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domenica 20 novembre 2016

A "IN MEZZ'ORA" scintille tra Renzi e Landini


ROMA, 20 novembre - "Ho il sospetto che la riforma non l'abbia letta, Landini. Glielo dico con rispetto. Bisogna cambiare le cose, non difendere la casta come fate voi". Lo dice il premier Matteo Renzi a In Mezz'ora, uno scontro pieno di polemiche e di scintille. "Non è vero, la Cgil era per un Senato vero delle autonomie, questa cosa invece è un animale bicefalo che non si capisce se verrà eletto. Io sono contro il doppio lavoro sempre e non capisco come si possa fare il sindaco o consigliere e il senatore. Questa riforma è malfatta", ribatte Maurizio Landini. E lo scontro va avanti a lungo. "Capisco la solidarietà tra colleghi sindacalisti, ma difendere il Cnel è impensabile per chiunque", attacca Renzi.
"Sul Cnel non ho problemi ma la Costituzione non può essere cambiata all'ingrosso, siete voi a far votare 40 articoli insieme", replica il leader Fiom. "Non dica che la procedura legislativa è incomprensibile perché basta leggerla", afferma il premier. "Avevamo proposte perché non siamo perché le cose rimangano come adesso. I titoli sono giusti, il problema è lo svolgimento", dice Landini.
"E' incomprensibile che si difenda uno status quo che non ha funzionato. Pensare di mantenere un sistema immobile, pagare i rimborsi ai consiglieri regionali e ai gruppi al Senato per parlare le case allo staff comunicazione del Movimento 5 Stelle, lo trovo incomprensibile. Pensavo che compito di un sindacalista fosse difendere i lavoratori, non i consiglieri regionali" dice il premier a Landini.

venerdì 26 febbraio 2016

RENZI sulle unioni civili: ho rischiato l'osso del collo. Le congratulazioni di OBAMA


ROMA, 26 febbraio - Renzi festeggia l'approvazione del ddl unioni civili, e ricorda il ruolo del suo governo. "La faccia ce l'ho messa. Anzi, ho fatto di più: con la fiducia ho rischiato l'osso del collo", dice il premier, precisando che si tratta di un "passo storico impensabile solo tre mesi fa". E aggiunge: "Ho avuto proprio ora un colloquio con Obama, e tra le altre cose il presidente degli Stati Uniti si è congratulato proprio per questa legge".
"Impensabile solo tre mesi fa" - Se tre mesi fa ci avessero detto che il Senato avrebbe approvato una legge sulle unioni civili, una cosa che il Paese aspetta da trent'anni, nessuno ci avrebbe creduto", sottolinea in un'intervista a Repubblica, ricordando che "una settimana fa era saltato tutto. Il M5S voleva mandarmi sotto. Il suo unico obiettivo era bloccare tutto. Altro che storie".

"Immobilismo finito" - "La verità è che l'immobilismo in questo Paese ha finito - afferma -. Ora si fanno le riforme. E anche questa è una riforma". All'organizzatore del Family Day Gandolfini, che ha promesso vendetta al referendum costituzionale, Renzi replica: "So bene che è una minaccia. Vorrebbero portare tutti i cattolici a votare no. Ma vediamo con chi sta davvero il mondo cattolico al referendum. Noi andremo in tutte le parrocchie a spiegare le ragioni della riforma. Ho grande rispetto, ma l'idea che qualcuno mi possa fermare con una minaccia... Se vogliono trasformare il referendum in un giudizio universale sul mio esecutivo, bene. Affronteremo questo giudizio".

"Passo avanti" - In riferimento allo stralcio della stepchild adoption il premier dice poi di essere "sicuro che anche quelli che adesso protestano, alla fine riconosceranno che si è fatto un passo avanti importante". "Io veramente - conclude Renzi - continuo a pensare che questo governo abbia condotto in porto diversi provvedimenti di sinistra. Penso agli 80 euro per i meno abbienti, alla responsabilità civile dei magistrati, al taglio dell'Irap. E soprattutto penso al Jobs Act".

venerdì 29 gennaio 2016

Merkel, accordo sulla Turchia, Renzi, aspettiamo risposte Ue



BERLINO, 29 gennaio - Faccia a faccia a Berlino tra il premier Matteo Renzi e la Cancelliera tedesca Angela Merkel. "E' urgente un accordo sulla Turchia", ha detto la Cancelliera. Sull'immigrazione, ha detto Renzi, "siamo pronti a fare ogni tipo sforzo in questa direzione e pronti a superare le incomprensioni che pure ci sono state".  "Siamo volenterosi - ha evidenziato il premier italiano - di fare la nostra parte. Non abbiamo nessuno problema né con la Turchia né con la Germania. Sul finanziamento dell'Italia da sempre siamo disponibili. Stiamo aspettando che le istituzioni Ue ci diano alcune risposte su alcuni quesiti formulati per le vie brevi sul modo di intendere e concepire questo contributo".
La Merkel ha plaudito allo sforzo italiano sulle riforme e al jobs act. "Per la prima volta siamo qui con risultati e non promesse", ha detto il premier. Ma c'è stato uno scambio anche sulla questione della flessibilità. "Sulla flessibilità - ha detto Renzi - chiediamo che le regole Ue che esistono siano applicate, non chiediamo nuove regole". "La cosa bella - ha detto la Merkel - è questa. Che anche quando si tratta della comunicazione della flessibilità, entrambi accettiamo che ci siano interpretazioni della Commissione divergenti". "Non mi immischio in queste cose - ha aggiunto -. È compito della Commissione decidere l'interpretazione".
Italia e Germania unite per Europa più forte - "Siamo in un momento delicato della storia dell'Europa - ha detto Renzi - ne avverto tutta la responsabilità. L'Italia è unita alla Germania nel dire che vogliamo più Europa, un'Europa più forte, capace di dare le risposte a tutti i problemi dall'immigrazione all'economia". Con la Germania "non siamo d'accordo su tutto, anche perché veniamo da diverse famiglie politiche. ma crediamo insieme che combattere la disoccupazione è combattere il populismo. Il nostro avversario è lo stesso". "Grazie agli sforzi del governo italiano, alla collaborazione europea e agli amici tedeschi sono qui con un elenco di riforme e risultati e non di promesse. L'Italia non è più il problema dell'Europa e ha voglia di fare la propria parte, come doveroso e come la storia del nostro Paese ci impone". "Noi siamo i primi a dire che dobbiamo far scendere il debito: non lo dico per fare un piacere ad Angela, ma per fare un piacere ai miei figli".
La ripresa in Italia c'è, si tocca con mano - "Nei primi 11 mesi 2015 l'import di prodotti tedeschi in Italia è aumentato del 7%. Non è un buon dato per il Pil ma è un segno che finalmente la ripresa in Italia c'è e si tocca con mano".

domenica 15 novembre 2015

TURCHIA, il vertice G20, Obama: " I cieli sono stati oscurati dalla strage"


ANTALYA, 15 novembre - "Dopo Parigi il G20 non sia solo un altro summit: le parole non bastano, è il momento di agire". Così il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, in conferenza stampa prima dell'inizio dei lavori del G20 di Antalya in Turchia al quale è arrivato anche il premier italiano Matteo Renzi. E per il quale sono state disposte imponenti misure di sicurezza anche perchè sono previste manifestazioni di protesta. 
"Non c'e' formula migliore di questo vertice per affrontare anche il problema del finanziamento al terrore che arriva da molti paesi", ha spiegato Tusk sottolineando che "solo cooperando, con lo scambio di informazioni sulle transizioni sospette potremo essere più efficaci".
Obama, cieli oscurati dall'attacco di Parigi - I "cieli sono stati oscurati" dagli attacchi di Parigi, che hanno preso di mira "il mondo civilizzato": così Barack Obama nell'incontro con il presidente turco Recep Tayyp Erdogan. Obama ha poi ribadito la "solidarietà" ai francesi assicurando il sostegno per "la caccia agli attentatori e consegnarli alla giustizia".
Erdogan, serve messaggio duro e forte - Il G20 "invierà un messaggio duro, forte, per la lotta al terrorismo". Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyp Erdogan in un punto stampa al termine dell'incontro bilaterale con Barack Obama poco prima dell'inizio del vertice.

venerdì 18 settembre 2015

INTERNI/ IL CDM vara un dl per inserire i musei nei servizi pubblici essenziali

Renzi: l'oggettiva ripresa è partita, nel 2015 abbiamo svoltato, nel 2016 acceleriamo

ROMA, 18 settembre - "Questo è il momento in cui tutti insieme dobbiamo spingere con ancora più determinazione perché l'oggettiva ripresa è partita in Italia grazie ai provvedimenti e le riforme. Nel 2015 abbiamo svoltato, nel 2016 acceleriamo". Così Matteo Renzi dopo l'approvazione del Def in cdm. "Si aspettavano un dato più basso della nostra crescita, ma oggi molti indicatori dicono che l'Italia è ripartita e il Def non può che fotografare lo stato dell'arte, una crescita più alta, +0,9%" per il 2015". Il 2016 si chiuderà con una crescita del Pil dell'1,6% e un rapporto deficit/Pil programmatico del 2,2%. Sono le stime contenute nelle tabelle della Nota di aggiornamento del Def approvata in cdm. Ad aprile le stime del governo indicavano una crescita dell'1,4% e un deficit/Pil programmatico dell'1,8%.
Il pareggio di bilancio slitta ancora rispetto alle stime del Def. Nella Nota di aggiornamento del Def l'obiettivo viene infatti spostato dal 2017 al 2018."Non lasceremo la cultura ostaggio di quei sindacalisti contro l'Italia. Oggi decreto legge #Colosseo#lavoltabuona". Così Matteo Renzi su twitter. E infatti il premier ha proposto oggi in Consiglio dei Ministri un dl per inserire musei e luoghi della cultura nei servizi pubblici essenziali.
"La chiusura ai visitatori dei principali siti archeologici della Capitale questa mattina, motivata da un'assemblea sindacale (peraltro regolarmente convocata), porta, ancora una volta, alla ribalta l'urgenza di ricomprendere la fruizione dei beni culturali tra i servizi pubblici essenziali",  aveva infatti scritto stamane il Garante degli scioperi Roberto Alesse.
   

sabato 18 luglio 2015

RENZI all'assemblea Pd: giù l'Irpef e via Imu prima casa


MLANO, 18 luglio - "Se faremo le riforme nel 2016 elimineremo noi, perché gli altri hanno fatto la finta, la tassa sulla prima casa, l'Imu agricola e sugli imbullonati. Nel 2017 ci sarà un intervento Ires e Irap e nel 2018 interventi sugli scaglioni Irpef e sulle pensioni". Lo ha annunciato Matteo Renzi all'assemblea del Pd all'Expo, anticipando una "rivoluzione copernicana" per la riduzione delle tasse. "Se continueremo a tenere in pista il cantiere delle riforme, come credo, nel 2016 faremo una sforbiciata delle tasse che proseguirà nel 2017-18 in maniera puntuale. Per 5 anni avremo un impegno di riduzione delle tasse che non ha paragoni nella storia repubblicana di questo paese. Una rivoluzione copernicana, senza aumentare il debito".
"Dal 2016 l'Italia continuerà a rispettare" i parametri europei - ha aggiunto - "niente colpi a sorpresa. Il problema che riguarda l'Italia e va tenuto sotto controllo è il debito. Rispetteremo i parametri nei prossimi tre anni perché non vogliamo che la curva del debito continui a crescere". "Il Pd non è più il partito delle tasse, non lo so se lo è mai stato ma nella percezione pubblica sì - ha detto il premier - La destra sembrava partito di innovazione e investimenti sul futuro mentre noi facevamo attenzione ai conti. Ora nel Pd non ci sarà nessun cambiamento genetico sui valori, sulla cultura politica, sugli ideali, ma sulle tasse sì. Saremo i primi che le riducono davvero e perciò saremo considerati credibili"
Renzi ha poi dettato i tempi delle riforme. "La riforma dellaPubblica amministrazione entro il 7 agosto avrà la lettura definitiva in Senato. Nel mese settembre dobbiamo chiudere al Senato la riforma costituzionale, prima della legge di stabilità". Sulle unioni civili "la discussione può essere fatta insieme al gruppo della Camera in modo che alla Camera la lettura sia confermativa e si possa definitivamente approvare entro l'anno la legge sulle unioni civili. Abbiamo 20 miliardi di euro per investimenti nelle infrastrutture che non stiamo spendendo: da qui al 31 dicembre 2016 andranno spesi fino all'ultimo centesimo". "Venerdì 24 a Palazzo Chigi gli operai di Whirlpool entreranno a firmare l'accordo che salverà quella azienda"
Renzi ha quindi difeso l'attività del governo. "La politica sembrava imbambolata e ferma, sembrava impossibile che riuscisse a mostrare il volto della decisione e invece in sette mesi abbiamo deciso perché la politica che non decide non fa il suo mestiere. Sette mesi fa eravamo preoccupati che le riforme potessero essere bloccate nella palude: non sono qui a dirvi che sono state sbloccate ma che grazie a quelle riforme l'economia si è rimessa in moto e adesso è il momento di fare il salto di qualità e siamo in grado di farlo", ha detto il premier sottolineando che "Ciò che abbiamo fatto con nostri deputati e senatori in un arco di tempo abbastanza limitato è particolarmente degno di onore e orgoglio perché ha consentito al Paese di ripartire. Lo dimostrano i numeri crudi di questi giorni e delle ultime ore sono spesso oscurati dalla grancassa del disfattismo cosmico".
Nel suo intervento all'assemblea del Pd il segretario del partito Matteo Renzi ha dedicato alcuni minuti a un'esegesi dell'abbigliamento del segretario del Carroccio Matteo Salvini, con tanto di slide a supporto. La prima lo mostrava con una maglietta con scritto 'Padania is not Italy' abbracciato a Sylvie Lubamba. "Noi - ha commentato il premier - siamo sempre per l'Italia". La seconda è un'immagine di Salvini presa all'Europarlamento. Salvini è in t-shirt con scritto 'Basta Euro'. "Il fatto interessante - ha ironizzato Renzi - è che prova che almeno una volta è stato al Parlamento europeo. Ma 'basta euro' lo dica agli imprenditori del nordest". La terza e ultima foto ritraeva poi Salvini insieme a Razzi in Corea del Nord. "C'è una destra in difficoltà - ha aggiunto - che non va sottovalutata anche nelle sue frasi ad effetto"

martedì 16 giugno 2015

RENZI, se Marino governa vada a avanti, se non è capace vada a casa

ROMA, 16 giugno - "Succede di perdere: in alcune città il Pd ha perso, altre le abbiamo riprese ma certo quando i cittadini scelgono altro, il partito deve riflettere. Un anno fa il Pd aveva il segno più 40% e i posti di lavoro avevano segno meno. Oggi l'economia torna a tirare e abbiamo 260mila posti di lavoro in più". Così Matteo Renzi a Porta a Porta.
C'è gente che dice "'dobbiamo discutere al nostro interno'. Non ne possiamo più di un ragionamento in cui quando si parla di politica siamo sempre a discutere del nostro ombelico", ha detto Renzi a 'Porta a Porta' sottolineando: "forse parlare un po' meno in politichese…sempre delle correnti del Pd...caspita, che barba che noia...". "In alcune Regioni e città le primarie non hanno funzionato perché uno fa le primarie e poi non rispetta le regole" e poi "c'è stata poca partecipazione": così il premier sottolineando al tempo stesso: "credo nelle primarie come strumento per uscire da segrete stanze dei partiti. Alla gente - aggiunge - interessa che il sindaco sia scelto con primarie o con selezione segreteria Pd o che strade della città siano pulite?".
Poi su Marino: "Marino è una persona perbene, lo riconoscono tutti. Si continua a dire se va avanti o no. A me interessa capire se l'amministrazione pulisce le strade, mette a posto buche e emergenza. Se sanno governare governino e vadano avanti, se non sono capaci vadano a casa". Il premier aggiunge che "deciderà il Pd romano". Roma "è una città bellissima, ha tutto, ha un'eco internazionale straordinaria. Quest'anno c'è il Giubileo, tutto il mondo ci guarderà, la vogliamo smettere di stare a discutere di questioni che riguardano solo gli addetti ai lavori?", evidenzia il presidente del Consiglio. E chi gli chiede quali potrebbero essere i tempi per capire se a Roma sarà possibile andare avanti, Renzi risponde: "Deciderà il Pd romano, assieme alla coalizione, tra l'altro Orfini sta facendo un lavoro meraviglioso". "L'ipotesi del commissariamento per mafia non esiste. Leggeremo come governo le carte ma per noi non ci sono gli estremi" dice poi Renzi.
E dopo il tornante, duro per il Pd, dei ballottaggi, Matteo Renzi, di fronte all'assemblea del gruppo parlamentare non si nasconde e ammette senza mezzi termini che "questo è il momento più difficile della legislatura". La riunione è convocata per eleggere il successore alla guida del gruppo della Camera dopo le dimissioni di Roberto Speranza nei giorni del voto sull'Italicum. Renzi candida Ettore Rosato, attuale vice capogruppo, la persona, sottolinea il premier che "ha caratteristiche di tenacia, determinazione necessarie per guidare il Gruppo più numeroso della storia della Repubblica e che dovrà gestire riforme ambiziose". 
"E' una proposta di cui mi assumo la responsabilità, se ci sono proposte alternative fate pure", aggiunge.  "Di fronte a noi - ha detto Renzi - ci sono molte sfide, dalle riforme ai diritti civili. Ci vuole quindi una leadership autorevole del gruppo". "In questi due anni - ha aggiunto - il lavoro svolto da Rosato lo rende il candidato naturale. Ettore ha caratteristiche di tenacia, determinazione necessarie per guidare il Gruppo più numeroso della storia della Repubblica e che dovrà gestire riforme ambiziose". Matteo Renzi ha spiegato che, scegliendo Ettore Rosato come nuovo capogruppo del Pd, ha scelto la continuità: "C'erano due strade, o la riforma complessiva del gruppo-partito in un nuovo equilibrio o affrontare in modo più agile il solo problema del capogruppo".

lunedì 27 aprile 2015

RENZI, Expo, siamo a 10 milioni di biglietti venduti


ROMA, 27 aprile - "Expo. Siamo a quota dieci milioni di biglietti venduti. I padiglioni sono molto belli. Che forte l'Italia che non si rassegna #lavoltabuona". Cosi' il premier Matteo Renzi su twitter.