mercoledì 18 maggio 2016

YARA: il PM di BERGAMO chiede l'ergastolo per MASSIMO BOZZETTI


BERGAMO, 18 maggio - Poco prima delle 20 il pm Letizia Ruggeri ha chiesto l’ergastolo e 6 mesi di isolamento per Massimo Bossetti. La richiesta di condanna è arrivata dopo 5 ore di requisitoria nel pomeriggio di oggi e altre 8 ore venerdì scorso, un intervento fiume nel corso del quale il magistrato ha ripercorso tutte le tappe dell’inchiesta sull’omicidio di Yara.
Secondo il pm Ruggeri «non è possibile individuare un movente» per il delitto di Yara o affermare che la vittima e Bossetti si conoscessero. Le ipotesi sono due: «O Bossetti l’ha convinta a salire – ha detto il magistrato durante la requisitoria – o l’ha tramortita». Per il pubblico ministero il delitto sarebbe da ricondurre a un’«incapacità di controllarsi» di Bossetti: su questo punto Letizia Ruggeri nella sua requisitoria davanti alla Corte ha fatto un paragone con il caso giudiziario del camionista di Verdellino Roberto Paribello, che nel 2002 dopo un incidente stradale sequestrò e uccise una ragazza gettando poi il corpo in un canale dell’Enel a Marne di Filago: nel marzo 2005 la Corte di cassazione confermò, con sentenza definitiva, i giudizi di primo e secondo grado, punendo il camionista con il carcere a vita. Il pm Letizia Ruggeri, pur spiegando che non è possibile stabilirlo con certezza, nella requisitoria ha detto che «l’incontro fatale» con l’imputato Massimo Bossetti «non è accaduto davanti alla palestra» da cui Yara scomparve, ma nei pressi dell’abitazione della ragazza in via Morlotti oppure in via Rampinelli, due strade che la tredicenne avrebbe dovuto necessariamente percorrere per tornare a casa. Il pm ha anche descritto le ricerche a sfondo pornografico ritrovate nei computer di casa Bossetti.
Durante l’udienza Letizia Ruggeri si è soffermata al lungo sulle consulenze della difesa, cercando di smontarle. A proposito degli accertamenti sulle telecamere di Brembate Sopra, ha spiegato che «l’uscita di Yara» dal centro sportivo «è compatibile con il passaggio di Bossetti», mentre per quanto riguarda le fibre tessili trovate sui suoi indumenti ha spiegato che il «furgone di Bossetti è idoneo a generare fibre come quelle».
Sempre sul tema del furgone di Bossetti, poco prima, in aula è salita la tensione, tanto che il giudice Antonella Bertoja è intervenuta per interrompere i commenti del pubblico. Ruggeri ha infatti «smontato» le misurazioni condotte dal consulente della difesa Ezio Denti, secondo il quale il «passo» (distanza tra le ruote, ndr) del mezzo ripreso nei filmati della ditta Polynt sarebbe diverso da quello del furgone di Bossetti. Il pm ha parlato di «approssimazione» delle misurazioni del consulente e «mancanza di prospettiva», mettendo dunque in dubbio la validità degli accertamenti della difesa. Durante questi passaggi della requisitoria dal pubblico si sono sentiti commenti e mormorii, il giudice Bertoja è intervenuta dicendo: «Non siamo al cinema».

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