domenica 12 ottobre 2014

TURISMO, meno male che la Russia c’è (+82% in tre anni in Italia)


ROMA - I segnali che arrivano dal comparto dei viaggi organizzati sono promettenti: l’ultima indagine agli intermediari turistici stranieri realizzata dall’Osservatorio Turistico Nazionale Unioncamere-Isnart rileva come per un Tour Operator su due la domanda di viaggi e vacanze nel Mondo sia stabile, una tenuta del settore confermata anche nelle previsioni per il 2015, anno in cui gli operatori prevedono di vendere in media il 5,1% di pacchetti turistici in più rispetto al 2014. 

Un trend positivo legato alla crescita di alcuni mercati, quali la Russia dove, complice la crescita economica degli ultimi anni, i flussi turistici outgoing sono aumentati con un trend costante: secondo gli ultimi dati Banca d’Italia i viaggiatori russi alle frontiere italiane nel 2013 hanno superato il milione, con un totale di 7,8 milioni di pernottamenti, cresciuti del +82,2% negli ultimi 3 anni. 

I russi poi sono ai vertici della classifica dei turisti “big spender”: l’UNWTO li colloca al quarto posto per spese turistiche sostenute nei viaggi all’estero, preceduti solo dai cinesi, dagli statunitensi e dai tedeschi, i turisti russi hanno speso 53,5 miliardi di dollari nel 2013 (32,9 miliardi di dollari nel 2011 e 42,8 miliardi nel 2012). 

La spesa dei russi in Italia, secondo Banca d’Italia, ammonta a 1,3 miliardi di euro nel 2013 (il 4% delle spese complessivamente sostenute dagli stranieri per i viaggi in Italia), in crescita del +60% rispetto al 2010.

Nel comparto del turismo organizzato, i viaggi in Italia costituiscono il 55,6% dei pacchetti turistici venduti dai Tour Operator russi, un mercato destinato a crescere secondo le previsioni degli stessi buyer, che pronosticano un +7% per la domanda di viaggi e vacanze in Italia nel corso del 2015. Tuttavia la competizione è elevata ed il nostro Paese perde nel 2014 il primato di destinazione più richiesta dalla clientela, preceduta da Spagna e Francia. 

I prodotti più venduti sul mercato organizzato russo sono le città d’arte, il turismo balneare e la montagna, sia per la destinazione Mondo in generale che per l’Italia in particolare.

L’Ungheria presenta negli ultimi anni una crescita in termini di viaggiatori alla frontiera italiana (701 mila nel 2013, +4,9% rispetto al 2010) ma con una tendenza a ridurre i tempi di permanenza nelle località turistiche (2,4 milioni di pernottamenti, -16,4%) e a spendere meno per la vacanza nel Bel Paese (212 milioni di euro nel 2013, -18,8%). 

Sul mercato organizzato l’Italia compete con destinazioni come la Spagna, la Francia, l’Austria e la Polonia, ma la quota di mercato del nostro Paese è in crescita: i viaggi venduti in Italia nel 2014 sono stati il 33,7% dei pacchetti complessivi commercializzati dai buyer ungheresi (27,9% nel 2013) e per il 2015 è prevista una crescita della domanda pari al +5%. I prodotti più venduti per le vacanze nel Bel Paese sono le città d’arte e il mare, seguiti da montagna, viaggi in tour e turismo enogastronomico.

Più consolidato l’appeal dell’Italia nei confronti della Polonia, dove i viaggiatori alle frontiere italiane nel 2013 sono stati 1,5 milioni (in crescita del +16,1% rispetto al 2010), per un totale di quasi 8,7 milioni di pernottamenti (in calo, del -15,7%) ed una spesa turistica pari a 585 milioni di euro (-8,3%).

In flessione anche il settore dei viaggi organizzati per questo Paese, dove l’Italia perde il tradizionale primato di destinazione più richiesta dalla clientela di questi buyer nel 2014, incalzata da Spagna e Francia. La quota di venduto dell’Italia passa dal 34,8% (del 2013) al 29,6% dei viaggi venduti dai Tour Operator nel corso del 2014, sia pure con segnali di ripresa previsti per il prossimo anno (+5,4% le previsioni degli operatori polacchi per i viaggi nel Bel Paese). I prodotti turisti più richiesti sul segmento organizzato sono le città d’arte italiane, le nostre destinazioni balneari e le vacanze in montagna. 

Anche per la Repubblica Ceca emerge una crescita dei viaggiatori alle frontiere italiane (circa 1 milione nel 2013, +11,9% dal 2010) ma un calo dei pernottanti (quasi 4,2 milioni, -24,4%) e della spesa sostenuta per la vacanza in Italia (378 milioni di euro, -10,4%).


L’Italia è la meta più richiesta ai Tour Operator cechi che commercializzano il nostro Paese ma la quota di venduto è in calo (37,7% dei pacchetti venduti dai buyer cechi nel 2014, contro il 43,3% registrato nel 2013), con una sostanziale stabilità prevista per il 2015 (+0,6%). Destinazioni italiane richieste soprattutto per vacanze al mare o in montagna e per viaggi in città d’arte.

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