ROMA, 18 maggio - Frena la crescita di nuovi contratti di lavoro a tempo indeterminato: è quanto emerge dall’Osservatorio sul precariato dell’Inps. Nel primo trimestre 2016 sarebbero stati stipulati 428.584 contratti stabili (comprese le trasformazioni) contro 377.497 cessazioni, con un saldo positivo di 51.087 unità. Il dato – rileva l’Inps – è peggiore del 77% rispetto al saldo positivo registrato nei primi tre mesi del 2015, pari a +224.929 contratti a tempo indeterminato, e risente della riduzione degli incentivi sulla stessa tipologia di contratti.
Il risultato è negativo anche se confrontato con il primo trimestre 2014, dove si era registrato un saldo positivo di 87.034 posti stabili nei primi tre mesi. Il taglio degli incentivi I dati risentono dell'introduzione con la legge di stabilità 2016 di una nuova (e meno vantaggiosa rispetto al 2015) forma di incentivo rivolta alle assunzioni a tempo indeterminato e alle trasformazioni di rapporti a termine di lavoratori che, nei sei mesi precedenti, non hanno avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato. La misura dell'agevolazione prevede l'abbattimento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (esclusi i premi Inail) in misura pari al 40% (entro il limite annuo di 3.250 euro) per un biennio. Nel 2015 l'esonero contributivo era totale (sempre esclusi i premi Inail) e triennale con un tetto di 8.060 euro.

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