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domenica 12 luglio 2015

EUROGRUPPO, i falchi bloccano tutto e vogliono la GREXIT, salta il summit a 28


BRUXELLES, 12 giugno - Il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk ha cancellato il summit Ue a 28. Lo rende noto su Twitter. Tusk ha visto il presidente dell'Eurogruppo Dijsselbloem che l'ha aggiornato sugli ultimi sviluppi dell'Eurogruppo che riprende alle 11. Alle 16 rimane in calendario il vertice tra i 19 leader dell'Eurogruppo. Questo il testo del tweet di Tusk: "Ho cancellato #EUCO oggi. #Eurosummit inizierà alle 16 e andrà avanti fin quando concluderemo le discussioni sulla #Grecia". "La discussione è complicata è improbabile che riceveremo oggi il mandato a negoziare", ha detto il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis entrando all'Eurogruppo. La riunione dei ministri "potrà solo preparare l'Eurosummit dove ci saranno altre discussioni", ha aggiunto. 
"Ho ancora molti dubbi, la strada per la definizione delle condizionalità è molto difficile", ha detto il ministro delle finanze finlandese Alexander Stubb entrando all'Eurogruppo. Stubb ha spiegato che si sta provando a definire le condizioni che Atene dovrà rispettare per ottenere gli aiuti, ma sulla lista delle riforme che deve compiere prima dell'ok non c'è ancora consenso. Il fronte dei Paesi ostili alla Grecia è ampio, e inoltre è scoppiato il caso Finlandia: il Parlamento ha negato l'autorizzazione a negoziare un nuovo salvataggio della Grecia, e il Governo è a rischio di caduta se non rispetterà l'indicazione. Il weekend della verità per la Grecia parte male. I falchi si sono levati, spazzando via l'ottimismo diffuso dalle colombe fino a ieri. Il capo dell'ala dei duri, Wolfgang Schaeuble, è rigidissimo: non crede a Tsipras, non accetta il suo piano, propone una 'Grexit' per cinque anni La Merkel sembrerebbe più disponibile, ed è per questo che i ministri dell'Eurogruppo passeranno la palla al summit. Dopo che i 'tecnici' dell'ex Troika hanno promosso il piano greco, offrendo aiuti per oltre 70 miliardi di euro, la resa dei conti ora è tutta politica, e solo i leader possono decidere se continuare a tenere la Grecia nell'euro oppure accompagnarla alla porta. Con una situazione simile, all'Eurogruppo i falchi hanno gioco facile. Atene non ha molte carte da giocarsi, se non promettere di accelerare l'approvazione delle riforme che l'Eurogruppo le propone. I ministri vorrebbero che passasse subito la riforma dell'Iva, l'abolizione delle baby pensioni, la liberalizzazione delle licenze tv, l'abolizione dei monopoli, le privatizzazioni promesse. Il ministro Tsakalotos è pronto ad accettare tutto, ma stavolta ai falchi sembra non bastare nemmeno quello.

mercoledì 8 luglio 2015

Cinque giorni per TROVARE un accordo oppure domenica GREXIT


BRUXELLES, 8 luglio - L'Unione europea, dopo il vertice dell' Eurozona, concede alla Grecia cinque giorni per trovare un accordo, oppure domenica un nuovo summit, questa volta a 28, dichiarerà il default. Per Angela Merkel "la situazione è abbastanza grave e incerta". Per Tsipras c'è "un clima positivo" e "il processo sarà rapido". Nuove riforme saranno proposte entro domani. Pronto un piano di aiuti umanitari in caso di fallimento.
 "Non escludo alcuna ipotesi", al punto che "abbiamo preparato uno scenario di 'Grexit' alla Commissione Ue, così come uno di aiuti umanitari, ma quello che preferisco è uno scenario per mantenere la Grecia nell'eurozona". Così il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker dopo l'eurosummit. "Se entro domenica non ci sarà un accordo sul nuovo programma di aiuti alla Grecia si andrà verso la Grexit con un programma di accompagnamento" e aiuti umanitari: "non c'è una terza opzione". Lo ha detto il presidente francese Francois Hollande al termine del vertice dell'Eurozona.
Atene deve presentare la sua proposta giovedì e domenica i 28 paesi della Ue la discuteranno. "Abbiamo quindi solo cinque giorni di tempo per un accordo". Così il presidente della Ue Donald Tusk al termine dell'Eurosummit. "Non ho mai parlato di scadenze ma oggi dico che abbiamo solo 5 giorni per trovare l'accordo finale, tutti hanno responsabilità di trovare una soluzione", altrimenti le conseguenze comprendono "il fallimento della Grecia e delle sue banche": così il presidente della Ue Donald Tusk.

martedì 7 luglio 2015

JUNCKER al Parlamento europeo: cercherò di evitare la GREXIT


STRASBURGO, 7 luglio - "Voglio evitare la Grexit, sono contrario, cercherò di evitarlo fino alla fine", così il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker. "C'è chi di nascosto punta sull'uscita della Grecia. In Europa non esistono risposte facili. La commissione Ue farà in modo che riprendano i negoziati". "E' tempo che torni il buon senso" ed è arrivato il momento di "tornare a negoziare" e di fermare "la sparatoria a bruciapelo", ha detto Juncker, sottolineando anche che è "inaccettabile per la Commissione essere chiamati terroristi" dal governo greco.
Il popolo greco "ha votato 'no' su un testo che non è più sul tavolo". Lo sottolinea Jean Claude Juncker alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, dopo aver affermato che "certamente rispettiamo" il referendum ma affermando di "non aver capito" che cosa è stato chiesto ai cittadini.
 "Il ruolo della Commissione Ue rispetto alla Grecia viene molto criticata in alcuni Stati specialmente dove si parla tedesco. O si vuole una Commissione politica o la vogliono di alti funzionari. Io sono un politico", così il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker. "E' sorprendente che riguardo alla Grecia si possano esprimere tutti tranne il sottoscritto non mi lascio mettere museruola, sono stato eletto. Lo stesso vale per il presidente del Parlamento Ue, che non è una tigre di carta e può esprimersi".


venerdì 19 giugno 2015

GRECIA, pericolosamente vicino il DEFAULT, Eurogruppo lunedì

Varoufkis, ministro greco dell'ecoomia

BRUXELLES, 19 giugno - E' ancora stallo sulla Grecia e lunedì toccherà ai capi di Stato e di Governo dell'Eurozona, convocati d'urgenza, cercare di evitare quella che il commissario Pierre Moscovici ha definito la "catastrofe", cioè un default. Ipotesi che secondo il ministro greco Yanis Varoufakis si è "pericolosamente vicini ad accettare". L'Eurogruppo non ha fatto alcun progresso, il negoziato è fermo, e i vertici della zona euro lanciano un ultimo appello ad Atene perché torni al tavolo delle trattative con proposte credibili e attuabili, perché quelle che ha presentato finora non sono né l'uno né l'altro. La frustrazione delle istituzioni, che hanno cercato di mediare e di presentare ad Atene più soluzioni, lascia ora il posto alla paura che il Paese sia pronto ad affrontare davvero l'ipotesi di un default: "Lancio un appello alla Grecia, torni al tavolo dei negoziati ed eviti un destino che sarebbe catastrofico", ha detto Moscovici. Il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem è visibilmente teso al termine della riunione che ha preso atto dell'impossibilità di procedere. "E' deplorevole che siano stati fatti così pochi progressi e che un accordo non sia in vista", ha detto aprendo la conferenza stampa. Alla luce dello stallo, il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk ha convocato un Eurosummit d'emergenza per lunedì 22 alle 19. "E' ora di discutere urgentemente la situazione della Grecia al più alto livello politico", ha scritto Tusk ai capi di Stato e di Governo.

lunedì 15 giugno 2015

DRAGHI, ripresa a un passo moderato, GREXIT terra ignota

SRASBURGO, 15 giugno - La ripresa "procede ad un passo moderato" ma "dovrebbe ampliarsi" e "le proiezioni" sono per una crescita "dell'1,5% nel 2015, dell'1,8% nel 2016 e del 2,0% nel 2017". Lo afferma il presidente della Bce, Mario Draghi, in apertura del suo intervento nell'audizione davanti alla Commissione Economico finanziaria del Parlamento europeo.  Draghi risponde alle domande degli eurodeputati sulla situazione economica della zona euro e sui negoziati in corso sul programma di riforme della Grecia.
Inflazione a +1,5% nel 2016 e a +1,8% nel 2017 - "Ci aspettiamo che l'inflazione resterà bassa nei mesi a venire" dice Mariricordando che "dopo mesi" in cui è rimasta ferma a zero, a maggio è tornata in positivo a +0,3%. Il presidente della Bce aggiunge che le proiezione dello staff dell'Eurosystem sono di un'inflazione "a 1,5% nel 2016 e a 1,8% nel 2017".
Serve accordo forte, palla in campo Grecia  - "Abbiamo bisogno di un accordo forte e complessivo con la Grecia, che produca crescita, sia socialmente equo e finanziariamente sostenibile". Così il presidente della Bce. "Tutti gli attori devono correre l'ultimo miglio, ma la palla è nel campo della Grecia" e "la Bce sta facendo tutto quanto in suo potere". 
Serve credibile prospettiva di soluzione - Perché la Bce riveda il tetto agli acquisti di T-bills greci "ci dovrebbe essere una credibile prospettiva di una positiva conclusione della corrente revisione" del programma e la sua "conseguente messa in atto, che implicherebbe il pagamento dei fondi da parte dei paesi dell'Eurozona". Così Mario Draghi. 
Situazione economica è drammatica. "La situazione economica in Grecia è drammatica" ma "non è responsabilità degli altri paesi dell'Eurozona o delle istituzioni europee" e ricorda le cifre i 223 miliardi di prestiti bi e multilaterali, "più" l'Ela, "più i soldi del Fmi", "più l'haircut del 53,3%". 
Con Grexit entreremmo in terra ignota - Con una 'Grexit', "entreremmo in un terreno ignoto", perché se anche dopo le ultime riforme del sistema finanziario ci sono strumenti per gestire la situazione nel breve, "nel medio lungo periodo quali sarebbero le conseguenze per l'Ue? Questo non siamo in grado di prevederlo". 
Decisione politica, in interesse eurozona - Un'intesa sulla revisione del programma della Grecia e sugli esborsi "è una decisione politica" e "spetta interamente all'Eurogruppo", ma "un accordo forte e credibile" e che arrivi "molto presto" è "necessario, non solo nell'interesse della Grecia ma dell'intera eurozona". 
Conosciamo problemi,cerchiamo fare possibile - E' "la disoccupazione la maggior causa di inuguaglianza" e "la migliore soluzione per ridurre l'inuguaglianza" à quella di "ridurre i tassi di interesse". Lo dice Mario Draghi rispondendo al parlamentare del M5S, Marco Valli che lo accusa di essere "un'icona per operatori finanziari alla Gordon Gekko". Concludendo la sua replica in inglese, Draghi passa ll'italiano: "Siamo consapevoli dei problemi e cerchiamo di fare il possibile. Se non ci riusciamo, ci abbiamo provato". 
La Grecia ha dato parola che onorerà debiti - "Non voglio speculare su un possibile mancato pagamento" dei prestiti dovuti da parte della Grecia "perché abbiamo avuto la parola delle autorità greche che questi saranno fatti". Così Draghi, aggiungendo che per questo "è inutile speculare se i pagamenti non saranno effettuati".
Draghi respinge accusa 'ricatto', Bce segue regole - Mario Draghi respinge l'accusa alla Bce di aver "ricattato" la Grecia non acquistando i suoi bond negli anni scorsi sollevata da un parlamentare della sinistra spagnola. "La Bce non è una entità politica" afferma, sottolineando che "applichiamo le regole". Poi specifica i "tre motivi" per cui la Bce non acquista titoli greci ed aggiunge che tali condizioni possono "essere riviste non appena sarà concluso con successo" la revisione del programma di aiuti.
Da Bce liquidità a banche finché solventi - Dalla Bce "continuerà ad essere data liquidità alle banche greche" per "continuare a finanziare l'economia" e lo farà "finché saranno solventi e avranno sufficienti collaterali". Lo afferma Draghi, ricordando che le decisioni del direttivo "vengono prese in piena indipendenza", che "non ha obiettato la settimana scorsa" all'aumento dell'Ela di oltre 2 mld e che attualmente il livello di liquidità è "a 118 mld di euro, quasi il doppio del 2014", cifra che "è il 66% del pil greco" ed il più alto dell'Eurozona.
Da Qe rischi contenuti su stabilità finanziaria - I rischi per la stabilità finanziaria derivanti dai programmi di Qe della Bce "sono piuttosto contenuti per ora". In particolare nel settore immobiliare "non vediamo nessun segno di sopravvalutazione generale", e sia per prezzi e mutui nel settore "abbiamo visto tassi bassi per entrambi". "Monitoriamo gli sviluppi da vicino", ha assicurato Draghi, e, in caso di necessità, "devono essere utilizzati strumenti macroprudenziali per salvaguardare la stabilità".