domenica 2 luglio 2017

La LUNGA NOTTE di VASCO a Modena





MODENA, 2 luglio - La lunga notte di Vasco, qui al Modena Park, per festeggiare assieme ai suoi 230mila fans paganti (un record assoluto) i suoi 40 anni di carriera. E' stata quella di ieri sera una serata-concerto memorabile  iniziata  con "Colpa di Alfredo" alle 21 in punto per esigenze televisive (Rai1) e conclusa a tarda notte con "Albachiara". In mezzo oltre 4 ore di canzoni con tutta la produzione di Vasco, cantata in coro  dai 230 mila: in questo concerto, che è davvero soprattutto una festa ottimista contro la paura e per la libertà, c’è grande spazio anche per il divertimento: c’è lo sberleffo politico contro il proibizionista Giovanardi, preso in giro nel balletto con cui Vasco accompagna ‘Non mi va’; c’è l’inno alla libertà sessuale di quella sorta di ‘wonderbra flashmob’ che va in scena durante l’esecuzione di Rewind (tra topless e quei reggiseni con scritto ‘Fammi godere’ che lo stesso Vasco ha regalato alle fan che poi lo lanceranno verso di lui) e c’è soprattutto la scelta di chiudere la scaletta, prima dei bis, con l’inno alla speranza di ‘Un mondo migliore’.
 Il Blasco sfoggia una giacca di pelle gialla e una forma fisica ritrovata. "Benvenuti alla festa epocale di Modena park. Benvenuti al concerto che non avrà mai fine. Benvenuti nella leggenda, nel record mondiale", è il saluto di Vasco ai suoi spettatori che lo attendevano da ore, da giorni, alcuni da settimane. Senza farsi scoraggiare dal clima o dalle imponenti misure di sicurezza (che hanno retto senza grossi problemi all'impatto).
Tutto, per dire, nella tradizione. C'era Bonolis a tenere in tv i collegamenti con i vari pezzi,  l'uomo è un po' logorroico, come si sa, e ai fans televisivi non è piaciuto perché spesso copriva pure le canzoni. Altri ospiti sono i chitarristi Maurizio Solieri e Andrea Braido, il primo a rappresentare gli anni Ottanta con la Steve Rogers Band, il secondo i Novanta, quando il rock diventa la cifra stilistica più riconoscibile del Blasco. Un duello di chitarre, oltre il tempo. C'è poi Gaetano Curreri (Stadio) per una passata veloce al pianoforte, tutti amici (o quasi) 
In finale, Siamo solo noi e Vita Spericolata per i bis e poi Albachiara con gli immancabili fuochi d'artificio. E l'alba vera non è poi così lontana.


Nessun commento:

Posta un commento