che questo argomento grava sugli sviluppi delle relazioni con la Ue ed è paerto a fare il massimo possibile" per trovare una soluzione, rispettando l'arbitrato che si terrà domani e giovedì all'Aja sotto la Convenzione delle Nazioni Unite per il diritto del mare.

lunedì 26 ottobre 2015

ESTERI/ Rotta, proiettili, peschereccio smontato: gloi "imbrogli" indiani sui due marò


AMBURGO, 26 ottobre - Rotta modificata, proiettili diversi da quelli in dotazione ai marò e peschereccio smontato. Emergono nuovi dettagli sul caso Latorre-Girone dalle carte depositate ad Amburgo, alla cancelleria del Tribunale internazionale del diritto del mare. I dati furono manipolati ai danni dei nostri fucilieri di Marina? Il caso si complica ulteriormente.
A far sorgere nuovi dubbi sulla vicenda, che si trascina da oltre tre anni, è il "Giorno". Rotta, pallottole, autopsia i nodi delle incongruenze legate a quanto accadde il 15 febbraio 2012, quando quei due pescatori furono uccisi al largo del Kerala. 

La rotta - Esaminando quanto risulta in maniera automatica allo Ship Security Alarm System, il sistema di allarme subito attivato a bordo della nave, le due imbarcazioni, la petroliera e il peschereccio, passarono a 920 metri di distanza e non a 50 come si sostiene nella "Scena del crimine". E i proiettili partiti dalla Lexie sarebbero arrivati sul peschereccio da sinistra e non da destra, la fiancata su cui sono stati trovati i fori delle pallottole. A uccidere il pescatore Valentine Jelestine fu una pallottola molto più grande di quelle in dotazione ai marò, come diversa fu l'ogiva che colpì Ajish Pink, che non poteva partire dai fucili utilizzati da Latorre e Girone.

I proiettili - Ed eccoci dunque alle pallottole: quelle dei due marò erano lunghe 23 millimetri e si sarebbero accorciate in seguito all'impatto con il tessuto osseo dei due pescatori. Ma le verifiche effettuate non danno certezze in materia, come se lo scopo delle indagini fosse stato quello di confermare la tesi della colpevolezza dei due fucilieri. D'altra parte, anche gli orari non coincidono. Ufficialmente l'assalto sventato alla Lexie risale alle 16,30 del 15 febbraio, orario che noi coincide in realtà con quello di cui parla il comandante del peschereccio, il Saint Antony, che dichiarò a suo tempo che la sparatoria risale alle 21,30. 

Autopsia - Il professor Sasikala parla di proiettili molto diversi da quelli in dotazione ai marò. Ma il perito balistico Nisha assicura che le pallottole partirono "da fucili calibro 5 e 56 ad alta velocità, dall'alto verso il basso e da grande distanza". L'ipotesi è che si arrivi a questa conclusione (la perizia è del 19 aprile 2012) in questo modo: i sequestri della petroliera Lexie si concludono il 25 febbraio, secondo quanto si legge sulle carte depositate dall'India. Quindi, c'è tutto il tempo per sparare usando i mitra dei marò e recuperare i proiettili. Peccato che nel Kerala non sappiano che regola della marina italiana è che ogni fuciliere ha una sua arma individuale e non di reparto. I colpi fatali non arrivano quindi dai mitra dei due marò, ma da quelli di altri ufficiali

Infine, la questione dell'imbarcazione dei pescatori: il 23 giugno 2012 il Saint Antony viene fatto colare a picco e salvato in extremis. Dissequestrato dalla magistratura, doveva essere conservato. Ma l'imbarcazione viene smontata e l'acqua invade il vano macchine. Recuperato troppo tardi, senza più tracce di polvere da sparo.

mercoledì 26 agosto 2015

ESTERI/ DUE MARO', la Corte Suprema indiana sospende tutti i procedimenti

NEW DELHI, 26 agosto - La Corte suprema indiana ha sospeso oggi tutti i procedimenti giudiziari riguardanti i marò "fino a nuovo ordine" ed ha fissato una nuova udienza per fare il punto sulla situazione il 13 gennaio 2016. La decisione è stata presa a seguito dell'ordinanza emessa il 24 agosto dal tribunale del mare di Amburgo. 

lunedì 24 agosto 2015

ESTERI/ DUE MARO', "positiva" la giurisdizione tolta all'India


AMBURGO, 24 agosto - Il governo italiano, nelle parole dall'agente ad Amburgo Francesco Azzarello, commenta con soddisfazione lo stop del tribunale del Mare alla giurisdizione indiana sul caso dei due marò decisa dal Tribunale del Mare che l'ha in sostanza affidata alla Corte dell'Aja. Roma esprime però delusione per la mancata adozione di misure per Girone e Latorre e l'intenzione di "rinnovare le richieste relative alla condizione dei fucilieri davanti alla Corte arbitrale".
Gentiloni: "Lavoreremo per garantire la libertà ai marò" - "Il governo italiano resta impegnato sull'obiettivo nel corso della vicenda arbitrale per garantire la libertà ai due fucilieri", ribadisce il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni. "Sappiamo che l'Enrica Lexie era in acque internazionali, che i due marò svolgevano il loro compito di militari in rappresentanza dello Stato. Continueremo a lavorare per questo obiettivo alla Corte arbitrale straordinaria che si riunirà nelle prossime settimane. La decisione di oggi è una premessa positiva: quando si stabilisce che non sarà la giustizia indiana ma l'arbitrato internazionale a decidere si stabilisce un principio che è alla base di sviluppi che credo positivi". 

BREAKING/ DUE MARO', il tribunale del mare respinge le richieste dell'Italia

AMBURGO, 24 agosto - Il tribunale di Amburgo non assumerà alcuna misura temporanea sui marò in attesa della conclusione dell'iter giudiziario. Lo ha deciso oggi con una sentenza che ha diviso i giudici, 15 a sei. "L'Italia e l'India devono sospendere ogni iniziativa giudiziaria in essere e non intraprenderne di nuove che possano aggravare la disputa". 
Il verdetto con cui il Tribunale di Amburgo ha respinto la richiesta italiana di misure temporanee per i due maro - in attesa della soluzione definitiva del caso - è stato preso a maggioranza, senza l'unanimità dei giudici.
L'Italia aveva chiesto al Tribunale di consentire il rientro di Salvatore Girone dall'India e la permanenza di Massimiliano Latorre in Italia come misura temporanea. 
Visto che sarà compito dell'arbitrato internazionale all'Aja "giudicare nel merito del caso", il Tribunale del Mare "non considera appropriato prescrivere misure provvisorie riguardo la situazione dei due marine italiani poiché questo toccherebbe questioni legate appunto al merito del caso". Lo si legge nella sentenza. Entro il 24 settembre l'Italia e l'India dovranno presentare "un rapporto di ottemperanza con le misure previste" dal verdetto del Tribunale di Amburgo.

Ad ogni modo il verdetto del Tribunale di Amburgo non cambia per ora la situazione dei due marò italiani. Salvatore Girone dovrà restare in India, mentre Salvatore Latorre non può contare sulla permanenza in Italia al termine del periodo concessagli dall'India per ragioni di salute.

Italia, bene stop a giurisdizione indiana  - Bene lo stop del tribunale del mare alla giurisdizione indiana, delusione per la mancata adozione di misure per Girone e Latorre e intenzione di "rinnovare le richieste relative alla condizione dei fucilieri davanti alla Corte arbitrale": questa in sintesi la posizione dell'Italia espressa dall'agente del governo italiano ad Amburgo Francesco Azzarello sul verdetto sui maro'.

Delrio, Italia sperava sentenza diversa - "L'Italia sperava diversamente. avevamo chiesto altre cose, la sentenza non va nella direzione che avevamo richiesto". Lo dice il ministro Graziano Delrio commentando la sentenza sui Marò. "Il governo non può fare altro che prenderne atto, poi si decideranno ulteriori passi da parte del presidente del Consiglio e dei ministri competenti", dice al Meeting di Cl.

ESTERI/ AMBURGO, il tribunale del mare decide la sorte del processo ai due MARO'

AMBURGO, 24 agosto - Il Tribunale internazionale del mare (Itlos, nell'acronimo in inglese) decide a minuti la sorte del procedimento nei confronti dei due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, accusati in Indie dell'omicidio di due pescatori nello Stato indiano di Kerala. La sentenza della corte, presieduta ad Amburgo dal giudice Vladimir Golitsyn, sarà annunciata alle 11 di oggi. Il Tribunale si pronuncerà sulla giurisdizione nel caso dei marò, sulle misure cautelari che li riguardano, il rientro in patria del primo e la permanenza a casa del secondo per curarsi. 
Le prime due udienze si erano tenute il 10 e 11 agosto scorsi. Subito fu scontro, senza esclusione di colpi, tra Roma e New Delhi. Salvatore Girone è "ostaggio" dell'India e Massimiliano Latorre è "a rischio della vita", se fosse costretto a ritornarvici, affermò l'Italia. E l'India replicò: "Definire Girone ostaggio e' offensivo e inopportuno". Latorre e Girone "non sono stati ancora tecnicamente incriminati di alcun reato" dalla giustizia indiana, ma l'India "dimostra - secondo l'ambasciatore Francesco Azzarello - di disprezzare il giusto processo" considerandoli "già colpevoli con un atteggiamento che esemplifica al meglio l'impasse attuale". Girone quindi è "ostaggio" dell'India, secondo il governo italiano, che ha attivato la procedura di arbitrato internazionale il 26 giugno scorso e chiede "misure cautelari" urgenti a tutela dei marò, finchè non si sarà espressa la Corte arbitrale dell'Aja: il ritorno in patria del fuciliere che si trova ancora in India; la permanenza di Latorre in Italia per curarsi dall'ictus che lo colpi' nell'ambasciata d'Italia a New Delhi; la sospensione delle procedure della giurisdizione indiana a carico dei maro', nel contesto e fino alla conclusione del procedimento arbitrale. New Delhi ha insistito sulla propria posizione.
Le decisioni dell'Itlos sono definitive e obbligatorie per i due Stati coinvolti dalla controversia. Ma la Corte arbitrale dell'Aja, a cui si è  rivolta l'Italia, una volta operativa potrà comunque decidere sulla vicenda ed eventualmente ribaltare le decisioni dell'Itlos. Procedimento che potrebbe anche durare qualche anno.

lunedì 10 agosto 2015

Fatti della Vita/ L'ambasciatore italiano al Tribunale del mare: Girone ostaggio dell'India

AMBURGO, 10 agosto - I marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre "non sono ancora stati incriminati di alcun reato" dalla giustizia indiana. Ma l'India dimostra di "disprezzare il giusto processo" ritenendoli già colpevoli, con "un atteggiamento che esemplifica al meglio l'impasse in cui oggi ci troviamo". Lo ha dichiarato l'ambasciatore Francesco Azzarello al Tribunale di Amburgo. I due fucilieri "proclamano la loro innocenza, Girone è ostaggio dell'India", ha aggiunto.
Il governo italiano, come ha ribadito l'ambasciatore, chiede al Tribunale internazionale sul diritto del mare il ientro di Salvatore Girone e la permanenza di Loatorre in Italiaper tutta la durata dell'arbitrato internazionale. "Girone è trattato come un ostaggio, costretto a restare in India nonostante non sia stato ancora incriminato", visto che Delhi lo considera "una garanzia che Latorre tornerà alla fine della sua permanenza in Italia", stabilita dalla Corte suprema indiana per gennaio 2016.
Immediata è arrivata la replica di Delhi. "Definire Girone un ostaggio è inappropriato e offensivo, gode di una vita confortevole". E "la salute di Latorre potrebbe migliorare nei prossimi mesi" consentendogli di tornare a Delhi. Così l'India ha respinto le richieste "urgenti" dell'Italia di liberare i marò. Inoltre, "l'Italia tenta di suscitare compassione" nei riguardi dei due Fucilieri, facendoli apparire "come vittime", mentre ha un atteggiamento "discriminatorio" nei confronti "di due pescatori innocenti e della sofferenza inflitta alle loro famiglie". 
Per quanto riguarda Latorre, invece, l'Italia sostiene che "gli ultimi rapporti medici sullo stato di salute del sergente evocano rischi che potrebbero verificarsi se fosse costretto a tornare in India", compreso il "rischio per la sua sicurezza e la sua vita". "In mancanza di un capo d'accusa, le restrizioni alla libertà" dei due fucilieri e la loro "durata" sono "arbitrarie e ingiustificabili", con possibili "conseguenze irreparabili per la loro salute e il loro benessere", costituendo perciò "una violazione dei loro diritti fondamentali".
L'India viola inoltre "i suoi obblighi internazionali, impedendo all'Italia di esercitare la propria giurisdizione" sul caso che riguarda due militari in servizio per conto dello Stato su una nave battente bandiera italiana. "L'incidente" che ha coinvolto i due marò "è stato caratterizzato da una serie di violazioni del diritto internazionale da parte delle autorità indiane", tra cui la "libertà di navigazione, il dovere di adempiere agli obblighi della Convenzione del mare, la giurisdizione esclusiva dello Stato della bandiera e il dovere di cooperare alla repressione della pirateria", ha detto ancora l'ambasciatore."La frustrazione, lo stress, il deterioramento delle condizioni mediche delle persone direttamente e indirettamente coinvolte, minacciano un grave danno ai diritti dell'Italia. Per questo bisogna risolvere con urgenza la situazione", ha sottolineato Azzarello.

lunedì 27 luglio 2015

MATTARELLA, "massima determinazione" per i due marò e per i rapiti

ROMA, 27 luglio - Italia in prima linea nella lotta al terrorismo e contro l'"oscurantismo" dell'Isis e massimamente impegnata per riportare a casa i quattro tecnici italiani rapiti in Libia e anche per padre Paolo Dall'Oglio, sequestrato in Siria nel 2013. Il nostro Paese si batterà anche "con determinazione" per la soluzione della vicenda dei marò. Lo ribadisce il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella nel suo discorso alla conferenza XI conferenza degli Ambasciatori che oggi è domani vedrà impegnati 134 capi missione sul tema "Diplomazia per l'Italia".
Quello del terrorismo fondamentalista - ha detto il capo dello Stato - è "un fenomeno grave che va affrontato in modo giusto. Con fermezza e determinazione, respingendo le pulsioni islamofobiche". "L'Italia - ha evidenziato - è al fianco dei Paesi che, sull'altra sponda del Mediterraneo, sono in prima linea nella lotta contro l'oscurantismo e l'inciviltà".  "L'impegno italiano resta massimo" per ottenere la liberazione dei quattro tecnici italiani rapiti in Libia e anche per padre Paolo Dall'Oglio, sequestrato in Siria nel 2013.
"L'Italia - ha detto il capo dello Stato - è un Paese pronto a proteggere i propri cittadini e che intende continuare a battersi con determinazione" per la liberazione dei due marò. Sulla stessa linea il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. "Confermo l'impegno del governo per difendere le ragioni dei Marò Massimiliano Latore e Salvatore Girone nelle sedi internazionali che abbiamo deciso di attivare". 
Presenti, tra gli altri, il presidente del Senato Pietro Grasso, la presidente della Camera Laura Boldrini, il ministro della pubblica Istruzione Stefania Giannini, l'alto rappresentante per la politica estera europea Federica Mogherini, il generale Claudio Graziani, capo di stato maggiore della Difesa, il direttore del Dis Giampiero Massolo, il sindaco di Roma Ignazio Marino. Chiuderà domani pomeriggio il premier Matteo Renzi. 

domenica 26 luglio 2015

La FARNESINA: sui due marò faremo valere le nostre ragioni

ROMA, 26 luglio - "L'Italia farà valere con determinazione le sue ragioni". E' la reazione del ministero degli Esteri italiano alle dichiarazioni del magistrato Narshima secondo cui New Delhi si opporrà alle richieste dell'Italia davanti al tribunale di Amburgo. "L'obiettivo è trovare una soluzione positiva della vicenda dei due fucilieri Latorre e Girone", spiegano fonti della Farnesina.

DUE MARO', l'India si opporrà a tutto davanti al tribunale del mare


NEW DELHI, 26 luglio - L'India si opporrà il prossimo 10 agosto davanti al Tribunale internazionale del diritto del mare (Itlos) ad Amburgo alle richieste di "adozione di misure cautelari" (come il rientro in Italia di Girone) presentate dall'Italia nella vicenda dei due Fucilieri di Marina coinvolti nell'incidente in cui morirono due pescatori indiani il 15 febbraio 2012. Lo ha sostenuto in dichiarazioni al quotidiano The Hindu l''Additional Solicitor General' P.S. Narshima che difenderà gli interessi indiani nell'udienza di Amburgo. "Sosterremo che l'India è il solo competente per provare reati all'interno del paese e che il tribunale non è competente. L'India sarà anche sostenere che l'Italia non ha esaurito tutti i ricorsi, che è un requisito prima di invocare la giurisdizione di ITLOS. Infine, l'India anche sostengono che non vi è alcuna circostanza convincenti per passare qualsiasi ordine per misura provvisoria. "
In un comunicato stampa ieri, Tribunale internazionale per il diritto del mare ha detto che il suo presidente, il giudice Vladimir Golitsyn, aveva fissato il 10 agosto 2015 l'apertura dell'udienza pubblica, nel caso marò italiani. Il Tribunale, che esiste dal 1994, ha 21 membri.
   

lunedì 13 luglio 2015

DUE MARO', l'India accetta l'arbitrato internazionale e lascia LATORRE in Italia

Massimiliano Latorre
NEW DELHI, 12 luglio - Due buone notizie per l'Italia sulla vicenda Marò. La procura indiana ha accettato in Corte suprema il procedimento di arbitrato internazionale presentato dal nostro Paese per dirimere la questione. Intanto la Corte suprema indiana ha prolungato di sei mesi il permesso rimanere in Italia concesso a MassimilianoLatorre per le sue condizioni di salute dopo essere stato colpito da un ictus. I giudici hanno quindi fissato un'udienza per il 26 agosto per ricevere il rapporto ufficiale del governo sulla questione.

sabato 11 luglio 2015

DUE MARO', l'India accetterebbe l'arbitrato internazionale


NEW DELHI - La vicenda dei due fucilieri di marina italiani bloccati in India sembrerebbe andare verso la celebrazione di un arbitrato internazionale, come chiesto dall'Italia. Secondo quanto riportato dal quotidiano "Hindustan Times", fonti vicine a quanti debbono prendere una decisione al riguardo sostengono che l'India non avrebbe altra scelta che adeguarsi. Un responsabile del ministero dell'Interno indiano ha spiegato che "l'Italia ha formalmente chiesto un arbitrato internazionale nell'ambito della Convenzione Onu sul diritto del mare (Unclos)". L'India infatti è nell'elenco dei Paesi firmatari della Convenzione, che con l'articolo 287 fornisce metodi di soluzione delle dispute.
Il giornale prosegue spiegando che il caso della detenzione di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone è all'esame della Corte Suprema, mentre nel frattaempo e il governo indiano ha richiesto un parere legale.
Per la giornata di domenica è prevista una nuova riunione di rappresentanti dei ministeri di Interni, Esteri e Giustizia, in vista della prossima udienza della Corte.
Per quanto riguarda i due fucilieri, la testata locale sostiene che i legali di Latorre hanno presentato una istanza alla Corte Suprema in cui chiedono che egli possa restare in Italia per seguire le terapie legate all'ictus subito lo scorso 31 agosto, prolungando il permesso con scadenza attuale al 15 luglio.

sabato 4 luglio 2015

DUE MARO', in India ennesimo rinvio dell'udienza della Corte suprema


NEW DELHI, 4 luglio - L'udienza alla Corte suprema di Nuova Delhi per esaminare il ricorso dei due marò sull'utilizzo della polizia antiterrorismo nelle indagini è stata spostata al 4 agosto. Non sono note le ragioni del nuovo rinvio (in origine l'udienza era fissata per il 28 aprile, poi per il 7 luglio, quindi per il 14 e ora per agosto), ma è possibile che lo slittamento sia stato provocato dalla decisione dell'Italia di attivare un arbitrato internazionale.
Il 15 luglio, tra l'altro, scade il permesso di tre mesi concesso dalla Corte Suprema a Massimiliano Latorre per restare in Italia e sottoporsi a terapie per riprendersi dall'ictus subito il 31 agosto 2014. Dato che le condizioni del fuciliere richiedono il proseguimento di queste terapie, ci si attende che in settimana i suoi legali presentino ai giudici del massimo tribunale indiano un'istanza per l'ottenimento del rinnovo del permesso di residenza in Italia.
I legali potrebbero però percorrere anche una seconda strada, evocata nel recente comunicato della Fanesina con il quale si comunicava la decisione di ricorrere all'arbitrato: l'Italia potrebbe infatti chiedere alla Corte permanente di arbitrato "l'applicazione di misure che consentano la permanenza di Latorre in Italia e il rientro in Patria di Girone".

mercoledì 1 luglio 2015

DUE MARO', il tribunale speciale rinvia tutto al 25 agosto

NEW DELHI, 1 luglio - Il tribunale speciale di New Delhi ha aggiornato al 25 agosto la nuova udienza sul caso marò, alla luce dell'ordine di sospensione di tutti i procedimenti da parte della Corte suprema indiana. Lo si apprende da fonti giudiziarie. La decisione è stata presa dal magistrato, la signora Neema Bansal Krishna, dopo che i legali di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone avevano ricordato al tribunale distrettuale di Patiala House l'udienza in programma il 14 luglio davanti alla Corte Suprema che si dovrà pronunciare sulla richiesta italiana di escludere la polizia antiterrorismo (Nia) dal processo.
  Al Tribunale speciale si era rivolta nel 2013 proprio la Nia ma per l'opposizione della difesa i capi di imputazione non sono ancora stati registrati. Sul caso dei due maro', accusati di aver ucciso per errore due pescatori indiani nel febbraio 2012 durante un'operazione antipirateria in acque internazionali, l'Italia ha attivato venerdì scorso l'arbitrato internazionale nel quadro della convenzione dell'Onu sul diritto del mare. La decisione, sollecitata dal Parlamento, e' stata presa a conclusione di una fase negoziale diretta con l'India e di fronte alla impossibilità di pervenire a una soluzione della controversia.
L'udienza del 14 luglio in Corte Suprema cadrà alla vigilia della scadenza dell'ultimo permesso concesso a Latorre per la sua terapia riabilitativa in Italia, dopo l'ictus che lo ha colpito nell'agosto 2014. Girone è invece ancora bloccato a New Delhi. 

venerdì 26 giugno 2015

DUE MARO', l'Italia ha attivato l'arbitrato internazionale. E Latorre resta a casa


ROMA, 26 giugno - L'Italia ha attivato oggi l'arbitrato internazionale sul caso dei fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare. La decisione, che il Parlamento aveva sollecitato, e' stata presa a conclusione della necessaria fase negoziale diretta con l'India e di fronte alla impossibilita' di pervenire a una soluzione della controversia.
L'Italia chiederà immediatamente l'applicazione di misure che consentano la permanenza di Latorre in Italia e il rientro in patria di Girone nelle more dell'iter della procedura arbitrale. Da parte italiana, vi saràun impegno a tutto campo per far valere con la massima determinazione le ragioni a fondamento della nota posizione italiana sulla giurisdizione e sull'immunità.
Obiettivo - si legge in una nota della Farnesina - è la conclusione positiva della vicenda, protrattasi sin troppo a lungo, dei nostri due maro' ai quali il governo rinnova la sua vicinanza.
  Il governo, nelle ore precedenti l'attivazione dell'arbitrato ha informato della decisione i presidenti delle Commissioni Esteri e Difesa del Senato e della Camera dei Deputati.

giovedì 25 giugno 2015

DUE MARO', ennesimo rinvio


NEW DELHI, 25 giugno - La Corte Suprema di New Delhi ha spostato dal 7 al 14 luglio l'udienza sul caso dei marò. La data cadrà alla vigilia della scadenza dell'ultimo permesso concesso a Massimiliano Latorre per seguire la sua terapia riabilitativa in Italia. I giudici del massimo tribunale indiano devono esaminare il ricorso italiano riguardante la giurisdizione della vicenda e l'utilizzazione della polizia investigativa Nia nel processo che riguarda i due fucilieri.

lunedì 22 dicembre 2014

NAPOLITANO, sui due marò dall'India prova molto negativa


ROMA - L'assicurazione di un processo "rapido e corretto" per i marò ricevuta un anno fa dall'ambasciatore indiano "è rimasta una frase". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in collegamento con il marò, Salvatore Girone, in India. "Ci sono state prove molto negative, scarsa volontà politica di dare una soluzione equa e un malfunzionamento della giustizia indiana, problema che non è solo italiano", ha aggiunto il Capo dello Stato. Dall'India sono arrivate "prove molto negative", ha proseguito Napolitano parlando delle "difficili procedure giudiziarie indiane e del loro malfunzionamento". "Sono molto colpito dalla serenità mostrata da lei e dalle vostre famiglie", ha poi detto rivolgendosi al fuciliere di marina che si trova ancora a New Delhi. "Ringrazio il presidente Napolitano: sono ancora fiducioso nelle nostre istituzioni nonostante tutto quello che è accaduto negli ultimi tre anni". Così, in collegamento dall'ambasciata italiana a Nuova Delhi, Girone ha risposto al Capo dello Stato.

Napolitano: "Miope chi critica le poi missioni militari" - Nel tradizionale collegamento con i militari impegnati all'estero Napolitano ha detto: "Siamo ad Herat ed in altri posti con i nostri militari perché non possiamo scappare dal mondo. E' una visione puerilmente miope quella di chi dice 'stiamocene a casa'". "Oggi - ha aggiunto commuovendosi - la mia ultima occasione per dire che non c'è nessuna struttura dello Stato che ha saputo trasformarsi come le forze armate".

"Grazie a Samantha per la straordinaria missione spaziale" - Napolitano si è quindi collegato con Samantha Cristoforetti sulla Stazione internazionale spaziale: "Questa sua partecipazione straordinaria alla missione spaziale sono certo che darà un incentivo per capire quanto sia importante impegnarci nella tecnologia e ricerca spaziale". "Lei - ha proseguito - ha ragione a sottolineare l'eccellenza degli sforzi italiani nel campo della scienza e della tecnica, valore che forse in Italia ancora non si comprende a fondo. Non la chiamerò capitano Cristoforetti perché oramai è Samantha per tutti le italiane e gli italiani".

venerdì 19 dicembre 2014

DUE MARO', l'India "ha allo studio" una proposta di soluzione avanzata dall'Italia

NEW DELHI - L'India ha ammesso per la prima volta di "avere allo studio" una proposta italiana per la soluzione della vicenda dei fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Lo ha rivelato, in una risposta scritta inviata giovedì al Parlamento, il ministro degli Esteri Sushma Swaraj. Due membri del Partito comunista indiano (Cpi) del Rajya Sabha (la Camera alta del Parlamento), M.P.Achuthan del Kerala e D.Raja del Tamil Nadu, avevano presentato al governo una interrogazione nella quale si chiedeva "se è un fatto che il governo italiano ha cercato una soluzione consensuale alla vicenda da tempo in sospeso dei due militari italiani accusati di omicidio di due pescatori indiani nel 2012 al largo delle coste del Kerala". 
E, in caso di risposta positiva, si intendeva sapere "a che punto è il caso oggi e quale e' la reazione del governo indiano alla proposta del governo italiano su di esso". Nella risposta scritta inviata giovedì sera al Parlamento, il ministro Swaraj ha risposto sinteticamente "sì" alla prima domanda e sostenuto, riguardo alla seconda, che "la questione è attualmente all'esame della Corte suprema dell'India. Mentre la proposta del governo italiano è attualmente "all'esame del (nostro) governo".